Mou, primi applausi: «Mi è piaciuto tutto, la Roma è maturata»

(A. Ferrantino) – Lo aveva detto alla vigilia, José Mourinho, che si aspettava una partita difficile, e il campo gli ha dato ragione. La vittoria è arrivata, ma di misura contro una Salernitana che ha fatto soffrire i giallorossi. Si aspettavano i Fab Four, e invece il protagonista è stato Bryan Cristante. Il centrocampista, fedelissimo di Mourinho che lo ha schierato a sorpresa, lasciando inizialmente in panchina Matic, ha realizzato il primo gol della stagione romanista e regalato i tre punti alla formazione giallorossa. «Mi è piaciuto tutto – le parole del tecnico -. Ovviamente mi piacerebbe di più essere tranquillo 3-0, 4-0, 5-0, ma mi è piaciuto anche vedere una squadra ha avuto la maturità giusta e ha saputo gestire il risultato. La gente che è entrata nel periodo di stanchezza di Zaniolo, Abraham e Dybala non era gente per uccidere la partita, ma per gestire. Matic e Wijnaldum hanno aiutato per finire la partita in modo tranquillo. Qualcuno scriverà che Zaniolo e Dybala potevano segnare 2-3 gol, ma spero scriveranno che hanno fatto una partita straordinaria».

Mourinho ha tolto tutto il tridente, prima Abraham, poi Zaniolo e infine Dybala, facendo entrare Matic, Wijnaldum ed El Shaarawy e tenendo in panchina Felix e Shomurodov. Il messaggio, nemmeno troppo nascosto, alla società è chiaro: c’è bisogno di un altro attaccante, con Belotti che ancora sta aspettando la Roma. Il «Gallo» aspetterà ancora qualche giorno, al massimo fino alla metà di questa settimana, ore che Tiago Pinto dovrà utilizzare per piazzare uno tra l’uzbeko e Felix per liberare una casella. Ha retto bene anche la difesa – è la nona volta nel 2022 che i giallorossi mantengono la porta inviolata in serie A con Gianluca Mancini protagonista. «La prima partita – le sue parole – è sempre molto insidiosa, abbiamo retto bene il campo, potevamo fare due gol in più per stare più tranquilli, invece abbiamo sofferto fino alla fine. Non abbiamo rischiato, ma alla fine un episodio più sempre andare male, speriamo nelle prossime partite di fare più gol».

Entro la fine del mercato potrebbe arrivare un altro difensore. «Se dovesse arrivare per migliorare la rosa io sarei contento, ben venga, è giusto così perché la competizione aiuta in una squadra che punta a vincere». E la Roma anche quest’anno punta alla vittoria. «La Conference ci ha dato consapevolezza, ci vogliono cattiveria e agonismo per andarci a prendere le vittorie, abbiamo una rosa ampia di giocatori forti, ce la giocheremo fino all’ultima giornata. I nuovi arrivati sono bravissimi ragazzi, hanno vinto tantissimo e hanno già dato parecchio alla squadra».

Serie A, basta Cristante: la Roma vince a Salerno. Ma quanti gol divorati

Salernitana-Roma (Ansa foto)

(Keivan Karimi) – La stagione 2022-2023 della Roma parte con una vittoria. Di misura, più sofferta del previsto, ma assolutamente meritata. 1-0 sul campo della Salernitana alla prima di campionato.

Dopo i successi tra ieri ed oggi di Milan, Inter e Lazio, la Roma risponde con una prova convincente, ma figlia sia di una forma fisica non ancora al top (siamo solo al 14 agosto) sia di un clima non ideale per giocare ad alta intensità.

Mourinho sceglie i Fab Four per giocarsela subito forte contro la Salernitana di mister Nicola. Tra i tenori giallorossi spicca subito Zaniolo: gran primo tempo del fantasista italiano, che nel giro di 45 minuti sfiora tre volte la rete e manda in porta Dybala, fermato solo dal palo.

La rete della vittoria arriva al 33′ minuto. Cristante, tra i migliori in campo, raccoglie palla al limite dell’area e trova il sinistro vincente, deviato leggermente da Coulibaly.

