Manolas ko, a rischio per derby e Porto: come cambia la difesa della Roma

(Jacopo Venturi) – Kostas Manolas si ferma. Nel corso della partita vinta all’ultimo secondo dalla Roma contro il Frosinone, c’è la notizia negativa dell’infortunio del centrale greco. La distorsione alla caviglia non poteva arrivare in un momento peggiore: i giallorossi dovranno infatti affrontare nel giro di una settimana la Lazio e il Porto, in due sfide decisive per il futuro della stagione. Manolas è per distacco il miglior centrale a disposizione di Eusebio Di Francesco e la sua assenza è tanto più grave se si pensa all’instabilità del reparto anche con lui in campo: dalla ripresa a gennaio la Roma ha subito già 10 reti in 6 partite e senza il greco il rendimento difficilmente potrà migliorare. A livello di caratteristiche il rimpiazzo più logico sembra quello di Juan Jesus. Il brasiliano ha un buon piede sinistro e una discreta gamba per sopperire alla maggior fisicità e staticità di Fazio; i dubbi però per quanto riguarda l’ex Inter riguardano la capacità di mantenere la concentrazione nei 90 minuti. Già Fazio ha dimostrato in questa stagione di non essere più il giocatore di un paio di anni fa e di poter incappare in diversi errori banali. Se anche Juan Jesus non dovesse riuscire ad essere costantemente presente a se stesso, la Roma potrebbe soffrire particolarmente due squadre come la Lazio e il Porto, che amano attaccare la profondità.

(Jacopo Venturi)

Primavera, Palermo-Roma 0-0. Pareggio a reti bianche, Celar sbaglia un calcio di rigore

Luca Fantoni – La Roma Primavera ha affrontato i pari età del Palermo, allenati dall’ex Giuseppe Scurto. Nonostante il terzultimo posto dei padroni di casa, i giallorossi non sono riusciti ad andare oltre a uno 0-0 con poche occasioni da una parte e dall’altra. Alberto De Rossi, dopo aver iniziato con il solito 4-3-3, finisce la gara con la coppia di bomber Celar-Estrella, con Cangiano e Ricardi a supporto. L’occasione si presenta sotto forma di calcio di rigore al minuto 92, ma Celar spara alto sopra la traversa, condannando i suoi al pari.

TABELLINO

U.S. CITTÀ DI PALERMO (4-3-3): Al-Tumi (Dal 30′ Avogadri); Sicuro, Fradella, De Marino, Gallo; Mendola, Ruggiero, Santoro; Rizzo, Lucera, Cannavò.
A disposizione: Bruno, Angileri, Gambino, Garofalo, Birligea, Petrucci, Leonardi, Correnti, De Stefano, Montaperto, Giuliano.
Allenatore: Giuseppe Scurto.

A.S. ROMA (4-3-3): Greco; Parodi, Trasciani, Cargnelutti, Semeraro; Riccardi, Pezzella, Greco; D’Orazio, Celar, Besuijen.
A disposizione: Cardinali, Zamarion, Coccia, Santese, Chierico, Darboe, Nigro, Sdaigui, Simonetti, Cangiano, Bucri, Felipe Estrella.
Allenatore: Alberto De Rossi.

Arbitro: Davide Curti della sezione di Milano.
Assistenti: Cosimo Cataldo e Massimo Salvalaglio.

Marcatori: –
Ammoniti: 18′ Parodi (ROMA); 24′ Trasciani (ROMA); 54′ Fradella (PALERMO); 90′ Cargnelutti (ROMA).

LIVE

SECONDO TEMPO

95′ – L’arbitro fischia la fine del match.

93′ – Celar calcia dal dischetto, ma spara alto.

92′Calcio di rigore per la Roma: atterrato Cangiano.

90′ – Ammonito Cargnelutti per un fallo su Cannavò.

83′ – Buona trama dei giallorossi, con Estrella che controlla in area ma cade dopo l’uscita del portiere avversario. Per l’arbitro non si tratta di calcio di rigore.

80′ – Bel tiro di Cangiano, che finisce però alto.

76′ – Cambio offensivo per De Rossi: fuori Freddi Greco e dentro Felipe Estrella.

