Da Fazio a Pastore: quanto pesano gli esuberi della Roma

(Keivan Karimi) – L’ennesima sconfitta stagionale contro una big di Serie A ha riaperto il dibattito riguardo le ambizioni della Roma, ancora incapace di fare il salto di qualità.

Secondo molti opinionisti uno dei motivi della scarsa attitudine vincente negli scontri diretti riguarda la qualità della rosa a disposizione di Paulo Fonseca, che a differenza di Inter, Juventus o Milan non vanta una panchina lunga e di qualità.

Colpa forse dei tanti, troppi esuberi che la Roma attuale conta nella rosa 2020-2021. Diversi calciatori infatti sono da tempo ai margini, ma nonostante ciò restano come pesi morti, sia tecnicamente che economicamente, a riempire numerose caselle.

A risentirne dunque, oltre che la sfera tecnico-tattica, sono soprattutto le casse di Trigoria. La presenza dei suddetti esuberi infatti costa molti soldi alla Roma, aumentando di fatto il tetto-ingaggi. Vediamo di chi si tratta.

Partiamo dalla difesa: Federico Fazio è un centrale d’esperienza che da tempo è fuori dagli schemi di mister Fonseca. Ha rifiutato il trasferimento prima al Cagliari e poi al Parma. Il suo attuale stipendio netto è di 2,5 milioni all’anno fino al 2022.

Juan Jesus, in scadenza di contratto, ha detto no invece al Genoa. Il brasiliano percepisce 2,2 milioni. Anche Davide Santon, vero e proprio ‘desaparecido’ della rosa, ha rifiutato alcune soluzioni esterne e guadagna 1,5 milioni a stagione.

A centrocampo spiccano Amadou Diawara e Javier Pastore. L’ex Napoli da tempo sembra con la valigia in mano, ma per ora resta a Roma e pretende il suo stipendio da 2,5 milioni netti. L’argentino, ormai un tutt’uno con l’infermeria giallorossa, ne guadagna ben 4,5. Un vero e proprio macigno per le casse societarie.

A questi rincalzi vanno aggiunte le situazioni di elementi che la Roma vorrebbe piazzare in futuro sul mercato in uscita. Come Pau Lopez, portiere che non ha mai convinto il club e che guadagna tanto (3 milioni netti all’anno). O come Carles Perez, altro acquisto finora deludente, il quale ha firmato un anno fa un contratto da 2 milioni netti.

Forse il meno “esubero” e più meritevole di riguardo è Bruno Peres, giocatore non certo di prim’ordine ma molto considerato da Fonseca. Il contratto del brasiliano scadrà al 30 giugno prossimo, così come gli 1,8 milioni percepiti dal classe ’90.

Tiago Pinto ha già ammesso, al termine del mercato di riparazione di gennaio, di essere deluso con sé stesso per non aver piazzato altrove almeno 2-3 di questi elementi. Ma ci riproverà certamente a partire da giugno 2021. L’eventuale partenza degli otto esuberi individuati darebbe pieno respiro alle casse romaniste, sia per alleggerire il monte-ingaggi sia per poter reinvestire tali risparmi su nuovi innesti e rinnovi contrattuali.

La Roma in soldoni andrebbe a risparmiare 20 milioni di euro netti in stipendi, circa 40 milioni lordi. E se a questi si aggiungono i 7,5 milioni percepiti da Edin Dzeko, anche lui probabile partente, il club giallorosso avrebbe in tasca già un ‘tesoretto’ interno da immettere su almeno 3-4 acquisti di livello ed i prolungamenti di contratto di Pellegrini, Zaniolo e altri titolari.

 

Polveriera Roma: cosa succede (di nuovo) nello spogliatoio di Trigoria

(Keivan Karimi) – Dopo un girone d’andata tutto sommato positivo ed una classifica attualmente soddisfacente, la Roma in una settimana rischia di buttare tutto alle ortiche.

Il derby perso senz’anima, le scorie di una sconfitta tanto criticata quanto meritata. Poi il patatrac contro lo Spezia, nel solito ottavo di Coppa Italia che umilia i giallorossi anche peggio del precedente del 2015.

Se all’epoca dei fatti la Roma di Rudi Garcia fu battuta ai rigori dall’allora club di Serie B, oggi i giallorossi si vedono estromessi dalla competizione al termine della notte delle beffe: sconfitta sul campo per 4-2, doppia espulsione in un minuto, valanghe di gol divorati e soprattutto lo sconcertante errore sulle sostituzioni.

