Roma, tris al Brescia: Smalling e Mancini si vestono da bomber

(Keivan Karimi) – La sosta per le Nazionali fa bene alla Roma: i giallorossi tornano subito alla vittoria dopo il k.o. a sorpresa subito in casa del Parma due settimane fa.

Una domenica piovosa ma allegra per la squadra di Paulo Fonseca, che ospitava il Brescia fanalino di coda. Un match sulla carta impari che però nasconde qualche insidia, mostrata soprattutto in un primo tempo teso e compassato.

La Roma ritrova Lorenzo Pellegrini dal 1′ minuto, ma fa fatica a costruire azioni importanti contro un Brescia ben messo in difesa. Anzi, è Pau Lopez nel primo tempo a salvare la sua porta sul gran tiro di Ndoj, mentre dall’altra parte Kolarov sonnecchia su un pallone d’oro servito da Zaniolo.

Il primo tempo è tutto qui, ma nella ripresa i padroni di casa mettono il piede sull’acceleratore, sfruttando finalmente le palle inattive. Da un calcio d’angolo al 49′ Smalling stacca alla grande, il suo colpo di testa deviato da Cistana spiazza il portiere Joronen e sblocca il match.

Un gol fortunato ma importante che cambia l’andamento della partita: la Roma domina e il Brescia crolla, soprattutto quando Smalling sforna un assist geniale per Mancini, che in proiezione offensiva inventa una palombella perfetta per il 2-2-0 romanista.

Non è finita qui: dopo una rete di Zaniolo cancellata dal VAR, la Roma chiude il conto col ritorno al gol di Dzeko. Ancora Smalling dominatore su corner, stavolta è il bosniaco però a deviare per ultimo la sfera in rete. 3-0 finale e giallorossi che risalgono al quarto posto, allungando su Atalanta e Napoli.

Il tabellino del match:

ROMA: Pau Lopez; Florenzi (Santon), Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo (Perotti), Pellegrini (Under), Kluivert; Dzeko. All: Fonseca.

BRESCIA: Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Martella; Bisoli (Zhmral), Tonali, Ndoj (Morosini), Romulo; Torregrossa (Ayé), Donnarumma. All: Grosso.

Arbitro: Di Bello di Brindisi.

Marcatori: 49′ Smalling, 57′ Mancini, 67′ Dzeko.

Parma-show: una Roma stanca e imballata cade al Tardini

(Keivan Karimi) – Stanchezza e scarsa intensità. La Roma cade in campionato dopo il k.o. di giovedì in Europa League contro il Borussia. Un 2-0 in favore del Parma che non ammette repliche, vista l’ampia differenza di prestanza atletica dei padroni di casa.

Al ‘Tardini’ Paulo Fonseca sceglie di schierare la stessa Roma che ha battuto il Napoli la scorsa settimana, pagando però la fatica di molti suoi elementi. La partenza giallorossa illude, perché il Parma di D’Aversa non rischia quasi mai nel primo tempo e prova a pungere in contropiede.

Neanche l’infortunio dell’ex temuto Gervinho frena la voglia dei ducali, che nella ripresa puntano e trovano la vittoria. Prima però Kolarov e Pastore fanno tremare i padroni di casa: palo del serbo su punizione e miracolo di Sepe sull’argentino. Episodi che scuotono il Parma, che passa grazie al neo entrato Sprocati, lasciato troppo solo dalla difesa romanista.

L’assedio di Dzeko e compagni si ferma sui pugni del portiere Sepe, abile a respingere alcune conclusioni dalla distanza. Zaniolo è impreciso, la difesa sbanda e gli emiliani nel finale chiudono il conto con Cornelius, che buca Pau Lopez in contropiede per il meritato 2-0.

Finisce col fiatone la squadra di Fonseca, che deve benedire la sosta per le Nazionali: avrà così il tempo di rifiatare e recuperare energie, oltre ad alcuni calciatori recentemente infortunati.