75′ – Azione pericolosissima del Palermo, che arriva a calciare in porta, ma la palla finisce a lato.

71′ – Doppio cambio per i padroni di casa: fuori Fradella e Lucera, dentro Petrucci e Birligea.

69′ – Calcio d’angolo dei giallorossi, ma il colpo di testa di Trasciani finisce fuori.

65′ – Cambio Palermo: entra Gambino, esce Ruggiero.

62′ – Altro cambio in casa Roma: Darboe al posto di D’Orazio.

61′Riccardi rimane a terra dopo un violento scontro con un avversario, ma si rialza poco dopo. Ammonito Ruggiero.

59′ – Buon possesso del Palermo, ma il tiro verso la porta di Greco finisce fuori.

54′ – Ammonito Fradella del Palermo.

46′ – Inizia la ripresa, con Cangiano in campo al posto di Besuijen.

PRIMO TEMPO

45’+2′ – Dopo due minuti di recupero termina il primo tempo. Meglio la Roma che però non riesce a finalizzare.

36′ – Si vede anche il Palermo. Il colpo di testa in torsione di Cannavò finisce però sul fondo.

30′ – Il portiere Al-Tumi è costretto ad uscire per infortunio. Al suo posto il Palermo mette dentro Avogadri.

27′ – Gran tiro dalla distanza di Riccardi ma Al-Tumi si distende e devia in angolo.

24′ – Ammonito anche Trasciani per un fallo su Gallo.

22′ – Ancora Celar! Cross teso di Pezzella ribattuto dalla difesa rosanero, la palla arriva a Celar che di destro manda alto da buonissima posizione.

18′ – Ammonito Parodi per un fallo di mano.

12′ – Sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla arriva a D’Orazio ma l’esterno giallorosso tira male e il pallone finisce sul fondo. La Roma attacca.

7′ – Celar stoppa di petto un cross dalla destra, si coordina e conclude verso la porta ma la sua conclusione finisce alta.

6′ – Azione pericolosa per il Palermo con una palla che attraversa tutta l’area di rigore.

1′ – Inizia la partita, la Roma batte il calcio d’inizio.

Luca Fantoni

Frosinone-Roma 2-3: le pagelle. Dzeko al 94° decide la solita partita folle della Roma. La difesa si spegne senza Manolas, ElSha presente

Simone Indovino – Certe cose non cambieranno proprio mai. Ci vogliono 95 lunghissimi minuti per battere un modestissimo Frosinone ma col coltello tra i denti. Metti questo fattore, metti un vento in grado di spostare il pallone, e la Roma torna ad essere altalenante. Alla lunga non fa altro che prevalere la maggiore qualità dei capitolini, che devono senz’altro ringraziare Dzeko, prima abile a segnare il pari, poi il nuovo sorpasso allo scadere. In mezzo un gol di Pellegrini, che aveva inizialmente ribaltato lo svantaggio di Ciano. Plauso per El Shaarawy, lucido fino all’ultimo secondo di gioco.

ROMA

Olsen 5.5 – Non può passare inosservato il suo erroraccio iniziale che porta al vantaggio del Frosinone. Da lì è poco impegnato, fino a quando Pinamonti lo trafigge nuovamente (con poche colpe, stavolta) e subito dopo nega il sorpasso che sarebbe stato clamoroso con un bel balzo sulla sinistra.

Santon 6 – Gara ordinata quella dell’ex Inter, che è bravo e attento in fase di retroguardia senza disdegnare qualche affondo sulla corsia.

Manolas 6 – Esce lui e la luce si spegne. Chiaro, non era stato impegnato in chissà quale circostanza, ma è solamente la sua presenza al centro della difesa a giovare alla squadra.

Marcano 6.5 – Puntuale in praticamente tutte le chiusure, abile nei vari posizionamenti nonostante le traiettorie insidiose che la palla assumeva con il vento. Positivo.

Kolarov 6 – Non troppo impegnato dal suo lato, ed è certamente meglio così per lui. Come spesso ci ha abituato, gioca una gara di gestione.