Il sesto cambio operato da Paulo Fonseca è la ciliegina su una torta amarissima, che è costata finora il posto al team manager Gianluca Gombar e al dirigente operativo Manolo Zubiria (proprio ex T.M. giallorosso).

Non bastasse la repulisti dirigenziale e l’ira della famiglia Friedkin, ci si sono messi pure i calciatori di traverso. Il CorSport parla dell’allenamento del giovedì ritardato per protesta del gruppo, contrario al licenziamento di Gombar e poco propenso a scendere in campo a Trigoria.

Addirittura Calciomercato.com svela un altro amaro retroscena: al termine di Roma-Spezia sarebbe stata sfiorata la rissa tra uno dei ‘senatori’ e un membro dello staff di Fonseca.

Litigi, licenziamenti, confronti a brutto muso e persino ammutinamenti. Quello che fuoriesce dallo spogliatoio di Trigoria è un film dell’orrore purtroppo già visto varie volte da queste parti.

Fin dai tempi in cui Rudi Voeller fu ‘intimato’ da parte del gruppo a lasciare la panchina nel 2004, o quando Ranieri dovette dare le dimissioni non avendo la fiducia del gruppo alla sua, fino alla spaccatura Totti-Spalletti di qualche anno fa.

Roma torna ad essere una polveriera, stavolta quasi dal nulla. Sono bastati 5 giorni per individuare la Roma come squadra unita, serena e volenterosa alle considerazioni su un gruppo ricco di fratture interne, persino in rivolta contro l’allenatore.

Sembrava non fosse il caso, ma per Tiago Pinto e Dan Friedkin stanno arrivando mesi di fuoco, dove le decisioni dovranno essere rapide e volendo pure dolorose. Non è da escludere l’ennesimo totale repulisti generale, visto che l’ambiente appare governato da animi fin troppo bollenti o distratti.

Difficile dare la colpa a qualcuno in questo calderone di situazioni più o meno svelate. Ma ci permettiamo di dare un consiglio a Mr. Friedkin: lasci stare i sentimentalismi, l’appartenenza ed i caroselli. Agisca da manager, si circondi di persone prima di tutto professionali e lavori con freddezza, senza tornare sui propri passi. Il passato è un territorio già battuto, il futuro deve essere la svolta per un club troppo spesso umiliato dall’interno.

Mercato Roma, bye bye Reynolds: tutti i terzini sulla lista di Tiago Pinto

(Keivan Karimi) – Una delle esigenze primarie della Roma sul mercato, sia a gennaio che a giugno prossimo, riguarderà l’acquisto di un terzino destro.

L’esplosione di Rick Karsdorp è un’ottima notizia per la squadra di mister Fonseca. Ma numericamente la Roma è corta sulle fasce, visto che elementi come Santon e Bruno Peres sono da considerarsi ormai con le valigie in mano.

Il neo direttore generale Tiago Pinto avrebbe voluto presentarsi con il colpo a stelle e strisce: l’acquisto di Bryan Reynolds dall’FC Dallas, uno dei migliori talenti americani in circolazione. Ma la Juventus (in compartecipazione con il Benevento) appare ormai prossima ad ingaggiare il classe 2001.

Ma a Pinto non mancano le alternative: ecco chi potrebbero essere i nomi sui cui sta lavorando il dirigente portoghese per rinforzare la corsia destra.

Da Montiel a Hysaj: tutte le idee per la fascia

Il nome più gettonato al momento è quello di un argentino. Gonzalo Montiel, 24enne del River Plate. Si svincola a giugno ma la Roma sta provando a prenderlo immediatamente, magari con una proposta da 5-6 milioni di euro.

Un terzino brevilineo e abile in fase di spinta, sponsorizzato da un certo Javier Zanetti, che lo avrebbe voluto volentieri all’Inter. Ma non dispiace neanche Brandon Soppy, 18enne franco-ivoriano del Rennes. Elegante e slanciato, si sta imponendo nel calcio che conta, ma i francesi hanno già rifiutato una prima offerta della Roma da 4 milioni più bonus.

Altro profilo di moda è quello del turco Zeik Celik. Un nome svelato da Gianluca Di Marzo e seguito dalla Roma, considerato però oggi troppo caro. Il Lille infatti non vuole fare sconti per il proprio titolare della corsia destra.

