La Serie A che verrà – Roma 2020-2021

(K.Karimi – A.Papi) – Progettare il futuro per la Roma non è semplice. Sono diverse le incognite che frenano inevitabilmente i programmi della società giallorossa.

A cominciare da un bilancio a dir poco da brividi. Passivo da 126 milioni di euro che andrà coperto al più presto. James Pallotta è costretto a cedere almeno una parte delle sue quote (se non l’intero pacchetto azionario) ma la trattativa con il magnate texano Dan Friedkin è stata decisamente rallentata dall’emergenza Covid-19.

Tutti discorsi delicati, che rischiano di vedere la Roma costretta a cedere alcuni gioielli prima di poter impegnarsi a costruire la rosa per la stagione 2020-2021. Ma andiamo con ordine e vediamo, reparto per reparto, come potrà cambiare il club capitolino a settembre prossimo.

Difesa

Un reparto che ha bisogno di essere puntellato. Anche se in porta potrebbe arrivare l’addio immediato di Pau Lopez. Lo spagnolo viene da un’ottima annata, ma le richieste da Spagna e Inghilterra non mancano: per 25 milioni di euro può lasciare Roma. In uscita definitiva anche Robin Olsen, tornato dal prestito a Cagliari: può volare all’estero, basterebbero 5-6 milioni per far felice le casse giallorosse. Confermato Antonio Mirante come secondo, in partenza c’è anche il quasi invisibile Daniel Fuzato, verso un prestito in Portogallo.

In attesa di capire (con cauto ottimismo) se resterà Chris Smalling, la Roma intende ripartire da Gianluca Mancini e Roger Ibañez come perni futuri. Sicuro di restare anche il veterano Aleksandar Kolarov, buone chance pure per il ritrovato Bruno Peres. Il resto è un’incognita: Fazio, Juan Jesus, Cetin e Santon sono in uscita. Zappacosta andrà valutato fino all’ultimo (possibile proroga del prestito col Chelsea), Spinazzola non dispiace ma potrebbe finire in un giro di scambi. Si punta anche a monetizzare con gli addii di Florenzi e Karsdorp, di rientro a Trigoria ma solo momentaneamente.

Centrocampo

Il cruccio si chiama Lorenzo Pellegrini. La Roma vuole blindarlo, ma pesa la clausola rescissoria a ‘soli’ 30 milioni di euro ed il pressing insistente di Juventus e PSG. Le operazioni del reparto dipenderanno dal futuro del numero 7. Con un’offerta congrua possono valutare l’addio anche Bryan Cristante (utilizzabile pure da centrale difensivo) e Amadou Diawara. Non si tocca invece il dinamico Jordan Veretout, pronto a restare come detto dal suo agente. Possibile partenza in prestito per Gonzalo Villar, mentre chi saluterà di certo è Javier Pastore: il ‘Flaco’ non ha mai convinto e si parla già di un futuro nella MLS statunitense.

Attacco

Anche qui ruota tutto su due elementi: Nicolò Zaniolo e Edin Dzeko. Cedendo entrambi, la Roma risolverebbe in un colpo solo tutti i suoi problemi di bilancio. Ma la volontà del club è di trattenerli assolutamente. Restano comunque un rebus, viste le voci recenti e i costi alti degli stipendi (soprattutto per Dzeko).

La fase offensiva della prossima Roma sarà comunque gestita dall’armeno Henrik Mkhytrarian, riscattato già dall’Arsenal. Ci sarà l’ultimo arrivato Carles Perez e probabilmente Diego Perotti, destinato a restare almeno fino al giugno 2021. Valigie in mano invece per Cengiz Under e Justin Kluivert: le due giovani frecce giallorosse hanno diverse proposte (Napoli e Arsenal su tutte) e si sentono da tempo solo ‘di passaggio’ nella capitale. Tesoretto in arrivo anche per la partenza di Patrik Schick, visto che il ceco dopo la buona stagione a Lipsia ha attratto l’interesse di diverse squadre estere. Con l’addio di questi ultimi tre attaccanti la Roma conta di ottenere una cifra tra gli 80 ed i 90 milioni di euro. Infine difficile la conferma di Nikola Kalinic: il croato tornerà a fine stagione all’Atletico Madrid mestamente.

I possibili colpi in entrata

Questa è la situazione degli attuali giocatori della Roma. Ma quali saranno i rinforzi? A Paulo Fonseca potrebbe servire un nuovo numero 1 da alternare a Mirante. Ecco farsi strada le vicine candidature di Musso (Udinese), Gollini (Atalanta) e Perin (Juventus). Ma non si escludono piste internazionali.

Se dovesse perseguire l’idea di una difesa a tre, Fonseca avrebbe bisogno di un centrale di piede mancino, abile ad impostare. Chi meglio di Jan Vertonghen, già sondato da Franco Baldini ed in scadenza col Tottenham? Dalla Spagna parlano anche di una clamorosa idea di prestito per Samuel Umtiti, stopper francese in uscita dal Barcellona.

E se Smalling dovesse diventare un’opzione troppo cara da trattenere, potrebbe servire un centrale di esperienza e fisicità. Occhi su Pezzella, capitano della Fiorentina, o il brasiliano Lyanco del Torino, vecchio pallino di Petrachi. Le ultime parlano del giovane Benoit Badiashile, stella della difesa del Monaco.

