Resta o parte? Il possibile futuro degli attuali calciatori della Roma

(Keivan Karimi) – Un campionato più unico che raro. Dapprima combattuto su tutti i fronti, poi interrotto bruscamente per l’emergenza Coronavirus.

La Serie A 2019-2020 è ferma, non si sa attualmente se e quando riprenderanno gli incontri. E le società, in attesa di responsi generali, iniziando inevitabilmente a pensare al futuro, ai progetti tecnici che verranno in vista della stagione successiva.

La Roma è una delle squadre che dovrà risolvere molte situazioni. Tra prestiti, calciatori in partenza e conferme assolute. In primis quella di Paulo Fonseca, che sarà certamente al timone dei giallorossi anche nella prossima annata.

Andiamo con ordine per valutare quale sarà, nelle valutazioni odierne, il destino dei calciatori della rosa romanista:

Pau Lopez – La Roma ha investito, e tanto, su di lui. A parte l’errore al derby ha dimostrato ottime qualità. Certezza.

Mirante – Dovrebbe restare almeno un altro anno come secondo portiere.

Fuzato – Già a gennaio sarebbe dovuto andare a giocare in Portogallo. Andrà in prestito quasi sicuramente.

Mancini – Altro investimento importante, per la Roma è un intoccabile.

Fazio – Dovrebbe restare fino al 2021 in rosa. La Roma non si opporrebbe però ad un’eventuale partenza.

Juan Jesus – Già fuori dai piani da diversi mesi. Partirà per un’offerta da 6-7 milioni.

Smalling – Imprescindibile per Fonseca, la società è al lavoro per riscattarlo dal Manchester United. Due i problemi: l’alta valutazione del cartellino (25 milioni di sterline) e la concorrenza di Everton, Arsenal e Milan.

Cetin – Già cercato nel recente passato da club italiani e turchi. Dovrebbe partire in prestito.

Ibañez – Avrà più spazio, soprattutto in caso di partenza di Fazio e Jesus. Dovrebbe restare come alternativa in difesa.

Santon – Non ha molto mercato, destinato a restare come jolly difensivo.

Spinazzola – Uno dei dubbi maggiori: giocatore di spessore, ma un po’ troppo spesso umorale. Non è escluso che cambi aria.

Zappacosta – La Roma è al lavoro col Chelsea per rinnovare gratuitamente il prestito annuale.

Kolarov – Resterà fino al termine del contratto, nonostante le avance di Mihajlovic e del Bologna.

Bruno Peres – Ha convinto Fonseca: resterà come risorsa per la fascia destra.

Diawara – E’ il regista del presente e del futuro. Rimarrà al 100%, ma prima dovrebbe operarsi al menisco sfruttando lo stop al campionato.

Veretout – Altro tassello importante, con Fonseca che sta studiando posizioni tattiche nuove.

Cristante – Molto stimato all’interno di Trigoria, meno dai tifosi e dall’ambiente. Si valuta uno scambio alla pari con Mandragora della Juventus.

Villar – Petrachi ha scommesso sul talentino spagnolo. Sarà il vice-Diawara.

Pellegrini – Intoccabile, ma prima andrà rivisto il contratto, togliendo anche la clausola rescissoria.

Pastore – Ormai alla frutta. Si lavorerà per fargli salutare Roma in estate.

Perotti – Altro calciatore sul viale del tramonto. Lui stesso appare poco ‘contento’ di restare. Ritorno in Argentina?

Zaniolo – Talento assoluto, è il futuro della Roma. Sarà pronto per la prossima estate dopo il k.o. al ginocchio.

Ünder – Alti e bassi. Troppe incertezza. Con un’offerta adeguata partirà senza troppi rimpianti.

C. Perez – La Roma ha investito a gennaio circa 15 milioni. Si ripartirà anche dal suo estro.

Kluivert – Migliorato e più maturo, è legato alla Roma e rimarrà sicuramente.

Mkhitaryan – Difficile trattenerlo. Si farà un tentativo per riscattarlo dall’Arsenal o rinnovare il prestito.

Kalinic – Nonostante la doppietta di Cagliari è destinato a tornare all’Atletico per fine prestito. Alla Roma serve ben altro in attacco.

Dzeko – Capitano, leader, bomber. L’età avanza, ma il bosniaco resta al centro del progetto.