La soluzione potrebbe arrivare dalla Scozia. Il vetenne olandese Jeremie Frimpong è tra i preferiti di Paulo Fonseca, visto che l’esterno del Celtic Glasgow sa giocare su entrambi i lati del campo.

Opzioni duttili e intriganti anche quelle che portano in Ligue 1. Il francese Leo Dubois potrebbe lasciare il Lione (interessato proprio a Montiel) e diventare un’ipotesi in chiave giallorossa. Così come Benjamin Henrichs del Monaco, già cercato in passato dall’Inter.

Solido e tosto il polacco Tomasz Kedziora, già accostato alla Roma lo scorso anno. Un 26enne che si sta facendo apprezzare con la Dynamo Kiev. Ma i profili forse che esalterebbero maggiormente la piazza sono quelli di Noussair Mazraoui dell’Ajax e Nordi Mukiele del Lipsia. Due esterni di qualità assoluta, abili in entrambe le fasi e per tal motivo piuttosto costosi.

Non mancano le piste italiane. La Roma segue da tempo Davide Faraoni, cresciuto nella Lazio ma esploso con qualità e continuità nell’Hellas Verona. Piaceva in estate anche Diogo Dalot, del Milan ma in prestito dallo United, prendibile anche in prestito. Resta viva la pista low-cost che porta a Elseid Hysaj: l’albanese lascerà Napoli a costo zero e rappresenta un eventuale rinforzo per tutte le stagioni.

 

Le PAGELLE di Roma-Sampdoria 1-0: Dzeko, guizzo del campione. Karsdorp mette il turbo. Mkhitaryan corre come un terzino

(K.Karimi – A.Papi) – I voti e le pagelle del match di oggi pomeriggio tra Roma e Sampdoria, prima gara ufficiale del 2021:

-ROMA-

Pau Lopez 6 – Nessun intervento trascendentale nella sua partita, anche se pesa un’insicurezza di fondo che si porta dallo scorso anno. Poco preciso con i piedi.

Mancini 7 – In un pomeriggio da lupi il difensore toscano non si tira indietro. Si batte senza sosta e limita le eventuali giocate di Quagliarella e compagnia. Concentrazione e aggressività, punto di forza della difesa.m

Smalling 6,5 – I problemi al ginocchio sembrano lontani, visto che la tenuta atletica appare finalmente ottimale. Quando si alza il pallone si smette di giocare, visto che li prende tutti lui. Mai in difficoltà.

Ibañez 7 – Un difensore con i suoi piedi e le sue accelerazioni è un lusso. Difficilmente superabile sulla sinistra, partecipa attivamente alla manovra giallorossa, contro il fortino costruito da Ranieri.

Karsdorp 7,5 – Siamo stati poco teneri nei giudizi quando serviva, ma oggi l’olandese merita tutti gli onori del caso. Deciso, continuo, difensivamente sempre attento. E manda a segnare il gol decisivo Dzeko, per il quarto assist vincente della sua stagione. La locomotiva è tornata.

Villar 7 – Si conferma il miglior regista della rosa, se non l’unico. Anche in un match così insidioso, con spazi stretti e campo ai limiti della regolarità, fa sfregare gli occhi con una prova ricca di lucidità e precisione. Per una squadra che vuole gestire il possesso palla ed imporre il proprio gioco lui è come il cacio sui maccheroni. (dal 71′ Cristante 6,5 – Entra bene in campo, con sostanza ed esperienza. Mette lo zampino nell’azione del gol-vittoria).

Veretout 6 – Box to box continuo, anche sotto la pioggia incessante. Paga la fatica nel finale, gestendo male alcuni palloni pericolosi. Urge trovare una alternativa a centrocampo.

Bruno Peres 5,5 – Nella sua prova, spesso troppo statica e prevedibile, da segnalare solo uno spunto a metà ripresa vanificato da Karsdorp. Non commette errori grossolani, ma allo stesso tempo è tutto tranne che un’arma utile. Il rischio è di vederlo forzatamente titolare anche a Crotone.

Pellegrini 6 – Torna sulla trequarti per il forfait di Pedro. Ha il merito di partecipare alla maggior parte delle azioni giallorosse. La sua mole di lavoro e di occasioni create è davvero molto alta, ma la conversione in pericoli per gli avversari non è all’altezza. (dal 82′ C. Perez 4,5 – Perde un’altra chance per dimostrare di essere utile alla causa. Si divora il 2-0 perdendo dieci secondi a calciare dal limite. L’atteggiamento in generale è insufficiente, di giocatori brevilinei con discreta tecnica ne è piena anche la nostra Serie B).