 

Viaggiando nella Hall of Fame: Gabriel Omar Batistuta, il leone tricolore

Pagine Romaniste (F. Belli) – E’ meglio vivere un giorno da leone che cent’anni da pecora”, dice un proverbio. A Roma un leone, o meglio un re leone, l’abbiamo avuto. E il suo ruggito è stato imponente: si tratta di Gabriel Omar Batistuta. Non è sempre stato il predatore più famoso della savana però: da ragazzo era chiamato “el gordo“, il grasso, per il peso sopra la media. Quando inizierà a correre sui campi in erba si trasformerà nel “camion”, non molto lusinghiero anche questo. Il suo avvicinamento al calcio, soprannomi a parte, è stato una marcia trionfale: prima al Newells Old Boys con Bielsa, poi al River Plate e infine al Boca Juniors. Nel 1991 si trasferisce a Firenze e, superando l’iniziale scetticismo, legherà per sempre la sua vita ai colori viola: “Scrivete pure che farò sempre il tifo per la Fiorentina. E per chi altro lo dovrei fare?”, dirà qualche anno più tardi. Le assenze però lasciano segni e solchi che nessuna aggiunta può colmare, e quella di un trofeo importante pesa come un macigno. Ed è qui che il suo destino entra in congiunzione con quello della Roma, che nell’estate del 2000 si trova a dover gestire un ambiente in subbuglio per lo scudetto appena vinto dalla Lazio. Franco Sensi spende un patrimonio sul mercato e solo per l’argentino circa 70 miliardi di lire. Sarà una stagione leggendaria che culminerà con lo scudetto che mancava nella Capitale dall’era di Falcao meravigliao. E’ anche vero però che i gol non si contano ma si pesano. E i suoi gol pesano, e pure tanto, su quel tricolore.

L’inizio della fine: lo scudetto e l’avvicinarsi della malattia

La partita più iconica è forse quella contro la sua Fiorentina dell’ottava giornata d’andata. La partita è bloccata sullo 0-0 e nulla sembra poter cambiare lo stato delle cose. E’ proprio il re leone però che a pochi minuti dalla fine sblocca il match con un gol meraviglioso da fuori area, scoppiando in un pianto liberatorio. Un Orfeo dei tempi moderni, che si è girato volontariamente verso la sua amata Euridice ben conscio del fatto che non si può cambiare il passato, ma tanto vale aprirsi la strada per un nuovo roseo futuro. Insieme alle gioie sul campo e alle mitragliate in panchina però, cosi amava esultare, si fa strada anche un male oscuro, che lo tormenterà negli anni a venire. Inizia con un piccolo dolore alle caviglie, curato già nell’anno dello scudetto con continue infiltrazioni come anche testimoniato da diversi compagni. Si tratta della cartilagine, Gabriel non ne ha e praticamente poggia i suoi oltre ottanta chili sulle ossa. Un dolore che col tempo cresce, fino a diventare un vero e proprio tormento insopportabile: “Ero così disperato che sono andato dal medico per dirgli che doveva amputarmi le gambe. Mi ha risposto che ero pazzo, ma ho insistito. Sentivo un dolore che non riuscivo a descrivere”. Anche per questo dopo quella magica stagione il re leone smette di ruggire, e dopo poco si ritira. E’ finita così la carriera di Gabriel Omar Batistuta, come era iniziata, tra mille avversità. Ma proprio chi non affronta le avversità non conosce la propria forza. – Pagine Romaniste (F. Belli)

Che Roma! Battuto anche il Napoli, i giallorossi ‘vedono’ la Champions

(Keivan Karimi) – L’emergenza ormai è diventata forza. La conferma arriva oggi dall’Olimpico: la Roma di Paulo Fonseca gioca a memoria, fa impazzire i suoi tifosi e batte anche squadre tendenzialmente più forti e complete.

Il 2-1 odierno sul Napoli chiude una settimana pazzesca per i giallorossi: dopo i successi su Milan e Udinese arriva la terza vittoria consecutiva contro gli uomini di Carlo Ancelotti, ormai in crisi conclamata e già nervosi per gli errori arbitrali del match contro l’Atalanta.