Un focus anche sui calciatori della Roma attualmente in prestito altrove:

Schick – Lipsia molto soddisfatto. Non è da escludere la sua permanenza in Germania. A meno che il mercato non si complichi e si verifichi un ritorno a Roma.

Florenzi – Troppo poco il suo tempo a Valencia. Si valuta un allungamento del prestito.

Defrel – Già messo in conto il riscatto definitivo dal Sassuolo.

Coric – Tornerà dall’Almeria, andrà rigirato altrove.

Sadiq – Riscatto certo da parte del Partizan Belgrado.

Karsdorp – Difficile rivederlo a Roma. Il Feyenoord è al lavoro per trattenerlo.

Nzonzi – Si va verso il rinnovo del prestito al Rennes.

Olsen – Il Cagliari lo terrà se dovesse partire Cragno. Altrimenti non mancano altre proposte (Sporting Lisbona?).

Gonalons – Discreta stagione al Granada. Dovrebbe restare in Spagna.

SERIE A – La Roma torna al successo: Mkhitaryan trascinatore contro il Lecce

(Keivan Karimi) – Finalmente la Roma. Nel weekend dello stop a diverse gare di campionato per il rischio contagio del Coronavirus, i giallorossi giocano e tornano a vincere, entusiasmando un Olimpico però semivuoto.

4-0 il risultato finale di Roma-Lecce, match della 25.a giornata di Serie A, che riporta i giallorossi a -3 punti (momentanei) dalla zona Champions League. Un successo netto, meritato, concreto, figlio di una prestazione finalmente degna di nota.

La squadra di Paulo Fonseca abbatte quella di Fabio Liverani fin dalle prime battute. Assedia l’area leccese e passa in vantaggio al 13′ con Under, servito perfettamente da un assist di Mkhitaryan. L’armeno risulterà il migliore in campo, uomo in più della Roma e autore del raddoppio al 37′, con un sinistro in corsa preciso e vincente.

Nella ripresa il Lecce mette la testa fuori dalla propria area, ma crolla ancora sotto i colpi di Dzeko (gol regolarizzato dal VAR) e di Kolarov, che torna a segnare e disputare una prova apprezzabile. Finisce con un poker che ridà finalmente fiducia ad una squadra che ha iniziato il 2020 in maniera a dir poco disastrosa.

Il tabellino del match:

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; B.Peres, Mancini, Smalling, Kolarov; Veretout, Cristante; Under (61′ Perez), Pellegrini (46′ Kluivert), Mkhitaryan; Dzeko (82′ Kalinic). All: Fonseca.

LECCE (4-3-2-1): Vigorito; Donati (83′ Meccariello), Lucioni, Rossettini, Calderoni; Deiola, Petriccione (46′ Shakov), Majer; Barak (66′ Tachtsidis), Mancosu; Lapadula. All: Liverani.

Arbitro: Giacomelli di Trieste.

Marcatori: 13′ Under, 37′ Mkhitaryan, 70′ Dzeko, 80′ Kolarov.

SERIE A – La Roma non vince più: l’Atalanta la batte e vola a +6

 

(Keivan Karimi) – Il 2020 per la Roma è un disastro. La squadra di Paulo Fonseca non sa più vincere, e per di più neanche pareggia. Terza sconfitta consecutiva di questo inverno sempre più freddo e buio.

I giallorossi perdono anche quando non demeritano, superati 2-1 nello scontro diretto dall’Atalanta. Fonseca reinventa la Roma, inserendo Mancini a centrocampo e tenendo fuori calciatori in calo di forma come Santon, Kolarov, Veretout e Under.

Una serata, quella del Gewiss Stadium, che sembra essere propizia: Pau Lopez si supera su Gomez, Ilicic e Zapata non girano ed è la Roma con un super-Dzeko a passare in vantaggio. Al 45′ errore grave di Palomino che regala il pallone al capitano giallorosso, il quale non sbaglia e segna l’undicesima rete stagionale.

Nella ripresa però la Roma rientra in campo con i soliti fantasmi e con un atteggiamento sottotono. All’Atalanta basta un quarto d’ora per ribaltare il risultato: prima Palomino devia in rete sugli sviluppi di un calcio d’angolo, poi il neo entrato Pasalic inventa il destro a giro del 2-1 finale.

Roma inerme, neanche gli ingressi dei nuovi arrivati Carles Perez e Villar servono a qualcosa. L’Atalanta chiude in scioltezza e vince, portandosi a +6 dai giallorossi che rischiano di dire addio all’obiettivo Champions League, a circa tre mesi dal termine del campionato.

