Tutte le strade potrebbero riportare a Roma: la stagione dei giallorossi in prestito

Emanuele Papi  – In questa nuova rubrica settimanale andremo ad aggiornare i tifosi giallorossi su come stanno andando le avventure dei vari giocatori girati in prestito dalla Roma per la stagione 2024/25. Apriremo una finestra sulle varie prestazioni dei tesserati dislocati in Italia e in Europa. Riporteremo i minutaggi, gli infortuni, le assistenze e i gol per capire come questi calciatori ritorneranno, se ritorneranno, a Trigoria. In questo spazio avremo una lente di ingrandimento su: Kumbulla, Abraham, Bove, Solbakken.

 

KUMBULLA

La Roma, dopo aver girato Kumbulla in prestito al Sassuolo da gennaio a giugno, ha deciso, in accordo con il giocatore, di trovare una soluzione che gli permettesse di riguadagnare fiducia e minuti dopo il lungo infortunio dovuto alla rottura del crociato. L’albanese è così approdato all’Espanyol durante la sessione estiva con la formula del prestito secco. Il difensore ex Verona è riuscito, a suon di prestazioni, a guadagnarsi il posto da titolare, giocando l’83% dei minuti stagionali nel club spagnolo, trovando anche la via della rete un’occasione.Prima della sosta, però, l’ex Roma è stato uno dei protagonisti sfortunati del derby contro il Barcellona: infatti, dopo essersi perso Olmo sul primo gol blaugrana, Kumbulla è stato costretto a lasciare il campo a causa di un infortunio al 40’, quando il risultato era già sul 3-0 per i padroni di casa. Dopo tre settimane dallo stop, il centrale è subentrato al 67’ della sfida persa contro il Girona, senza incidere più di tanto.

ABRAHAM

Nell’affare tra Roma e Milan che ha portato Saelemaekers a vestire giallorosso. Tammy Abraham ha fatto invece il percorso inverso, accasandosi, in prestito secco ai rossoneri. Dopo un buon inizio, dove ha trovato anche un gol condito da due assist, l’attaccante è tornato a performare come negli ultimi diciotto mesi con la Roma: tanto cuore e poca qualità, fallendo anche un importante rigore contro la Fiorentina. Contro il Napoli, invece, l’inglese è rimasto ai box per un nuovo infortunio alla spalla accusato contro l’Udinese il 19 ottobre. Infortunio accusato in seguito a un clamoroso gol mangiato davanti alla porta. A Monza invece è rimasto in panchina per tutto il match.
L’inglese è tornato al gol nel match pre sosta contro il Cagliari, non è stato invece utilizzato nel big match tra Milan e Juventus. Tuttavia è partito titolare nella trasferta di questo pomeriggio di Champions League contro lo Slovan Bratislava. 

BOVE

Edoardo Bove rischia di essere un nuovo rimpianto per la Roma, dopo i casi Frattesi e Calafiori. Il centrocampista quest’estate ha deciso di lasciare Trigoria per avere un ruolo più da protagonista, avendo capito che non l’avrebbe avuto in giallorosso. L’occasione l’ha sfruttata la Fiorentina, che è riuscita a strapparlo in prestito oneroso (1,5 milioni) con diritto di riscatto a 10,5 milioni, diritto che diventa obbligo al raggiungimento del 60% delle presenze da almeno 45 minuti. Un riscatto che ad oggi sembra scontato visto la grande fiducia che Palladino ha nell’ex giallorosso. Infatti, Bove è già sceso in campo 10 volte, di cui 9 da titolare, in cui ha trovato anche un gol (contro la Roma) e quattro assist, di cui due sempre contro i giallorossi. Nell’ultimo turno di Serie A ha giocato tutto il match nella vittoria viola contro il Como. Tre punti che consentono alla Viola di restare nel gruppone delle squadre a 28 punti, seconde a punto dal Napoli.

