Emergenza a centrocampo? La Roma sceglie lo svincolato Rodwell

(Keivan Karimi) – La Roma cura parte dell’emergenza centrocampo con un acquisto a costo zero: è in arrivo Jack Rodwell, mediano classe ’91 di origine inglese, attualmente svincolato. E’ lui l’uomo scelto dal d.s. Petrachi per sopperire alle lunghe assenze di Cristante, Diawara e Pellegrini, con i primi due che torneranno probabilmente solo nel 2020.

Rodwell, cresciuto nell’Everton, è un centrocampista molto fisico ed esperto, che all’occorrenza sa giocare anche da difensore centrale. Ha militato anche con le maglie di Manchester City, Sunderland, Blackburn e nazionale inglese. Non è nuovo però agli infortuni: in carriera ha subito diversi stop muscolari alle cosce, al tendine d’achille e alle caviglie.

Il suo agente ha trovato l’accordo con la Roma e Rodwell nelle prossime ore sbarcherà nella capitale per le visite mediche: solo dopo tali controlli si capirà se effettivamente l’ex citizens potrà essere il colpo giusto per rimpolpare il centrocampo giallorosso.

 

MERCATO CHIUSO! La Roma finisce col botto: ecco Kalinic e Mkhitaryan

(Keivan Karimi) – Chiude il calciomercato estivo 2019 dopo tre mesi intensi, di rumors, trattative e voci più o meno infondate. E le ultime ore della sessione sono risultate emozionanti come poche volte negli ultimi anni.

Basti pensare al colpo last minute del Torino, che prende Verdi dal Napoli, o il trasferimento lampo di Icardi al PSG dopo la lunga telenovela estiva con l’Inter. Oppure il Milan che prende Rebic, la Fiorentina che si consola con Pedro e Ghezzal e altri tanti colpi in provincia che hanno arricchito questo 2 settembre da cardiopalma.

Protagonista primaria anche la Roma; la squadra capitolina chiude col doppio colpo offensivo: Nikola Kalinic in prestito dall’Atletico Madrid e con la stessa formula arriva pure Henrik Mkhitaryan dall’Arsenal. Due rinforzi top per Paulo Fonseca, che invece vede Patrik Schick lasciare i giallorossi dopo due anni negativi e trasferirsi a Lipsia.

Tutte le operazioni di mercato della Roma

CESSIONI:

Olsen (Cagliari, p), Romagnoli (Spartak Mosca, d), Karsdorp (Feyenoord, p), Capradossi (Spezia, d), Manolas (Napoli, d), Marcano (Porto, d), Lu.Pellegrini (Juventus, d), Nzonzi (Galatasaray, p), De Rossi (Boca Juniors, fc), Gonalons (Granada, p), Coric (Almeria, p), Gerson (Flamengo, d), El Shaarawy (Shanghai Shenhua, d), Sadiq (Partizan, p), Ponce (Spartak Mosca, d), Verde (Aek Atene, d), Spinozzi (Pistoiese, d), D’Urso (Cittadella, d), Defrel (Sassuolo, d), Schick (Lipsia, p).

ACQUISTI:

Pau Lopez (Betis Siviglia, d), Zappacosta (Chelsea, p), Mancini (Atalanta, d), Spinazzola (Juventus, d), Smalling (Manchester Utd, p), Veretout (Fiorentina, d), Diawara (Napoli, d), Antonucci (Pescara, fp), Mkhitaryan (Arsenal, p), Kalinic (Atletico Madrid, p), Cetin (Genclerbirligi, d), Providence (PSG, d).

Roma, Nzonzi leva le tende e vola a Istanbul. Altri 4-5 addii per ‘cancellare’ Monchi

(Keivan Karimi) Gianluca Petrachi si deve travestire in una sorta di supereroe in queste ultime due settimane di calciomercato estivo per il bene della Roma.

Le sue missioni sono diverse e tutte decisamente importanti:

  • Provare a trattenere Edin Dzeko o reperire un attaccante di spessore al suo posto;
  • Trovare un difensore centrale rapido ed esperto per completare il reparto;
  • Scovare un possibile rinforzo low-cost per la fascia destra difensiva;
  • Snellire la rosa con la cessione di alcuni esuberi ingombranti.