Il tabellino del match:

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Palomino, Djimsiti; Hateboer, Freuler, De Roon, Gosens; Ilicic (84′ Malinovsky), Gomez (87′ Muriel); Zapata (59′ Pasalic). All: Gasperini.

ROMA (4-1-4-1): Pau Lopez; B.Peres, Smalling, Fazio, Spinazzola; Mancini (68′ Veretout); Kluivert (62′ C.Perez), Pellegrini, Mkhitaryan, Perotti (78′ Villar); Dzeko. All: Fonseca.

Arbitro: Orsato di Schio

Marcatori: 45′ Dzeko, 50′ Palomino, 59′ Pasalic

Calciomercato 2020 – Come cambiano le squadre di Serie A dopo la sessione invernale

(Keivan Karimi) – Un mercato di riparazione scoppiettante, con tanti movimenti e pochi momenti di pausa. Molto è cambiato nelle rose di Serie A dopo la sessione di gennaio 2020. Dall’Inter, che ha colpito nel segno con ben 3 acquisti dalla Premier inglese, fino alle mosse last-minute di Fiorentina e Genoa.

Ecco allora come cambiano le formazioni titolari delle 20 compagini di Serie A:

ATALANTA (3-4-3): Gollini; Toloi, CALDARA, Palomino; Hateboer, TAMEZE, Freuler, Gosens; Ilicic, Zapata, Gomez.

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Mbaye, Danilo, Bani, Dijks; DOMINGUEZ, Poli; Orsolini, Soriano, Sansone; BARROW.

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Mateju; BJARNASON, Tonali, Romulo; SKRABB; Torregrossa, Balotelli.

CAGLIARI (4-3-2-1): Olsen; Faragò, Ceppitelli, Pisacane, Pellegrini; Nainggolan, Cigarini, Rog; PEREIRO, Joao Pedro; Simeone.

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, IGOR; Lirola, DUNCAN, Badelj, AGUDELO, Dalbert; Chiesa, CUTRONE.

GENOA (3-5-2): PERIN; SOUMAORO, Romero, MASIELLO; Ghiglione, BEHRAMI, Radovanovic, Schone, Barreca; IAGO FALQUE, DESTRO.

INTER (3-5-2): Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; MOSES, Barella, Brozovic, ERIKSEN, YOUNG; Lautaro, Lukaku.

JUVENTUS (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Dybala; Ronaldo, Higuain.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Correa, Immobile.

LECCE (4-3-2-1): Gabriel; DONATI, Lucioni, PAZ, Calderoni; DEIOLA, Tachtsidis, Majer; SAPONARA, Mancosu; Babacar.

MILAN (4-4-2): Donnarumma; Conti, KJAER, Romagnoli, Hernandez; Castillejo, Kessie, Bennacer, Calhanoglu; IBRAHIMOVIC, Rebic.

NAPOLI (4-3-3): Meret; Hysaj, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; LOBOTKA, DEMME, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne.

PARMA (4-3-3): RADU; Darmian, Alves, Gagliolo, REGINI; Kucka, Scozzarella, KURTIC; Kulusevski, Cornelius, CAPRARI.

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; VILLAR, Veretout; PEREZ, Pellegrini, Perotti; Dzeko.

SAMPDORIA (4-4-2): Audero; Berezszynski, TONELLI, YOSHIDA, Murru; Ramirez, Vieira, Ekdal, Linetty; LA GUMINA, Quagliarella.

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli; Toljan, Romagna, Ferrari, Kyriakopoulos; Locatelli, Obiang; Berardi, HARASLIN, Boga; Caputo.

SPAL (3-5-2): Berisha; BONIFAZI, Vicari, ZUKANOVIC; D’Alessandro, CASTRO, DABO, Valoti, Reca; CERRI, Petagna.

TORINO (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; Ola Aina, Meité, Rincon, Ansaldi; Verdi, Berenguer; Belotti.

UDINESE (3-5-2): Musso; Becao, Troost-Ekong, Nuytinck; Larsen, De Paul, Mandragora, Fofana, ZEEGELAAR; Lasagna, Okaka.

VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Kumbulla, Rrhamani, Dawidowicz; Faraoni, Verre, Amrabat, DIMARCO; BORINI, EYSSERIC; Di Carmine.

