Fonseca: “Roma all’inizio di un percorso. Pronti a migliorare la rosa. Pallotta? Non c’è, ma si sente”

(Keivan Karimi) – Metà stagione da allenatore della Roma. I risultati parlano per lui. Paulo Fonseca ha conquistato la capitale, con prestazioni all’altezza e un cammino totalmente positivo, soprattutto per come si è chiuso il 2019 giallorosso.

Oggi la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un’intervista intrigante che segna la metà del percorso stagionale della sua Roma. Fonseca si dimostra ambizioso ma cauto, con le idee chiare ma senza alcun cenno di adagiamento sugli allori.

Quali sono i suoi riferimenti da tecnico?
Fino a 26-27 anni non pensavo alla panchina. Poi ho iniziato a vedere le cose diversamente, ero interessato a tutto ciò che facevamo come lavori ed esercitazioni. Ma in Portogallo la svolta è stata Mourinho, il più grande allenatore della nostra storia. Ci siamo parlati poche volte, ma c’è un rapporto di reciproco rispetto. Lui ha segnato una trasformazione, un nuovo modo di concepire gli allenamenti, lui e il professor Vitor Frade sono stati dei riferimenti per allenatori come me, che iniziavano la carriera. Personalmente non ho mai copiato nessuno, ma sono stato influenzato da tutti gli allenatori avuti. Su tutti due: Jean Paul, che nelle giovanili dello Sporting Lisbona ha scoperto Quaresma e Cristiano Ronaldo, e Jorge Jesus, ora al Flamengo.

Lei è arrivato alla Roma in un momento non facile, con la tifoseria in subbuglio per gli addii di De Rossi e Totti. Ha mai pensato che con loro tutto potesse essere più facile?
Non ci ho mai pensato, quando mi è stata offerta la Roma loro non c’erano già più. Sono stati due grandissimi giocatori, è facile immaginare che se fossero qui sarebbero coinvolti nel processo e, vista la loro qualità, aiuterebbero squadra e gruppo a salire di livello. A me piace costruire il gioco dal basso e il miglior De Rossi si sarebbe integrato bene nel nostro gioco. Certo, ora è in età avanzata e non più al 100%, ma al top lo abbiamo apprezzato tutti.

È una difficoltà in più il fatto che parte della tifoseria non ami il presidente Pallotta e che lui non venga a Roma da quasi seicento giorni?
Io da parte dei tifosi percepisco un calore molto forte. Il seguito è impressionante. Sono fantastici. Tutti gli allenatori vorrebbero questo sostegno. È vero che Pallotta non è qui fisicamente, ma s’informa ogni giorno sull’andamento della squadra. E poi oggi il calcio è cambiato, nel mondo ci sono tanti esempi di altri club in cui i presidenti vivono in altri paesi. Non credo che questo costituisca un problema per la Roma o influenzi il nostro lavoro. Pallotta non c’è, ma si sente.

È arrivato nella stagione più aperta degli ultimi anni. Ha l’impressione che con qualche ritocco anche la Roma possa lottare per lo scudetto?
Penso che non sia giusto creare grandi aspettative. Meglio vivere con senso della realtà. Siamo all’inizio di un percorso. C’è un allenatore nuovo, un direttore sportivo nuovo, tanti giocatori sono arrivati e tanti sono andati via. Sono soddisfatto dell’andamento della squadra, ma sarebbe ingiusto creare questa pressione. Non vale la pena fare piani a lungo termine quando la prossima partita è sempre la più difficile. Sopratutto qui in Italia, dove l’ultima in classifica può battere la prima. Comunque, ho la consapevolezza che la Roma stia crescendo.

Il suo primo bilancio sulla Roma e sul campionato italiano?
Molto positivo, sono molto contento della squadra e della Serie A. Certo, il campionato è molto duro. Ci sono squadre e allenatori forti, ogni partita è diversa, ma dà grandi motivazioni. Di natura sono ottimista. E così penso che il 2020 possa essere meglio del 2019.

Gli obiettivi della vostra stagione sono mutati?
No. Il primo resta quello di arrivare tra le prime 4 per andare in Champions. Detto questo non cambio idea: rafforzando questa squadra, credo che entro l’arco della durata del mio contratto, si possa vincere qualcosa. Logico, però, che anche ora si giochi per vincere. La Coppa Italia non è facile, ci aspetta il Parma e poi forse la Juve, ma ci proveremo. L’Europa League si è trasformata in una mini Champions, visto le grandi squadre che ci sono, ma di sicuro non trascureremo questa competizione.

Dal prossimo mercato si aspetta rinforzi?
Gennaio è un mercato difficile. Eventuali rinforzi devono migliorare la rosa, non è facile. Prenderemo qualcuno se ci saranno delle uscite per alzare il livello. Petagna? Ottimo giocatore, ma non per il mio gioco.