Mkhitaryan 7 – La sua grandezza è l’umiltà. Pur essendo uno dei calciatori di maggior qualità del campionato si prodiga con chiusure da terzino vecchio stampo. Quando sbaglia rincorre sempre l’avversario per rimediare, un esempio per altri compagni più statici. Peccato solo per un paio di ripartenze sfumate nel finale.

Dzeko 7 – Faticosissimo oggi diventare decisivo, sotto la pioggia incessante e contro la fisicità di Colley. Ma il bosniaco tira fuori il colpo da tre punti, finalmente con un movimento sul primo palo, annullando uno 0-0 già scritto. Ruggito. (dal 85′ Mayoral s.v. – Ultimi minuti per fare pressing e tenere il pallone lontano dall’area).

all. Fonseca 6,5 – Un match davvero molto duro contro un vecchio marpione come Ranieri. La Sampdoria si difende tutta dietro la linea della palla e con un campo così è una brutta gatta da pelare. Alla fine arrivano i 3 punti e il terzo posto in classifica confermato, sfatando anche il tabù del primo match dopo la sosta. Adesso andranno gestite bene le energie in vista di quello che sarà un gennaio ricco di impegni

-SAMPDORIA-

Audero 6.5; Yoshida 5.5 (Leris s.v.), Tonelli 6, Colley 6, Augello 5.5; Candreva 5, Thorsby 6.5, Ekdal 6, Jankto 6; Verre 5.5 (Damsgaard 6); Quagliarella 5.5 (La Gumina s.v.). All: Ranieri 6.

Roma, benvenuto 2021: il mercato che verrà

Guido Fienga e Paulo Fonseca

(di Keivan Karimi) – Un duro, durissimo anno è ormai alle spalle. Da oggi il calcio italiano ed internazionale guarda al 2021 con ottimismo, nella speranza che a breve si superi la pandemia da Covid-19 per ritornare ai vecchi tempi.

La Roma è proiettata con ottimismo nel nuovo anno. Una proprietà, quella della famiglia Friedkin, che ha ambizioni importanti, restando però con i piedi per terra. Una squadra che viaggia a buoni ritmi e punta al ritorno nell’élite del calcio europeo. Infine un nuovo direttore generale, quel Tiago Pinto di cui dal Portogallo parlano come di un maestro del mercato.

E proprio il calciomercato nel 2021 sarà uno dei punti di maggior interesse per la Roma di Paulo Fonseca, che vanta una rosa competitiva ma assolutamente migliorabile. Vediamo dunque quelli che saranno probabilmente i movimenti, tra la sessione imminente di gennaio e quella estiva.

I calciatori in partenza 
 Prima di pensare agli acquisti la Roma dovrà forzatamente valutare i calciatori sacrificabili sul mercato in uscita.

Partiamo dai portieri: se Antonio Mirante rinnoverà per un’altra stagione, restando come secondo d’esperienza, lo spagnolo Pau Lopez è indicato da tutti come un sicuro partente. Il classe ’94 ha estimatori in Spagna ed Inghilterra, ma appare difficile che possa fare le valigie già a gennaio. Probabile una cessione in prestito (anche biennale) con obbligo di riscatto.

In difesa diranno addio certamente Federico Fazio e Juan Jesus. L’argentino sa di non essere più nei piani del club, mentre il brasiliano è in scadenza di contratto e appare impossibile un rinnovo. Anche Bruno Peres, a meno di una seconda parte di stagione sfavillante, lascerà la capitale il 30 giugno prossimo. In uscita pure Davide Santondesaparecido della fascia destra. In caso di offerte significative la Roma valuterà anche la posizione di Roger Ibañez (valutazione sui 35 milioni di euro).

A centrocampo sono due i nomi in uscita: Amadou Diawara e Javier Pastore. Il guineano è sceso nelle gerarchie di mister Fonseca e già a gennaio potrebbe ricevere proposte allettanti (piace in Premier). Il ‘Flaco’ invece è una sorta di mistero, visti i ripetuti infortuni. Il valore tecnico del calciatore ex Palermo non si discute, ma i 4,5 milioni di stipendio lo rendono un elemento esoso e persino nocivo: la Roma farà di tutto per cercare di piazzarlo altrove.