In particolare l’ultimo obiettivo appare particolarmente arduo, bisognoso di numerose energie da perdere a livello di dialoghi e trattative. Intanto oggi Petrachi ha già ufficializzato un primo tassello: la cessione di Steven Nzonzi al Galatasaray; operazione in prestito biennale con diritto di riscatto per i turchi fissato a 16 milioni di euro. Non un grande affare economicamente per la Roma, ma solo il risparmio dei 3,2 milioni netti di ingaggio annuo del francese sembra una splendida vittoria.

In pratica il d.s. attuale dovrà liberare la Roma dai ‘pesi Monchi’, ovvero dai calciatori acquistati senza criterio dal suo predecessore e considerati ormai solo dei fardelli. Dopo aver venduto Marcano al Porto per 3 milioni e rispedito il polemico Karsdorp al Feyenoord in prestito, i giallorossi sono attesi ora da altre 4-5 operazioni forzate in uscita.

Il prossimo calciatore da cedere sarà Maxime Gonalons, mediano francese mai amato nella capitale e ormai considerato solo un esubero: il Bordeaux potrebbe rilanciarlo pagando circa 2,5 milioni per il suo cartellino, un’operazione neanche così difficile dunque da definire.

Intricata la questione Gregoire Defrel: l’attaccante ha detto no a diverse squadre per sposare il progetto Cagliari. Eppure i sardi e la Roma non trovano l’accordo definitivo. I giallorossi chiedono un prestito da 3 milioni con riscatto obbligatorio a 12, mentre la società di Giulini preferisce risparmiare qualcosa e chiudere con il solo diritto di riscatto.

Difficile, difficilissimo sarà piazzare Robin Olsen; il portiere svedese ed il suo agente sono ancora scottati per l’affare saltato con il Montpellier, causa alcune commissioni extra chieste dagli intermediari occupatisi della trattativa. Al momento non si registrano nuovi assalti al numero 1 della Roma, che resta comunque fuori rosa.

Senza dimenticare Ante Coric, vero e proprio oggetto del mistero. Pochissimi minuti in campo per lui lo scorso anno, non è riuscito a convincere neanche Paulo Fonseca. Andrà via, possibilmente a titolo definitivo, e non è escluso persino un ritorno alla Dinamo Zagabria entro fine mese.

E poi c’è lui, Patrik Schick, l’orrore totale di Monchi: 42 milioni pagabili in quattro anni con una formula assurda alla Sampdoria, un acquisto complicato, costoso e completamente fallimentare. La Roma sembra stufa degli atteggiamenti tenui e senza mordente del ceco, tanto da sperare in un’offerta anche di prestito oneroso dalla Germania. Schick attende, Petrachi anche: se dovesse concludere queste 4-5 operazioni in uscita meriterebbe la palma di d.s. dei miracoli.

Mercato Roma bloccato: si paga la ‘tassa’ Monchi

(Keivan Karimi) – Pau Lopez, Mancini, Spinazzola, Veretout e Diawara. Possono bastare questi colpi estivi per dare un voto positivo al nuovo direttore sportivo romanista Gianluca Petrachi? Forse sì, più probabilmente no, perché la rosa della Roma al momento, al netto delle partenze di calciatori ‘centrali’ come Manolas, De Rossi e El Shaarawy, ha bisogno di qualcosa in più.

Il calciomercato giallorosso però ad oggi è bloccato, l’ultimo colpo in entrata Jordan Veretout, acquistato dalla Fiorentina, risale ormai a 18 giorni fa e l’inizio del campionato di Serie A si avvicina sempre più. Il motivo di questo stop? Una ‘tassa’ pesantissima che la Roma e Petrachi sembrano dover pagare senza riuscire a scrollarsela di dosso, ovvero il mercato dell’ex d.s. Monchi.