Nzonzi 5 – Non buona la partita del francese, che appare distratto su tutti i punti di vista a partire dal primo minuto di gioco. Al terzo, combina la frittata insieme a De Rossi regalando il pallone a Ciano che poi, complice anche Olsen, realizza. Anche nei restanti minuti in cui è in campo non è preciso, e perde tantissime sfere.

De Rossi 6 – La sua partita non aveva permesso di stropicciarsi gli occhi. L’errore di comprensione con Nzonzi all’inizio è decisivo, in seguito il piede non è quello di tutti i giorni. Per fortuna che al 94.15 il destro torna a rispondere esattamente ai comandi, recapitando una palla a dir poco perfetta a El Shaarawy.

El Shaarawy 6.5 – Solo l’assist finale vale tutto il resto della partita. A una manciata di battute dal triplice fischio, pennella quell’assist al bacio per Dzeko che il bosniaco deve spingere solamente in porta. Era stato un diretto protagonista anche della seconda rete di Pellegrini.

Pellegrini 6 – Gol a parte, che è fondamentale, non regala di certo una delle sue migliori partite dell’anno. Impreciso in tante circostanze, è bravo a farsi trovare nella posizione giusta per ribadire in porta la respinta di Sportiello.

Perotti 6 – Sufficienza d’incoraggiamento per l’argentino, la cui condizione appare palesemente in ritardo. Fa quel che può e lo fa anche discretamente bene.

Dzeko 7.5 – Ci sono tantissime cose dentro la partita di Edin. Il nervosismo, la lotta con Manganiello per le scorie di Firenze, gli insulti dei tifosi avversari. Ci sono, però, anche due gol, di cui uno a 40 secondi dalla fine, che regalano 3 punti fondamentali alla Roma.

Cristante 6 – Una discreta gestione del pallone in mezzo al campo.

Zaniolo s.v. – Le botte, il vento, il peso della diffida sulle spalle. Fa poco.

Fazio 5 – In ritardo cosmico su Pinamonti che è in grado di realizzare da solo, poco dopo un altro svarione rischia di compromettere tutta la partita. Ingresso da brividi…

Di Francesco 5.5 – Certi problemi non se ne andranno davvero mai e, sopratutto, non si capirà mai l’origine. Problema di testa? Problema fisico? La partita odierna è un enigma sotto tutti i punti di vista, per fortuna Dzeko si rivela un grande opportunista a una manciata di secondi dalla fine.

Simone Indovino

SERIE A Dzeko all’ultimo respiro: la Roma espugna Frosinone (VIDEO)

(Keivan Karimi) – Ancora distratta, non bella da vedere, sofferente, ma stavolta ricca di cuore e volonta. La Roma ha battuto in extremis il Frosinone, con un 3-2 a dir poco emozionante e rocambolesco che ha premiato la formazione di Eusebio Di Francesco. Il tecnico ha scelto il turnover in vista del derby di sabato prossimo, ma le decisioni iniziali non lo hanno premiato.

Dopo pochi minuti i ciociari sono passati in vantaggio con il gol fortunoso di Ciano, aiutato dalla mezza papera del portiere Olsen. Una partenza shock che però ha maturato la reazione della Roma entro fine primo tempo, con le reti di Dzeko e Pellegrini abili a ribaltare il risultato nel giro di tre minuti.

Nella ripresa il Frosinone, senza grossi sforzi, è comunque riuscito a ritrovare il pari e mettere in difficoltà la Roma: distrazione della retroguardia giallorossa e l’ex interista Pinamonti ne approfitta segnando tutto solo il 2-2 momentaneo. L’infortunio di Manolas (uscito in barella a metà ripresa) e l’occasionissima cestinata da Trotta sembravano far presagire l’ennesima serata sventurata per la Roma. Ma all’ultimo respiro Dzeko servito da El Shaarawy sul filo del fuorigioco trova l’ancata vincente e regala un successo ormai quasi insperato. Roma che sale a quota 44 punti, a solo una lunghezza dal Milan vittorioso ieri contro l’Empoli.

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SERIE A Una brutta Roma batte il Bologna nel posticipo (VIDEO)

(Keivan Karimi) – Un successo importantissimo ma davvero brutto da vedere. La Roma dopo le fatiche di Champions soffre un Bologna frizzante e meritevole e vince con il minimo sforzo per 2-1.