Nella ripresa la Salernitana, mai realmente pericolosa, prova a stringere d’assedio la Roma, che però sa come difendersi e non soffre i tentativi dalla distanza dei campani. Piuttosto sono Dybala e Karsdorp in contropiede a sfiorare la rete del raddoppio. I giallorossi si accontentano: 1-0 finale e tre punti preziosi in tasca.

I singoli: bene la difesa, in particolare Ibanez che gioca una prova concreta e decisa stile Tirana. Cristante domina in mezzo al campo e Spinazzola e Zaniolo appaiono i più in forma atleticamente. Pellegrini, Dybala e Abraham solo sufficienti: la loro condizione è ancora leggermente indietro, con il capitano sfiatato dalle tante rincorse in mezzo al campo.

Derby dei trofei vinti, si riparte alla pari: 16 a testa

(A. Ferrantino) – Si riparte alla pari: 16 trofei a testa, per Lazio e Roma, l’aggancio risale a 80 giorni fa ed è targato Mourinho, con la Conference League vinta a Tirana, in una volata che aveva visto la Lazio per la prima volta nella storia in vantaggio dopo la Supercoppa italiana del 2019. I trofei europei adesso sono 2 a testa, calcolando la Coppa delle Fiere romanista del 1960-61 anche se non è riconosciuta ufficialmente dall’Uefa, e la sfida stagionale quest’anno si allargherà all’Europa League (via ai gironi l’8 settembre) dove saranno entrambe teste di serie. In Coppa Italia sono nelle parti opposte del tabellone, potrebbero sfidarsi solo in finale com’è successo nel 2013, nel derby deciso da Lulic. In campionato la Lazio è finita davanti nelle ultime 3 stagioni (4ª contro 5ª nel 2019-20, 6ª contro 7ª nel 2020-21, 5ª contro 6ª nel 2021-22), un record per Lotito che aveva vinto la sfida cittadina solo 2 volte nei precedenti 14 campionati; ma la Roma in totale ha chiuso in vantaggio 49 volte contro 28 (e anche nel 194546 a doppio girone, escludendo gli anni in cui una delle due era in B). Una sola la parità finale: l’almanacco Panini dice che nel 1942-43 «vinse» la Lazio ma non è vero, chiusero entrambe al 9° posto, non valevano classifiche avulse o differenza-reti. I giallorossi sono nettamente avanti anche nel conto dei derby: 67 vittorie a 48 fra campionato e coppe, più 63 pareggi. Le prime 2 stagioni dei Friedkin hanno visto 2 successi a testa, mentre Lotito è sotto 13 a 18 da quando è diventato presidente nel 2004.

Il prossimo derby è in calendario il 6 novembre alla 13ª giornata, la terzultima prima della sosta per il Mondiale. Domani si parte con Lazio-Bologna, un solo ko biancoceleste nelle ultime 21 partite all’Olimpico, e Salernitana-Roma, un incontro che i giallo rossi hanno vinto 8 volte su 10 in casa e fuori tra A e B, unico ko un 2-1 in Campania nel 1999. A 281 km. di distanza, quelli tra l’Olimpico e l’Arechi, ripartirà anche Sarri vs Mourinho: sfida in equilibrio nei precedenti diretti, una vittoria a testa più un pareggio, e nella media-punti in serie A, dove sono entrambi sul podio dei 20 allenatori attuali, Mourinho con 2,008 e Sarri con 1,964, preceduti solo dal 2,020 di Allegri.

Dybala e non solo: le 10 cose che ci ha insegnato Roma-Shakhtar

Paulo Dybala (Ansa foto)

(Keivan Karimi) – Ormai ci siamo. La tanto attesa e paradossale stagione 2022-2023 di Serie A è alle porte. La Roma di José Mourinho ha concluso la preparazione estiva con una festa assoluta in amichevole: il 5-0 all’Olimpico contro lo Shakhtar Donetsk nel giorno della presentazione della squadra.

Un appuntamento simbolico, fatto apposta per il pubblico romano e romanista, pronto a riaccogliere i propri vecchi e nuovi beniamini. Su tutti Paulo Dybala e Gini Wijnaldum, i due colpacci del mercato estivo targato Tiago Pinto.

Ma cosa ci ha lasciato l’amichevole di domenica scorsa? Molto, sia a livello pratico che teorico, anticipazioni importanti in vista di un’annata che la Roma vuole (e deve) disputare da protagonista.

