Le statistiche di Juventus-Roma 1-3 – Massimo risultato con il minimo sforzo. Stadium espugnato nel segno di Perotti

(S. Valdarchi) – Massimo risultato con il minimo sforzo, Fonseca non poteva chiedere di più all’ultima di campionato. La Roma supera la Juventus all’Allianz Stadium (primo successo della storia romanista nell’impianto bianconero) per 3 a 1 ed il tecnico portoghese riesce anche a far rifiatare quasi tutti i titolari, in vista della gara di giovedì contro il Siviglia, sfida valida per gli ottavi di Europa League. I capitolini chiudono la loro Serie A al quinto posto, con 70 punti all’attivo (4 in più rispetto all’anno scorso), frutto di 21 vittorie7 pareggi e 10 sconfitte. Prosegue il momento positivo della Roma, che a Torino colleziona l’ottavo risultato utile consecutivo e la settima vittoria nelle ultime otto gare. I rimpianti per il quarto posto rimangono, ma la condizione con la quale i giallorossi arrivano all’appuntamento più importante della stagione è più che positiva, e fa ben sperare.

I numeri

Entrambi gli allenatori hanno optato per il turn-over, ma la vittoria della Roma non è comunque da sminuire, visto che le seconde linee romaniste avevano di fronte giocatori del calibro di Szczesny, Bonucci, Danilo, Rabiot, Matuidi, Bernardeschi e Higuain. Il possesso palla è in perfetto equilibrio, 50% e 50%, con i padroni di casa in grado di mantenere il pallone per 9 secondi in più rispetto agli avversari: 27’22” a 27’13”. 9 tiri pari, ma gli uomini di Fonseca sono stati in grado di centrare più volte lo specchio: 7 a 4 per gli ospiti le conclusioni in porta. Così come accaduto contro il Torino, il possesso palla della Roma non consiste in una fitta rete di passaggi, ma si cerca di accelerare la manovra, andando spesso in verticale alla ricerca di occasioni da gol. 508 a 397 in favore della Juventus i passaggi riusciti, 5 a 6 il conteggio delle chance create.

Dal punto di vista atletico, dopo un inizio decisamente sotto ritmo, la gara si è accesa con il passare dei minuti. Al 90esimo, le due squadre hanno percorso rispettivamente 108,295 km e 106,051 km, dati nella media di questo fine-campionato. Giocando la ripresa in vantaggio, i giallorossi hanno aspettato di più i Campioni d’Italia, lasciando che il baricentro degli uomini di Sarri (assente per squalifica) salisse fino a 58,35 m, 9 in più rispetto ai 49,67 m del primo tempo.

Le prestazioni individuali

Per alcuni giocatori scesi in campo, quella contro la Juventus potrebbe rappresentare l’ultima apparizione in maglia giallorossa. Tra questi c’è anche Nikola Kalinic. L’attaccante croato, in prestito secco dall’Atletico Madrid, difficilmente verrà trattato dalla Roma in estate per un eventuale acquisto a titolo definitivo, ma ha deciso di salutare la squadra capitolina con un gol allo Stadium. Potrebbe tornare utile in Europa League, anche se ovviamente la maglia da titolare sarà data a capitan Dzeko. Nella vittoria in trasferta, Kalinic recupera 7 volte la palla, facendo un gran lavoro in pressing sui portatori di palla avversari. Calcia due volte nello specchio della porta, trovando il suo quinto gol in Serie A. In tutto il campionato, l’ex Fiorentina e Milan è entrato in campo per 19 volte, ma soltanto 6 da titolare. Il totale dei minuti disputati in Serie A è di 567, per una media di una rete ogni 113 minuti, non male.

