Da Alisson a Totti: la TOP XI della Roma nell’ultimo decennio

(Keivan Karimi) – Un decennio di calcio si è concluso. La Roma in quest’ultima decade non ha raccolto grosse soddisfazioni personali. Un paio di finali perse di coppa, qualche secondo posto in campionato e quella semifinale di Champions League conquistata nel 2018 che resterà comunque negli annali.

Tanti i calciatori di spessore che hanno indossato la maglia giallorossa in questo periodo. Alcuni si sono espressi al massimo delle loro potenzialità, altri meno. Ma di certo dalle parti dell’Olimpico sono stati ammirati diversi talenti importanti.

Abbiamo voluto dunque creare una ipotetica TOP XI del decennio, i migliori calciatori che hanno indossato la maglia della Roma tra il 2010 ed il 2019. Coloro che negli ultimi dieci anni di storia calcistica si sono contraddistinti onorando il giallorosso.

In porta spazio ad Alisson: la Roma nella propria storia non ha avuto grandissimi numeri 1 (Tancredi e Antonioli tra i pochi ‘top’), ma il brasiliano è forse l’eccezione che conferma la regola. Portiere modernissimo, piedi educati e riflessi da superman. Impossibile non affidarsi a lui.

Terzino destro: Maicon, il brasiliano implacabile venuto a svernare nella capitale. Quantità, forza e ancora tanta voglia di fare.

Terzino sinistro: Aleksander Kolarov. Un carrarmato che ancora oggi miete vittime illustri, oltre ad un sinistro educato e mai banale.

Difensori centrali: Kostas Manolas e Mehdi Benatia. Il greco è stato il protagonista assoluto del memorabile 3-0 al Barcellona. Il marocchino per media-voto il miglior centrale dell’ultima decade giallorossa.

Regista: Daniele De Rossi. Sarebbe imbarazzante non inserire in formazione l’ultimo grande capitano. Il leader del centrocampo, la parte più calda della Roma romanista.

Mezzali: Miralem Pjanic e Radja Nainggolan. Tralsciando i passaggi (voluti o meno) a Juve e Inter, i due sono stati forse i centrocampisti di maggior qualità e livello tecnico della Roma recente.

Ala destra: Mohamed Salah. Uno che a Liverpool segna come un’ira di dio. A Roma ha resto leggermente meno, ma gli scatti, l’imprevedibilità, la leggiadria dell’egiziano sono ancora negli occhi di tutti.

Centravanti: Edin Dzeko. Basti dire che rimarrà impresso come uno dei numeri 9 più forti della storia romanista.

Dulcis in fundo Francesco Totti. E’ stato il decennio conclusivo della sua carriera, del sentito addio, dello spettacolo giallorosso di quel 28 maggio da lacrimoni. Ma il capitano, anche da ultratrentenne, ha dato spettacolo. Quella doppietta al Torino da subentrato è una gioia. Da romanisti veri.

Fonseca: “Roma all’inizio di un percorso. Pronti a migliorare la rosa. Pallotta? Non c’è, ma si sente”

(Keivan Karimi) – Metà stagione da allenatore della Roma. I risultati parlano per lui. Paulo Fonseca ha conquistato la capitale, con prestazioni all’altezza e un cammino totalmente positivo, soprattutto per come si è chiuso il 2019 giallorosso.

Oggi la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un’intervista intrigante che segna la metà del percorso stagionale della sua Roma. Fonseca si dimostra ambizioso ma cauto, con le idee chiare ma senza alcun cenno di adagiamento sugli allori.

Quali sono i suoi riferimenti da tecnico?
Fino a 26-27 anni non pensavo alla panchina. Poi ho iniziato a vedere le cose diversamente, ero interessato a tutto ciò che facevamo come lavori ed esercitazioni. Ma in Portogallo la svolta è stata Mourinho, il più grande allenatore della nostra storia. Ci siamo parlati poche volte, ma c’è un rapporto di reciproco rispetto. Lui ha segnato una trasformazione, un nuovo modo di concepire gli allenamenti, lui e il professor Vitor Frade sono stati dei riferimenti per allenatori come me, che iniziavano la carriera. Personalmente non ho mai copiato nessuno, ma sono stato influenzato da tutti gli allenatori avuti. Su tutti due: Jean Paul, che nelle giovanili dello Sporting Lisbona ha scoperto Quaresma e Cristiano Ronaldo, e Jorge Jesus, ora al Flamengo.