  1. MOURINHO NON SI NASCONDE E AZZARDA I FAB 4. Sarà stato un test match contro una squadra, suo malgrado, giovanissima e rinnovata. Ma Mourinho contro lo Shakhtar ha confermato di voler cadere in tentazione e schierare assieme i Fab 4: Pellegrini, Zaniolo, Abraham e pure Dybala. Tutti assieme in un 3-4-3 tutto sommato equilibrato. La rete del primo gol agli ucraini è il sintomo che la coesistenza può essere proficua.

2. MATIC UN ACQUISTO DA NON SOTTOVALUTARE. L’Olimpico ha scoperto le enormi qualità tecniche e fisiche di Nemanja Matic. Il mediano giunto a costo zero dal Manchester United è un fedelissimo di Mou. L’amichevole ha svelato i motivi: centrocampista totale, fisicamente integro, aggressivo al punto giusto. Se sta bene, può rubare il posto a Cristante senza troppi indugi.

3. SMALLING SEMPRE PIÙ INTOCCABILE. Non tanto per l’amichevole contro lo Shakhtar, ma Chris Smalling durante tutta la preparazione ha confermato di essere un perno difficilmente sostituibile. Soprattutto se c’è da battagliare e tirare fuori le unghie. Niente da togliere al giovane Kumbulla, ma ai livelli del gigante inglese al momento non c’è nessuno.

4. I PROGRESSI DI SPINAZZOLA. Sarà un altro acquisto ‘interno’ per la Roma 2022-23. Leonardo Spinazzola pian piano sta riacquistando lo stato di forma ideale per diventare nuovamente un elemento portante. Scatto, fiato, corsa, qualità nell’uno contro uno e nel cross. Mourinho lo sta gestendo e non intende fare a meno di lui oltre modo.

5. WIJNALDUM È L’UOMO CHE SERVIVA. Presto per dirlo, visto che prima del match dell’Olimpico aveva svolto solo un paio di allenamenti con la sua nuova squadra. Ma Gini Wijnaldum ha le caratteristiche che Mourinho ha richiesto espressamente per un rinforzo a centrocampo. Esperto, dinamico, pronto agli inserimenti, con un enorme senso del gol. Uno che sa vincere, insomma. Non appena entrerà negli schemi ci sarà da divertirsi.

6. IL RUOLO IDEALE DI DYBALA E ZANIOLO. Roma-Shakhtar ci ha mostrato come possono coesistere Paulo Dybala e Nicolò Zaniolo in campo: sacrificio di Pellegrini a centrocampo ed i due fantasisti a dividersi la trequarti alle spalle di Abraham. Entrambi in teoria ambirebbero a partire più larghi a destra, una posizione che soprattutto la Joya predilige. Mourinho lo ha piazzato proprio lì, mentre Zaniolo sta dimostrando maturità tattica ed anche partendo dal centro-sinistra si è saputo destreggiare con qualità e continuità.

7. PELLEGRINI TRA I MIGLIORI CENTROCAMPISTI D’ITALIA. Lo dicono i numeri, ma soprattutto le prestazioni. Con Mourinho ha fatto il regista, la mezzala, il trequartista classico, la seconda-punta e pure l’esterno. Ed il livello delle prove di Lorenzo Pellegrini è sempre rimasto altissimo. Oltre che tecnicamente enorme, il capitano della Roma è anche capace a fare tutto. Per l’appunto tuttocampista top in Serie A.

8. URGE MIGLIORARE LA PANCHINA (IN ATTACCO). La Roma finalmente ha una rosa lunga, completa, competitiva. Forse solo in attacco mancano le risorse azzeccate. Togliere Dybala e Abraham ed inserire Felix e Shomurodov significa un downgrade evidente per qualità, senso del gol e maturità. Non a caso un certo ‘gallo’ Belotti è sempre lì in attesa di sbarcare.

9. LA DIFESA A TRE NON SI TOCCA. In molti ad inizio estate avevano ipotizzato ad un ritorno di Mourinho al suo primo amore, ovvero la difesa a quattro ed un modulo più offensivo. Invece la sua Roma ha trovato la quadra con il 3-4-2-1, si difende con ordine e sa sfruttare la velocità degli esterni a tutto campo. Modulo che vince non si cambia.