L’attuale dirigente del Siviglia nei suoi due anni di lavoro nella capitale ha fatto cose buone (poche) e movimenti pessimi (tanti), così da rendere difficile il lavoro del suo successore, che per esigenze di bilancio dovrebbe riuscire prima a cedere alcuni esuberi della rosa, proprio portati da Monchi, e poi rinforzare la Roma con quei 2-3 colpi che mancano per considerarsi al completo.

Una lista di calciatori che popolano ancora Trigoria e che bloccano il mercato in entrata dei giallorossi, visto che si tratta di elementi difficili da cedere per il rischio di minusvalenze e per gli ingaggi alti concessi dalla Roma all’epoca della gestione ispano-americana. Ecco di chi si tratta:

  • Robin Olsen, portiere svedese classe ’90, acquistato per 8,5 milioni più bonus e reduce da una stagione da dimenticare, arduo da cedere a titolo definitivo;
  • Rick Karsdorp, terzino olandese del ’95 mai esploso a Roma per via dei tanti infortuni. Costato ben 14,5 milioni, ora ne vale almeno la metà;
  • Maxime Gonalons, mediano francese costato solo 5 milioni. Il suo Siviglia dopo il prestito dell’anno scorso avrebbe potuto riscattarlo, ma Monchi se n’è lavato le mani…
  • Steven Nzonzi, uno degli acquisti più cari e contestati: 26,6 milioni più bonus, 3,2 milioni netti di ingaggio per questo centrocampista finora mai ambientatosi all’interno del club e del calcio italiano. Può partire soltanto in prestito;
  • Ante Coric, oggetto misterioso e bocciato già da tre allenatori (Di Francesco, Ranieri, Fonseca). Il motivo per cui sia stato acquistato per 6 milioni è ancora ignoto;
  • Javier Pastore, il vero ‘errore’ di Monchi, che invece di puntare su centrocampista di qualità giovani e frchi (vedi Ziyech o Barella) ha voluto spendere 25 milioni per questo fantasista ormai in calo atletico e motivazionale. Anche lui, ad oggi, impossibile da cedere;
  • Gregoire Defrel, uno sbaglia da condividere con Di Francesco, che lo ha voluto fortemente senza saperlo sfruttare. Forse il più facile da vendere per una cifra intorno ai 15 milioni, ma ad oggi il suo passaggio al Cagliari è bloccato;
  • Patrik Schick, flop totale. Operazione da 42 milioni complessivi, chiusa due anni fa con la Sampdoria tramite modalità intricatissime che rendono il ceco praticamente incedibile se non per un prestito gratuito. Un rebus di calciomercato che bloccherà la Roma almeno fino al 2020.

In sintesi un patrimonio da 150 milioni di euro investiti nelle ultime due estati che si è sgonfiato, quasi dimezzato, per colpe dei calciatori stessi e di chi ha puntato ciecamente su di loro. Senza dimenticare che gente come Olsen, Pastore, Nzonzi e Schick sono stati presi per sostituire campioni del calibro di Alisson, Nainggolan, Strootman e Salah.

Lucas Verissimo, più una buona riserva che un titolare fisso

Luca Fantoni – Il lupo perde il pelo ma non il vizio, o meglio, il direttore sportivo cambia squadra ma qualche pallino se lo porta dietro. È ormai di un anno fa il tram tram mediatico per un possibile arrivo di Lucas Verissimo al Torino. Il ds Petrachiera vicino a chiudere la trattativa ma poi le alte richieste del Santos ne hanno fermato lo sviluppo. Se però lo scorso anno la caratura della squadra (metà classifica) e la stagione del giocatore e dei brasiliani (quarto posto e quasi tutte le partite da titolare) ne potevano giustificare l’acquisto, ora in una piazza come Roma e dopo una stagione come quella appena passata dal Peixe, lo stesso possibile acquisto appare un po’ una forzatura. Nello scorso Brasileirão il Santos ha gravitato sempre nelle zone basse della classifica, concludendo al decimo posto (classifica molto corta con la prima retrocessa a 8 punti dai bianconeri), e il difensore centrale ha giocato solamente 14 partite, chiuso da Gustavo Henrique, il titolarissimo, e da Luiz Felipe e David Braz, utilizzati nelle rotazioni insieme a Verissimo.