Molto probabile un colpo, se non due, per le corsie esterne. Servono calciatori affidabili ma soprattutto con la struttura fisica adeguata. Ecco perché il nome ideale è quello di Timothy Castagne, corazziere dell’Atalanta che sa giocare bene su entrambe le fasce. A destra si segue da tempo l’argetino Montiel del River Plate ed il giapponese Tomiyasu del Bologna. A sinistra occhio a Kolasinac, in uscita dall’Arsenal ed a Biraghi, in un possibile scambio con Spinazzola da imbastire con la Fiorentina.

A centrocampo potrebbe restare tutto invariato, ma alla Roma servirebbe un mediano dinamico e di quantità, una sorta di alternativa a Veretout. L’ideale è Nandez, uruguagio del Cagliari, mentre molti romanisti sognano il ritorno romantico di Radja Nainggolan. Utopia pensare a top player come Matic, Fred o Tonali. Più probabile sulla carta un assalto a Castrovilli della Fiorentina o il ritorno del giovane Frattesi, cresciuto a Roma ma attualmente del Sassuolo.

Per concludere l’attacco. Già chiuso l’acquisto di Pedro a costo zero, ex stella di Barcellona e Chelsea. Urge trovare una punta di riserva che possa pian piano diventare titolare: molti sostengono che la Roma si attratta da Moise Kean, talento dell’Everton. Ma per caratteristiche fisiche è più probabile che i giallorossi possano virare su punte come Cornelius (Parma) o Pinamonti (Genoa), senza dimenticare le piste argentine che portano a Bustos e Gaich.

Ma se dovesse andar via Edin Dzeko come sacrificato di lusso, la Roma avrebbe bisogno di un nuovo bomber. Non si placano le voci di un arrivo a parametro zero di Edinson Cavani, legato però all’approdo di una nuova proprietà. Al club piacciono anche Milik, in uscita dal Napoli, e Diego Costa ormai prossimo a lasciare l’Atletico Madrid. Senza scordare il gallo Belotti, che potrebbe provare un’esperienza lontana da Torino.

La probabile formazione della Roma 2020-2021:

La Serie A che verrà – Inter 2020-2021

(K. Karimi) – Grinta, compattezza, voglia di vincere. Il progetto di Antonio Conte intende trascinare l’Inter dopo anni di delusioni verso i vertici della classifica.

Un processo verso l’alto che continuerà nella prossima stagione, con Conte che al 100% resterà alla guida dei nerazzurri cercando di migliorare la squadra e costruire un gruppo ancor più compatto di quello attualmente al terzo posto in Serie A.

Come sarà la nuova Inter stagione 2020-2021? Si parte dalla conferma di capitan Handanovic, convinto ancora a restare tra i pali per conquistare finalmente un trofeo in maglia nerazzurra.

Possibile un colpo nella difesa a tre: il veterano Godìn ha deluso, potrebbe essere rimpiazzato immediatamente da un altro esperto come Jan Vertonghen, perfetto come difensore di centro-sinistra per Conte.

A centrocampo i sogni si chiamano Chiesa e Tonali, due stelle italiane che Conte vorrebbe con sé al più presto. Colpi costosi e difficili, finanziabili solo in caso di partenza di altri mediani. Eriksen dovrebbe avere una seconda chance, meno probabilità invece per una conferma di Nainggolan, Asamoah e Biraghi. Per la corsia mancina non dispiacciono il francese Kurzawa e l’atalantino Gosens.

Con la permanenza di Icardi al PSG e Lautaro Martinez diretto a Barcellona, cambierà anche l’attacco dell’Inter. Si cerca un super colpo per affiancare Lukaku: i nomi più probabili sembrano essere Morata, Aubameyang o il giovane Matheus Cunha. A Conte piacerebbe riavere anche Pedro, in scadenza col Chelsea.

La probabile formazione dell’Inter 2020-2021

 

La Serie A che verrà – Lazio 2020-2021

(K.Karimi) – Nella stagione in corso, che dovrà concludersi ad inizio agosto prossimo, la Lazio può definirsi la vera e propria rivelazione.

Una squadra creata a basso costo, ricca di calciatori da rilanciare che si sono trasformati in elementi indispensabili nello scacchiere di Simone Inzaghi. Non a caso i capitolini sono a -1 dalla Juventus, in piena corsa Scudetto.

Ma come cambierà la Lazio nella stagione 2020-2021? L’obiettivo primario ovviamente è il mantenimento dell’ossatura attuale, ovvero dei titolari e dei calciatori di maggior spessore.

Il d.s. Tare dovrà essere bravo a resistere alla proposte per gente come Immobile, Luis Alberto e soprattutto Milinkovic-Savic, richiestissimo sul mercato. Ma intanto sta pensando a rinforzare le seconde linee della Lazio, costruendo una rosa più completa in vista del ritorno in Champions League.

In difesa ad esempio si cercherà uno stopper giovane e dinamico, che possa dare il cambio a due veterani come Acerbi o Radu. I nomi più gettonati sono quelli del brasiliano Adryelson, 22 enne dello Sport Recife, oppure del serbo Strahinja Pavlović, classe 2001 del Monaco.