La Roma, nell’anticipo dell’11.a giornata, è sempre prova di calciatori fondamentali (Pellegrini, Cristante e Fazio su tutti) ma gioca una gara da grandissima squadra. Domina per mezz’ora il Napoli nel primo tempo, va in vantaggio con il solito gol di Nicolò Zaniolo e sfiora il raddoppio in più occasioni. Kolarov si permette il lusso di fallire il rigore del 2-0, con grande parata di Meret.

Il Napoli nella seconda fase della prima frazione si rianima: colpisce due legni con Milik e Zielinski e spaventa la Roma con incursioni pericolose dalle parti di Pau Lopez. I giallorossi tengono il vantaggio e nella ripresa tornano in campo con ancora più convinzione. Un secondo penalty concesso dal sig. Rocchi vede stavolta Jordan Veretout sul pallone che fa secco Meret: raddoppio romanista che sembra il preludio ad un successo tranquillo.

Ma la gara è lunga, con Kluivert che sfiora il terzo gol e poco dopo Arek Milik si sveglia dal torpore e accorcia le distanze su assist di Lozano. Finale concitato, ma la Roma con esperienza e maturità resiste, nonostante l’espulsione all’ultimo minuto di Cetin. 2-1 il risultato, con i giallorossi che tornano a vedere la zona Champions League e si portano a +4 da un Napoli deludente e sotto tono.

Le pagelle di Roma-Napoli 2-1:

Roma: Pau Lopez 7; Spinazzola 7, Cetin 6, Smalling 7, Kolarov 6.5; Mancini 7.5, Veretout 8; Zaniolo 7.5 (Under sv), Pastore 7.5 (Santon sv), Kluivert 6.5 (Perotti 6.5); Dzeko 7. All: Fonseca 8.

Napoli: Meret 8; Di Lorenzo 5.5, Manolas 5, Koulibaly 5.5, Mario Rui 5; Callejon 4.5 (Lozano 7), Fabian Ruiz 6, Zielinski 5.5, Insigne 5 (Younes sv); Milik 6.5, Mertens 5 (Llorente 6). All: Ancelotti 5.

Rapina a mano scozzese: 1-1 tra Roma e Borussia, Collum scippa i giallorossi

(Keivan Karimi) – Una farsa sotto la pioggia. La Roma grida allo scandalo dopo il fischio finale del match di Europa League contro il Borussia Mönchengladbach, terminato 1-1 soltanto per via delle decisioni di William Collum, arbitro scozzese che inventa al 94′ minuto un rigore inesistente che punisce i giallorossi.

Il gol di Nicolò Zaniolo a metà primo tempo viene vanificato dalla decisione di questo longilineo fischietto dalle scarse abilità, che con tutta la malafede possibile condanna al pari una Roma generosa, che aveva approcciato il match con determinazione nonostante le situazioni difficoltose.

Pioggia battente, emergenza infortuni, condizioni non brillanti di alcuni titolari: la Roma di Fonseca era stata più forte di tutto, con un Mancini che brilla nell’inedito ruolo di mediano e con Dzeko in veste di ‘uomo mascherato’ che si batte come un leone.

Il colpo di faccia dell’enorme Smalling viene giudicato senza alcun motivo da rigore, scambiato con un classico fallo di mano. Stindl dal dischetto non sbaglia e Collum diventa l’ingiustificato protagonista, l’antieroe dell’Olimpico, il vero bomber di un Borussia che dopo un primo tempo discreto aveva faticato non poco a riorganizzarsi nella ripresa.

Certo, Florenzi pochi minuti prima poteva chiudere il match fallendo invece il match-point solo davanti al portiere, ma l’errore dell’arbitro cancella anche un gol divorato così clamorosamente.

Il vero colpevole però è l’UEFA, un sistema monco e insensato, che appoggia il VAR solo per la Champions League considerando l’Europa League invece un torneo di Serie B, secondario e alla mercé di direttori di gara scarsi e incapaci. Qualcosa dovrà cambiare, altrimenti sarà inutile continuare a credere nei valori del calcio.