Lei è arrivato alla Roma in un momento non facile, con la tifoseria in subbuglio per gli addii di De Rossi e Totti. Ha mai pensato che con loro tutto potesse essere più facile?
Non ci ho mai pensato, quando mi è stata offerta la Roma loro non c’erano già più. Sono stati due grandissimi giocatori, è facile immaginare che se fossero qui sarebbero coinvolti nel processo e, vista la loro qualità, aiuterebbero squadra e gruppo a salire di livello. A me piace costruire il gioco dal basso e il miglior De Rossi si sarebbe integrato bene nel nostro gioco. Certo, ora è in età avanzata e non più al 100%, ma al top lo abbiamo apprezzato tutti.

È una difficoltà in più il fatto che parte della tifoseria non ami il presidente Pallotta e che lui non venga a Roma da quasi seicento giorni?
Io da parte dei tifosi percepisco un calore molto forte. Il seguito è impressionante. Sono fantastici. Tutti gli allenatori vorrebbero questo sostegno. È vero che Pallotta non è qui fisicamente, ma s’informa ogni giorno sull’andamento della squadra. E poi oggi il calcio è cambiato, nel mondo ci sono tanti esempi di altri club in cui i presidenti vivono in altri paesi. Non credo che questo costituisca un problema per la Roma o influenzi il nostro lavoro. Pallotta non c’è, ma si sente.

È arrivato nella stagione più aperta degli ultimi anni. Ha l’impressione che con qualche ritocco anche la Roma possa lottare per lo scudetto?
Penso che non sia giusto creare grandi aspettative. Meglio vivere con senso della realtà. Siamo all’inizio di un percorso. C’è un allenatore nuovo, un direttore sportivo nuovo, tanti giocatori sono arrivati e tanti sono andati via. Sono soddisfatto dell’andamento della squadra, ma sarebbe ingiusto creare questa pressione. Non vale la pena fare piani a lungo termine quando la prossima partita è sempre la più difficile. Sopratutto qui in Italia, dove l’ultima in classifica può battere la prima. Comunque, ho la consapevolezza che la Roma stia crescendo.

Il suo primo bilancio sulla Roma e sul campionato italiano?
Molto positivo, sono molto contento della squadra e della Serie A. Certo, il campionato è molto duro. Ci sono squadre e allenatori forti, ogni partita è diversa, ma dà grandi motivazioni. Di natura sono ottimista. E così penso che il 2020 possa essere meglio del 2019.

Gli obiettivi della vostra stagione sono mutati?
No. Il primo resta quello di arrivare tra le prime 4 per andare in Champions. Detto questo non cambio idea: rafforzando questa squadra, credo che entro l’arco della durata del mio contratto, si possa vincere qualcosa. Logico, però, che anche ora si giochi per vincere. La Coppa Italia non è facile, ci aspetta il Parma e poi forse la Juve, ma ci proveremo. L’Europa League si è trasformata in una mini Champions, visto le grandi squadre che ci sono, ma di sicuro non trascureremo questa competizione.

Dal prossimo mercato si aspetta rinforzi?
Gennaio è un mercato difficile. Eventuali rinforzi devono migliorare la rosa, non è facile. Prenderemo qualcuno se ci saranno delle uscite per alzare il livello. Petagna? Ottimo giocatore, ma non per il mio gioco.

Caso Florenzi: per via della Nazionale, al posto suo resterebbe o andrebbe via?
Non devo mettermi nei suoi panni. Lo capisco, ma quello che succede a lui con la Nazionale succede anche ad altri. Sono consapevole di quello che rappresenta per il club e per i tifosi. È un grandissimo professionista, non abbiamo mai avuto problemi, con lui ho un ottimo rapporto. Resta sempre un opzione tecnica, ma questo vale anche per gli altri giocatori. Io devo pensare solo al bene della Roma. Non posso pensare al fatto se Florenzi giochi o meno in Nazionale, anche se lo comprendo.

Sia sincero: pensa di restare a lungo qui?
I risultati indirizzano sempre la nostra vita, ma oltre che per la città, mi piacerebbe restare in un club che mi fa sentire a casa. La Roma è una delle società più importanti del mondo, vorrei restarci molto tempo.