Da valutare invece la posizione dei due spagnoli d’attacco, ovvero Carles Perez e Borja Mayoral. Per il primo si parla di un possibile prestito altrove, magari proprio in Liga, per ritrovare smalto e continuità. Il secondo invece è chiamato a dimostrare di poter essere un vice-Dzeko: senza gol e prove convincenti la Roma potrebbe anche pensare di rispedirlo a fine stagione a Madrid.

Gli obiettivi in entrata Diversi i ruoli che la Roma in questo nuovo anno intende rinforzare con innesti mirati e per lo più giovani.

Viste le prove poco apprezzabili di Pau Lopez, arriverà molto probabilmente un nuovo portiere titolare. Tre le soluzioni che i giallorossi valuteranno: la prima riguarderà un numero 1 giovane e di prospettiva, che possa crescere al fianco di Mirante, come ad esempio il turco Cakir (offerto negli scorsi giorni) o il rumeno Radu in uscita dall’Inter. La seconda opzione vedrebbe la Roma virare su un portiere esperto e affidabile, ma non in proiezione futura: Sirigu del Torino e Silvestri del Verona i papabili. Infine c’è la terza soluzione che porta il nome di Rui Silva, classe ’94 del Granada che si prende a costo zero in estate. Ma c’è da superare la concorrenza di Inter, Lazio, Siviglia e Betis.

Si parla di due possibili innesti in difesa: nella linea a tre centrali di Fonseca potrebbe aggiungersi una nuova risorsa, che possa allinearsi agli attuali titolari. Come Izzo, in uscita dal Torino, oppure il talentuoso Lovato dell’Hellas Verona. In arrivo certamente un terzino destro, capace di alternarsi a Karsdorp: piace molto lo statunitense Reynolds, che però è tentato anche dalla Juventus. Non mancano le alternative in tale ruolo, che vanno dai giovani Soppy (Rennes), Frimpong (Celtic) e Montiel (River Plate) fino al più esperto Hysaj, pronto a svincolarsi dal Napoli.

Roma a caccia anche di un nuovo centrocampista. L’idea iniziale era quella di ingaggiare un regista vero e proprio, ma l’esplosione di Villar potrebbe far virare i giallorossi verso un altro tipo di mediano. Nel mirino un vice-Veretout, un calciatore di quantità, corsa e polmoni. Nandez del Cagliari è il profilo ideale, ma di recente sono stati accostati anche Weigl, tedesco del Benfica, ed il giovane brasiliano Ramon Cesar.

Già a gennaio dovrebbe arrivare un rinforzo sulla trequarti, ovvero una mezza punta che possa dare ricambio alla fase offensiva della Roma. La scelta preferita resta sempre il ritorno di El Shaarawy, ma il suo club cinese (Shanghai Shenhua) non intende regalarlo in prestito. I giallorossi si guardano dunque attorno: visionati pure Zaccagni del Verona, Bernard dell’Everton, Otavio del Porto e Berghuis del Feyenoord.

Resta l’enigma del centravanti. Tutta da decifrare la posizione di Dzeko e Borja Mayoral, entrambi non sicuri di restare a lungo per ragioni diverse. A prescindere da tutto servirà un innesto anche in avanti. Milik a costo zero è una tentazione enorme, mentre a Fonseca non dispiacerebbe riavere con sé Facundo Ferreyra. Ed un ritorno di Scamacca, classe ’99 attualmente al Genoa, rappresenterebbe un interessante colpo di prospettiva per l’attacco.

La situazione dei calciatori in prestitoIl mercato giallorosso del 2021 dipenderà molto anche dalla gestione futura dei calciatori, di proprietà Roma, attualmente in prestito altrove. Tutti elementi che andranno in qualche modo ‘sistemati’.

Il portiere Robin Olsen è passato a titolo temporaneo all’Everton. Le ultime notizie sembrano avvicinare il riscatto definitivo dello svedese, valutato almeno 4 milioni di euro.

A gennaio rientrerà alla base Daniel Fuzato. Il talentuoso estremo difensore brasiliano non ha mai trovato spazio nel Gil Vicente. Per lui previsto un’altra cessione in prestito, probabilmente sempre all’estero.

Alessandro Florenzi sta convincendo nella sua esperienza al PSG. Continuando così appare probabile che i francesi investano i 9,5 milioni di clausola per il riscatto a titolo definitivo.