“Falcao ottavo re”, mostra a Roma

Pagine Romaniste (F.Belli)E’ il giorno di San Lorenzo del 1980. Cadono le stelle, e ogni cuore giallorosso chiede al cielo un miracolo: la Roma campione. Questo rito si ripete ininterrotto da 4 decenni. Solo un miracolo può realizzare questo miraggio. Il miracolo si chiama Paulo Roberto Falcao da Xanxere. Non è quindi facile spiegare cosa abbia rappresentato quel genio con i capelli ricci per un tifoso della Roma. “Tu mi hai accompagnato negli anni più belli della vita”, questa la frase che racchiude il pensiero di qualsiasi tifoso che l’abbia visto solcare il prato dell’Olimpico incisa all’ingresso di una mostra a lui dedicata in Piazza Navona, nell’Ambasciata Brasiliana. L’esposizione, che terminerà il 13 settembre, contiene alcuni cimeli e 52 foto che ripercorrono tutta la carriera del fuoriclasse brasiliano, dagli esordi al Mondiale di Spagna ’82, alle esperienze con i club, passando per le spedizioni internazionali con la Selecao. Tutte le immagini sono racchiuse in due stanze principali e ognuna di esse racchiude un momento importante della carriera del giocatore. La mostra diventa una sorta di racconto del mito, la narrazione di una vita fuori dal normale. Sono tanti gli scatti iconici legati a Falcao ed esposti: l’esultanza per il momentaneo goal del 2-2 all’Italia nel Mondiale di Spagna, gli abbracci con i vecchi compagni Di Bartolomei e Conti e quelli con l’avversario di sempre, Maradona. C’è’ poi anche una terza stanza, all’interno della quale è proiettato un documentario prodotto da Roma TV.

Nella città eterna è stato battezzato come l’ottavo re di Roma, un soprannome pesante, il successore del Superbo a quasi tre millenni di distanza. Un regista elegante ma anche sintetico, sopraffino e duttile, ma soprattutto estremamente intelligente. Iconico il 5 preteso sulla maglia, numero che nella sua terra natia indicava “o comandante do jogo”, il comandante del gioco. Un servo naturale della bellezza, un po’ la personificazione della mentalità verdeoro di quella generazione, per la quale il divertimento era l’essenza pura del calcio. Ma anche concreto. Celebre l’aneddoto secondo il quale nel giorno della sua presentazione il patron Viola gli chiese di cimentarsi in qualche giocata spettacolare per entusiasmare i tifosi. Falcao rispose con un colpo di tacco e vari numeri ma alla fine ammonì il presidente, chiedendogli di non pretendere più che facesse la foca ammaestrata. Era fatto così il divino: grande personalità e classe ma poco incline alla goliardia. Un artista del pallone che ha cambiato il destino di tutte le società dove ha militato.

Esordisce all’Internacional de Porto Alegre con cui vince tre campionati e due premi come miglior giocatore del campionato. Il club brasiliano prima del suo avvento non aveva vinto nessun trofeo di tale portata. Nell’80’ lo sbarco in quella che anni dopo definirà la sua seconda casa. E pensare che a Fiumicino i tifosi aspettavano trepidanti un altro brasiliano, ben più celebre del suo connazionale, un certo Arthur Antunes Coimbra, più noto come Zico. Nessuno all’inizio ha vagamente percepito l’importanza del suo arrivo, salvo poi ricredersi. Uno straniero che avrebbe trasformato la Rometta scarsa e perdente dei decenni precedenti in un club capace di arrivare ad un gradino dal tetto d’Europa, bloccandosi contro l’invincibile Liverpool di Grobbelaar. – Pagine Romaniste (F.Belli) 

 

 

Bologna-Roma 1-2, le pagelle: Veretout da slalom gigante. Wow Lopez che miracolo su Soriano

Luca Fantoni – La Roma vince 2-1 all’ultimo secondo in casa del Bologna. Partita molto emozionante con i giallorossi che sono passati in vantaggio all’inizio della ripresa con una punizione di Kolarov ma si sono fatti recuperare a causa di un rigore, forse un po’ generoso, concesso a Soriano e realizzato da Sansone. Dopo un miracolo di Pau Lopez, quando la partita sembrava avviarsi verso un pareggio, al 93′ Dzeko ha sfruttato un cross di Pellegrini e di testa battuto Skorupski.