Caso Florenzi: per via della Nazionale, al posto suo resterebbe o andrebbe via?
Non devo mettermi nei suoi panni. Lo capisco, ma quello che succede a lui con la Nazionale succede anche ad altri. Sono consapevole di quello che rappresenta per il club e per i tifosi. È un grandissimo professionista, non abbiamo mai avuto problemi, con lui ho un ottimo rapporto. Resta sempre un opzione tecnica, ma questo vale anche per gli altri giocatori. Io devo pensare solo al bene della Roma. Non posso pensare al fatto se Florenzi giochi o meno in Nazionale, anche se lo comprendo.

Sia sincero: pensa di restare a lungo qui?
I risultati indirizzano sempre la nostra vita, ma oltre che per la città, mi piacerebbe restare in un club che mi fa sentire a casa. La Roma è una delle società più importanti del mondo, vorrei restarci molto tempo.

2019 chiuso in bellezza: la Roma schianta 4-1 la Fiorentina

(Keivan Karimi) – I tifosi della Roma possono sognare e passare le festività natalizie nel migliore dei modi. Tutto grazie all’ultima grande vittoria del 2019, un successo esterno sulla Fiorentina che consolida il 4° posto in classifica.

Roma meritevole del piazzamento Champions, ma che stasera al ‘Franchi’ dimostra tutte le sue qualità odierne: saper soffrire, dominio territoriale e cattiveria sotto porta.

Il 4-1 sulla Fiorentina è risultato giusto e straripante. I viola, privi del duo Chiesa-Ribery, partono aggressivi nell’anticipo del venerdì sera. Ma la squadra di Paulo Fonseca dimostra saggezza e cattiveria. Non a caso al primo affondo Edin Dzeko colpisce: al 19′ Pellegrini inventa, Zaniolo rifinisce e il bosniaco punisce Dragowski da due passi.

Raddoppio immediato: punizione al limite conquistata da Zaniolo. Come al solito si presenta in battuta Aleksander Kolarov che supera la barriera col suo classico sinistro magico e trova l’angolino. 2-0 e partita già in ghiaccio.

La Fiorentina nel finale di tempo ha un moto d’orgoglio: un’azione ben orchestrata da Castrovilli porta al tiro Caceres. Una deviazione favorisce Milan Badelj che non sbaglia e prova a riaprire il match.

Nella ripresa però la Roma si comporta da squadra matura. Controlla l’eventuale ritorno di fiamma toscano e chiude i conti appena possibile. Il gol che taglia le gambe alla Fiorentina è di Lorenzo Pellegrini: il migliore in campo dialoga con Dzeko e mette alle spalle di Dragowski la terza rete.

Chiude i conti l’ex Nicolò Zaniolo, che in campo aperto non può sbagliare col suo piattone sinistro e stabilisce uno splendido poker, che vendica il clamoroso 7-1 subito dalla Roma al Franchi in Coppa Italia a gennaio scorso.

Un successo che dà ottimismo e fiducia alla banda Fonseca, sempre più in zona Champions League e pronta a vivere un 2020 da protagonista.

Il tabellino del match:

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola (83′ Sottil), Pulgar, Badelj, Castrovilli (83′ Eysseric), Dalbert; Boateng (66′ Pedro), Vlahovic. All. Montella.

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo (90′ Spinazzola), Pellegrini (86′ Under), Perotti (76′ Mkhitaryan); Dzeko. All: Fonseca.

Arbitro: Orsato di Schio

Marcatori: 19′ Dzeko, 21′ Kolarov, 34′ Badelj, 73′ Pellegrini, 88′ Zaniolo.

Venerdì senza reti: Inter e Roma impattano sullo 0-0

(Keivan Karimi) – Il big match della 15.a giornata termina senza reti e con poche emozioni. Inter e Roma non si fanno male e impattano sullo 0-0, un pareggio che può servire a entrambe come a nessuno.

Le due contendenti arrivavano al match di San Siro con un ottimo cammino alle spalle: Inter prima in classifica dopo il sorpasso sulla Juve, Roma invece lanciatissima nella corsa alla zona Champions League.

Tante le defezioni dell’ultima ora: nerazzurri privi di mezzo centrocampo, giallorossi che devono fare a meno di Dzeko e Pau Lopez in extremis.

La gara è ben controllata inizialmente dalla Roma, che fa girare il pallone tenendo l’Inter a bada nella propria metà campo. Ma proprio alcuni errori individuali rischiano di rovinare tutto: prima Veretout poi Mirante regalano palloni d’oro a Lukaku e Brozovic, che cestinano le occasioni.

Nella ripresa l’Inter prova a spingere, vogliosa di continuare il ciclo positivo. Ma Mirante e Mancini sono superlativi nelle chiusure difensive, limitando un sempre incisivo Lautaro Martinez. La Roma, che nel finale butta nella mischia l’influenzato Dzeko, non sfrutta invece gli spazi concessi, evitando di impensierire Handanovic.

Tra difese arcigne, errori marchiani e tanto caos finisce tutto a reti bianche. Un pareggio che diventa ottimo risultato solo per la Juventus, che in caso di vittoria della Lazio domenica tornerebbe subito al primo posto in classifica.