Chiudiamo con Diego Perotti. Anche il Monito è nella lista dei giocatori che potrebbero lasciare Trigoria a fine stagione, ma dà il suo contributo fino all’ultimo, siglando un’importante doppietta. Calcia 3 volte, tutte e 3 nello specchio della porta difesa da Szczesny, suo ex compagno che batte dagli 11 metri con la solita freddezza. Confeziona anche l’assist per il momentaneo pareggio di Kalinic, gioca 35 palloni e chiude con l’85% di passaggi riusciti su quelli tentati.

(S. Valdarchi)

Le statistiche di Spal-Roma 1-6: game, set and match. Bentornato cinismo, Bruno Peres sugli scudi

(S. Valdarchi) – La Roma si afferma sul campo della Spal, evitando alla perfezione le insidie di una gara contro una squadra già retrocessa, quindi libera mentalmente. I capitolini si impongono per 6 reti a 1, con la vittoria più larga da inizio stagione. La formazione di Fonseca, che oltre a trovare il successo lascia riposare Dzeko e Mkhitaryan elementi fondamentali per il futuro prossimo, trova la quarta vittoria nelle ultime cinque gare, collezionando il quinto risultato utile consecutivo. Ora i punti in classifica sono 61+2 dal Milan sesto che insegue. Oltre alla buona vena realizzativa, a Ferrara arriva anche la ciliegina sulla torta confezionata da Nicolò Zaniolo, il quale mette a tacere le varie polemiche che avevano appesantito l’ambiente intorno a Trigoria nei giorni scorsi. Proprio allo scadere, il classe ’99 decide di partire palla al piede dalla trequarti difensiva della Roma, superare 4 avversari e depositare in rete per il definitivo 1-6. Game, set and match.

I numeri

Le statistiche non fanno altro che confermare ciò che si evince anche dal risultato finale: la Roma ha dominato e legittimato il largo successo. 13 a 9 in favore dei giallorossi il conteggio dei tiri, 9 dei quali in porta. Con 6 gol realizzati, Kalinic e compagni hanno trasformato in rete circa il 66% dei tiri in porta effettuati, una media alta per una squadra che spesso ha sofferto di mancato cinismo. 8 a 2 le occasioni da gol. Il possesso palla è stato appannaggio degli ospiti, che hanno chiuso la partita con il 58% del totale, tradotto in 31’06”. 473 a 372 il numero di passaggi effettuati, con i romanisti in grado di finire con una percentuale di passaggi riusciti pari all’89%.

Grazie anche alla gestione del gruppo da parte di Paulo Fonseca, i vari membri della rosa romanista stanno prendendo sempre più un buon ritmo-gara. Al Paolo Mazza i capitolini hanno corso molto di più degli avversari, e in generale hanno fatto meglio anche delle precedenti uscite. 106,68 sono i chilometri percorsi dai giocatori in maglia blu, contro i 102,83 km della Spal. Sorprende infine il dato relativo al baricentro delle due squadre in campo. In modo particolare, nei primi 45′ la Roma ha schiacciato la formazione spallina nella sua metà campo: il baricentro medio romanista è stato di 54,37 m, contro i 45,92 m di Cerri e compagni.

Le prestazioni individuali

Passare da essere un panchinaro nella Serie B brasiliana a titolare nella Roma in 6 mesi si può e Bruno Peres ne è la conferma. Con gli atteggiamenti giusti, come confermato da lui stesso a fine gara, ed un nuovo modulo che lo libera da molti compiti difensivi, l’esterno brasiliano si è preso la fascia destra, guadagnandosi passo dopo passo la fiducia di Paulo Fonseca. Nella vittoria di ieri sera, il numero 33 riesce anche a mettere a segno una doppietta, la prima della sua carriera in Serie A. Il gol nella massima competizione italiana gli mancava dal 2017. Le due reti di Peres sono frutto dei suoi unici due tiri verso lo specchio della porta avversaria, ma la sua prestazione è positiva in diversi parametri. Percorre 10,157 km, mettendosi in mostra senza distinzioni sulla corsia di destra e di sinistra. Gioca 67 palloni e chiude con il 95% di passaggi riusciti.