La vittoria porta la Roma di Di Francesco sulla scia delle milanesi, ma la prestazione è tutt’altro che convincente. Nel primo tempo il Bologna di Mihajlovic gioca bene e a tratti domina: una traversa colpita da Soriano, almeno 3 parate determinanti di Olsen e tanti errori in mezzo al campo.

Nella ripresa mister Di Fra azzecca la sostituzione: dentro El Shaarawy per Cristante ed è proprio il Faraone a guadagnarsi il netto rigore del vantaggio per fallo di Helander. Dal dischetto Kolarov è fredissimo e realizza la rete del vantaggio. Poco dopo arriva il raddoppio: corner dalla sinistra, spizzata di De Rossi e gran destro di Fazio, che si dimostra più brillante in attacco che in difesa. Ma la sofferenza è nel dna romanista, visto che Sansone trova la rete del 2-1 a cinque minuti dal termine. I giallorossi resistono fino alla fine e portano a casa 3 punti brutti ma preziosi come oro.

https://www.youtube.com/watch?v=0wjKM3yMoqo

Roma, torna di moda Herrera: il messicano abbassa le pretese

Si riapre a sorpresa la pista Hector Herrera per la Roma. Secondo le ultime indiscrezioni del Corriere dello Sport è proprio lo stesso giocatore ad aver fatto sapere al ds giallorosso Monchi di aver abbassato le pretese economiche: dai 5 milioni annui richiesti inizialmente, oggi ne andrebbero bene 3 tra parte fissa e bonus comodamente raggiungibili. La Roma ha presto tempo, consapevole della preferenze del messicano verso i giallorossi rispetto ad altri club italiani. Quello che sembra praticamente sicuro è che non rinnoverà il suo contratto con il Porto.

La notte magica di Zaniolo: due gol per il futuro

(Jacopo Venturi) – Nicolò Zaniolo stende il Porto. Il talento romanista ha deciso la gara di andata di Champions League con due reti, le prime nella massima competizione europea per lui. Il torneo gli aveva già dato una grande soddisfazione con l’esordio assoluto tra i più grandi al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid. In quell’occasione Zaniolo colpì per la personalità più che per le giocate, mentre ieri sera contro i Dragoes si è preso la Roma. Il punteggio finale (2-1) risulta anche amaro per come i padroni di casa avevano interpretato la partita e per le chance che lascia aperte ai lusitani per il ritorno in Portogallo. Ma forse dalle parti di Trigoria stanno ragionando sul fatto che questo sia solo un aspetto marginale oggi, perché la Roma ha trovato un nuovo pilastro sul quale costruire il proprio futuro. Ragionandoci, Zaniolo può costituire nel futuro, prossimo e remoto, un valore tecnico, economico e attrattivo non indifferente. Il giocatore ha espresso finora solo una parte infinitesimale delle proprie potenzialità, sia dentro che fuori dal campo, e come con tutti i talenti precoci c’è da essere cauti nella valutazione: l’errore nel processo di crescita è sempre dietro l’angolo e può rovinare una carriera. Ma è indubbio che se il ragazzo manterrà la testa sulle spalle, il suo talento non lo potrà tradire.

(Jacopo Venturi)

Roma-Porto 2-1: le pagelle. Primo round capitolino, ma il gol subito guasta. Zaniolo brilla anche in Europa, partitona di Dzeko

Simone Indovino – Vittoria meritata ed importantissima ma tutto è da rimandare al ritorno. Successo per 2-1 della Roma sul Porto, che si aggiudica il primo round degli ottavi di finale. A firmare il successo è proprio il più giovane in campo, Nicolò Zaniolo, che non fa altro che confermarsi in palcoscenici sempre più grandi. Il giovane è assistito in entrambe le circostanze da Dzeko, autore di una partita di caratura straordinaria. Ottima la fase difensiva, che fa buona guardia fino al gol subito (in cui si è messa prepotente anche la sfortuna). Adesso c’è da riorganizzare le idee, concentrarsi sul campionato per arrivare al meglio alla sfida di ritorno.