Roma implacabile in trasferta: 3-1 sul campo del Genoa

(Keivan Karimi) – In casa soffre e perde colpi. In trasferta invece sembra volare. La Roma continua questo strano trend vincendo la prima gara di Serie A del suo 2020.

3-1 sul campo di un Genoa sempre più in difficoltà, approfittando degli errori rossoblu e della miglior qualità tecnica. Un successo però sofferto, soprattutto nella ripresa, anche per colpa delle tante assenze tra infortuni e squalifiche per Paulo Fonseca.

Parte forte la Roma nella gara del Marassi. Il turco Cengiz Under, che non segnava dal match d’andata ad agosto, si risveglia dall’agonia e trova un tiro-cross che dopo 5′ beffa Perin. Un vantaggio che porterà la Roma a comandare l’incontro.

Dopo alcune occasioni mancate da Dzeko, nel finale di tempo succede di tutto: al 44′ il figliol prodigo Spinazzola porta a spasso mezza difesa del Genoa e crossa in area, la deviazione di Biraschi è decisiva e porta la Roma al raddoppio. Un minuto dopo la difesa giallorossa dorme su un lancio lungo, ne approfitta Pandev che brucia Pau Lopez in uscita per l’1-2.

Nella ripresa Lopez diventa protagonista: suo il miracolo su Goldaniga che tiene la Roma in vantaggio. Il Genoa pressa e ci crede, ma gli ospiti sono spietati: a metà tempo su errore di Perin, Pellegrini recupera palla e offre a Dzeko un pallone facile facile da spingere in rete. Gioco, partita, incontro. La Roma vince ancora lontana dall’Olimpico e prepara al meglio la settimana in cui affronterà Juventus (Coppa Italia) e Lazio.

 

Il tabellino dell’incontro:

GENOA (3-5-2): Perin; Biraschi, Romero, Goldaniga; Ghiglione, Cassata (68′ Favilli), Schöne, Struraro (91′ Radovanovic), Barreca; Pandev, Sanabria (80′ Agudelo). All: Nicola.

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Santon (84′ Cetin), Mancini, Smalling, Spinazzola; Diawara, Veretout (73′ Cristante); Under (88′ Peres), Pellegrini, Kluivert; Dzeko. All: Fonseca.

Arbitro: Maresca di Napoli.

Marcatori: 5′ Under, 44′ aut. Biraschi, 45′ Pandev, 74′ Dzeko.

Politano e non solo: come cambia la Roma a gennaio – FOTO

(Keivan Karimi) – La Roma è tra le squadre più attive del mercato di gennaio 2020. Gli ultimi risultati negativi e soprattutto i tanti infortuni costringono il direttore sportivo Gianluca Petrachi a concretizzare nuovi innesti e qualche cessione di contorno.

La squadra capitolina cambierà parzialmente volto nella seconda parte di stagione, proprio grazie ai movimenti di calciomercato in corso. La prima operazione riguarda Matteo Politano: l’ex giallorosso, oggi all’Inter, è l’alternativa a Zaniolo (che tornerà in estate dall’infortunio). Tutto fatto? Forse, perché lo scambio con Leonardo Spinazzola è per ora in stand-by per volontà del club interista.

Politano sarà il nuovo titolare della corsia destra offensiva. La Roma poi curerà la difesa: spazio a Roger Ibañez, classe ’98 di origine brasiliana. Arriverà dall’Atalanta in prestito con obbligo di riscatto. Uno stopper che i giallorossi seguono da tempo e che sembrano aver strappato al Bologna.

In arrivo forse anche un terzino sinistro e un mediano, entrambi giovani e di prospettiva. Per la corsia sinistra la scelta primaria dovrebbe essere Borna Sosa, croato dello Stoccarda. In mezzo al campo Petrachi tratta ad oltranza per Gonzalo Villar, spagnolo che milita nell’Elche.

E in partenza? Oltre Spinazzola, la Roma può cedere diverse pedine. Cengiz Under non convince mister Fonseca e potrebbe diventare un nuovo rinforzo per l’attacco del Milan. I giovani Cetin e Antonucci andranno a giocare altrove in prestito, mentre Juan Jesus è sul mercato: la Fiorentina e la Sampdoria ci stanno seriamente pensando.

La Roma di gennaio 2020:

Il 2020 comincia male: Sirigu e Belotti fermano la Roma. Di Bello da censura

(Keivan Karimi) – Se il 2019 si era chiuso con una Roma scintillante e vincente, il nuovo anno parte invece in maniera grigia. Il 2020 si apre con una sconfitta interna inaspettata, subita ad opera del miglior Torino della stagione.