Di prestazioni individuali positive nella Roma di Ferrara ce ne sono diverse, ma volendo evidenziare alcuni dati scegliamo come altro protagonista Aleksandar Kolarov. Con l’assenza di Ibanez, al serbo è affidata la prima impostazione. È il romanista con più palloni giocati 77 e più passaggi effettuati 56. Nella trequarti difensiva lascia un po’ a desiderare, ma ogni volta che si sgancia dal pacchetto arretrato crea insidie per gli avversari. Recupera per 11 volte la sfera e nell’unico tiro effettuato buca le mani di Letica con un gran sinistro dalla distanza, che consente ai capitolini di andare sul 3 a 1 ad inizio secondo tempo e, di fatto, chiudere l’incontro.

(S. Valdarchi)

Le statistiche di Roma-Inter 2-2: lo stacanovista Veretout e Miki-gol non bastano. Una Roma in crescita perde due punti

(S. Valdarchi) – Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Questione di punti di vista, di stato d’animo e di momenti. Nel calcio, come nella vita, esistono episodi e giornate che possono essere valutate in modo positivo o negativo e Roma-Inter 2-2 è una di quelle partite che lascia il dubbio. Certamente, vedendo l’andamento della gara, i giallorossi hanno buttato due punti, come ammesso da Fonseca nelle interviste post-gara. Ma ora chiudete gli occhi, tornate con la mente a 15 giorni fa. La squadra capitolina usciva battuta dal San Paolo, collezionando la terza sconfitta consecutiva. Una formazione priva di idee, fragile mentalmente e tatticamente lasciava poche speranze per il futuro. Si parlava già del dopo-Fonseca, analizzando i profili disponibili per la panchina romanista. Proprio nel momento più buio invece, la Roma in due settimane è riuscita a rialzarsi, risorgendo dalle sue ceneri ritrovando convinzione e gioco. Da quel momento in poi 3 vittorie e mezza, dove la mezza è rappresentata dal pareggio casalingo contro l’Inter, la seconda forza del campionato allo stato attuale delle cose. Ecco valutando nell’insieme la situazione romanista, forse si può vedere il bicchiere mezzo pieno anche dopo il disastroso errore di Spinazzola nel finale che ha consegnato un punto alla squadra di Conte. Detto questo, all’Olimpico la Roma trova il quarto risultato utile di fila, rimane quinta a +2 da Milan e Napoli a quattro giornate dalla fine. Il prossimo impegno è fissato mercoledì sera, a Ferrara, contro una SPAL già matematicamente retrocessa.

I numeri

La Roma avrebbe meritato la vittoria, senza dubbio. Oltre al già citato andamento della gara, che vedeva i padroni di casa in vantaggio fino al minuto 88, anche le statistiche pendono a favore di Dzeko e compagni. I giallorossi hanno creato più occasioni da gol4 a 3tirando di più rispetto agli avversari, 6 a 4. In parità il numero di tiri in porta, 3 a 3. Per quel che riguarda il possesso palla, invece, gli uomini di Conte hanno avuto la meglio, 55%, con 457 passaggi riusciti, contro i 330 della Roma.

Continua a sorprendere, in senso positivo, la condizione fisica dei giocatori romanisti che a differenza di alcune gare post-lockdown arrivano spesso primi sulle seconde palle, pressano alti e tentano sempre l’anticipo sui portatori di palla avversari. 39 a 34 in favore della Roma il computo di palloni recuperati, con una più alta capacità di transizione (11 a 7 il numero delle ripartenze). Sul piano atletico i dati tra le due squadre in campo sono pressoché identici: 105,801 km percorsi dai nerazzurri, contro i 105,585 km dei capitolini; anche le velocità medie sono analoghe (6,8 km/h l’Inter, 6,7 km/h la Roma).