ROMA

Mirante 6 – Puntuale in uscite, gioco con i piedi e in quelle poche occasioni in cui è chiamato in causa. Sul gol subito può fare veramente poco.

Florenzi 6 – Brahimi è uno dei clienti più scomodi del panorama europeo, e sicuramente impensierisce non poco il romano, così come le discese di Telles. Non si corrono tuttavia grossissimi pericoli da quel lato. In fase offensiva potrebbe tuttavia far di più: sono troppi gli errori anche banali in appoggio.

Manolas 6 – La doppia distrazione finale che regala la rete al Porto, alla fine dei giochi, viene pagata piuttosto in maniera cara. Si fa sorprendere dal lancio lunghissimo, direttamente dalla difesa avversaria, in maniera troppo semplice. Per i restanti minuti era stato bravissimo a lottare con fisicità e velocità con gli attaccanti avversari.

Fazio 6.5 – Piedi da rodare, ma nulla da dire su determinati posizionamenti. Si permette, ogni tanto, qualche sgroppata offensiva che buca il centrocampo avversario.

Kolarov 6.5 – Il solito stantuffo sulla corsia, abile nella fase difensiva e altrettanto pericoloso in avanti, fino all’ultimo secondo, quando “distrugge” la faccia di Casillas con un siluro.

Cristante 6 – Corre tantissimo in mezzo al campo, e la sua presenza è fondamentale. Tant’è che disputa l’ultimo quarto d’ora in totale debito d’ossigeno. Vicino alla rete nel primo tempo con una buonissima giocata.

De Rossi 6.5 – Quanto è importante DDR in mezzo al campo. Le sue geometrie sono preziosissime per la totalità del gioco nonostante la marcatura a uomo. Quando non può gestire la sfera, aiuta tantissimo i due centrali difensivi. Preziosissimo.

Pellegrini 6 – Una partita sufficiente quella del centrocampista romano, che allega tanti chilometri percorsi al suo match. È utile nella doppia fase, sia di interdizione sia di possibile ripartenza. Il suo sinistro potentissimo sembra a botta sicura, ma Casillas si distende negandogli la rete.

Zaniolo 8 – Un po’ come tutta la squadra, è più coinvolto in fase di ripiegamento che in fase offensiva per i primi 65 minuti circa. Poi, quando lui e i compagni decidono di aumentare i giri, è subito protagonista. Col destro realizza la sua prima marcatura europea, si ripete pochi minuti dopo con la porta spalancata sì, ma col pallone che pesava veramente tantissimo. Un gioiello.

El Shaarawy 6 – Mettiamola così: fa bene, ma potrebbe fare di più. Anche lui è un diretto aiutante della retroguardia giallorossa, ma in proiezione offensiva non mette mai la quinta. Entra comunque in maniera diretta nel primo gol, è lui a servire la palla a Dzeko.

Dzeko 7.5 – Partita monumentale quella del bosniaco. Nel primo tempo la squadra è bassa e lui è l’unico che prova a far cambiare le cose e colpisce anche un palo. Poi nella ripresa sale in cattedra: fornisce l’assist perfetto per Zaniolo, poi colpisce un altro legno, clamoroso, che spiana la strada per la doppietta del compagno. Anche nel finale è veramente prezioso per tenere su il pallone.

Nzonzi s.v. – Prezioso nella legna finale.

Santon s.v. – Qualche buonissima copertura negli assedi del Porto sullo scadere.

Kluivert s.v. – Solo una manciata di secondi in campo.

Di Francesco 6.5 – Il primo round va a lui. Una partita tatticamente ineccepibile, anche se la sua squadra è piuttosto intimorita all’inizio dalla velocità degli uomini offensivi del Porto. Poi nella ripresa cambia la musica, ed è aiutato da quel piccolo fenomeno che si chiama Nicolò. Peccato per quel calo di concentrazione negli ultimi 10 minuti che ha pienamente rimesso in corsa i portoghesi.