10. EL SHAARAWY, IL DODICESIMO CHE TUTTI VORREBBERO. Probabilmente non è più l’attaccante esterno esplosivo di qualche anno fa. Forse non può essere considerato un titolarissimo. Ma Stephan El Shaarawy è di certo la riserva che chiunque vorrebbe in squadra. Professionale, talentuoso, duttile. Mourinho lo ha schierato domenica come esterno sinistro al posto di Spinazzola, il Faraone ha risposto con due assist vincenti ed un numero impressionante di scatti e sovrapposizioni. Altro tassello da non sottovalutare (né vendere).

Pellegrini tra ritorno all’antico e «sacrificio» necessario per dare vita ai favolosi quattro

(A. Ferrantino) – Tra ritorno al passato e «sacrificio» necessario: Pellegrini ha cambiato ruolo (per ora) abbassandosi sulla linea di Matic, una posizione che ricopriva ai tempi della Primavera della Roma e del Sassuolo. Questo per permettere a Mou di far giocare insieme i «Fab Four». Oggi è leader, capitano e giocatore tatticamente fondamentale per la Roma di Mourinho ma un anno fa, di questi tempi, Lorenzo Pellegrini viveva tempi difficili. Secondo alcuni non aveva abbastanza carisma per indossare la fascia ereditata da Dzeko, e anche in mezzo al campo non aveva ancora fatto il definitivo salto di qualità.

Inoltre aveva il contratto in scadenza, circostanza che non favoriva la sua serenità, al punto che dovette intervenire Mourinho per mettere un punto alla vicenda: «Se ne avessi tre come Lorenzo li farei giocare tutti e tre» le parole dello Special One, che poi invitò la società e gli agenti del numero 7 a chiudere velocemente la questione del rinnovo. Da quel momento in poi la storia di Pellegrini nella Roma è cambiata: nei libri rimarrà l’immagine di lui che il 25 maggio alza un trofeo internazionale, fotografia che non hanno nel loro libro dei ricordi capitani come Di Bartolomei, Giannini, Totti e De Rossi. Tatticamente Mourinho lo ha trasformato, avvicinandolo alla porta avversaria, lui ha intensificato il lavoro sui calci piazzati: il risultato sono stati i 14 gol (9 in campionato e 5 in Conference League) e gli 8 assist della passata stagione.

Proprio a Salerno, alla seconda giornata di campionato, ha realizzato una doppietta, aprendo e chiudendo le marcature nel 4-0 finale. Domenica sera sempre all’Arechi – ore 20.45 diretta tv su Dazn, arbitra Sozza – lo Special One gli chiederà qualcosa di diverso, che già si è visto nelle ultime due uscite contro il Tottenham e lo Shakhtar, cioè di abbassarsi al fianco di Matic. Un ritorno al passato per Pellegrini, che proprio in quella posizione è cresciuto con la Primavera e sempre in quella parte di campo, ma in un centrocampo a tre, si è imposto nel Sassuolo.

Un «sacrificio» necessario per consentire alla squadra di avere in campo contemporaneamente Abraham, Dybala, Zaniolo e lo stesso Pellegrini, l’unico dei quattro che può fare quel lavoro. Con il rientro in piena forma di Wijnaldum, Lorenzo tornerà nelle rotazioni offensive, ma non saranno poche le partite in cui sarà costretto a fare il doppio lavoro. La sua duttilità è una risorsa anche in chiave mercato, perché con Matic, Wijnaldum, Cristante, Pellegrini e Bove, Pinto potrà concentrarsi sugli ultimi arrivi, condizionati però a delle cessioni, in altri reparti.

Belotti continua ad aspettare i giallorossi ma non potrà farlo in eterno: per vederlo a Trigoria dovrà partire Shomurodov (interessa al Trabzonspor che avrebbe offerto un milione per il prestito oneroso), ma aiuterebbe anche l’uscita di Kluivert, che il Fulham vuole in prestito con diritto di riscatto a 9.5 milioni. Felix, invece, piace alla Salernitana. Una curiosità: dall’arrivo di Dybala, la Roma ha aumentato i numeri di visite sui propri canali social: secondo un’indagine di Sensemakers, a giugno il club poteva vantare un numero di interazioni pari a 4.9 milioni (10 milioni di video views) mentre a luglio le interazioni sono state 18.6 milioni e le video views 30.3 milioni. Un entusiasmo confermato anche dal botteghino: l’Olimpico infatti è già esaurito per l’esordio casalingo – lunedì 22 alle 18.30 – contro la Cremonese.