La Roma tiferà Leicester in chiave Cengiz Under: dai risultati del club inglese e dalle prestazioni del turco dipenderà l’obbligo di riscatto. In tal caso i giallorossi andrebbero ad incassare circa 26,5 milioni di euro.

Più complicate le situazioni di Steve Nzonzi e Justin Kluivert. Il Rennes ed il Lipsia, le due rispettive società a cui la Roma ha ceduto in prestito i giocatori, valuteranno solo a fine stagione l’eventuale riscatto di entrambi. Per il francese c’è l’enorme ostacolo ingaggio (3,2 milioni netti), l’olandese invece potrebbe anche rientrare a Roma prima del previsto. E ciò non dispiacerebbe a Fonseca.

Di minor importanza i rientri dei vari Bianda, Coric, Antonucci e Riccardi, facilmente piazzabili in prestito nel mercato estivo 2021.

Disfatta giallorossa a Bergamo, la Roma si scorda di tornare in campo dopo l’intervallo

Alice Dionisi – La Roma conferma il trend negativo, incapace di vincere contro le squadre che occupano le posizioni d’alta classifica, incassando un sonoro 4-1 in casa dell’Atalanta. Così come successo nella sconfitta a Napoli, i giallorossi perdono i punti e la faccia, incassando altri quattro gol. Prima il gol del momentaneo vantaggio, poi nella ripresa il crollo mentale e fisico. La Roma segna la rete dello 0-1, illudendosi di poter conquistare lo scontro diretto con i bergamaschi, con un gol di Edin Dzeko dopo 3 minuti di gioco. Il bosniaco sfrutta l’assist di Mkhitaryan e batte Gollini davanti alla porta, eguagliando il record di Montella come quarto miglior realizzatore con la maglia della Roma in Serie A, ma non basta contro un’Atalanta che domina nella ripresa. Gasperini fa dimenticare ai tifosi la questione Gomez (l’argentino non è neanche stato convocato) e travolge Fonseca. Nel secondo tempo i nerazzurri pareggiano grazie ad una rete di Zapata al 59’, poi si portano in vantaggio al 70’ con Robin Gosens. Completamente assenti i giallorossi, non reagiscono e soccombono all’Atalanta che segna altri due gol: al 72’ Muriel, appena entrato in campo, all’85’ Ilicic (in campo dal secondo tempo), che firma il 4-1 per i padroni di casa. Gasperini azzecca i cambi, male invece quelli operati da Fonseca, con la Roma non riesce a stare al passo della sua avversaria. Insufficiente la prestazione di Mirante e torna in auge l’argomento portiere per la finestra di mercato invernale. L’Atalanta conferma le statistiche: i giallorossi sono la vittima preferita in Serie A, la squadra contro cui hanno segnato più gol in campionato (136). Nessun alibi per Fonseca: Una squadra che fa un primo tempo da guerrieri con grande intensità poi non può giocare una ripresa da bambini. È una questione di atteggiamento, abbiamo giocato soltanto 45 minuti e non 90, non puoi farlo contro l’Atalanta”.

Alice Dionisi

Roma, attacco al terzo posto. Torino profondo rosso

Alice Dionisi – La Roma vince 3-1 contro il Torino e si porta al terzo posto in classifica insieme alla Juventus, mentre i granata restano ultimi, insieme al Crotone, con appena sei punti conquistati in dodici giornate. Al 14’ del primo tempo gli uomini di Giampaolo rimangono in inferiorità numerica a seguito dell’espulsione per doppia ammonizione di Singo. Contestata la gestione arbitrale da parte di Abisso: giusta la prima sanzione, fantasiosa quella che porta al cartellino rosso.

La Roma si porta in vantaggio al 27’ grazie ad una rete di Mkhitaryan, nata da un contatto tra Mancini (già ammonito) e Belotti. L’armeno non sbaglia dalla distanza e sigla il gol del vantaggio. Al 41’ Abisso concede il rigore ai giallorossi per fallo di Bremer ai danni di Dzeko: Veretout non sbaglia dal dischetto e al 43’ raddoppia. Nella ripresa Fonseca decide di sostituire i due ammoniti, Bruno Peres e Mancini, al loro posto entrano Karsdorp e Kumbulla, poi dentro Borja Mayoral al posto di Edin Dzeko, poco incisivo. Nonostante un calo d’attenzione nel secondo tempo, al 68’ Pellegrini trova la rete del 3-0 (su assist dello spagnolo ex-Madrid) e chiude definitivamente il match. Inutile il gol di Belotti al 73’: i granata escono sconfitti dallo stadio Olimpico ed è sempre più crisi in casa Torino, che rimane all’ultimo posto della classifica.