CARRIERA E CARATTERISTICHE TECNICHE – Lucas Verissimo fa il suo esordio nel Santos non giovanissimo, a 20 anni (in Brasile di solito si esordisce dai 16/17). Piano piano, complice qualche infortunio dei titolari, si guadagna il posto nell’undici iniziale e mette a referto anche alcune prestazioni niente male come quelle nella doppia sfida contro l’Atletico Paranaense nella Libertadores 2017 dove, nel match di ritorno, salva un gol praticamente a porta vuota, mettendo in ghiaccio la qualificazione ai quarti. Riesce ad avere un ottimo posizionamento difensivo soprattutto sui cross e anche nell’uno contro uno si fa valere. La sua altezza (quasi 1.90) sicuramente lo aiuta in tutte le situazioni aeree ma non lo fa neanche sfigurare per quanto riguarda la velocità. Non brilla in fase di impostazione, il piede è discreto ma nulla di eccezionale. Pecca sotto il profilo tattico, giocando in un campionato come quello brasiliano dove tranne un paio di squadre (Gremio su tutte) la tattica non è sicuramente un aspetto preminente. Sarà necessario un periodo di ambientamento nel campionato italiano e, se alla fine dovesse arrivare, Fonseca dovrà fare un grande lavoro su di lui.

PIÙ CASTAN MENO MARQUINHOS – Se dovessimo paragonare Verissimo a due vecchi acquisti brasiliani della Roma, troveremmo delle somiglianze più con Castan che con Marquinhos. Il giocatore in forza attualmente al Paris Saint Germain arrivò in giallorosso a soli 18 anni (6 anni in meno), da semi sconosciuto ma con un potenziale importante. Verissimo ha già quasi 24 anni, tecnicamente è un giocatore completamente diverso e in Brasile si è già fatto un nome. Per certi versi sarebbe un acquisto simile a quello di Leandro Castan ma anche qui ci sono delle differenze molto importanti da sottolineare. Castan firmò con la Roma non dopo una stagione deludente dal punto di vista personale o di squadra, ma si presentò come titolare di un Corinthians che in due anni era riuscito a vincere Copa Libertadores e Brasileirão. In conclusione, Verissimo può essere un discreto acquisto ma non per una cifra superiore ai 5-6 milioni e soprattutto, per quello che ha dimostrato fino a questo momento, non è pronto per fare il titolare inamovibile in una squadra che milita in un campionato come la Serie A e che punta ad essere protagonista, sia in Italia che in Europa.

Luca Fantoni

Bergamo, provincia di Roma

Gianluca Notari – In epoca imperiale, le province erano considerate alla stregua di serbatoi, che servivano per far arrivare a Roma tutto ciò di cui c’era bisogno. C’erano quelle della penisola araba, famose per olio e vino, quelle del nord-Africa, importanti per la frutta e i latticini, e quelle nordeuropee, fucine di tessuti grezzi come lana e cotone.

Dalla fine dell’Impero Romano sono passati ormai secoli, ma l’anima predatrice di Roma – o meglio della Roma – sembra rimasta la stessa. Dopo il ‘no‘ di Antonio Conte, non ci sono dubbi sul fatto che l’obiettivo principale della società capitolina si Giampiero Gasperini, autore di un vero e proprio miracolo portando l’Atalanta in Champions League da terza classificata. Sono anni che l’allenatore piemontese fa parlar bene di sé e delle sue squadre, capaci di un’intensità e di una qualità fuori dalla norma nel panorama italiano. Ciò che è sempre mancato all’allenatore ex Genoa è una chance: Gasperini si è seduto per una manciata di partite sulla panchina dell’Inter, ma quella era una squadra problematica, costruita male e povera di talento e che a fine campionato aveva cambiato ben quattro allenatori. Un’annata sfortunata, in cui il Gasp non ha potuto lavorare seguendo la sua filosofia: servivano vittorie e c’era poco tempo, una situazione totalmente contraria a quanto abituato a fare il tecnico nerazzurro. Ora sulle sue tracce si è messa la Roma, e per Gasperini è forte la tentazione di poter firmare per una big e costruire un suo progetto, libero di seguire le proprie idee.