Veretout, piccolo giallo: è fatta con il Marsiglia ma non piace agli ultrà

(A. Ferrantino) – Si tinge di giallo la cessione di Veretout al Marsiglia. Oggi ci sarà un nuovo contatto tra la società giallorossa e i francesi, ma l’accordo sembra essere totale: Pinto è riuscito ad ottenere l’obbligo di riscatto da parte del Marsiglia fissato a 10 milioni di euro, con il centrocampista che ha da tempo un accordo con il club per un contratto da 3 milioni netti a stagione ed è felice di giocare il prossimo anno in Champions League. C’è però un problema, che riguarda il non gradimento da parte della calda tifoseria del Marsiglia nei confronti di Veretout, a cui non sono state perdonate alcune vicende extra calcistiche che in passato hanno coinvolto dei suoi familiari: da un paio di giorni su Twitter è in tendenza l’hastag #VeretoutNotWelcome. Un’avversione che però non dovrebbe ostacolare il buon esito della trattativa. «Veretout – le parole di Pablo Longoria, presidente del Marsiglia – è un giocatore di livello internazionale, ma non mi piace parlare di singoli, al momento è sotto contratto con un altro club e dobbiamo rispettarlo». Ai dettagli anche il passaggio di Carles Perez al Celta Vigo: andrà via in prestito con diritto di riscatto, che diventerà obbligo dopo un certo numero di presenze.

Wijnaldum-Roma alla stretta finale: Belotti in stand-by

(A. Ferrantino) – La Roma e il PSG stanno discutendo gli ultimi dettagli per perfezionare il passaggio in giallorosso del centrocampista olandese Wijnaldum, fuori dai piani tecnici dei francesi. Il g.m. romanista Pinto sta discutendo sulla «ripartizione» dell’ingaggio tra le due società e sulla formula d’acquisto (prestito con diritto o obbligo). In stand-by Andrea Belotti: l’ex bomber granata vuole la Roma ma la Roma deve prima cedere un attaccante.

Roma e Psg continuano a lavorare per limare gli ultimi dettagli che separano Wijnaldum dalla formazione giallorossa. Il centrocampista olandese freme per raggiungere Mourinho e per mettersi subito a disposizione, ma dovrà aspettare la fumata bianca, che dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Tiago Pinto sta lavorando con la dirigenza francese per mettere a posto le questioni che riguardano la percentuale sul pagamento dello stipendio – la Roma dovrebbe versare tra il 60 e il 70% del netto senza bonus – ma anche definire la formula di trasferimento.

Da Trigoria continuano a spingere per mantenere «solo» il diritto di riscatto, mentre da Parigi vorrebbero l’obbligo, soluzione questa che la società giallorossa potrebbe anche accettare ma abbassando a 6 milioni il prezzo del cartellino rispetto ai 10 concordati con il diritto. Si continua a lavorare, insomma, ma la volontà è di chiudere il prima possibile. Altra situazione in stand-by è quella che riguarda Andrea Belotti. La questione è semplice: il calciatore ha un accordo con la Roma – che ha proposto un triennale con ingaggio a partire da 2.8 milioni a salire – ma prima dell’ufficialità c’è bisogno che da Trigoria parta qualche attaccante, non in prestito ma a titolo definitivo, per alleggerire il monte ingaggi.

Belotti ha altre offerte dalla Francia e dalla Spagna, ma dopo aver parlato con Mourinho ha deciso di aspettare la Roma. Gli attaccanti in uscita da Trigoria sono molti: da Felix (piace al Sassuolo che però lo vuole solo in prestito) a Shomurodov (vicinissimo al Bologna), passando da Carles Perez (c’è il Celta Vigo che però per il momento non ha accettato l’obbligo di riscatto), El Shaarawy (interessa all’Atalanta e al Monza) e naturalmente Kluivert (che ha sempre mercato in Francia), che ha un ingaggio da 2.6 milioni netti che pesa molto sulle casse giallorosse. Non appena Pinto riuscirà a piazzare uno di questi, si apriranno le porte per l’ex centravanti del Torino. Per quanto riguarda il difensore centrale, si allontana Eric Bailly del Manchester United, che dovrebbe finire al Siviglia.