Il direttore sportivo del Torino, Davide Vignati, ha preso parola dopo la sconfitta contro la Roma: “Siamo stati penalizzati, è un dato oggettivo. Un’espulsione al tredicesimo minuto lascia senza parole. È un errore, mi dispiace che nonostante ci sia un regolamento si debba rivedere. Siamo penalizzati clamorosamente. Non è la prima volta. Senza contare il gol sul fallo di Belotti…”. Adesso Abisso rischia lo stop o la “retrocessione” in Serie B, ma non per il prossimo turno. Le designazioni arbitrali per la tredicesima giornata erano già state stabilite e qualora Rizzoli ritenesse giusto bocciare la direzione della gara da parte di Abisso, potrebbe optare per qualche designazione “punitiva” in Serie B, come accaduto a Giacomelli dopo l’errata gestione arbitrale di Milan-Roma.

Alice Dionisi

Europa League, Fonseca ai sedicesimi ritrova il Braga

Alice Dionisi – Un tuffo nel passato per Paulo Fonseca, che ai sedicesimi di finale di Europa League ritrova i portoghesi dello Sporting Braga. Il tecnico giallorosso pesca la squadra che ha allenato nella stagione 2015/2016, prima di attirare l’attenzione dello Shakhtar Donetsk e trasferirsi in Ucraina. Il Braga al momento è quarto in campionato e si è qualificato in seconda fascia nella competizione europea dopo essere arrivato a pari punti (13) con il Leicester, ma con gli scontri diretti a sfavore.Sarà difficile. So di che cosa parlo: sono una squadra giovane ma giocano bene. È un club ambizioso e in crescita, non dobbiamo commettere l’errore di pensare che sarà una qualificazione semplice. Per me sarà una partita speciale” ha dichiarato l’allenatore giallorosso.

Sarà il primo incontro ufficiale tra i due club quello in programma per i sedicesimi, con l’andata in Portogallo il 18 febbraio (18.55) e il ritorno la settimana successiva, il 25, allo Stadio Olimpico alle ore 21. Sulla panchina del Braga, Fonseca riuscì ad arrivare ai quarti di Europa League e a vincere la Coppa di Portogallo, in finale contro il Porto, ai calci di rigore. Nel 2011 la formazione portoghese disputò la finale di Europa League a Dublino, dove però venne eliminata dai connazionali del Porto. Occhio alla difesa della squadra allenata da Carlos Carvalhal, che rappresenta il punto debole della rosa: ha concesso 7 reti al Leicester nella fase a gironi.

Il CEO della Roma Guido Fienga si aspetta che i giallorossi possano riscattarsi dopo l’eliminazione per mano del Siviglia lo scorso anno:Il Braga è un avversario da rispettare, è arrivato al secondo turno come noi e quindi va rispettato esattamente come tutti gli altri. Questa è una competizione a cui teniamo particolarmente, specie dopo l’uscita col Siviglia che ci ha lasciato con l’amaro in bocca. È una competizione dove vogliamo assolutamente far bene”. 

Gli altri accoppiamenti a Nyon hanno decretato che il Milan affronterà lo Stella Rossa, mentre il Napoli se la vedrà con gli spagnoli del Granada. Big match tra Benfica e Arsenal, mentre il Tottenham affronterà gli austriaci del Wolfsberger. Di seguito i restanti sorteggi: Dinamo Kiev-Brugge, Real Sociedad-Manchester United, Anversa-Rangers, Slavia Praga-Leicester, Salisburgo-Villareal, Krasnodar-Dinamo Zagabria, Young Boys-Bayer Leverkusen, Molde-Hoffenheim, Maccabi Tel Aviv-Shakhtar Donetsk, Lille-Ajax e Olympiacos-PSV.