Simone Indovino

La stagione del Faraone: mai così bene alla Roma. E si pensa anche al rinnovo

(Jacopo Venturi) – Qualche mese fa, Stephan El Shaarawy era solo uno dei tanti giocatori con le valigie in mano a Trigoria, pronto a partire per far cassa e consentire alla Roma di reinvestire quanto guadagnato sul mercato. Ora, dopo più di un girone, gol e prestazioni mature e convincenti, Stephan El Shaarawy è uno dei punti di riferimento dei giallorossi. Il Faraone è arrivato nella Capitale nel gennaio del 2016, ormai tre anni fa: si era reso da subito protagonista nel tridente leggero di Spalletti, nel quale l’esterno italiano giocava al lato sinistro del falso nueve Perotti, mentre nella corsia opposta correva Salah. Dopo quell’idillio di sei mesi El Shaarawy era risultato nelle due stagioni successive sostanzialmente un giocatore utile ma troppo discontinuo, capace di accendersi ma poco efficace sotto porta. Quest’anno invece si è conquistato il ruolo di inamovibile sulla fascia sinistra, quella che predilige, a suon di gol. Sono 8 finora, per una straordinaria media di una rete ogni 148 minuti. Non è il suo record assoluto (ne aveva fatti 16 al Milan nella stagione dell’esplosione), ma è il suo migliore score da quando è nella Capitale e ha ancora tre mesi davanti per migliorare i suoi numeri. El Shaarawy sembra dunque essersi ritrovato e la Roma potrebbe dunque decidere di puntare su di lui anche per gli anni a venire, dato che il giocatore, a 27 anni, è nel pieno della sua carriera. Al momento il suo contratto scade nel 2020 ma non è da escludere che nei prossimi mesi possa essere prolungato fino al 2023.

(Jacopo Venturi)

Di Francesco e De Rossi caricano la Roma: “Contro il Porto per ritrovare sorrisi ed entusiasmo”

(K.Karimi) – La conferenza stampa prima di Roma-Porto, ottavo di finale di Champions League, con protagonisti Eusebio Di Francesco e Daniele De Rossi:

Per Di Francesco: Ritorna la sua competizione dove l’anno scorso ha tracciato insieme alla squadra un percorso importante. È l’occasione per vedere la squadra guarita?
“Il percorso è sempre lungo però è la partita giusta per ritornare entusiasmato nell’ambiente”

Per De Rossi: la difesa a Kolarov è un modo per risanare la ferita tra lui e i tifosi?
“Se si potesse sanare questa ferita nella Roma sarei contento. Alex lo considero un fratello. Quello che posso dire ai tifosi, che si sono sempre fidati di me, gli dico che è un grande professionista. Non dico che è romanista, ma è un grande professionista, dà sempre quello che deve dare, non  salta un allenamento, in condizioni anche difficili. Io preferisco gente del genere, piuttosto che quelli che baciano la maglia  o fanno dichiarazioni al miele e al primo dolorino si fermano. Comunque il tifoso va rispettato”.

Per Di Francesco: Senza Marega e Corona che Porto si troverà domani?
“Credo abbiamo degli ottimi sostituti. Ottavio e Soaves sono giocatori forti, anche se con caratteristiche differenti, con qualità importanti. Il Porto al di là dei singoli è una squadra compatta, tosta, dura. È delle squadre di Cgampions che ha vinto più duelli difensivi e questo indica che dal punto di vista di squadra stanno veramente bene. Sarà una partita che dal punto di vista fisico molto dispendiosa”.

Per De Rossi: che Champions League bisogna aspettarsi dalla Roma quest’anno? L’esperienza fatta lo scorso anno può essere un valore aggiunto?
“Ci fa arrivare a partite più pronte a partite che sono delicate. Lo abbiamo detto quando abbiamo affrontato Real Madrid, Barcellona, Liverpool che erano più abituate di noi, fermo restando che il Porto è abituata a giocare partite così da diverso tempo. Anche per noi può essere un  motivo di sicurezza con giocatori in più rispetto al passato. Si racchiude tutto nella parola ‘esperienza’ che è stata positiva. L’anno scorso poteva finire meglio perché siamo stati sfortunati però è totalmente un altro campionato e non possiamo attaccarci a quello che è stato e prepararci bene per domani”.