Sono costati 8 mila euro, equamente divisi tra il calciatore e la società, i cori intonati da Zaniolo contro la Lazio durante i festeggiamenti per la Conference League. «A seguito dell’accordo di patteggiamento raggiunto dalle parti la nota della Figc- Nicolò Zaniolo è stato sanzionato con un’ammenda di 4mila euro da devolvere all’associazione “Accademia calcio integrato”. La Roma è stata sanzionata per responsabilità oggettiva».

Roma: Abraham e Dybala, prove tecniche di gol

(A. Ferrantino) – Per vederli insieme in campo, in una partita ufficiale, potrebbe servire ancora un po’ di tempo. Questa sera, nell’amichevole di Haifa contro il Tottenham (ore 20.15, diretta tv su Dazn), l’ipotesi è che Abraham parta tra i titolari e Dybala dalla panchina. Mourinho, ieri in visita al Muro del pianto a Gerusalemme, non ha fatto dichiarazioni. Però il lavoro per costruire la coppia d’attacco che deve fare le fortune della Roma va avanti giorno dopo giorno. Il feeling tra i due è già a buon punto. Dybala ha pubblicato sul suo profilo Instagram uno scatto con l’inglese dopo essere scesi dal pullman sociale. Ad accompagnare l’immagine, la scritta «Brother», fratello, seguita da un cuore. Se stasera andrà in campo, Dybala sarà visto per la prima volta dai tifosi giallorossi, visto che l’amichevole di Trigoria contro l’Ascoli è stata a porte chiuse.

Tammy Abraham non ha mai nascosto di gradire di più il 3-4-1-2 al 3-4-2-1: meglio un compagno di attacco in più e un trequartista in meno. Nella scorsa stagione Mourinho a provato a volte a schierarlo insieme a Shomurodov, ad esempio nella sconfitta per 3-2 a Venezia, ma con risultati alterni. La qualità di Dybala è però enormemente più alta di quella dell’uzbeko, che infatti è finito tra gli esuberi.

Nella scorsa stagione Abraham è arrivato a 27 gol in tutte le competizioni, Dybala con 10 in campionato è stato il miglior marcatore della Juventus. È stato prolifico anche per il numero di assist: 5. Abraham, che da ex giocatore del Chelsea ha affrontato spesso il Tottenham in uno dei tanti derby londinesi, ha parlato ieri al sito della Roma, presentando la partita che metterà di fronte José Mourinho e Antonio Conte, che in passato hanno avuto scontri anche molto accesi: «Giocare contro una squadra come il Tottenham è sempre bello. È una squadra contro cui ho vissuto mille battaglie. Loro hanno iniziato la stagione un po’ prima di noi, hanno più energia e sono più avanti nella condizione. Ma nel calcio non ci sono scuse: queste gare servono a mettere a punto la condizione e a farci trovare pronti per la prima di campionato. Sarà una bella partita».

Abraham è ancora alla ricerca del suo primo gol stagionale e, nell’amichevole contro il Portimonense, ha sbagliato un calcio di rigore calciandolo alto – sul punteggio di 2-0 per la Roma. Quale miglior occasione per sbloccarsi? «Stiamo bene, ci stiamo allenando. La preparazione è stata faticosa, abbiamo corso molto, ma non ci sono problemi. Ci sono stati pochi infortuni e stiamo trovando l’intesa come squadra. Stiamo imparando a conoscere i nuovi arrivi e loro a conoscere noi. Spero che in questa stagione potremo solo migliorare». Mou è d’accordo.

