Roma, bye bye Pallotta, scatta l’era Friedkin: tutte le mosse della seconda rivoluzione americana

Dan Friedkin, nuovo proprietario della Roma

(K. Karimi) – Ieri, 6 agosto 2020, è una data che i tifosi romanisti ricorderanno a lungo. Tramite un comunicato ufficiale è stata sancita la fine dell’era James Pallotta come proprietario della A.S. Roma.

Dopo circa 8 anni il tycoon di Boston vende le proprie quote al connazionale Dan Friedkin, magnate della Toyota USA, attivo però anche nel campo dell’industria cinematografica e di quella aerea.

Il patrimonio della famiglia Friedkin si attesa intorno ai 4,1 miliardi di dollari. Il magnate, californiano di nascita ma texano di formazione, entro fine agosto effettuerà il closing, ultima prassi prima di annunciare l’acquisizione della Roma.

Da Totti a Petrachi, la Roma di Friedkin guarda al passato?

Difficile, quasi impossibile ad oggi capire le mosse di Friedkin come nuovo proprietario della Roma. Ma alcuni segnali iniziali sono di facile interpretazione, soprattutto nell’area dirigenziale.

Non ci sarà una rivoluzione totale, almeno inizialmente. Il patron statunitense si affiderà a Guido Fienga come CEO, confermandolo dopo il buon lavoro svolto negli ultimi mesi. Inoltre fu proprio il dirigente romano ad accogliere il gruppo Friedkin nella capitale lo scorso inverno, introducendolo nel cuore della società giallorossa.

Anche Mauro Baldissoni dovrebbe restare in sella, almeno finché non sarà risolta la questione Stadio di proprietà. Friedkin darà continuità al progetto di Tor di Valle e si affiderà all’ex DG, molto caro alla gestione Pallotta.

In uscita però anche diversi profili: consulenti come Franco Baldini o Alex Zecca si faranno da parte. L’attuale D.S. Morgan De Sanctis è invece al bivio: o deciderà di restare con un ruolo meno centrale (di nuovo team manager?) o potrebbe accogliere la corte dell’Ascoli in Serie B.

I più romantici sperano in un ritorno immediato di due bandiere assolute: Francesco Totti e Daniele De Rossi. L’ex capitano ha iniziato la carriera da procuratore sportivo, ma potrebbe essere tentato di rientrare come Direttore dell’area tecnica. In pratica ciò che svolge Paolo Maldini nel Milan attuale.

De Rossi invece vuole allenare. Ma prima di ritornare da protagonista a Trigoria dovrebbe iniziare la carriera in panchina in qualche piazza meno ‘esigente’.

Per il ruolo di Direttore Sportivo, ovvero l’uomo addetto al calciomercato, si parla di una chiamata alle armi per Gianluca Petrachi. Sarebbe la soluzione più ovvia: senza i contrasti con Pallotta, l’ex Torino dovrebbe rientrare senza problemi in società, riprendendo il lavoro interrotto nei mesi scorsi. Restano però da valutare i rapporti un pochino logori con Paulo Fonseca.

Non è da escludere però che la Roma possa valutare l’arrivo di un nuovo uomo-mercato: qualcuno vocifera il nome di Nicolas Burdisso, attuale D.S. del Boca Juniors. I più ‘sognanti’ invece parlano di un assalto a Fabio Paratici della Juventus o Piero Ausilio dell’Inter. Da escludere il ritorno di Walter Sabatini.

In ogni caso la Roma ripartirà da mister Fonseca, nonostante il flop europeo contro il Siviglia. Il tecnico avrà bisogno però di una rosa rinnovata, con meno rami secchi e più calciatori di spessore.

La prima mossa di mercato dovrà CATEGORICAMENTE essere il ritorno di Chris Smalling, risultato uno dei centrali più forti della Serie A. Successivamente serviranno due esterni, un regista e un vice-Dzeko all’altezza delle aspettative.

Fonseca avrà bisogno di essere protetto e coadiuvato dal club, in particolare da una figura competente a livello calcistico. In pratica un direttore che conosca tutte le sfumature del calcio italiano e che abbia il carattere giusto per fare da parafulmine. Se non sarà Totti, ci azzardiamo a consigliare due nomi alla società: ZIBI BONIEK e SEBINO NELA. Ex campioni, romanisti doc e personaggi di spessore morale e sportivo.