ROMA

PAU LOPEZ: 7 Compie il suo primo miracolo nell’esperienza romanista. La parata ravvicinata su Soriano è puro istinto. Dopo aver subito il pareggio, il secondo gol a distanza di pochissimi minuti avrebbe mandato sotto i tacchi il morale della squadra di Fonseca.

FLORENZI: 5.5 Inizia benissimo per poi calare con il passare dei minuti. È in ritardo in chiusura sull’azione del rigore del Bologna e nella ripresa soffre qualche folata offensiva di Destro e Orsolini.

MANCINI: 5.5 Meno in forma del compagno di reparto. Termina la partita con un’espulsione, forse anche questa un po’ troppo affrettata.

FAZIO: 6.5 Sulle palle aeree la fa da padrone. Molto bravo anche nel primo tempo quando in un uno contro uno con Orsolini, non sicuramente un cliente facile, regge benissimo, intercetta il pallone e non concede al Bologna un’occasione molto pericolosa.

KOLAROV: 7 Nonostante sia un difensore, nel primo tempo è il giocatore più pericoloso della Roma con i suoi affondi sulla fascia. Nella ripresa trova un altro splendido gol su punizione e si vede assegnare contro un rigore molto generoso per un presunto fallo su Soriano.

VERETOUT: 7 Partita senza infamia e senza lode fino al 93′, poi fa partire l’azione che porta al gol vittoria di Dzeko con uno slalom pazzesco, saltando tre avversari. Decisivo!

CRISTANTE: 6 Sbaglia qualche appoggio e argina come può a livello difensivo.

KLUIVERT: 6 In una partita molto tattica, dove gli spazi per correre sono pochi, l’olandese fa un po’ di fatica ad esprimere il calcio visto nelle ultime settimane. Il suo match non è comunque negativo, qualche buono spunto c’è.

PELLEGRINI: 7 Sempre più decisivo. Ormai ci ha preso gusto, la sua specialità è l’assist. Si procura la punizione da cui nasce il gol di Kolarov e serve una palla splendida, allo scadere, per il gol di Dzeko che regala tre punti alla Roma.

MKHITARYAN: 5 Impalpabile per tutti i 90 minuti. In avvio di partita sbaglia alcuni semplici appoggi e poi sparisce dal campo non entrando mai nelle azioni della Roma. Ha l’attenuante di dover trovare ancora la giusta chimica con i compagni, dopo solo pochi allenamenti insieme. Quello contro il Bologna è solo un piccolo passo falso.

DZEKO: 7 Fino al gol non aveva sicuramente giocato la sua miglior partita con la maglia della Roma, sbagliando anche un’occasione di sinistro e molte aperture nel primo tempo. Al 93′ però esce fuori il killer instinct che è in lui e il bosniaco di testa non sbaglia consegnando tre punti fondamentali alla Roma.

ZANIOLO (Dal 51′): 6 Prova a spaccare la partita come fatto contro il Sassuolo ma c’è più voglia che altro. Dopo la grande prestazione contro il Basaksehir, oggi è un po’ impreciso.

SPINAZZOLA (Dal 70′): 6.5 Dal suo ingresso in campo la Roma spinge molto di più anche sula destra. Molto bella la discesa che porta al tiro mancino di Dzeko.

JUAN JESUS (Dal 86′): S.V. Entra per sostituire Mancini espulso e si gode il gol vittoria di Dzeko.

ALL. FONSECA: 6.5 In un campo difficile come Bologna, Fonseca deve ringraziare Dzeko. La Roma non gioca una brutta partita anche se con ritmi un po’ troppo bassi. Complimenti per il carattere e la voglia di vincere della squadra.

