Dybala, il rientro che può sbloccare la Roma

Emanuele Papi – Un inizio di stagione tra più ombre che luci per Paulo Dybala, che già dal ritiro non è mai stato al 100% della forma, anche a causa del rientro dalla prima operazione per la lesione al muscolo semitendinoso della coscia destra. Dopo un graduale rientro in campionato, con apparizioni dalla panchina contro Bologna e Pisa, l’argentino ha accusato un nuovo infortunio alla sua prima da titolare contro il Torino. Una nuova lesione lo ha tenuto lontano dai campi per altre quattro partite, nelle quali la Roma di Gasperini ha vissuto una vera e propria crisi offensiva, non solo sul piano tecnico-tattico, ma anche numerico: gli unici a disposizione sono stati Dovbyk, Ferguson, El Shaarawy, Soulé e Baldanzi (non inserito in lista UEFA).

Nel prepartita della brutta sconfitta con il Lille erano già arrivate parole incoraggianti dal ds Massara, che aveva preannunciato un possibile ritorno in gruppo del numero 21 già da venerdì, con la speranza di averlo almeno in panchina per la trasferta complicata di Firenze. Dybala difficilmente partirà titolare, ma potrebbe diventare un’arma preziosa a gara in corso, vista la difficoltà dei giallorossi nell’inventare la giocata decisiva nell’ultimo terzo di campo.

Sul piano tattico, Gasperini in passato non ha esitato a utilizzarlo anche come prima punta al posto dei centravanti, con risultati modesti. Era una soluzione nata per permettere la coesistenza con Soulé, senza sovrapposizioni di ruolo. Considerata la condizione ancora non ottimale dell’ex Juventus e l’ottima forma del numero 18, non è da escludere che nei prossimi mesi Dybala possa essere impiegato soprattutto come “super-sub”, utile quando le difese avversarie sono più stanche.
Resta però possibile anche un suo impiego sulla trequarti sinistra, dove la Roma ha mostrato una evidente mancanza di qualità nelle ultime partite: potrebbe essere questa la chiave per sbloccare la fase offensiva. Il progetto giallorosso è appena agli inizi e non mancheranno alti e bassi, ma avere un Dybala in più potrà aiutare Gasperini a risolvere più in fretta i problemi tecnici della squadra.
La Roma attende la sua Joya: non più come salvatore unico, ma come scintilla pronta a cambiare le partite.”

Dovbyk simbolo di una Roma incompiuta: tra mercato mancato e la fiducia di Gasperini

Emanuele Papi – Il gol liberatorio segnato contro il Verona ha acceso i riflettori su Artem Dovbyk, attaccante che in estate è stato a un passo dal vestire la maglia del Milan. I rossoneri, alla ricerca di un centravanti da affiancare a Giroud, avevano sondato con decisione il profilo dell’ucraino già lo scorso anno, salvo poi virare su altri obiettivi. Quest’estate il suo nome era tornato in auge proprio per i milanesi che avevano impostato uno scambio inserendo Santiago Giménez, mai andato in porto che oggi, alla luce dei risultati, alimenta rimpianti e discussioni.

In questo inizio di stagione l’ex Girona si è dovuto conquistare la fiducia di Gasperini con il lavoro quotidiano. Eppure, il caso Dovbyk è anche il simbolo di un mercato giallorosso fatto di occasioni non colte e di errori evitabili. Le difficoltà incontrate a livello offensivo hanno reso evidenti le lacune estive: pochi uomini in avanti e poca qualità tra le linee, aggravate dalle assenze di Dybala e Bailey.
Il centravanti ucraino resta comunque al centro del progetto. Lo dimostra il gol con il Verona, ma anche il coraggio – seppur non premiato – mostrato ieri contro il Lille, quando si è presentato sul dischetto fallendo un rigore pesante, seppur non entrerà nelle sue statistiche. Un errore che non cancella la sua crescita, ma che ricorda quanto la pressione possa pesare sulle spalle di chi è chiamato a guidare l’attacco. Sperando non influisca su l’umore e la mentalità del numero nove giallorosso, spesso rivelatosi sensibile.

Oggi Dovbyk non è solo un “quasi Milan” o il protagonista di scambi mancati: è l’attaccante su cui Gasperini deve costruire la sua Roma. Il gol con il Verona può essere il trampolino di lancio per questa stagione, cancellando rapidamente gli errori dal dischetto in Europa League.
Mentre sullo sfondo resta il tema di un mercato che poteva essere più ambizioso. Perché se il presente racconta di un Dovbyk in bilico tra entusiasmo e responsabilità, il futuro pas