2019 chiuso in bellezza: la Roma schianta 4-1 la Fiorentina

(Keivan Karimi) – I tifosi della Roma possono sognare e passare le festività natalizie nel migliore dei modi. Tutto grazie all’ultima grande vittoria del 2019, un successo esterno sulla Fiorentina che consolida il 4° posto in classifica.

Roma meritevole del piazzamento Champions, ma che stasera al ‘Franchi’ dimostra tutte le sue qualità odierne: saper soffrire, dominio territoriale e cattiveria sotto porta.

Il 4-1 sulla Fiorentina è risultato giusto e straripante. I viola, privi del duo Chiesa-Ribery, partono aggressivi nell’anticipo del venerdì sera. Ma la squadra di Paulo Fonseca dimostra saggezza e cattiveria. Non a caso al primo affondo Edin Dzeko colpisce: al 19′ Pellegrini inventa, Zaniolo rifinisce e il bosniaco punisce Dragowski da due passi.

Raddoppio immediato: punizione al limite conquistata da Zaniolo. Come al solito si presenta in battuta Aleksander Kolarov che supera la barriera col suo classico sinistro magico e trova l’angolino. 2-0 e partita già in ghiaccio.

La Fiorentina nel finale di tempo ha un moto d’orgoglio: un’azione ben orchestrata da Castrovilli porta al tiro Caceres. Una deviazione favorisce Milan Badelj che non sbaglia e prova a riaprire il match.

Nella ripresa però la Roma si comporta da squadra matura. Controlla l’eventuale ritorno di fiamma toscano e chiude i conti appena possibile. Il gol che taglia le gambe alla Fiorentina è di Lorenzo Pellegrini: il migliore in campo dialoga con Dzeko e mette alle spalle di Dragowski la terza rete.

Chiude i conti l’ex Nicolò Zaniolo, che in campo aperto non può sbagliare col suo piattone sinistro e stabilisce uno splendido poker, che vendica il clamoroso 7-1 subito dalla Roma al Franchi in Coppa Italia a gennaio scorso.

Un successo che dà ottimismo e fiducia alla banda Fonseca, sempre più in zona Champions League e pronta a vivere un 2020 da protagonista.

Il tabellino del match:

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola (83′ Sottil), Pulgar, Badelj, Castrovilli (83′ Eysseric), Dalbert; Boateng (66′ Pedro), Vlahovic. All. Montella.

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo (90′ Spinazzola), Pellegrini (86′ Under), Perotti (76′ Mkhitaryan); Dzeko. All: Fonseca.

Arbitro: Orsato di Schio

Marcatori: 19′ Dzeko, 21′ Kolarov, 34′ Badelj, 73′ Pellegrini, 88′ Zaniolo.

Venerdì senza reti: Inter e Roma impattano sullo 0-0

(Keivan Karimi) – Il big match della 15.a giornata termina senza reti e con poche emozioni. Inter e Roma non si fanno male e impattano sullo 0-0, un pareggio che può servire a entrambe come a nessuno.

Le due contendenti arrivavano al match di San Siro con un ottimo cammino alle spalle: Inter prima in classifica dopo il sorpasso sulla Juve, Roma invece lanciatissima nella corsa alla zona Champions League.

Tante le defezioni dell’ultima ora: nerazzurri privi di mezzo centrocampo, giallorossi che devono fare a meno di Dzeko e Pau Lopez in extremis.

La gara è ben controllata inizialmente dalla Roma, che fa girare il pallone tenendo l’Inter a bada nella propria metà campo. Ma proprio alcuni errori individuali rischiano di rovinare tutto: prima Veretout poi Mirante regalano palloni d’oro a Lukaku e Brozovic, che cestinano le occasioni.

Nella ripresa l’Inter prova a spingere, vogliosa di continuare il ciclo positivo. Ma Mirante e Mancini sono superlativi nelle chiusure difensive, limitando un sempre incisivo Lautaro Martinez. La Roma, che nel finale butta nella mischia l’influenzato Dzeko, non sfrutta invece gli spazi concessi, evitando di impensierire Handanovic.

Tra difese arcigne, errori marchiani e tanto caos finisce tutto a reti bianche. Un pareggio che diventa ottimo risultato solo per la Juventus, che in caso di vittoria della Lazio domenica tornerebbe subito al primo posto in classifica.