SOLBAKKEN

Ola Solbakken sta trovando la continuità che gli era mancata dopo l’ultima travagliata stagione in giro per il mondo. Il norvegese quest’estate si è trasferito in prestito con diritto di riscatto fissato a 3,5 milioni all’Empoli dei Corsi. Sotto la guida di D’Aversa, il trequartista sta trovando spazio e minutaggio, seppur non sia ancora riuscito a incidere sotto porta. Sulle undici giornate di campionato, il giocatore ha saltato una sola partita, contro la Juventus, per un fastidio muscolare. Nelle restanti, ha sempre solcato il campo o da titolare o da subentrato ed è quindi uno dei protagonisti di questo grande inizio di stagione dei toscani. Nell’ultima gara giocata dall’Empoli, 1-1 contro l’Udinese, Solbakken è subentrato al 66’ al posto a Colombo. Se la Roma spera nel riscatto da parte degli empolesi, e quindi una plusvalenza, è necessario che l’ex Bodo/Glimt si sblocchi dal punto di vista realizzativo.

Da Calafiori a Frattesi: gli errori da non ripetere

Emanuele Papi – Il settore giovanile sarà uno dei pilastri fondamentali per il futuro della Roma, come dichiarato da Daniele De Rossi nella conferenza stampa post Roma-Genoa: “Dobbiamo fare attenzione al nostro settore giovanile. Non mi va giù aver perso Frattesi e Calafiori“.

Questa affermazione segna un chiaro cambio di visione rispetto al primo progetto sportivo dei Friedkin. Insieme a Mourinho, l’obiettivo iniziale era quello di creare un gruppo competitivo fin da subito, ma il successo si è raggiunto solo parzialmente. Negli ultimi tre anni, infatti, il focus è stato far esordire giovani con l’intento di venderli per generare plusvalenze. Reinvestendo poi in giocatori già pronti che spesso hanno deluso le aspettative.

Nella passata stagione, tra i “sacrificati” figurano Tahirovic, Volpato, Missori, Afena-Gyan e Calafiori. Cessioni in gran parte valide, ma che hanno reso la rosa meno futuribile.

Con il rinnovo di De Rossi e l’arrivo di Florian Ghisolfi come nuova figura al vertice della guida sportiva, la programmazione del club di Trigoria sembra pronta a una svolta. Non si cercheranno più campioni a parametro zero o in prestito senza la giusta fame. Ma profili che possano garantire un ritorno economico importante in futuro.

Un approccio rinnovato verso il settore giovanile sarà cruciale. Il vivaio della Roma, secondo i dati CIES, ha prodotto un valore di mercato complessivo di 189 milioni di euro. Di cui 86 milioni sono rimasti in rosa.
Finora non c’è stata la volontà di creare una squadra B, che avrebbe permesso di far crescere i giovani non ancora pronti per il passaggio con i grandi. Sotto la gestione Pinto, l’idea di una seconda squadra è stata scartata per la difficoltà di liberarsi degli esuberi, rischiando di creare complicanze piuttosto che benefici.

Tuttavia, con la nuova dirigenza potrebbe cambiare la mentalità su tale questione. È evidente quanto sia necessario per i giovani fare esperienze nei campionati professionistici. Calafiori è l’ultimo esempio in ordine cronologico: ritenuto non all’altezza della Roma, dopo un solo anno di continuità al Basilea era conteso da Bologna e Milan. La sua crescita esponenziale non era prevedibile, ma lasciar partire il ragazzo perdendo completamente il controllo sul suo cartellino si è rivelata una scelta sbagliata. Come del resto con Frattesi, che è stato vicino al ritorno nella Capitale ma per cui non si aveva una recompra a prezzi favorevoli.

Attualmente, alla ribalta ci sono i ragazzi che stanno lottando per il campionato Primavera 1 come Cherubini, Pisilli, Pagano, Mannini, Marin e molti altri. Il lavoro di Bruno Conti e Alberto De Rossi continua a essere una garanzia, come dimostrano gli ottimi percorsi dei campionati U16 e U15.

La strada da percorrere sarà complessa e lunga, ma il futuro della Roma non può non prescindere dai tanti giovani che, come Bove e Zalewski, sognano di rappresentare la lupa sui campi da calcio di tutta Europa.