Il Dybala-day ha fatto il giro del mondo ma l’Ascoli rovina la festa della Joya

(A. Ferrantino) – Dopo la festa per la presentazione, che ha fatto il giro del mondo, sono arrivati i primi minuti in giallorosso per Paulo Dybala. L’amichevole contro l’Ascoli – a porte chiuse e senza diretta tv – è però finita con una sconfitta: 0-1 per la squadra di Serie B. «Alle 21:21 ho vissuto un momento UNICO. Nemmeno nei più grandi sogni avrei immaginato qualcosa di simile. Roma Roma Romaaa. Grazie mille AS Roma». Con «unico» scritto tutto maiuscolo che, nel linguaggio dei social, significa urlare. Paulo Dybala ha fatto sentire così la sua voce dopo l’incredibile accoglienza che gli hanno riservato i tifosi giallorossi. Circa diecimila, per ore sotto il caldo. Pura fede, visto che la Joya non aveva ancora giocato nemmeno un minuto.

Dal punto di vista dell’immagine, i Friedkin hanno già vinto la loro scommessa. Il Dybala-day ha fatto il giro del mondo e ha ricevuto recensioni a cinque stelle. Gli argentini di Olè giocavano in casa: «Locura Absoluta», pazzia completa. Simile il titolo dello spagnolo Mundo Deportivo, vicino al Barça: «Brutal Recibimiento», accoglienza folle. A casa Mourinho, in Portogallo, Record ha scelto la sintesi: «Impressionante». Conquistati i francese de L’Equipe: «Incredibile accoglienza». il filmato della serata è passato anche alla ESPN, il cui sito in spagnolo Fuera de Juego ha proposto il commento più spiritoso di tutti: l’accoglienza dei romanisti a Dybala è cosa da «quitarse el sombrero», togliersi il cappello.

Soddisfatti i principali artefici dell’arrivo di Dybala, cioè Dan e Ryan Friedkin, che su twitter hanno ringraziato i tifosi: «Nessuno accoglie i propri eroi come Roma. I fedeli giallorossi hanno creato uno scenario incredibile fuori della sede di Fendi per accogliere Dybala». Meno festoso è stato il debutto in maglia giallorossa di Dybala, nell’amichevole giocata ieri pomeriggio a Trigoria, a porte chiuse e senza diretta televisiva. Paulo ha giocato dall’inizio (formazione del primo tempo: Svilar; Mancini, Kumbulla, Vina; Celik, Matic, Bove, Spinazzola; Volpato, El Shaarawy; Dybala) ma non è riuscito ad andare in gol e la partita è finita con la vittoria per 1-0 dell’Ascoli (Serie B), con gol di Botteghin al 67’, su azione da calcio d’angolo. Nessun commento di José Mourinho, che come in passato ha voluto provare in tutta segretezza alcuni esperimenti.

Da qui all’inizio del campionato – prima giornata contro la Salernitana, in trasferta, domenica 14 agosto alle 20.45 – la Roma giocherà altre due amichevoli. La prima sabato prossimo, ad Haifa, contro il Tottenham Hotspur e la seconda domenica 7 agosto, all’Olimpico, ore 20.45, contro lo Shakhtar Donetsk. Alla partita saranno collegate iniziative di sostegno alla popolazione dell’Ucraina. Sono stati venduti 41.000 biglietti ed è stata aperta anche la vendita per acquistare i biglietti di curva Nord che, in un primo momento, doveva restare chiusa.

L’arrivo di Mou un anno fa, la vittoria in Conference League e l’acquisto di Dybala hanno scatenato nella tifoseria romanista un’incontrollabile «voglia di esserci». Per le prime due gare di campionato all’Olimpico, contro due avversarie non di primo piano come le neopromosse Cremonese e Monza, sono già sicure oltre 100.000 presenze tra abbonati e paganti.

Prima sconfitta estiva per la Roma: lo Sporting si impone 3-2 dopo una battaglia di nervi

Sporting-Roma (ansa foto)

(Keivan Karimi) – Una partita a dir poco scoppiettante e nervosa quella disputata oggi a Faro, allo Estadio do Algarve. Una amichevole solo per definizione, visto che Sporting CP Roma se le sono date di santa ragione.

Nel terzo test match in terra portoghese, i giallorossi hanno perso per 3-2 al termine di un incontro teso, ricco di risse accennate, spintoni e interventi duri. L’arbitro Hugo Silva non è riuscito a tenere a bada gli animi, attendendosi un incontro ben più leggero.