A centrocampo già bloccato l’italo-argentino Gonzalo Escalante, ex Catania in arrivo dall’Eibar: sarà l’alternativa a Lucas Leiva. Possibili anche dei rinforzi sulle corsie laterali: Marusic (piace al PSG) e Lukaku sono in partenza, per sostituirli si pensa al ritorno di Davide Faraoni dal Verona e sulla sinistra al greco Kostas Tsimikas, che piace anche al Nizza.

In attacco invece il duo Immobile-Correa ha bisogno di un’alternativa all’altezza, nonostante la presenza dell’affidabile Caicedo. La Lazio ha messo da tempo gli occhi su Luis Suarez. Non è il bomber del Barça, bensì un interessante talento offensivo colombiano che gioca nel Real Saragozza.

Ed in panchina? Simone Inzaghi ha tutta la stima del mondo dalla sua, ma se arrivasse un’offerta di una big (Juventus?) lo scenario potrebbe cambiare. Ma la voglia di giocarsi la Champions con la sua creatura è davvero forte.

La probabile formazione della Lazio 2020-2021:

La Serie A che verrà – Juventus 2020-2021

(Keivan Karimi) – In attesa della ripartenza della stagione 2019-2020, prevista per il 20 giugno, andiamo a vedere come dovrebbero presentarsi le squadre di Serie A per il campionato seguente, che partirà in autunno.

La Juventus, attuale capolista, dovrebbe ricominciare da Maurizio Sarri. Finora il gioco bianconero non ha brillato e forse il suo destino dipenderà dai risultati nel finale di campionato e Champions League, ma l’intenzione del club è di dargli fiducia e costruire una rosa con caratteristiche più specifiche.

Sul mercato si valuteranno diversi innesti: la Juve cerca un terzino destro affidabile, come Nelson Semedo del Barcellona. Rientrerà Luca Pellegrini dal Cagliari e potrebbe arrivare anche un altro terzino mancino come alterntiva.

A centrocampo via alla rivoluzione: in uscita Pjanic, Rabiot e Khedira. In arrivo almeno due mediani di spessore, come Jorginho (Chelsea), Paredes (PSG), Arthur (Barça) e il sogno del ritorno di Paul Pogba.

Quasi certo l’addio di Gonzalo Higuain, ormai in rotta con la Juve. Non da escludere anche le partenze di elementi come Douglas Costa, richiesto dall’Atletico Madrid, e Federico Bernardeschi che non fa impazzire Sarri. Il tecnico vorrebbe con sé Pedro (a costo zero) ma anche una prima punta: Arkadiusz Milik e Raul Jimenez sembrano gli obiettivi primari.

Intoccabile al momento Paulo Dybala, che ha dimostrato di essere giocatore decisivo come pochi nella Juve di Sarri. Resta anche Cristiano Ronaldo: il 2020-21 sarà forse l’ultima stagiona bianconera per CR7.

La possibile Juventus 2020-2021 (all. Sarri):

Roma, maledizione terzini – Disastro (quasi) totale nell’era americana

(Keivan Karimi) – Se c’è un fattore negativo che accomuna tutte le stagioni finora disputate dalla Roma sotto la gestione americana, con Di Benedetto prima e Pallotta poi come presidenti, è la scarsa fortuna con i terzini.

I laterali difensivi, sia destri che mancini, hanno spesso deluso le aspettative. Sono state effettuate scelte di mercato infruttuose e ogni anno i direttori sportivi hanno dovuto reinventare e rivoluzionare il ruolo. Ma andiamo a vedere, anno per anno, l’evolversi di questo reparto tanto criticato in casa giallorossa.

Stagione 2011-2012 

TERZINI IN ROSA: Rosi, Cassetti, Taddei, José Angel, Nego.

La prima Roma americana si affida al giovane Luis Enrique e punta su due ‘mission’ principali: dimenticare il passato dell’era Sensi e creare un gioco spettacolare e poco italiano.

Rosa dunque quasi epurata rispetto al 2010-2011, anche in difesa. Restano gli ultratrentenni Marco Cassetti e Rodrigo Taddei. Il primo chiuderà la carriera romanista provando a reinterpretarsi centrale, il brasiliano invece si adopererà da terzino su ambe le fasce, nonostante avesse già perso brillantezza e rapidità di passo.

Aleandro Rosi, precedentemente considerato un esterno alto, si adatta a terzino destro dimostrando ben presto di essere fuori contesto. Il colpaccio doveva essere lo spagnolo José Angel, stravoluto da mister Lucho. Dopo un inizio promettente, il mancino di Gijon cadde nei più banali errori, diventando zimbello della tifoseria. I più attenti ricorderanno il baby francese Loic Nego, scovato dal Nantes ma relegato in Primavera senza poter mai debuttare in Serie A.

Stagione 2012-2013

TERZINI IN ROSA: Piris, Taddei, Torosidis, Balzaretti, Dodò.

Si punta su Zdenek Zeman per riportare la Roma alla ribalta, scommettendo anche sull’effetto simpatia. Inutile dire che l’avventura del Boemo durò molto meno del previsto.

Altra mezza rivoluzione in difesa. Arriva dal Paraguay Ivan Piris, terzino destro a cui Zeman chiede di spingere come un ossesso, mentre il classe ’89 si dichiara più abile in fase di contenimento. Un ibrido che deluderà su tutti i fronti.