Il tabellino del match:

INTER: Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; Candreva (46′ Lazaro), Vecino, Brozovic, Borja Valero (72′ Asamoah), Biraghi (84′ D’Ambrosio); Lukaku, Lautaro Martinez. All: Conte.

ROMA: Mirante; Santon (16′ Spinazzola), Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Mkhitaryan (89′ Florenzi), Pellegrini, Perotti (67′ Dzeko); Zaniolo. All. Fonseca.

Arbitro: Calvarese di Teramo

La Roma soffre ma vince: sbancato 3-1 il Bentegodi

(Keivan Karimi) – Sotto la pioggia battente, contro un’avversaria in salute ed in fiducia, la Roma trova la vittoria della maturità.

Un successo sul campo dell’Hellas Verona che pesa moltissimo, per il morale e per la classifica: i giallorossi salgono a 28 punti, allungando su Atalanta e Napoli e tenendo il ritmo della Lazio.

Prova più sofferente del solito per la squadra di mister Fonseca, costretta a fare i conti con un Verona che aggredisce e corre all’impazzata, tanto da ridurre minimamente il gap tecnico. La squadra di Juric parte bene, ma è la Roma a passare: al 17′ Pellegrini inventa per Kluivert che parte in contropiede senza fallire il destro dell’1-0.

Ma i veronesi sono duri a morire e pareggiano immediatamente: azione avvolgente che porta Zaccagni a trovare Faraoni liberissimo sul secondo palo, per il colpo di testa che riporta in parità il match.

La Roma traballa, perde Kluivert per infortunio e ringrazia il VAR che cancella il raddoppio veronese sempre di Faraoni, viziato da un fuorigioco giusto ma millimetrico di Lazovic ad inizio azione.

A fine primo tempo l’episodio che forse indirizza il match: ingenuo fallo di Gunter su Dzeko in area Hellas, rigore evidente che l’arbitro Guida non può non fischiare. Dal dischetto il redivivo Perotti è glaciale e riporta la Roma avanti.

Nella ripresa, sempre sotto una pioggia incessante, si assiste al forcing improduttivo dei veneti, che giocano con grinta ma non impegnano mai Pau Lopez seriamente. La Roma in contropiede chiude i conti: anche senza Dzeko (uscito nel finale) i giallorossi ripartono alla grande e il rientrante Mkhitaryan trova il tap-in vincente al 90′ Un 3-1 faticoso e meritato, che conferma il buon momento dei giallorossi e la seria candidatura della banda Fonseca nella corsa alla Champions League.

Il tabellino del match:

VERONA: Silvestri; Rrhamani, Gunter, Bocchetti; Faraoni, Amrabat, Pessina (71′ Veloso), Lazovic; Verre (66′ Salcedo), Zaccagni (81′ Pazzini); Di Carmine. All: Juric.

ROMA: Pau Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Under (67′ Mkhitaryan), Pellegrini, Kluivert (37′ Perotti); Dzeko (86′ Fazio). All: Fonseca.

Arbitro: Guida di Torre Annunziata.

Marcatori: 17′ Kluivert, 21′ Faraoni, 46′ Perotti rig., 92′ Mkhitaryan.

EURO 2020, sorteggiati i gironi: pericolo scampato per l’Italia

(Keivan Karimi) – Pericolo scampato per l’Italia. Sorteggio ‘soft’ per gli azzurri in vista della fase a gironi di EURO 2020, il torneo continentale itinerante che partirà il prossimo 12 giugno, esattamente dallo stadio Olimpico di Roma.

Le urne di Bucarest hanno consegnato all’Italia di Roberto Mancini un gruppo piuttosto alla portata, almeno sulla carta. Gli azzurri esordiranno contro la Turchia, poi se la vedranno con la Svizzera ed infine contro il Galles. Tutte e tre le gare verranno giocate in territorio italiano, un’arma in più per la nostra Nazionale.

Evitate le big del continente, vero e proprio spauracchio per Mancini e compagnia. Il sorteggio ha però regalato un girone davvero incredibile: il gruppo F accomunerà i campioni del mondo della Francia, i campioni d’Europa in carica del Portogallo e la Germania. Un tris di sfide davvero imperdibile.