Luca Fantoni

Roma-Istanbul Basaksehir 4-0, le pagelle: Dzeko e Zaniolo accendono l’interruttore. Turnover ragionato per Fonseca

Luca Fantoni – La Roma fa il suo esordio in Europa League vincendo per 4-0 contro l’Istanbul Basaksehir. La partita nel primo tempo ha ritmi bassissimi e si sblocca solo grazie ad un autogol di Caiçara che devia in rete un cross di Spinazzola. Nella ripresa il match si vivacizza e Dzeko trova il raddoppio dopo una splendida azione di Zaniolo. A venti minuti dalla fine i ruoli si invertono ed è il bosniaco a servire l’assist al numero 22 che cala il tris con un bel tiro a giro. Nel recupero Kluivert firma il definitivo poker.

ROMA

PAU LOPEZ: 6 Non deve compiere parate, se non per un colpo di testa centrale. Fa venire un brivido ai tifosi della Roma quando si fa scappare la palla dalle mani dopo un campanile alzato da Diawara.

SPINAZZOLA: 6.5 Rispetto a Florenzi ha compiti più offensivi e li svolge discretamente bene. Da una sua percussione sulla fascia nasce l’autogol di Caiçara che sblocca una partita fino a quel momento molto spigolosa.

FAZIO: 6 Conferma il trend positivo delle ultime uscite. Non particolarmente impegnato.

JUAN JESUS: 6.5 Alcune ottime chiusure tra cui quella su Guldbrandsen che era lanciato a rete. Sfrutta bene l’occasione che gli concede Fonseca.

KOLAROV: 6 Oggi deve più difendere che attaccare e lo fa bene, non concedendo situazioni pericolose agli avversari.

CRISTANTE: 6.5 Sempre meglio in fase di interdizione e contro i turchi si fa vedere anche in avanti. Solo una deviazione del portiere Günok non gli permette di trovare la gioia personale.

DIAWARA: 5.5 Per l’ex Napoli c’è sicuramente molto da lavorare. I limiti sono quelli visti in precampionato: impreciso in alcuni appoggi e poco propositivo nel cercare la giocata in verticale. I margini di miglioramento comunque ci sono.

ZANIOLO: 7 Il talento romanista continua come aveva finito la partita contro il Sassuolo, in maniera eccellente. È sua la prima occasione del match nonostante nel primo tempo non brilli particolarmente. Nella ripresa si accende insieme a Dzeko e chiude la pratica.

PASTORE: 6.5 La sua è una partita a diesel. Inizia a rilento ma quando sale il livello del gioco complessivo aumenta anche la sua qualità. Un paio di numeri sui difensori avversari sono da applausi.

KLUIVERT: 7 Non devastante come contro il Sassuolo ma comunque una partita più che sufficiente. Quando accelera è imprendibile per tutti. Nel finale riesce a trovare il meritato gol che fissa il risultato sul definitivo 4-0.

DZEKO: 7 Stesso identico discorso fatto per Zaniolo. Decide di accendersi nella ripresa e in cinque minuti chiude la partita dimostrando la totale superiorità a livello tecnico rispetto agli avversari. Da segnalare anche una bellissima apertura con le spalle alla porta.

PELLEGRINI (Dal 64′): 6 Un paio di tiri, qualche percussione e un bellissimo passaggio per Kalinic.

VERETOUT (Dal 72′): S.V. Prende un giallo, entra a partita praticamente chiusa.

KALINIC (Dal 74′): S.V. Sbaglia una grandissima occasione a tu per tu con Günuk.

All. FONSECA: 7 Con un turnover ragionato, senza rinunciare ai pilastri della squadra, si porta a casa la prima partita di Europa League. Importante anche per il morale non aver preso gol.

Luca Fantoni

Roma-Sassuolo 4-2, le pagelle: Pellegrini trequartista disegna calcio. Kluivert imprendibile per tutti

Luca Fantoni – La Roma trova la prima vittoria in campionato, battendo con un netto 4-2 il Sassuolo. La squadra di Fonseca inizia alla grandissima il primo tempo trovando il vantaggio al 12′ con Cristante di testa su calcio d’angolo. Il raddoppio arriva con Dzeko al 20′ e due minuti dopo è Mkhitaryan a calare il tris con il gol all’esordio. Al 33′ Kluivert spegne definitivamente le speranze dei neroverdi, sfruttando un altro passaggio splendido, il terzo, di un Pellegrini in versione assistman. Nella ripresa una doppietta di Berardi accorcia le distanze senza però impensierire mai, realmente, la Roma.