Uno 0-2 che frena le ambizioni della Roma. I giallorossi di Fonseca rischiano ora di essere avvicinati dall’Atalanta al quarto posto, mentre vedono allontanarsi i rivali della Lazio (vincente 2-1 a Brescia).

Gara sventurata all’Olimpico. Un Torino incerottato gioca bene di rimessa e punge: Belotti, grande protagonista di giornata, colpisce subito un palo. Avvisaglie per una Roma che nel primo tempo tiene botta e sfiora più volte il vantaggio: super Sirigu si salva più volte, in particolare su Zaniolo e Pellegrini.

Il gol del vantaggio lo segna Belotti allo scadere: lasciato libero da Mancini, il ‘gallo’ scaglia col sinistro il pallone dell’1-0 alle spalle di Pau Lopez.

Nella ripresa la musica non cambia: Roma imprecisa e confusa alla ricerca del gol, Torino che in contropiede è letale più che mai. Altro legno di Belotti in avvio, poi Sirigu si conferma uomo decisivo salvando ancora su Pellegrini e sventando un’occasionissima di Mkhitaryan.

Giallorossi nel finale affossati ancora da Belotti: rigore (assegnato dal VAR) per mani netto di Smalling. Il 9 granata non sbaglia dal dischetto e chiude il match. Un k.o. che riporta la Roma coi piedi per terra, anche in vista di una sfida difficilissima contro la Juventus tra sette giorni.

Nota a margine: pessimo l’arbitraggio del signor Di Bello. Indeciso, spesso in ritardo, ha provato a dirigere all’inglese usando due pesi e due misure. Imbarazzante la gestione dei cartellini e dei falli, ha spezzato il ritmo partita in modo sistematico. La Roma si faccia sentire, perché non è la prima volta.

 

Da Alisson a Totti: la TOP XI della Roma nell’ultimo decennio

(Keivan Karimi) – Un decennio di calcio si è concluso. La Roma in quest’ultima decade non ha raccolto grosse soddisfazioni personali. Un paio di finali perse di coppa, qualche secondo posto in campionato e quella semifinale di Champions League conquistata nel 2018 che resterà comunque negli annali.

Tanti i calciatori di spessore che hanno indossato la maglia giallorossa in questo periodo. Alcuni si sono espressi al massimo delle loro potenzialità, altri meno. Ma di certo dalle parti dell’Olimpico sono stati ammirati diversi talenti importanti.

Abbiamo voluto dunque creare una ipotetica TOP XI del decennio, i migliori calciatori che hanno indossato la maglia della Roma tra il 2010 ed il 2019. Coloro che negli ultimi dieci anni di storia calcistica si sono contraddistinti onorando il giallorosso.

In porta spazio ad Alisson: la Roma nella propria storia non ha avuto grandissimi numeri 1 (Tancredi e Antonioli tra i pochi ‘top’), ma il brasiliano è forse l’eccezione che conferma la regola. Portiere modernissimo, piedi educati e riflessi da superman. Impossibile non affidarsi a lui.

Terzino destro: Maicon, il brasiliano implacabile venuto a svernare nella capitale. Quantità, forza e ancora tanta voglia di fare.

Terzino sinistro: Aleksander Kolarov. Un carrarmato che ancora oggi miete vittime illustri, oltre ad un sinistro educato e mai banale.

Difensori centrali: Kostas Manolas e Mehdi Benatia. Il greco è stato il protagonista assoluto del memorabile 3-0 al Barcellona. Il marocchino per media-voto il miglior centrale dell’ultima decade giallorossa.

Regista: Daniele De Rossi. Sarebbe imbarazzante non inserire in formazione l’ultimo grande capitano. Il leader del centrocampo, la parte più calda della Roma romanista.

Mezzali: Miralem Pjanic e Radja Nainggolan. Tralsciando i passaggi (voluti o meno) a Juve e Inter, i due sono stati forse i centrocampisti di maggior qualità e livello tecnico della Roma recente.

Ala destra: Mohamed Salah. Uno che a Liverpool segna come un’ira di dio. A Roma ha resto leggermente meno, ma gli scatti, l’imprevedibilità, la leggiadria dell’egiziano sono ancora negli occhi di tutti.

Centravanti: Edin Dzeko. Basti dire che rimarrà impresso come uno dei numeri 9 più forti della storia romanista.