Ma i giallorossi, oltre che da Gasperini, sono rimasti impressionati da molti elementi di proprietà dell’Atalanta: rimane difficile pensare che il presidente Percassi, dopo un traguardo simile, decida di smantellare la squadra, ma è anche vero che, come il tecnico, anche alcuni giocatori potrebbero essere intrigati dalla possibilità di firmare per un club come la Roma, continuando inoltre il percorso di crescita iniziato all’Atalanta con lo stesso allenatore.

OBIETTIVI – Partiamo dalla porta: quello di Pierluigi Gollini è il primo nome accostato alla Roma che, dopo la cessione di Alisson, non ha ancora trovato un estremo difensore su cui puntare anche in ottica futura. Gollini ha raggiunto quest’anno una maturità che lo ha portato prima in Champions League e poi in Nazionale. Classe ’95, mezzi tecnici spaventosi, il suo potrebbe essere un nome spendibile per la porta della Roma.
Un altro profilo su cui i capitolini hanno messo gli occhi è quello di Gianluca Mancini, su cui i giallorossi lavorano dallo scorso gennaio. Difensore-goleador, Mancini sembra il più vicino a vestire la maglia della Roma per la prossima stagione, vista soprattutto la probabile partenza di Kostas Manolas. Per il centrocampo si è parlato di diversi elementi: Castagne, Freuler, Hateboer, ma al momento non sembrano nomi così caldi in ottica Roma, mentre sembra esserlo quello di Duvan Zapata. Con i suoi 23 gol è stato uno dei principali artefici della conquista del terzo posto in classifica: arrivato in Italia dopo esser stato acquistato dal Napoli, il colombiano ha girovagato la Serie A con le maglie di Sampdoria, Udinese e Atalanta. Anche lui sembra aver raggiunto la giusta maturità per il definitivo passaggio in una big: la Roma potrebbe cogliere l’occasione, visto che due giorni fa i tifosi giallorossi hanno anche salutato Edin Dzeko, sicuro partente in estate.

Insomma, l’estate è lunga e Gasperini non è ancora ufficialmente l’allenatore della Roma, ma sarà interessante porre l’attenzione sull’asse Roma-Bergamo: considerata la storica importanza che le province hanno avuto per la Capitale, non stupirebbe un rifornimento ad hoc per la prossima stagione.

Gianluca Notari

Roma, uno 0-0 di rimorsi e speranza tra Europa League e Champions

Simone Burioni – La Roma non va oltre lo 0-0 in casa del Sassuolo. Gli uomini di Ranieri hanno perso una ghiotta occasione per rosicchiare qualche punto su Atalanta e Inter che hanno rispettivamente pareggiato e perso con Juventus (1-1) e Napoli (nerazzurri sconfitti 4-1). Il Milan invece ha battuto il Frosinone 2-0 allungando a +2 sui giallorossi. Unica nota positiva per i capitolini è la matematica qualificazione all’Europa League, perlomeno ai preliminari. Clamorosa, ma ancora possibile, sarebbe invece l’approdo in Champions League che non si può escludere ancora del tutto. La Roma infatti può qualificarsi alla massima competizione europea in due casi: il primo vede i giallorossi vincenti col Parma con ben cinque reti di scarto ed entrambe le milanesi sconfitte. Nella seconda situazione, da capire se più o meno complicata, né l’Atalanta né le due milanesi dovrebbero guadagnare punti e la Roma, ovviamente, dovrebbe battere il Parma. Difficile quindi, ma non impossibile, e Ranieri – nonostante l’ambiente “sconquassato” per la vicenda De Rossi – ci proverà fino alla fine caricando la squadra a dovere sia per cercare di riuscire in un autentico miracolo sportivo sia per salutare nel modo migliore un’altra bandiera romanista che dirà addio. Di imprese Claudio Ranieri se ne intende, basta far correre la mente a pochi anni fa quando con il Leicester si laureò campione d’Inghilterra in una delle stagioni più gloriose che la storia del calcio abbia mai conosciuto. Intanto però le voci di mercato vedono allontanarsi Dzeko, Kolarov e Manolas da Trigoria, con un occhio di riguardo anche a Zaniolo che è nel mirino di Juventus e Tottenham. Il centravanti sembra essere l’obiettivo numero uno dell’Inter, che proverà a portare a Milano il bosniaco a prescindere dall’ingresso in Champions. Kolarov invece, nonostante abbia ancora un anno di contratto, pare voglia cambiare aria e una sua partenza sembra essere cosa quasi certa. Inoltre la Roma si libererebbe dei 6 milioni di ingaggio lordi percepiti dal serbo. Discorso differente per Manolas, il suo futuro dipende dal mercato e la Roma non è padrona del destino del greco su cui c’è una clausola da 36 milioni di euro. Chi la Roma non vuole cedere è Nicolò Zaniolo: il centrocampista fa gola a molti top club europei, ma l’idea della dirigenza è quella di poter trattenere il giovane talento almeno per un altro anno considerata l’età e il margine di miglioramento con un anno di esperienza in Serie A. Rimane invece il rebus allenatore, con Gasperini in pole per la panchina giallorossa. Il tecnico dell’Atalanta dovrebbe facilmente trovare un accordo con il presidente Percassi per essere liberato a fine stagione e raggiungere Roma in quella che si preannuncia essere un’estate davvero complicata tra polemiche e ringiovanimento della rosa.