Ecco i gironi composti dal sorteggio di ieri:

Gruppo AItalia, Svizzera, Turchia, Galles.

Gruppo B: Belgio, Russia, Danimarca, Finlandia.

Gruppo C: Ucraina, Olanda, Austria, Vincente spareggi Percorso A (solo se Romania) o D (Georgia/Macedonia del Nord/Kosovo/Bielorussia).

Gruppo D: Inghilterra, Croazia, Repubblica Ceca, Vincente spareggi Percorso C (Scozia/Norvegia/Serbia/Israele).

Gruppo E: Spagna, Polonia, Svezia, Vincente spareggi Percorso B (Bosnia /Slovacchia/Irlanda/Irlanda del Nord).

Gruppo F: Germania, Francia, Portogallo, Vincente spareggi Percorso A (Islanda/Bulgaria/Ungheria) o D (Georgia/Macedonia del Nord/Kosovo/Bielorussia).

Roma, tris al Brescia: Smalling e Mancini si vestono da bomber

(Keivan Karimi) – La sosta per le Nazionali fa bene alla Roma: i giallorossi tornano subito alla vittoria dopo il k.o. a sorpresa subito in casa del Parma due settimane fa.

Una domenica piovosa ma allegra per la squadra di Paulo Fonseca, che ospitava il Brescia fanalino di coda. Un match sulla carta impari che però nasconde qualche insidia, mostrata soprattutto in un primo tempo teso e compassato.

La Roma ritrova Lorenzo Pellegrini dal 1′ minuto, ma fa fatica a costruire azioni importanti contro un Brescia ben messo in difesa. Anzi, è Pau Lopez nel primo tempo a salvare la sua porta sul gran tiro di Ndoj, mentre dall’altra parte Kolarov sonnecchia su un pallone d’oro servito da Zaniolo.

Il primo tempo è tutto qui, ma nella ripresa i padroni di casa mettono il piede sull’acceleratore, sfruttando finalmente le palle inattive. Da un calcio d’angolo al 49′ Smalling stacca alla grande, il suo colpo di testa deviato da Cistana spiazza il portiere Joronen e sblocca il match.

Un gol fortunato ma importante che cambia l’andamento della partita: la Roma domina e il Brescia crolla, soprattutto quando Smalling sforna un assist geniale per Mancini, che in proiezione offensiva inventa una palombella perfetta per il 2-2-0 romanista.

Non è finita qui: dopo una rete di Zaniolo cancellata dal VAR, la Roma chiude il conto col ritorno al gol di Dzeko. Ancora Smalling dominatore su corner, stavolta è il bosniaco però a deviare per ultimo la sfera in rete. 3-0 finale e giallorossi che risalgono al quarto posto, allungando su Atalanta e Napoli.

Il tabellino del match:

ROMA: Pau Lopez; Florenzi (Santon), Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo (Perotti), Pellegrini (Under), Kluivert; Dzeko. All: Fonseca.

BRESCIA: Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Martella; Bisoli (Zhmral), Tonali, Ndoj (Morosini), Romulo; Torregrossa (Ayé), Donnarumma. All: Grosso.

Arbitro: Di Bello di Brindisi.

Marcatori: 49′ Smalling, 57′ Mancini, 67′ Dzeko.

SERIE A – Cade l’Atalanta, zoppica il Napoli: occasione per la Roma

(Keivan Karimi) – Dopo la sosta per le Nazionali, riparte finalmente il campionato di Serie A, con un sabato ricchissimo. Nelle prime due gare odierne si registra la vittoria della Juventus, che si mantiene capolista battendo 3-1 l’Atalanta, e il pari tra Milan e Napoli.

Due risultati ottimi per la corsa all’Europa della Roma di Paulo Fonseca, impegnata domani alle ore 15 contro il Brescia. La sconfitta degli orobici in casa contro i campioni d’Italia e il pareggio 1-1 tra le due rivali a San Siro sembrano spianare la strada ai giallorossi nella lotta al quarto posto.

L’Atalanta non ha la stessa continuità dell’anno scorso e resta a quota 22 punti, mentre il Napoli non esce ancora dalla crisi salendo brevemente a 20. Milan invece lontanissimo dalle zone di alta classifica: solo 14 i punti raccolti dai rossoneri nelle prime tredici giornate.