Le prestazioni individuali

Sono diversi i giocatori della Roma che stanno beneficiando del nuovo modulo ideato da Fonseca, il 3-4-2-1. Tra questi, c’è sicuramente Henrikh Mkhitaryan. Il trequartista armeno, accentrato rispetto al ruolo di esterno, si trova a meraviglia con Edin Dzeko e complice una buona tenuta fisica che lo sta sostenendo in questo periodo, incide con facilità negli ultimi venti metri. Contro l’Inter trova il suo 9° gol stagionale, a cui vanno aggiunti i 5 assist confezionati, per un totale di 14 reti in cui si è reso protagonista. Avendo disputato, per i diversi infortuni, 1576′ fino ad ora, Mkhitaryan fa una giocata decisiva (gol o assist) ogni 110 minuti circa, quasi una a partita. Se il fisico regge, il numero 77 può risultare decisivo con la sua esperienza anche per la fase finale di Europa League. Tornando alla sua prestazione, oltre al gol l’armeno calcia per due volte fuori dallo specchio della porta, creando un’altra occasione da gol. Gioca 43 palloni e raggiunge l’84% di precisione nei passaggi (percentuale calcolata in base al rapporto tra passaggi riusciti e quelli tentati).

Un altro calciatore in gran spolvero è Jordan Veretout. A differenza di Miki, il centrocampista francese è uno dei giocatori con più minutaggio nella Roma. In stagione ha già raccolto 41 presenze. Dopo le prime due gare di campionato, in cui Fonseca lo lasciò in panchina per un ritardo di condizione, Veretout ha saltato soltanto la partita casalinga contro l’Udinese, per squalifica. Sempre per squalifica, purtroppo, sarà costretto a saltare anche la sfida in gara secca contro il Siviglia, negli ottavi di Europa League. Nonostante tutte queste gare disputate, l’ex Fiorentina appare brillante fisicamente. Nel pareggio dell’Olimpico percorre 11,141 km, risultando il migliore dei suoi. Gioca quasi sempre in linea con Diawara, occupando tutto il campo in verticale. Recupera 8 palloni, facendo un lavoro prezioso davanti alla difesa, ma allo stesso tempo è pronto ad inserirsi alle spalle della difesa avversaria. In un suo inserimento nel secondo tempo, crea un’occasione da gol, con l’unico tiro in porta del suo match, trovando un’ottima risposta da parte di Handanovic.

(S. Valdarchi)

Le statistiche di Roma-Hellas Verona 2-1: passa lo straniero, Edin da record. Veretout giganteggia

(S. Valdarchi) – Sprecando e soffrendo, non troppo a leggere i numeri, la Roma di Paulo Fonseca conquista la terza vittoria consecutiva, battendo per 2-1 l’Hellas Verona. Successo che aumenta la fiducia della squadra nei propri mezzi e permette ai capitolini di raggiungere quota 57 punti, con un quinto posto più saldo visto la distanza, di 4 lunghezze, sulle inseguitrici Napoli e Milan. Un distacco buono, ma non ancora decisivo, a 5 giornate dal termine. Ora i giallorossi dovranno recuperare le forze, in vista del big match di domenica sera, quando arriverà all’Olimpico l’Inter di Antonio Conte.

I numeri

Delle tre vittorie consecutive, quella contro la formazione di Juric è stata probabilmente la meno brillante e convincente dal punto di vista del gioco. La Roma, dopo aver sbloccato in fretta il risultato, grazie al rigore trasformato al decimo da Veretout, ha aspettato gli avversari, cercando di far male in ripartenza. Il pallino di gioco è stato quasi sempre in mano all’Hellas Verona, che ha concluso la gara con il 58% di possesso palla, pari a 30’17” di gioco effettivo, rispetto ai 21’29” dei padroni di casa. Un dominio territoriale dimostrato anche dal baricentro medio – circa 6 metri in più per gli scaligeri – che però è risultato inutile anche dal punto di vista della produzione offensiva.