Per Di Francesco: Qual è la situazione degli infortunati?
“Di quelli che non ci sono stati a Verona con il Chievo sicuramente Manolas che si è allenato con la squadra, mentre Olsen è in dubbio fino a domani mattina. Abbiamo perso Schick per un infortunio muscolare. tutti gli altri infortunati rientreranno domani, ma speriamo di riaverli con il Bologna: parlo di Perotti in particolar modo”.

Per De Rossi: Cosa ti ha colpito positivamente e negativamente della Roma di questo periodo?
“Negativamente i risultati che non sono stati brillanti e a volte non hanno rispecchiato le prestazioni in campo perché secondo me abbiamo fatto delle gare molto buone e abbiamo portato a casa i punti che meritavamo come il Real Madird, con l’Inter in casa. Quelli che stanno fuori sono sempre i più bravi, si notava che quando predavamo gol in situazione già critica non riuscivamo a tirare fuori la testa, andando ancora più in difficoltà, cosa che non è avvenuta ultimamente perché, a parte Firenze, le prestazioni sono state positive”.

Per Di Francesco: Schick contro il Bologna non ci sarà? Recuperano solo Perotti e Under?
“Sinceramente sto pensando al Porto, quindi non so dire se contro il Bologna ci sarà, ma Schick difficilmente sarà disponibile”.

Per De Rossi: Sei starai bene fisicamente potrai continuare a giocare ancora per un altro anno?
“L’ho sempre detto. Se sto bene fisicamente continuerò a giocare. Per quanto riguarda quello che dicono i miei compagni e il mister, loro non si rendono conto quanto sono importanti per me. In questi ultimi due anni mi hanno fatto sentire importante più di quanto lo sia stato in carriera. Per questo devo ringraziare solo loto, poi mi accorgo che le prestazioni sono buone e sono buone quando ti senti importante e diventa più semplice”.

Per Di Francesco: Con il ritorno di De Rossi rischia il posto Nzonzi o come abbiamo visto negli ultimi minuti a Verona nel 4-3-3 c’è la possibilità di vederli insieme?
“Ho questo dubbio di poterli fare giocare insieme anche in questa partita, sto facendo delle valutazioni in base ai giocatori che ho a disposizione. Li ritengo dei titolari, sicuramente oggi Daniele farà l’allenamento con la squadra e se dovesse dare risposte positive giocherà sicuramente lui. Per il resto è tutto da vedere”.

Per De Rossi: Percepisci pure tu un rumore, un’emozione diversa dei tifosi diversa quando entri in campo?
“L’Olimpico è sempre stata casa mia e sento grande affetto ultimamente, una percentuale più alta di tifosi che mi vogliono bene. Questo è stato il percorso che ha fatto Francesco: a metà della sua carriera ha trovato qualche detrattore, poi però alla fine si sono inchinati davanti alla sua grandezza. Lo sento che la gente mi vuole bene e sono contento, però penso e devo continuare a pensare che derivi dal fatto di giocare bene a pallone, non posso pensare ad altro e che fra poco smetterò. Ci sta il rumore positivo quando fai le cose giuste e il rumore negativo quando fai le cose meno giuste: il calcio è così”

Per Di Francesco: Come giudica l’assenza di Marega e il suo ricordo di Conceiçao?
“Conceiçao sta facendo un grande lavoro, ha fatto benissimo anche a Nantes sta proseguendo il suo percorso di crescita. È un allenatore che sta dando un’identità alla squadra e ha anche dato al Porto qualcosa  dal punto di vista caratteriale, una squadra che era con più palleggiatori che andava alla ricerca della qualità. Adesso la vedo molto più concreta sotto tutti i punti di vista. Per quanto riguarda Marega è un attaccante differente rispetto a Suarez, più di fisicità, di gamba. Ovviamente quando c’è campo aperto diventa un calciatore pericoloso”.

Per Di Francesco: Zaniolo lo preferisci come esterno d’attacco o come mezzala?
“Non lo so come lo vedo. potrebbe giocare sia a destra che come centrocampista. Non è una novità perché lo ha fatto e potrebbe giocare anche lui a destra, ma non posso darvi altre indicazioni perché potrebbe essere un ruolo ricoperto anche da Kluivert e Florenzi. Ci sono tante soluzioni, dipende da me la partita che andremo a fare rispetto agli avversari che ho di fronte”.