La Roma domani all’Olimpico affronterà una squadra con cui non vince, in Serie A, da ben 16 anni: l’ultima volta era il settembre 2003, quando con un perentorio 5-0 la squadra di Capello affondò l’allora spaesato Brescia.

Domani l’obiettivo tre punti è fondamentale: a Fonseca il compito di lasciare in disparte le voci su un nuovo assetto societario (vedi news su Friedkin) e sopperire alle assenze di Pastore, Spinazzola e Mkhitaryan.

Le probabili formazioni di Roma-Brescia:

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Under, Zaniolo, Kluivert; Dzeko.

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Cistana, Gastaldello, Martella; Bisoli, Tonali, Romulo; Spalek; Donnarumma, Matri.

 

Da Ridley Scott alla Toyota: chi è Dan Friedkin, il nuovo investitore in casa Roma

(Keivan Karimi) – I tifosi della Roma fremono, non tanto per le notizie che arrivano dal campo bensì da quelle riguardanti la sfera societaria.

E’ ufficiale la manifestazione di interesse di Dan Friedkin e del suo gruppo d’affari alle quote della A.S. Roma. Un comunicato pubblicato ieri dal club giallorosso conferma l’apertura dei dialoghi. Secondo i ben informati il gruppo Friedkin, tramite l’advisor Goldman Sachs, starebbe preparando un investimento da 150 milioni di euro per finanziare l’aumento di capitale della Roma e per diventare a tutti gli effetti socio di minoranza di James Pallotta.

Ma chi è Dan Friedkin? Un nome poco noto in Italia ma di assoluto spicco nel mondo degli affari statunitensi. Figlio del magnate Peter, il giovane Dan è nato in California ma cresciuto in Texas, dove ha iniziato a lavorare nella holding di famiglia, specializzata nel settore automobilistico. Friedkin è il ‘re’ della Toyota nel mercato americano, ma non solo: ha investito nell’alberghiero, costruendo hotel di lusso in tutto lo stato, e anche nelle produzioni cinematografiche. Non a caso ha collaborato al fianco di registi del calibro di Ridley ScottClint Eastwood, rientrando in un giro d’affari ricco e decisamente prestigioso.

I numeri parlano per lui: Friedkin secondo il magazine economico Forbes è il 187° uomo più ricco d’America ed il 504° più ricco al mondo. Il suo patrimonio, in ampia ascesa dopo gli ultimi investimenti, si aggira sui 4,5 miliardi di dollari, quattro volte superiore a quello di Pallotta. Dati che sembrano indicare come Friedkin non possa essere interessato solo ad una quota di minoranza della Roma, ma che dopo attente valutazioni potrebbe tentare la scalata al club, proponendo un nuovo progetto finanziario, strutturale e sportivo.

Emergenza finita? Come cambia la Roma dopo la sosta

(Keivan Karimi) – Sembrano lontani i tempi in cui dalle parti di Trigoria si invocava al malocchio, alla sfortuna, alla malasorte. La Roma finalmente può scacciare l’incubo dell’emergenza totale e tornare ad avere una rosa quasi al completo.

Paulo Fonseca avrà finalmente ampia scelta alla ripresa del campionato, quando con Roma-Brescia riprenderà a disputarsi la Serie A dopo la sosta per le Nazionali numero tre.

Gli unici giallorossi che resteranno ancora ai box sono i lungodegenti Zappacosta, Cristante e Kalinic, tutti probabilmente destinati a rientrare non prima del nuovo anno solare. Ma le buone notizie arrivano principalmente da coloro che sono tornati in gruppo in queste settimane: Pellegrini e Mkhitaryan sono ormai a disposizione, idem per quanto riguarda i vari Spinazzola, Perotti, Diawara e Under, tutti acciaccati nel recente periodo.

Mister Fonseca può varare una Roma completamente diversa da quella d’emergenza vista di recente; innanzitutto Mancini tornerà in difesa, Diawara e Pellegrini ambiscono subito ad un posto da titolare e Under con Mkhitaryan torneranno a pieno ritmo nelle rotazioni offensive. L’unico cruccio resta Edin Dzeko: senza alternative valide, il centravanti bosniaco sembra non potersi permettere alcuna pausa, neanche con la sua Bosnia.

La probabile formazione anti-Brescia:

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pastore (Pellegrini), Kluivert (Mkhitaryan); Dzeko.