A creare più occasioni da gol, infatti, è stata la Roma9 a 2 le chance a favore di Dzeko e compagni, 14 a 4 i tiri, mentre 6 a 3 è il computo delle conclusioni nello specchio della porta497 a 223 per l’Hellas il numero di passaggi riusciti, con una precisione maggiore, pari all’83%, contro il 71% dei giallorossi.

Le prestazioni individuali

La gara della Roma è rispecchiata perfettamente da quella di Edin Dzeko. Il bosniaco per larghi tratti fatica a mettersi in mostra ed è chiamato ad un lavoro di sacrificio enorme, ma alla fine il suo gol regala i tre punti alla squadra di Fonseca. A dire il vero, con le 3 occasioni da gol avute a disposizione, il bomber bosniaco poteva aumentare il suo bottino, ma ciò che conta è il risultato finale. Con il suo unico tiro in porta batte Silvestri di testa, allo scadere del primo tempo, raggiungendo così quota 105 gol in maglia romanista e superando definitivamente Manfredini. Il centravanti diventa così il miglior marcatore straniero nella storia della Roma. Il podio in questa speciale classifica ora dista 3 reti, con Amedeo Amadei terzo con 108 gol realizzati. Tornando sulla prestazione del numero 9: Dzeko aiuta in difesa ed è a fine gara il giocatore con più palle recuperate – 25 – un dato rilevante per un attaccante. Il capitano giallorosso è decisivo con la testa sia in avanti, dove segna e fa da sponda per i compagni, che nel reparto arretrato, quando sventa pericoli imminenti. Sono 11 i duelli aerei vinti, anche in questo, il migliore sul terreno di gioco.

Se in questa fase, dopo lo stop lungo 3 mesi, tanti giocatori stanno soffrendo dal punto di vista fisico, Jordan Veretout rappresenta una meravigliosa eccezione. Il centrocampista francese macina chilometri percorsi, poco più di 11 nella serata romana, e risulta ancora una volta il perfetto raccordo tra difesa e attacco nel nuovo schieramento disegnato da Fonseca. Va avanti e indietro per altri 101 minutirecuperando 11 palloni e giocandone 46, soltanto Dzeko con 55 ha fatto meglio. Dal dischetto è impeccabile e sigla il suo quinto gol stagionale, dopo la perla arrivata contro il Parma.

(S. Valdarchi)

Le statistiche di Brescia-Roma 0-3: terzo clean sheet del 2020. Gli ospiti corrono meno, ma dominano la gara

(S. Valdarchi) – La Roma fa la Roma e passa sul campo del Brescia, trovando la seconda vittoria consecutiva e allontanando le ombre di una ripartenza più che incerta post lockdown. I capitolini si impongono nel secondo tempo, grazie alle reti di Fazio e Kalinic, prima della ciliegina sulla torta confezionata dal ritorno al gol di Nicolò Zaniolo204 giorni dopo l’ultima volta (Fiorentina-Roma 1-4 del 20 dicembre 2019). Grazie ai tre punti conquistati al Rigamonti la Roma mantiene il quinto posto a quota 54, con 3 lunghezze di distacco dal Napoli, impegnato in serata nello scontro diretto per l’Europa League con il Milan. Per la prima gara dalla ripartenza del campionato la Roma non va in svantaggio, era accaduto anche nelle sfide vinte contro Sampdoria e Parma, e mantiene la porta inviolata quasi 4 mesi dopo l’ultima volta, Roma-Lecce 4-0 del 23 febbraio scorso, ottenendo il terzo clean sheet del 2020. Niente riposo per i giallorossi che sono attesi dalla sfida casalinga all’Hellas Verona, in programma mercoledì sera alle 21:45.