Dulcis in fundo Francesco Totti. E’ stato il decennio conclusivo della sua carriera, del sentito addio, dello spettacolo giallorosso di quel 28 maggio da lacrimoni. Ma il capitano, anche da ultratrentenne, ha dato spettacolo. Quella doppietta al Torino da subentrato è una gioia. Da romanisti veri.

Fonseca: “Roma all’inizio di un percorso. Pronti a migliorare la rosa. Pallotta? Non c’è, ma si sente”

(Keivan Karimi) – Metà stagione da allenatore della Roma. I risultati parlano per lui. Paulo Fonseca ha conquistato la capitale, con prestazioni all’altezza e un cammino totalmente positivo, soprattutto per come si è chiuso il 2019 giallorosso.

Oggi la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un’intervista intrigante che segna la metà del percorso stagionale della sua Roma. Fonseca si dimostra ambizioso ma cauto, con le idee chiare ma senza alcun cenno di adagiamento sugli allori.

Quali sono i suoi riferimenti da tecnico?
Fino a 26-27 anni non pensavo alla panchina. Poi ho iniziato a vedere le cose diversamente, ero interessato a tutto ciò che facevamo come lavori ed esercitazioni. Ma in Portogallo la svolta è stata Mourinho, il più grande allenatore della nostra storia. Ci siamo parlati poche volte, ma c’è un rapporto di reciproco rispetto. Lui ha segnato una trasformazione, un nuovo modo di concepire gli allenamenti, lui e il professor Vitor Frade sono stati dei riferimenti per allenatori come me, che iniziavano la carriera. Personalmente non ho mai copiato nessuno, ma sono stato influenzato da tutti gli allenatori avuti. Su tutti due: Jean Paul, che nelle giovanili dello Sporting Lisbona ha scoperto Quaresma e Cristiano Ronaldo, e Jorge Jesus, ora al Flamengo.

Lei è arrivato alla Roma in un momento non facile, con la tifoseria in subbuglio per gli addii di De Rossi e Totti. Ha mai pensato che con loro tutto potesse essere più facile?
Non ci ho mai pensato, quando mi è stata offerta la Roma loro non c’erano già più. Sono stati due grandissimi giocatori, è facile immaginare che se fossero qui sarebbero coinvolti nel processo e, vista la loro qualità, aiuterebbero squadra e gruppo a salire di livello. A me piace costruire il gioco dal basso e il miglior De Rossi si sarebbe integrato bene nel nostro gioco. Certo, ora è in età avanzata e non più al 100%, ma al top lo abbiamo apprezzato tutti.

È una difficoltà in più il fatto che parte della tifoseria non ami il presidente Pallotta e che lui non venga a Roma da quasi seicento giorni?
Io da parte dei tifosi percepisco un calore molto forte. Il seguito è impressionante. Sono fantastici. Tutti gli allenatori vorrebbero questo sostegno. È vero che Pallotta non è qui fisicamente, ma s’informa ogni giorno sull’andamento della squadra. E poi oggi il calcio è cambiato, nel mondo ci sono tanti esempi di altri club in cui i presidenti vivono in altri paesi. Non credo che questo costituisca un problema per la Roma o influenzi il nostro lavoro. Pallotta non c’è, ma si sente.

È arrivato nella stagione più aperta degli ultimi anni. Ha l’impressione che con qualche ritocco anche la Roma possa lottare per lo scudetto?
Penso che non sia giusto creare grandi aspettative. Meglio vivere con senso della realtà. Siamo all’inizio di un percorso. C’è un allenatore nuovo, un direttore sportivo nuovo, tanti giocatori sono arrivati e tanti sono andati via. Sono soddisfatto dell’andamento della squadra, ma sarebbe ingiusto creare questa pressione. Non vale la pena fare piani a lungo termine quando la prossima partita è sempre la più difficile. Sopratutto qui in Italia, dove l’ultima in classifica può battere la prima. Comunque, ho la consapevolezza che la Roma stia crescendo.

Il suo primo bilancio sulla Roma e sul campionato italiano?
Molto positivo, sono molto contento della squadra e della Serie A. Certo, il campionato è molto duro. Ci sono squadre e allenatori forti, ogni partita è diversa, ma dà grandi motivazioni. Di natura sono ottimista. E così penso che il 2020 possa essere meglio del 2019.