Il solito Taddei avrà qualche chance da laterale ad inizio stagione, per poi finire nel dimenticatoio anche con l’avvento del suo vecchio amico Aurelio Andreazzoli. Così come il brasiliano Dodò, una delle tante scommesse sudamericane di Walter Sabatini che lo presentò con frasi ad effetto: “Rispetta l’idea di calcio per cui credo, aggredisce il campo come pochi”. Parole al vento e un ginocchio ballerino che non gli ha mai permesso di esprimersi.

A sinistra il colpo Federico Balzaretti sembrava dare esperienza e affidabilità. Zeman si aspettava un terzino ‘stile Candela’, tutto classe e qualità. Ma il buon Balza, vittima dei suoi chiari di luna, risultò tra i peggiori per media-voto in quella stagione. A gennaio fa la sua comparsata a Trigoria l’onesto Vassilis Torosidis: greco affidabile, classico terzino da 6 in pagella, un po’ di respiro dopo i flop precedenti.

Stagione 2013-2014

TERZINI IN ROSA: Maicon, Torosidis, Balzaretti, Dodò, Bastos.

La terza Roma americana arriva ad una svolta. Rudi Garcia sembra l’allenatore giusto, sul mercato si punta sulla maturità e la leadership. Ecco infatti giungere Maicon, svincolato dal Manchester City, uno dei migliori terzini passati dalle parti della capitale nell’ultimo decennio.

A 32 anni il brasiliano si rilancia, con l’obiettivo di partecipare ai Mondiali casalinghi del 2014. Fisicità, gol, assist e tanta arroganza sportiva. Per una stagione la Roma blinda la fascia destra, con Torosidis come alternativa positiva.

Caos sulla sinistra: Balzaretti, perdonato dalla curva dopo la stagione precedente, parte fortissimo e si regala un gol storico al derby. Ma una scomoda e deleteria pubalgia lo fermerà per tutta la stagione. Il giovane Dodò proverà a prenderne le redini senza fortuna né continuità.

A gennaio Sabatini punta sull’usato sicuro: l’ex Lione Michel Bastos arriva in prestito per 6 mesi. Ma il brasiliano più che un terzino sembra un’ala che ha dimenticato come ci si comporta senza pallone tra i piedi. Tanto che mister Garcia spesso preferisce adattare sulla corsia mancina Torosidis o addirittura un giovanissimo Alessio Romagnoli.

Stagione 2014-2015

TERZINI IN ROSA: Maicon, Torosidis, Balzaretti, Cole, Holebas, Emanuelson.

La Roma di Garcia 2.0 doveva essere trionfale. Fu invece un mezzo flop, quella del 7-1 subito in casa dal Bayern Monaco in Champions e lo 0-3 dalla Fiorentina in Europa League.

Terzini tutt’altro che esenti da colpe: Maicon non è quello della stagione precedente, sofferente per le fatiche del Mondiale brasiliano. Torosidis prova a cavarsela, ma vederlo titolare nella Roma non è certo il massimo.

A sinistra, vista l’indisponibilità continua di Balzaretti (costretto al ritiro a fine stagione), si vira sull’esperienza di Ashley Cole. Storico laterale mancino del Chelsea, ma oggi viveur britannico interessato solo a vedere Roma da prospettive alcoliche e ludiche. La sua esperienza giallorossa è sintetizzata dalla frase postuma: “A Roma posso rilassarmi finalmente, bevo e fumo senza essere ripreso”.

Sabatini intuisce lo stato di forma imbarazzante di Cole ed a fine agosto ingaggia il greco José Holebas. Stagione non così deprecabile la sua, ma al pari di Torosidis fu considerato solo un ripiego momentaneo. Niente da dichiarare sul fronte Urby Emanuelson: 2 presenze ed un approdo a Roma solo per favorire l’arrivo di Manolas, grazie all’appoggio di Mino Raiola.

Stagione 2015-2016

TERZINI IN ROSA: Maicon, Florenzi, Torosidis, Digne, Emerson, Zukanovic.

Nell’estate 2015, nonostante l’inadatta conferma di Garcia in panchina, la Roma opera il suo miglior mercato dell’era americana. Basti pensare agli ingaggi di Dzeko, Salah, Rudiger e Szczesny.

Ottimi i due innesti sulla corsia sinistra di difesa. In prestito dal PSG arriva Lucas Digne. Ed è un peccato che non venga riscattato nell’estate successiva, perché si dimostra un difensore completo, grintoso e più che affidabile.

Come alternativa dal Palermo c’è Emerson Palmieri. Dopo sei mesi da separato in casa, l’italo-brasiliano viene rilanciato dall’approdo di Luciano Spalletti, che gli darà fiducia a più riprese.

Meno brillante la gestione della fascia destra: c’è Maicon, ma ormai a mezzo servizio. Torosidis nel girone di ritorno scompare dai radar. E’ l’anno della promozione fissa a terzino di Alessandro Florenzi, lanciato da Walter Sabatini come: “Diventerà un terzino migliore di Dani Alves” – ma per il numero 24 fu l’inizio del crollo, nonostante un gol spettacolare al Barcellona.

Stagione 2016-2017

TERZINI IN ROSA: Florenzi, Bruno Peres, Nura, Emerson, Mario Rui, Seck.

La squadra di Spalletti parte per vincere, o contendere alla Juventus il titolo fino all’ultimo. Ne scaturì un’ottima stagione, ma con qualche caduta a vuoto significativa.