Simone Burioni

Roma, rompicapo Zaniolo. E anche Ünder può partire

Simone Burioni – La stagione sta per finire e come ogni anno si fanno più insistenti le voci di mercato. Da diversi giorni, in casa Roma è il nome di Nicolò Zaniolo a tenere banco. Arrivato nell’affare Nainggolan con l’Inter, il classe ’99 non ci ha messo poi tanto per scavalcare le gerarchie della squadra dell’allora tecnico Eusebio Di Francesco. Dall’esordio con la maglia giallorossa al Santiago Bernaubéu contro il Real Madrid, su di lui si sono accesi i fari dei migliori club d’Europa e non è certo un segreto che il suo nome sia finito sul taccuino di numerosi direttori sportivi. Tra questi, a quanto pare, c’è quello del Bayern Monaco: nella giornata di ieri, il quotidiano tedesco Bild ha messo in prima pagina la foto del giovane centrocampista, riportando di un’offerta da 50 milioni di euro che i bavaresi sarebbero in procinto di spedire agli uffici di Trigoria per anticipare la concorrenza di Juventus e Manchester City. Lo stesso presidente del Bayern, Uli Hoeness, soltanto un paio di settimane fa aveva dichiarato: “Ringiovaniremo nostra squadra. Sarà la più grande campagna di investimenti che il Bayern abbia mai avuto”. Insomma, un annuncio importante, che certamente ha fatto preoccupare i dirigenti della Roma. Anche se, in realtà, dalle parti di Trigoria l’ottimismo sembra regnare sovrano: Massara, che tra oggi e domani dovrebbe incontrare Pallotta a Boston per il solito meeting di fine anno, porterà la questione all’attenzione del presidente, anche se le prime sensazioni riportano di una dirigenza compatta nel respingere le attenzioni dei vari club su Zaniolo almeno per un altro anno. In effetti, anche qualche giorno fa Francesco Totti aveva parlato del futuro del centrocampista, dichiarando che il giocatore “ha un  contratto lungo. Noi cercheremo di farlo rispettare“. Difficilmente si arriverà ad un braccio di ferro, mentre è più probabile che a fine stagione il contratto venga ritoccato: per l’ex Inter si è parlato di un ulteriore prolungamento con uno stipendio che andrà a sfiorare il milione e mezzo.