Per De Rossi: tra l’anno scorso e quest’anno la Roma è stata sull’orlo del baratro 3-4 volte e siete riusciti a sollevare grazie anche a Di Francesco. Che cos’è che lui ha e che vi aiuta quando le cose vanno male?
“La sua idea di calcio e quella non cambia se le cose vanno male o vanno bene. Sa quello che succede in campo riconoscendo i nostri problemi. Se le cose vanno male e l’allenatore mette 10 attaccanti o 10 difensori sconvolgerebbe l’equilibrio della squadra e non si riuscirebbe a reagire e invece lui continua fare le cose normali. È ovvio che lui sia facile dopo aver vinto una partita importante: gli umori sono sempre ricchi d alti e bassi, più di quanto lo siano quelli dei calciatori, però ha sempre tenuto la barra dritta anche in una città dove con è sempre facile rimanere saldi di testa e di polso. Poi sull’orlo del baratro non ci siamo stati così tante volte, ci sono stati dei momenti negativi dove si è parlato tanto del suo futuro, ma essere sull’orlo del baratro vuol dire un’altra cosa: io ho vissuto momenti quando eravamo quintultimi in classifica e ogni competizione e mi sentivo più sotto pressione”.

Per Di Francesco: Domani è una partita più da gambe fresche o esperienza?
“È il mix giusto, però la gamba ci vuole sempre, non si po’ giocare solo con l’esperienza. Spesso scherzo con Daniele e gli dico che a fine carriera mi rendevo conto che mi si allungava la lingua e mi si accorciavano le gambe. Non possiamo pretendere che Daniele abbia una condizione ottimale perché ha già dato grande continuità, però l’esperienza, il saper vivere certe partite, a volte puoi avere grandi gambe però se ti tremano quando hai la palla poi è dura. La capacità sta anche nel preparare le gare in un certo modo perciò uniamo le due cose perché senza corsa non si va da nessuna parte”.

Per De Rossi: Hai mai pensato che fosse tutto finito?
“Cerco di essere il più realista possibile. Non ho mai pensato di smettere perché ho fatto 3 mesi da calciatore serio: mi sono allenato sempre, ho fatto tutto ciò che c’era bisogno di fare per rientrare nella maniera giusta. Se ho fatto questo tipo di sacrifici perché pensavo di poter rientrare, però il punto di domanda  che avevo, e che in parte ho ancora adesso, è quanto reggerà la mia condizione fisica, come reggerà il ginocchio perché un’operazione alla cartilagine non l’avrei sopportata a 35 anni. Se invece risponde bene come sta rispondendo, non vedo perché io debba smettere o debba farmi domande che il campo smentisce”.

Per Di Francesco: Quanto è importante ritrovare quella solidità difensiva che finora è mancata in questa stagione?
“Specialmente in queste due partite da 180 minuti, è importante nella prima gara avere grande solidità, giocando in casa dovremo fare ancor di più una grande fase difensiva per poter fare una grande fase offensiva. Sarà determinante mantenere inviolata la nostra porta. Rimanere inviolati non significa perdere l’identità di squadra:  vuol dire avere qualche accorgimento in più specialmente contro giocatori capaci di ripartire con grande velocità e con esperienza in queste gare perché, se ricordo bene, la Roma non ha mai avuto un buon rapporto con il Porto”.

Per De Rossi: Questa partita può essere il coronamento di un periodo difficile che è finito?
“Giorno dopo giorno, ogni risposta che mi dà il ginocchio sono piccoli coronamenti di un percorso che sto facendo. Io penso che biosogna pensare alla partita, il mio attaccamento alla maglia è pensare alla gara come qualsiasi altra gara, come ho sempre fatto quando ero fuori. L’importante non è se giocherò 6 mesi, un anno e mezzo o due anni e mezzo, ma è continuare a preparare bene questa partita e pensare da squadra. È logico che aggiornerò sempre il mister e il dottore sulle mie condizioni fisiche, ma non è il motivo principale per cui stiamo qui. Dobbiamo una partita da vincere e non dobbiamo fare dei test sulla mia condizione fisica”.