Annata sfortunata per Florenzi, che ad ottobre rimedia la rottura del crociato anteriore del ginocchio, bissata poi anche a marzo. Lo si rivedrà solo nella stagione successiva.

Fortuna (sicuri?) che Sabatini si cautelò in tempo con Bruno Peres. L’esterno del Torino, divenuto famoso per il gol straordinario da maratoneta contro la Juve, dimostra a Roma tutti i suoi difetti: incapacità di difendere, scelte sbagliate in fase offensiva, clamorose amnesie ingiustificate. Eppure gioca titolare per più di metà stagione come unica scelta a destra.

A sinistra destino tragico pure per Mario Rui. Voluto da Spalletti per rimpiazzare Digne, il portoghese si frattura il ginocchio già in estate, per colpa di un intervento killer in allenamento di Moustapha Seck, altro terzino-flop della stagione.

Spazio dunque ad Emerson Palmieri, che gioca la sua unica stagione da titolare a Roma prima di spiccare il volo all’estero. Qualità, forza e tanta voglia di imparare. Un vero peccato averlo perso così presto.

Stagione 2017-2018

TERZINI IN ROSA: Florenzi, Bruno Peres, Karsdorp, Emerson, Kolarov, Pellegrini, Silva.

E’ la stagione di Eusebio Di Francesco e della clamorosa semifinale di Champions League conquistata dopo 33 anni. Ma è anche l’annata del secondo miglior colpo fra i terzini del decennio giallorosso.

Il d.s. Monchi azzecca il colpo Aleksandar Kolarov, ormai ai titoli di coda con il Manchester City. Il serbo è un’ira di dio, stabilisce un legame forte con i compagni e soprattutto con Edin Dzeko. Segna e fa segnare, senza di lui la Roma quasi non si presenta in campo.

Kolarov arriva perché Emerson Palmieri si è infortunato al ginocchio, ma soprattutto perché il classe ’94 lascerà i giallorossi a gennaio (direzione Chelsea). Al suo posto arriva per 6 mesi Jonathan Silva, laterale argentino dello Sporting Lisbona. Buon piede sinistro ma incapacità ossessiva di difendere la sua zona.

La Roma recupera Florenzi, acclamato dal pubblico ma certamente poco affine con il ruolo di terzino destro tipico. Bruno Peres è semi disastroso, eppure salva la squadra con un piedino magico negli ottavi di Champions contro lo Shakhtar. Non pervenuti invece il sempre infortunato Rick Karsdorp, terzino strapagato del Feyenoord, e il baby Luca Pellegrini, anche lui vittima della maledizione dei crociati rotti.

Stagione 2018-2019

TERZINI IN ROSA: Florenzi, Karsdorp, Santon, Kolarov, Pellegrini.

In una Roma, quella del Di Francesco-bis, che avrebbe dovuto fare il salto di qualità ma senza riuscirsi, il parco terzini non cambia quasi per nulla.

Arriva soltanto l’usato sicuro Davide Santon, inserito nella trattativa con l’Inter per Nainggolan assieme alla stellina Zaniolo. Duttile terzino, dimostra a Roma tutto ciò per cui è sempre stato criticato: la capacità di passare da momenti di grazia, in cui sembra la reincarnazione di Paolo Maldini, ad altri in cui pare non aver mai messo piede sul campo da calcio.

Insufficienti le prestazioni stagionali di Florenzi e Karsdorp, in particolare l’olandese bocciato sia da Di Francesco che da Ranieri e pure protagonista di atteggiamenti da vittima davvero fuori luogo.

Kolarov tira spesso il freno a mano e, non bastasse, nella notte del 7-1 subito in coppa dalla Fiorentina litiga con parte della tifoseria, chiudendo il rapporto con chi gli ha sempre dato del ‘laziale’ per i suoi precedenti in biancoceleste.

Luca Pellegrini finalmente debutta. Tante belle parole su di lui, ma anche tanta inesperienza che lo porterà a passare al Cagliari a metà stagione.

Stagione 2019-2020

TERZINI IN ROSA: Florenzi, Santon, Zappacosta, Kolarov, Spinazzola, Bruno Peres.

La Roma prova a rimettersi in pista affidandosi a Paulo Fonseca. Un allenatore che predilige intensità e tecnica nel suo gioco, ma anche terzini fisici e in grado di offendere e difendere.

Scelte che escludono dopo pochi mesi Alessandro Florenzi. A Fonseca il neo capitano non piace come laterale difensivo, lo lascia spesso in panchina e diventa persino negativo agli occhi dei tifosi. Inevitabile la partenza a gennaio in direzione Valencia.

Davide Zappacosta, arrivato dal Chelsea in prestito, sarebbe dovuto essere il titolare. Ma l’immancabile strage dei crociati colpisce anche l’ex Toro, che dichiara forfait già a settembre.

Santon viene promosso spesso a titolare, ma vive di fasi alterne come di consueto. Mentre a sinistra Kolarov sembra sempre più essere un’entità a sé, a metà tra il leader carismatico e la vittima reazionaria all’ambiente.

Leonardo Spinazzola, giunto dalla Juve nello scambio con Luca Pellegrini, è il jolly che serviva. Ma anche lui dimostra ben presto di avere un carattere troppo ondivago e preda dei chiari di luna. Non a caso a gennaio è stato ad un passo dalla cessione all’Inter.