Alice Dionisi

Champions League, sorteggio duro per Lazio e Atalanta

Alice Dionisi – Dalla Svizzera non arrivano buone notizie per Gasperini e Inzaghi. La Juventus, testa di serie, nei sorteggi per gli ottavi di finale di Champions League pesca il Porto (andata il 17 febbraio 2021 in Portogallo, ritorno il 9 marzo). La Lazio trova i campioni in carica del Bayern Monaco di Lewandowski, l’Atalanta il Real Madrid del tecnico Zidane. Andata in casa per i bergamaschi, che affronteranno gli spagnoli il 24 febbraio e il 16 marzo, mentre la Lazio affronterà la formazione tedesca prima allo Stadio Olimpico, il 23 febbraio, con il ritorno in trasferta il 17 marzo. Il Liverpool, vincitore del titolo nella stagione 2018/2019, affronterà il Lipsia, mentre il Manchester City di Guardiola se la vedrà con gli altri tedeschi del Borussia Moenchengladbach. Atletico Madrid-Chelsea, Barcellona-PSG e Siviglia-Borussia Dortmund gli altri accoppiamenti che chiudono il quadro degli ottavi.

Nel 1974 l’unico precedente tra Lazio e Bayern Monaco, in occasione di un’amichevole allo stadio Olimpico che terminò 1-1. Lewandowski non abbassa la guardia: “Sarà una partita molto complicata, è una squadra davvero forte e hanno giocatori super in rosa. Vogliamo passare il turno, ma rispettiamo questa squadra”. Il CEO del club bavarese, Karl-Heinze Rummenigge, non prende alla leggera il sorteggio e avverte i suoi: “La Lazio viene sottovalutata, hanno vinto col Borussia Dortmund che negli ultimi anni è sempre arrivata seconda in Germania”. Nel 1992 i biancocelesti avrebbero dovuto affrontare i tedeschi in un’ulteriore amichevole di prestigio, capace di far registrare il tutto esaurito, ma che venne poi annullata da un divieto della FIFA. Il Bayern Monaco avrebbe schierato Maradona, “in prestito” dal Siviglia per una sola partita, che avrebbe affrontato la Lazio dell’inglese Paul Gascoigne in una sfida tutta tra stelle. Il Napoli, però, lamentò il mancato pagamento della prima rata che il Siviglia avrebbe dovuto versare per Maradona e la FIFA negò il permesso all’argentino di disputare la partita, che venne di conseguenza annullata.

Alice Dionisi

 

Travolto il Bologna, è Roma-show

Alice Dionisi – Alla Roma basta un tempo per imporsi sul Bologna al Dall’Ara. Dopo quindici minuti, i giallorossi si trovano già sul 3-0, ma prima della fine dei 45 minuti il tabellone segna l’1-5 e la ripresa è una formalità. Fonseca deve rinunciare a Pedro, squalificato, avanzando Pellegrini insieme a Mkhitaryan alle spalle di Dzeko e il numero 7 giallorosso non fa rimpiangere lo spagnolo. Al 5’ l’autogol di Poli sblocca la partita a favore della formazione ospite, con il giovane portiere Ravaglia -schierato al posto dell’infortunato Skorupski- che nel suo esordio in Serie A vive l’incubo di una Roma spietata. Al 10’ raddoppia Dzeko, che trova il gol numero 111 in maglia giallorossa, salendo sul podio a pari merito con Amedeo Amadei. Il bosniaco spreca altre occasioni per trovare la doppietta personale, ma ci pensano i compagni di squadra a stregare i rossoblù. Al 15’ Pellegrini non sbaglia davanti al portiere e porta il risultato sul 3-0. Appena 3 minuti dopo la Roma trova di nuovo la porta, ma l’arbitro Calvarese annulla il gol a Spinazzola. Al 24’ l’autogol di Cristante che potrebbe riaprire la gara, ma il Bologna non è mai in partita e l’errore del calciatore giallorosso passa inosservato nello spettacolo che va in scena al Dall’Ara. Al 35’ Veretout sfrutta l’assist di Mkhitaryan e firma il 4-1, 9 minuti dopo è lo stesso armeno a trovare la rete personale su assist di un ottimo Rick Karsdorp. Alla fine del primo tempo la Roma è avanti 5-1 e nella ripresa sfiora il gol con Borja Mayoral, subentrato al posto di Edin Dzeko. Era dal 1931, contro il Livorno, che i giallorossi non segnavano almeno cinque gol nel primo tempo. Asfaltato il Bologna, Mihajlovic furioso al termine della gara: “Primo tempo disastroso, da scapoli ammogliati. Da domani fino a Natale andremo in ritiro per schiarirci un po’ le idee”.

Alice Dionisi