Gli obiettivi della vostra stagione sono mutati?
No. Il primo resta quello di arrivare tra le prime 4 per andare in Champions. Detto questo non cambio idea: rafforzando questa squadra, credo che entro l’arco della durata del mio contratto, si possa vincere qualcosa. Logico, però, che anche ora si giochi per vincere. La Coppa Italia non è facile, ci aspetta il Parma e poi forse la Juve, ma ci proveremo. L’Europa League si è trasformata in una mini Champions, visto le grandi squadre che ci sono, ma di sicuro non trascureremo questa competizione.

Dal prossimo mercato si aspetta rinforzi?
Gennaio è un mercato difficile. Eventuali rinforzi devono migliorare la rosa, non è facile. Prenderemo qualcuno se ci saranno delle uscite per alzare il livello. Petagna? Ottimo giocatore, ma non per il mio gioco.

Caso Florenzi: per via della Nazionale, al posto suo resterebbe o andrebbe via?
Non devo mettermi nei suoi panni. Lo capisco, ma quello che succede a lui con la Nazionale succede anche ad altri. Sono consapevole di quello che rappresenta per il club e per i tifosi. È un grandissimo professionista, non abbiamo mai avuto problemi, con lui ho un ottimo rapporto. Resta sempre un opzione tecnica, ma questo vale anche per gli altri giocatori. Io devo pensare solo al bene della Roma. Non posso pensare al fatto se Florenzi giochi o meno in Nazionale, anche se lo comprendo.

Sia sincero: pensa di restare a lungo qui?
I risultati indirizzano sempre la nostra vita, ma oltre che per la città, mi piacerebbe restare in un club che mi fa sentire a casa. La Roma è una delle società più importanti del mondo, vorrei restarci molto tempo.

2019 chiuso in bellezza: la Roma schianta 4-1 la Fiorentina

(Keivan Karimi) – I tifosi della Roma possono sognare e passare le festività natalizie nel migliore dei modi. Tutto grazie all’ultima grande vittoria del 2019, un successo esterno sulla Fiorentina che consolida il 4° posto in classifica.

Roma meritevole del piazzamento Champions, ma che stasera al ‘Franchi’ dimostra tutte le sue qualità odierne: saper soffrire, dominio territoriale e cattiveria sotto porta.

Il 4-1 sulla Fiorentina è risultato giusto e straripante. I viola, privi del duo Chiesa-Ribery, partono aggressivi nell’anticipo del venerdì sera. Ma la squadra di Paulo Fonseca dimostra saggezza e cattiveria. Non a caso al primo affondo Edin Dzeko colpisce: al 19′ Pellegrini inventa, Zaniolo rifinisce e il bosniaco punisce Dragowski da due passi.

Raddoppio immediato: punizione al limite conquistata da Zaniolo. Come al solito si presenta in battuta Aleksander Kolarov che supera la barriera col suo classico sinistro magico e trova l’angolino. 2-0 e partita già in ghiaccio.

La Fiorentina nel finale di tempo ha un moto d’orgoglio: un’azione ben orchestrata da Castrovilli porta al tiro Caceres. Una deviazione favorisce Milan Badelj che non sbaglia e prova a riaprire il match.

Nella ripresa però la Roma si comporta da squadra matura. Controlla l’eventuale ritorno di fiamma toscano e chiude i conti appena possibile. Il gol che taglia le gambe alla Fiorentina è di Lorenzo Pellegrini: il migliore in campo dialoga con Dzeko e mette alle spalle di Dragowski la terza rete.

Chiude i conti l’ex Nicolò Zaniolo, che in campo aperto non può sbagliare col suo piattone sinistro e stabilisce uno splendido poker, che vendica il clamoroso 7-1 subito dalla Roma al Franchi in Coppa Italia a gennaio scorso.

Un successo che dà ottimismo e fiducia alla banda Fonseca, sempre più in zona Champions League e pronta a vivere un 2020 da protagonista.

Il tabellino del match:

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola (83′ Sottil), Pulgar, Badelj, Castrovilli (83′ Eysseric), Dalbert; Boateng (66′ Pedro), Vlahovic. All. Montella.

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo (90′ Spinazzola), Pellegrini (86′ Under), Perotti (76′ Mkhitaryan); Dzeko. All: Fonseca.

Arbitro: Orsato di Schio

Marcatori: 19′ Dzeko, 21′ Kolarov, 34′ Badelj, 73′ Pellegrini, 88′ Zaniolo.