A gennaio Bruno Peres, dopo un anno e mezzo a rifiatare in Brasile, è stato riaccolto nella rosa della Roma. Visto da tanti come possibile flop ridicolo, sinora ha dimostrato uno spirito di sacrificio e una brillantezza atletica mai vista prima. Sorpresa.

Resta o parte? Il possibile futuro degli attuali calciatori della Roma

(Keivan Karimi) – Un campionato più unico che raro. Dapprima combattuto su tutti i fronti, poi interrotto bruscamente per l’emergenza Coronavirus.

La Serie A 2019-2020 è ferma, non si sa attualmente se e quando riprenderanno gli incontri. E le società, in attesa di responsi generali, iniziando inevitabilmente a pensare al futuro, ai progetti tecnici che verranno in vista della stagione successiva.

La Roma è una delle squadre che dovrà risolvere molte situazioni. Tra prestiti, calciatori in partenza e conferme assolute. In primis quella di Paulo Fonseca, che sarà certamente al timone dei giallorossi anche nella prossima annata.

Andiamo con ordine per valutare quale sarà, nelle valutazioni odierne, il destino dei calciatori della rosa romanista:

Pau Lopez – La Roma ha investito, e tanto, su di lui. A parte l’errore al derby ha dimostrato ottime qualità. Certezza.

Mirante – Dovrebbe restare almeno un altro anno come secondo portiere.

Fuzato – Già a gennaio sarebbe dovuto andare a giocare in Portogallo. Andrà in prestito quasi sicuramente.

Mancini – Altro investimento importante, per la Roma è un intoccabile.

Fazio – Dovrebbe restare fino al 2021 in rosa. La Roma non si opporrebbe però ad un’eventuale partenza.

Juan Jesus – Già fuori dai piani da diversi mesi. Partirà per un’offerta da 6-7 milioni.

Smalling – Imprescindibile per Fonseca, la società è al lavoro per riscattarlo dal Manchester United. Due i problemi: l’alta valutazione del cartellino (25 milioni di sterline) e la concorrenza di Everton, Arsenal e Milan.

Cetin – Già cercato nel recente passato da club italiani e turchi. Dovrebbe partire in prestito.

Ibañez – Avrà più spazio, soprattutto in caso di partenza di Fazio e Jesus. Dovrebbe restare come alternativa in difesa.

Santon – Non ha molto mercato, destinato a restare come jolly difensivo.

Spinazzola – Uno dei dubbi maggiori: giocatore di spessore, ma un po’ troppo spesso umorale. Non è escluso che cambi aria.

Zappacosta – La Roma è al lavoro col Chelsea per rinnovare gratuitamente il prestito annuale.

Kolarov – Resterà fino al termine del contratto, nonostante le avance di Mihajlovic e del Bologna.

Bruno Peres – Ha convinto Fonseca: resterà come risorsa per la fascia destra.

Diawara – E’ il regista del presente e del futuro. Rimarrà al 100%, ma prima dovrebbe operarsi al menisco sfruttando lo stop al campionato.

Veretout – Altro tassello importante, con Fonseca che sta studiando posizioni tattiche nuove.

Cristante – Molto stimato all’interno di Trigoria, meno dai tifosi e dall’ambiente. Si valuta uno scambio alla pari con Mandragora della Juventus.

Villar – Petrachi ha scommesso sul talentino spagnolo. Sarà il vice-Diawara.

Pellegrini – Intoccabile, ma prima andrà rivisto il contratto, togliendo anche la clausola rescissoria.

Pastore – Ormai alla frutta. Si lavorerà per fargli salutare Roma in estate.

Perotti – Altro calciatore sul viale del tramonto. Lui stesso appare poco ‘contento’ di restare. Ritorno in Argentina?

Zaniolo – Talento assoluto, è il futuro della Roma. Sarà pronto per la prossima estate dopo il k.o. al ginocchio.

Ünder – Alti e bassi. Troppe incertezza. Con un’offerta adeguata partirà senza troppi rimpianti.

C. Perez – La Roma ha investito a gennaio circa 15 milioni. Si ripartirà anche dal suo estro.

Kluivert – Migliorato e più maturo, è legato alla Roma e rimarrà sicuramente.

Mkhitaryan – Difficile trattenerlo. Si farà un tentativo per riscattarlo dall’Arsenal o rinnovare il prestito.

Kalinic – Nonostante la doppietta di Cagliari è destinato a tornare all’Atletico per fine prestito. Alla Roma serve ben altro in attacco.

Dzeko – Capitano, leader, bomber. L’età avanza, ma il bosniaco resta al centro del progetto.

Un focus anche sui calciatori della Roma attualmente in prestito altrove:

Schick – Lipsia molto soddisfatto. Non è da escludere la sua permanenza in Germania. A meno che il mercato non si complichi e si verifichi un ritorno a Roma.

Florenzi – Troppo poco il suo tempo a Valencia. Si valuta un allungamento del prestito.

Defrel – Già messo in conto il riscatto definitivo dal Sassuolo.

Coric – Tornerà dall’Almeria, andrà rigirato altrove.

Sadiq – Riscatto certo da parte del Partizan Belgrado.