ROMA

PAU LOPEZ: 6.5 Sulla punizione di Berardi può ben poco. Sicuro nelle uscite, sia basse che alte, non deve compiere parate particolarmente difficili.

FLORENZI: 6.5 Il Capitano della Roma spinge meno di Kolarov sull’altra fascia, anche per compensare la minore attitudine difensiva di Kluivert. Dietro non sbaglia nulla e quando si propone serve un bellissimo cross a Dzeko ma il colpo di testa del bosniaco termina sulla traversa.

MANCINI: 6.5 L’ex Atalanta dimostra di non essere abile solo nell’area avversaria ma anche in quella della propria squadra. Difensivamente praticamente perfetto, sfiora il primo gol in giallorosso ma il palo, l’ennesimo, glielo nega.

FAZIO: 6.5 Perfetto fino al secondo gol di Berardi. La marcatura su Caputo è troppo leggera e l’attaccante ex Empoli riesce a fare il velo per il 2-4 del Sassuolo. Per il resto nessun errore, anzi, da un suo anticipo parte l’azione del 2-0.

KOLAROV: 7.5 Il serbo sulla sinistra fa avanti e indietro ininterrottamente. L’ormai consolidata intesa con Dzeko si conferma ancora una volta letale e anche quella con Mkhitaryan sembra ottima.

VERETOUT: 7.5 L’esordio del francese è largamente positivo. Gioca tantissimi palloni sbagliandone veramente pochi. La sua grinta nell’arrivare primo sul pallone da il via all’azione del 4-0 di Kluivert. Se Veretout è questo, la Roma ha fatto un grande acquisto.

CRISTANTE: 7 Sblocca la partita con una delle sue doti migliori, il colpo di testa. Lascia a Veretout il compito di impostare e si dedica solamente alla fase di interdizione. Gli riesce alla perfezione, dimostrando di essere fondamentale quando c’è la necessità di difendere.

MKHITARYAN: 7 Sonnecchia per i primi 20 minuti poi con una fiammata cala il tris della Roma. Nei tre dietro Dzeko è quello che forse si mette meno in luce ma la qualità c’è e si vede. Bravo in fase difensiva e anche nel creare spazio per le avanzate di Kolarov.

PELLEGRINI: 8 Nel ruolo di trequartista è inarrestabile. Gioca una partita totale, è imprendibile per i giocatori del Sassuolo. Fornisce tre assist ai compagni e prende un palo in avvio di ripresa. Gli manca solo il gol ma se gioca sempre così è una mancanza accettabile.

KLUIVERT: 7.5 Corre più veloce di tutti, a volte anche del suo pensiero. Nel primo tempo Peluso non lo vede mai e l’olandese fa quello che vuole sulla fascia destra. Rimane freddissimo davanti a Consigli segnando il 4-0. Unica nota negativa la scelta sbagliata in avvio di ripresa quando serve Dzeko invece di Mkhitaryan.

DZEKO: 7.5 Segna al volo su cross di Kolarov, dà il là alla rete di Mkhitaryan e sfiora la doppietta di testa. Non deve neanche abbassarsi a creare gioco perché la squadra costruisce a meraviglia. È una certezza.

ZANIOLO (Dal 72′): 6.5 Il grande escluso di Fonseca entra bene in campo, dimostrando di essere pronto per la partita di Europa League di giovedì.

SPINAZZOLA (Dal 73′): S.V. Bene l’esordio in maglia giallorossa.

PASTORE (Dal 84′): S.V. Sbaglia un’occasione clamorosa dimostrando mancanza di cattiveria.