La Roma è meno brillante delle altre uscite, anche grazie al pressing ed alla velocità dello Sporting. I vice-campioni di Portogallo passano con un dubbio rigore trasformato da Gonçalves, ma due minuti dopo la Roma pareggia su corner per l’autorete di Inacio.

Nella ripresa lo stesso difensore dello Sporting azzecca la porta giusta e si rifà, segnando il 2-1 sempre su calcio d’angolo. Bellissima l’azione del pari giallorosso con Pellegrini, imbeccato dalla giocata solitaria di Abraham. Nel finale però il neo entrato Tabata approfitta di una dormita di Cristante e trova il diagonale del 3-2 decisivo.

Il tabellino del match:

SPORTING CP (3-4-3): Israel (46′ Adan); Coates, Inacio, Neto; Porro, Ugarte, Matheus Nunes, Matheus Reis; Pedro Gonçalves, Rochinha (46′ Trincão), Edwards (72′ Tabata). All. Amorim.

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio; (46′ Svilar) Mancini, Kumbulla (46′ Smalling), Ibañez; Çelik (46′ Karsdorp), Matic, Cristante, Spinazzola (46′ Zalewski); Zaniolo (80′ El Shaarawy), Pellegrini (72′ Carles Perez); Abraham (72′ Felix) All. Mourinho.

Marcatori: 29′ rig. Gonçalves, 31′ aut. Inacio, 53′ Inacio, 69′ Pellegrini, 86′ Tabata.

I promossi:

RUI PATRICIO: Battuto solo su calcio di rigore, si dimostra la solita sicurezza tra i pali. Nei primi minuti gran riflesso salva risultato sul sinistro in corsa di Gonçalves, che ha ricordato da vicino l’intervento in finale di Conference su Til.

PELLEGRINI – Una certezza vera e propria. Il capitano è l’unico a regalare strappi, ripartenze, giocate di qualità contro uno Sporting aggressivo e quasi mai sbilanciato. Il suo gol di destro al volo è la riprova della sua crescita, anche sotto porta.

ZALEWSKI – I duelli con Pedro Porro non sempre gli riescono vincenti, ma si esalta nell’uno contro uno ed è l’ultimo a suonare la carica con un destro insidioso respinto a malapena da Adan. Ad oggi con il competitor Spinazzola non c’è gara.

I rimandati:

MATIC – Ha l’ordine e la giustezza tra i piedi, ma un 33enne con la sua fisicità ha bisogno di tempo per raggiungere la forma ideale. In coppia con Cristante forse la mediana appare troppo statica.

ZANIOLO – Parte forte, con alcuni strappi degni della sua proverbiale irruenza. Ma col passare dei minuti tende ad innervosirsi, in particolare per le decisioni dubbie del signor Hugo Silva. Mourinho lo sostituisce per evitargli momenti di rabbia inutile.

ABRAHAM – Generoso, sempre in movimento ed autore della giocata che porta al gol del 2-2 di Pellegrini. Ma per il resto della sua partita appare troppo caotico, sciupando una ghiottissima occasione a fine primo tempo.

I bocciati:

IBANEZ – Siamo alle solite. La paura che possa compromettere le prestazioni della Roma torna senza grosse pretese alla terza amichevole estiva. Saltato costantemente, è l’autore del fallo da rigore che porta avanti lo Sporting. Inteventi fuori tempo, falli evitabili e solo qualche chiusura degna di questo nome. Il brasiliano va educato, ma di questo passo rischia di essere ancora una sciagura.

CRISTANTE – Niente da dire sul solito costante impegno, sia in fase di copertura che di costruzione. Ma stasera, contro uno Sporting cattivo e velocissimo, fa una fatica enorme. La Roma non riesce quasi mai ad uscire palla al piede anche a causa della sua serata insufficiente. Ciliegina amara sulla torta: il pallone perso a 5′ dalla fine che porta al 3-2 di Tabata.

KARSDORP – Per l’ennesima volta dimostra di difettare totalmente al momento del cross decisivo o dell’assistenza giusta. Già contro la Portimonense aveva cestinato una giocata di Pellegrini con un assist mal eseguito, oggi a Faro si ripete sprecando 2-3 situazioni ghiotte.