Karsdorp – Difficile rivederlo a Roma. Il Feyenoord è al lavoro per trattenerlo.

Nzonzi – Si va verso il rinnovo del prestito al Rennes.

Olsen – Il Cagliari lo terrà se dovesse partire Cragno. Altrimenti non mancano altre proposte (Sporting Lisbona?).

Gonalons – Discreta stagione al Granada. Dovrebbe restare in Spagna.

SERIE A – La Roma torna al successo: Mkhitaryan trascinatore contro il Lecce

(Keivan Karimi) – Finalmente la Roma. Nel weekend dello stop a diverse gare di campionato per il rischio contagio del Coronavirus, i giallorossi giocano e tornano a vincere, entusiasmando un Olimpico però semivuoto.

4-0 il risultato finale di Roma-Lecce, match della 25.a giornata di Serie A, che riporta i giallorossi a -3 punti (momentanei) dalla zona Champions League. Un successo netto, meritato, concreto, figlio di una prestazione finalmente degna di nota.

La squadra di Paulo Fonseca abbatte quella di Fabio Liverani fin dalle prime battute. Assedia l’area leccese e passa in vantaggio al 13′ con Under, servito perfettamente da un assist di Mkhitaryan. L’armeno risulterà il migliore in campo, uomo in più della Roma e autore del raddoppio al 37′, con un sinistro in corsa preciso e vincente.

Nella ripresa il Lecce mette la testa fuori dalla propria area, ma crolla ancora sotto i colpi di Dzeko (gol regolarizzato dal VAR) e di Kolarov, che torna a segnare e disputare una prova apprezzabile. Finisce con un poker che ridà finalmente fiducia ad una squadra che ha iniziato il 2020 in maniera a dir poco disastrosa.

Il tabellino del match:

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; B.Peres, Mancini, Smalling, Kolarov; Veretout, Cristante; Under (61′ Perez), Pellegrini (46′ Kluivert), Mkhitaryan; Dzeko (82′ Kalinic). All: Fonseca.

LECCE (4-3-2-1): Vigorito; Donati (83′ Meccariello), Lucioni, Rossettini, Calderoni; Deiola, Petriccione (46′ Shakov), Majer; Barak (66′ Tachtsidis), Mancosu; Lapadula. All: Liverani.

Arbitro: Giacomelli di Trieste.

Marcatori: 13′ Under, 37′ Mkhitaryan, 70′ Dzeko, 80′ Kolarov.

SERIE A – La Roma non vince più: l’Atalanta la batte e vola a +6

 

(Keivan Karimi) – Il 2020 per la Roma è un disastro. La squadra di Paulo Fonseca non sa più vincere, e per di più neanche pareggia. Terza sconfitta consecutiva di questo inverno sempre più freddo e buio.

I giallorossi perdono anche quando non demeritano, superati 2-1 nello scontro diretto dall’Atalanta. Fonseca reinventa la Roma, inserendo Mancini a centrocampo e tenendo fuori calciatori in calo di forma come Santon, Kolarov, Veretout e Under.

Una serata, quella del Gewiss Stadium, che sembra essere propizia: Pau Lopez si supera su Gomez, Ilicic e Zapata non girano ed è la Roma con un super-Dzeko a passare in vantaggio. Al 45′ errore grave di Palomino che regala il pallone al capitano giallorosso, il quale non sbaglia e segna l’undicesima rete stagionale.

Nella ripresa però la Roma rientra in campo con i soliti fantasmi e con un atteggiamento sottotono. All’Atalanta basta un quarto d’ora per ribaltare il risultato: prima Palomino devia in rete sugli sviluppi di un calcio d’angolo, poi il neo entrato Pasalic inventa il destro a giro del 2-1 finale.

Roma inerme, neanche gli ingressi dei nuovi arrivati Carles Perez e Villar servono a qualcosa. L’Atalanta chiude in scioltezza e vince, portandosi a +6 dai giallorossi che rischiano di dire addio all’obiettivo Champions League, a circa tre mesi dal termine del campionato.

Il tabellino del match:

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Palomino, Djimsiti; Hateboer, Freuler, De Roon, Gosens; Ilicic (84′ Malinovsky), Gomez (87′ Muriel); Zapata (59′ Pasalic). All: Gasperini.

ROMA (4-1-4-1): Pau Lopez; B.Peres, Smalling, Fazio, Spinazzola; Mancini (68′ Veretout); Kluivert (62′ C.Perez), Pellegrini, Mkhitaryan, Perotti (78′ Villar); Dzeko. All: Fonseca.

Arbitro: Orsato di Schio

Marcatori: 45′ Dzeko, 50′ Palomino, 59′ Pasalic

Calciomercato 2020 – Come cambiano le squadre di Serie A dopo la sessione invernale

(Keivan Karimi) – Un mercato di riparazione scoppiettante, con tanti movimenti e pochi momenti di pausa. Molto è cambiato nelle rose di Serie A dopo la sessione di gennaio 2020. Dall’Inter, che ha colpito nel segno con ben 3 acquisti dalla Premier inglese, fino alle mosse last-minute di Fiorentina e Genoa.

Ecco allora come cambiano le formazioni titolari delle 20 compagini di Serie A:

ATALANTA (3-4-3): Gollini; Toloi, CALDARA, Palomino; Hateboer, TAMEZE, Freuler, Gosens; Ilicic, Zapata, Gomez.