ÜNDER – Se la situazione legata a Nicolò Zaniolo rimane ancora piuttosto ingarbugliata, sembra via via definirsi quella relativa al futuro di Cengiz Ünder: quella del turco non è stata certo la stagione della consacrazione che ci si aspettava, sia per il rendimento generale della squadra sia per i numerosi problemi fisici che lo hanno tenuto fuori dal campo per diverso tempo. In ogni caso, la sua sembra essere una delle cessioni più probabili: acquistato due stagioni fa per circa 15 milioni, l’attaccante classe ’97 pesa oggi sui conti della Roma per circa 9 milioni di euro. Vendendolo ad una cifra non inferiore ai 45-50 milioni, i capitolini realizzerebbero una plusvalenza quasi necessaria se si considerano le minusvalenze che potrebbero concretizzarsi cedendo giocatori come Pastore e Nzonzi. Per Ünder si è parlato di Arsenal anche se al momento non sono pervenute offerte. Se mai arrivassero proposte convincenti, la sua partenza sarebbe pressoché scontata.

Simone Burioni

Roma, possibile il rientro di Bruno Peres già in estate. Attesi dei contatti con i giallorossi

Simone Burioni – Passa di nuovo per l’Italia il futuro di Bruno Peres. Il terzino di proprietà della Roma, con ogni probabilità non sarà riscattato dal San Paolo, con cui ha un contratto fino al 31 dicembre 2019, e sarà quindi costretto a rientrare nella Capitale. Tuttavia, le speranze dell’entourage del calciatore sono quelle di anticipare i tempi e di riportarlo all’ombra del Colosseo già in estate, per poi farlo muovere verso altre destinazioni, visto che il legame tra le due parti è fino al 30 giugno 2021. Il ragionamento è semplice: a forza di prestazioni negative e non convocazioni, il valore del cartellino di Bruno Peres si sta abbassando e potrebbe convenire anche alla Roma anticipare i tempi del rientro per poter limitare il deprezzamento del cartellino, in vista di una futura rivendita. Dal lato del brasiliano il discorso è estremamente logico: in Brasile non trova spazio e non è felice. L’idea dei giallorossi, invece, è tutta da valutare. In settimana ci sarà un contatto telefonico tra l’agente del terzino e la Roma e, ad aprile, è previsto un incontro a Trigoria per capire se le volontà di entrambe le parti coincidono. Nello scacchiere però, va incluso anche il San Paolo, che dovrà rinunciare con mesi d’anticipo alle prestazioni del calciatore.

Simone Burioni

Nainggolan contro Monchi: “Via per colpa sua”. Ma è stata l’unica buona mossa del D.S.

(Keivan Karimi) – Domani c’è il derby Milan-Inter, il centrocampista nerazzurro Radja Nainggolan è in forte dubbio e probabilmente partirà al massimo dalla panchina. Ma lo stesso ex romanista è tornato a parlare del suo addio alla squadra giallorossa, forzato e quasi obbligato, dando ogni colpa al direttore sportivo Monchi che avrebbe deciso quasi autonomamente di mandarlo a giocare altrove.

“Se fossi rimasto a Roma sarebbe scoppiata una guerra mondiale ogni giorno – ha ammesso Nainggolan al portale belga Hln.be – Sono andato via per Monchi, con il quale ho avuto uno screzio e non si è comportato in modo professionale nei miei confronti. Se mi avesse detto che voleva cedermi in faccia lo avrei accettato senza problemi, invece ha mandato degli intermediari a trattarmi in Turchia a mia insaputa, quindi ho capito che Roma non era più il mio posto”.

Altra carne al fuoco per l’ormai ex DS romanista, ormai pronto a tornare a Siviglia. Ma in realtà la cessione di Nainggolan all’Inter in cambio di 24 milioni più i cartellini del disordinato Santon e della stella nascente Zaniolo è forse l’unica vera operazione riuscita a Monchi nella sua esperienza romanista. Quattro sessioni di mercato scellerate, negative, senza guizzi salvabili al 100%, ma la scelta di rinunciare all’indisciplinato e ormai stanco Nainggolan è stata decisamente azzeccata. Non a caso il belga all’Inter è una sorta di fantasma che ogni tanto fa parlare di sé più fuori che dentro al campo, mentre Zaniolo nella Roma di oggi è già un titolare e con una valutazione già vicina ai 50 milioni di euro. Ogni altra parola per ora è superflua.