Il tabellino del match:

INTER: Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; Candreva (46′ Lazaro), Vecino, Brozovic, Borja Valero (72′ Asamoah), Biraghi (84′ D’Ambrosio); Lukaku, Lautaro Martinez. All: Conte.

ROMA: Mirante; Santon (16′ Spinazzola), Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Mkhitaryan (89′ Florenzi), Pellegrini, Perotti (67′ Dzeko); Zaniolo. All. Fonseca.

Arbitro: Calvarese di Teramo

La Roma soffre ma vince: sbancato 3-1 il Bentegodi

(Keivan Karimi) – Sotto la pioggia battente, contro un’avversaria in salute ed in fiducia, la Roma trova la vittoria della maturità.

Un successo sul campo dell’Hellas Verona che pesa moltissimo, per il morale e per la classifica: i giallorossi salgono a 28 punti, allungando su Atalanta e Napoli e tenendo il ritmo della Lazio.

Prova più sofferente del solito per la squadra di mister Fonseca, costretta a fare i conti con un Verona che aggredisce e corre all’impazzata, tanto da ridurre minimamente il gap tecnico. La squadra di Juric parte bene, ma è la Roma a passare: al 17′ Pellegrini inventa per Kluivert che parte in contropiede senza fallire il destro dell’1-0.

Ma i veronesi sono duri a morire e pareggiano immediatamente: azione avvolgente che porta Zaccagni a trovare Faraoni liberissimo sul secondo palo, per il colpo di testa che riporta in parità il match.

La Roma traballa, perde Kluivert per infortunio e ringrazia il VAR che cancella il raddoppio veronese sempre di Faraoni, viziato da un fuorigioco giusto ma millimetrico di Lazovic ad inizio azione.

A fine primo tempo l’episodio che forse indirizza il match: ingenuo fallo di Gunter su Dzeko in area Hellas, rigore evidente che l’arbitro Guida non può non fischiare. Dal dischetto il redivivo Perotti è glaciale e riporta la Roma avanti.

Nella ripresa, sempre sotto una pioggia incessante, si assiste al forcing improduttivo dei veneti, che giocano con grinta ma non impegnano mai Pau Lopez seriamente. La Roma in contropiede chiude i conti: anche senza Dzeko (uscito nel finale) i giallorossi ripartono alla grande e il rientrante Mkhitaryan trova il tap-in vincente al 90′ Un 3-1 faticoso e meritato, che conferma il buon momento dei giallorossi e la seria candidatura della banda Fonseca nella corsa alla Champions League.

Il tabellino del match:

VERONA: Silvestri; Rrhamani, Gunter, Bocchetti; Faraoni, Amrabat, Pessina (71′ Veloso), Lazovic; Verre (66′ Salcedo), Zaccagni (81′ Pazzini); Di Carmine. All: Juric.

ROMA: Pau Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Under (67′ Mkhitaryan), Pellegrini, Kluivert (37′ Perotti); Dzeko (86′ Fazio). All: Fonseca.

Arbitro: Guida di Torre Annunziata.

Marcatori: 17′ Kluivert, 21′ Faraoni, 46′ Perotti rig., 92′ Mkhitaryan.

EURO 2020, sorteggiati i gironi: pericolo scampato per l’Italia

(Keivan Karimi) – Pericolo scampato per l’Italia. Sorteggio ‘soft’ per gli azzurri in vista della fase a gironi di EURO 2020, il torneo continentale itinerante che partirà il prossimo 12 giugno, esattamente dallo stadio Olimpico di Roma.

Le urne di Bucarest hanno consegnato all’Italia di Roberto Mancini un gruppo piuttosto alla portata, almeno sulla carta. Gli azzurri esordiranno contro la Turchia, poi se la vedranno con la Svizzera ed infine contro il Galles. Tutte e tre le gare verranno giocate in territorio italiano, un’arma in più per la nostra Nazionale.

Evitate le big del continente, vero e proprio spauracchio per Mancini e compagnia. Il sorteggio ha però regalato un girone davvero incredibile: il gruppo F accomunerà i campioni del mondo della Francia, i campioni d’Europa in carica del Portogallo e la Germania. Un tris di sfide davvero imperdibile.

Ecco i gironi composti dal sorteggio di ieri:

Gruppo AItalia, Svizzera, Turchia, Galles.

Gruppo B: Belgio, Russia, Danimarca, Finlandia.

Gruppo C: Ucraina, Olanda, Austria, Vincente spareggi Percorso A (solo se Romania) o D (Georgia/Macedonia del Nord/Kosovo/Bielorussia).

Gruppo D: Inghilterra, Croazia, Repubblica Ceca, Vincente spareggi Percorso C (Scozia/Norvegia/Serbia/Israele).

Gruppo E: Spagna, Polonia, Svezia, Vincente spareggi Percorso B (Bosnia /Slovacchia/Irlanda/Irlanda del Nord).

Gruppo F: Germania, Francia, Portogallo, Vincente spareggi Percorso A (Islanda/Bulgaria/Ungheria) o D (Georgia/Macedonia del Nord/Kosovo/Bielorussia).