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Mbaye, Danilo, Bani, Dijks; DOMINGUEZ, Poli; Orsolini, Soriano, Sansone; BARROW.

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Mateju; BJARNASON, Tonali, Romulo; SKRABB; Torregrossa, Balotelli.

CAGLIARI (4-3-2-1): Olsen; Faragò, Ceppitelli, Pisacane, Pellegrini; Nainggolan, Cigarini, Rog; PEREIRO, Joao Pedro; Simeone.

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, IGOR; Lirola, DUNCAN, Badelj, AGUDELO, Dalbert; Chiesa, CUTRONE.

GENOA (3-5-2): PERIN; SOUMAORO, Romero, MASIELLO; Ghiglione, BEHRAMI, Radovanovic, Schone, Barreca; IAGO FALQUE, DESTRO.

INTER (3-5-2): Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; MOSES, Barella, Brozovic, ERIKSEN, YOUNG; Lautaro, Lukaku.

JUVENTUS (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Dybala; Ronaldo, Higuain.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Correa, Immobile.

LECCE (4-3-2-1): Gabriel; DONATI, Lucioni, PAZ, Calderoni; DEIOLA, Tachtsidis, Majer; SAPONARA, Mancosu; Babacar.

MILAN (4-4-2): Donnarumma; Conti, KJAER, Romagnoli, Hernandez; Castillejo, Kessie, Bennacer, Calhanoglu; IBRAHIMOVIC, Rebic.

NAPOLI (4-3-3): Meret; Hysaj, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; LOBOTKA, DEMME, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne.

PARMA (4-3-3): RADU; Darmian, Alves, Gagliolo, REGINI; Kucka, Scozzarella, KURTIC; Kulusevski, Cornelius, CAPRARI.

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; VILLAR, Veretout; PEREZ, Pellegrini, Perotti; Dzeko.

SAMPDORIA (4-4-2): Audero; Berezszynski, TONELLI, YOSHIDA, Murru; Ramirez, Vieira, Ekdal, Linetty; LA GUMINA, Quagliarella.

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli; Toljan, Romagna, Ferrari, Kyriakopoulos; Locatelli, Obiang; Berardi, HARASLIN, Boga; Caputo.

SPAL (3-5-2): Berisha; BONIFAZI, Vicari, ZUKANOVIC; D’Alessandro, CASTRO, DABO, Valoti, Reca; CERRI, Petagna.

TORINO (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; Ola Aina, Meité, Rincon, Ansaldi; Verdi, Berenguer; Belotti.

UDINESE (3-5-2): Musso; Becao, Troost-Ekong, Nuytinck; Larsen, De Paul, Mandragora, Fofana, ZEEGELAAR; Lasagna, Okaka.

VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Kumbulla, Rrhamani, Dawidowicz; Faraoni, Verre, Amrabat, DIMARCO; BORINI, EYSSERIC; Di Carmine.

Roma implacabile in trasferta: 3-1 sul campo del Genoa

(Keivan Karimi) – In casa soffre e perde colpi. In trasferta invece sembra volare. La Roma continua questo strano trend vincendo la prima gara di Serie A del suo 2020.

3-1 sul campo di un Genoa sempre più in difficoltà, approfittando degli errori rossoblu e della miglior qualità tecnica. Un successo però sofferto, soprattutto nella ripresa, anche per colpa delle tante assenze tra infortuni e squalifiche per Paulo Fonseca.

Parte forte la Roma nella gara del Marassi. Il turco Cengiz Under, che non segnava dal match d’andata ad agosto, si risveglia dall’agonia e trova un tiro-cross che dopo 5′ beffa Perin. Un vantaggio che porterà la Roma a comandare l’incontro.

Dopo alcune occasioni mancate da Dzeko, nel finale di tempo succede di tutto: al 44′ il figliol prodigo Spinazzola porta a spasso mezza difesa del Genoa e crossa in area, la deviazione di Biraschi è decisiva e porta la Roma al raddoppio. Un minuto dopo la difesa giallorossa dorme su un lancio lungo, ne approfitta Pandev che brucia Pau Lopez in uscita per l’1-2.

Nella ripresa Lopez diventa protagonista: suo il miracolo su Goldaniga che tiene la Roma in vantaggio. Il Genoa pressa e ci crede, ma gli ospiti sono spietati: a metà tempo su errore di Perin, Pellegrini recupera palla e offre a Dzeko un pallone facile facile da spingere in rete. Gioco, partita, incontro. La Roma vince ancora lontana dall’Olimpico e prepara al meglio la settimana in cui affronterà Juventus (Coppa Italia) e Lazio.

 

Il tabellino dell’incontro:

GENOA (3-5-2): Perin; Biraschi, Romero, Goldaniga; Ghiglione, Cassata (68′ Favilli), Schöne, Struraro (91′ Radovanovic), Barreca; Pandev, Sanabria (80′ Agudelo). All: Nicola.

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Santon (84′ Cetin), Mancini, Smalling, Spinazzola; Diawara, Veretout (73′ Cristante); Under (88′ Peres), Pellegrini, Kluivert; Dzeko. All: Fonseca.

Arbitro: Maresca di Napoli.

Marcatori: 5′ Under, 44′ aut. Biraschi, 45′ Pandev, 74′ Dzeko.