ALL. FONSECA: 7.5 Non sbaglia una scelta. Sceglie Kluivert dall’inizio e l’olandese fa una grande prestazione. Stessa cosa per Veretout, all’esordio in maglia giallorossa. Imbriglia il Sassuolo di De Zerbi, preparando una partita praticamente perfetta.

Luca Fantoni

Lazio-Roma 1-1, le pagelle: Zaniolo baciato dalla sfortuna, Kolarov decisivo

Luca Fantoni – Il primo derby di Fonseca termina 1-1. Un pareggio che serve poco ad entrambe. Il primo tempo finisce 1-0 per la Roma grazie al gol di Kolarov su rigore, dopo 3 pali colpiti dalla Lazio e 2 dalla Roma, entrambi con Zaniolo. Nella ripresa i giallorossi calano di ritmo e i biancocelesti riescono a pareggiare grazie a Luis Alberto, servito da Immobile che sfrutta una palla persa da Kolarov. Nel finale gol annullato a Lazzari per un fuorigioco di Jony.

ROMA

PAU LOPEZ: 6 – Sul gol della Lazio il portiere spagnolo non ha colpe. Fa venire un brivido ai tifosi della Roma quando sbaglia un rinvio che poteva diventare pericolosissimo. Si rifà nella ripresa quando nega a Correa il gol del possibile vantaggio.

FLORENZI: 6 – Come al solito meglio quando deve attaccare piuttosto che difendere. La Lazio attacca spesso dalla sua parte ma tutto sommato riesce a reggere l’urto. Spende un ottimo giallo su Correa, evitando una ripartenza pericolosa.

FAZIO: 5.5 – Nel primo tempo si fa sovrastare di testa sull’azione del palo di Immobile. Alla distanza cresce e non commette particolari errori difensivi.

MANCINI: 6 – Non era una partita scontata per l’ex Atalanta, al suo esordio da titolare e per giunta in un derby. Mancini se la cava bene, dimostrando una buona attenzione difensiva.

KOLAROV: 6 – Porta in vantaggio la Roma tirando un rigore in maniera perfetta. Nella ripresa però perde la palla che porta al gol di Luis Alberto. Partita dai due volti per il serbo.

CRISTANTE: 5.5 – A livello difensivo fa una buonissima partita ma sul voto pesa tanto quella palla persa nel recupero che poteva costare la partita alla squadra di Fonseca.

PELLEGRINI: 6.5 – L’altro romano in campo sembra gestire piuttosto bene la pressione. Svolge bene il lavoro che chiede Fonseca, risultando prezioso anche in fase difensiva. Gli manca la giocata in avanti ma in questa partita, giocata con la difesa così bassa, non era facile.

UNDER: 5 – Dopo tante partite positive, al derby il turco stecca. Fonseca gli richiede un lavoro difensivo maggiore, lui lo svolge bene ma poi in avanti non riesce ad incidere come al solito.

ZANIOLO: 6.5 – Poteva bagnare il derby con il gol ma una grande sfortuna non glielo permette. Del tridente della Rom è per distacco quello più pericoloso, sia quando deve andare al tiro sia quando deve servire un assist ai compagni.

KLUIVERT: 5.5 – Quando deve partire in progressione, riesce a farlo in maniera eccellente. Quando deve decidere cosa fare del pallone va in difficoltà. All’olandese manca ancora un po’ di precisione e freddezza sotto porta.

DZEKO: 5.5 – Partita difficile per il bosniaco. La squadra è bassa e di palloni avanti ne arrivano pochi. Quelli che arrivano non vengono gestiti come al solito.

PASTORE (Dal 67′): S.V. Entra e non incide. Niente di nuovo.

SANTON (Dal 79′): 5 – Prima fa fallo su Jony regalando una punizione insidiosa, poi rischia di farsi espellere. Non bene.

DIAWARA (Dal 88′): S.V. – Pochissimi minuti per l’ex Napoli.

All.FONSECA: 6 – Il portoghese dimostra di essere un allenatore versatile. Abbandona il tipico atteggiamento aggressivo per giocare una partita di difesa e contropiede. La scelta lo ripaga a metà.

Luca Fantoni