I numeri

Si gioca poco o nulla al Rigamonti, con 44 minuti e 35 secondi di tempo effettivo (pari al 46% del totale). Gara ricca di interruzioni e dominata per larghi tratti dagli ospiti, che legittimano la vittoria. Possesso palla ad appannaggio della Roma, che chiude con il 59%, tradotto in 28’20”12 minuti in più rispetto al Brescia. I dati raccontano di una squadra, quella vincente a fine gara, in grado di creare il doppio delle chance subite: 16 a 8 in favore dei capitolini i tiri9 a 4 quelli in porta, così come 9 a 4 è il conteggio delle occasioni da gol466 a 276 per la Roma il numero di passaggi riusciti, con i giallorossi più precisi nella gestione della manovra: 89% di passaggi riusciti contro il 79% della squadra di Diego Lopez. 59 a 43, sempre in favore di Pellegrini e compagni, il computo dei recuperi.

Bisogna riconoscere a Fonseca di aver mantenuto una certa lucidità nell’analisi delle gare, anche nei momenti più complicati. In piena crisi di risultati, infatti, il tecnico portoghese non aveva mai puntato il dito sulla forma fisica dei suoi giocatori, ma ricercava piuttosto il difetto della squadra nell’atteggiamento mentale e nel primo approccio. In effetti nelle ultime due partite la Roma pur vincendo ha corso meno rispetto agli avversari, al contrario di quanto fatto nelle gare perse in precedenza. 108,8 km a 105,4 km in favore del Brescia il calcolo dei chilometri percorsi, con le rondinelle capaci di essere anche più veloci in media: 6,7 km/h a 6,5 km/h. Dal punto di vista tattico, dopo averci lavorato a lungo a Trigoria, i calciatori romanisti stanno migliorando la loro affinità al nuovo modulo: 3-4-2-1. La costruzione dell’azione viene affidata al reparto difensivo e si cerca spesso la soluzione sulle fasce dove i “quinti” di difesa, Bruno Peres e Kolarov in quest’occasione, attaccano con continuità. Guardando le posizioni medie, sorprende quella di Jordan Veretout. Il centrocampista francese invece che stare in linea con Diawara, gioca davanti all’ex Napoli. Al guineano è affidato il ruolo di prima regia e filtro davanti alla difesa, mentre Veretout è libero di fare incursione negli spazi. Nonostante la capacità realizzativa sia aumentata notevolmente nei secondi 45 minuti, la ripresa ha visto la Roma abbassare il proprio baricentro: la squadra di Fonseca è passata dai 57,57 m di baricentro medio della prima frazione ai 51,35 m del secondo tempo.

Le prestazioni individuali

Partiamo con l’elogio di un giocatore che spesso, soprattutto nel nuovo schieramento tattico adottato dalla Roma, rimane nell’ombra, ma fa un lavoro prezioso per la squadra. Si tratta di Amadou Diawara. Il centrocampista, come detto in precedenza, si abbassa piazzandosi davanti alla difesa ed è il fulcro del gioco di Fonseca. Per i suoi piedi passano praticamente tutte le azioni romaniste. Il guineano chiude con 82 palle giocate, almeno 12 in più di qualunque altro giocatore in campo, e 69 passaggi riusciti, con una percentuale di passaggi riusciti del 97%, altissima visto l’elevato numero di tocchi effettuati. Dopo una ripresa di campionato appannata, macchiata da diversi errori in fase di impostazione, Diawara si è ripreso le chiavi della mediana ed è uno dei punti fermi della rosa.

Un altro giocatore andato spesso in difficoltà, ma in grado di offrire una buona prestazione a Brescia, è Federico Fazio. Il difensore centrale, viste le contemporanee assenze di Smalling e Cristante, è chiamato in causa dal primo minuto e risponde presente. Se non fosse per una disattenzione risultata poi ininfluente visto l’errore di Torregrossa da pochi passi nella ripresa, la gara del numero 20 è pulita. Condivide insieme a Kolarov il primato di palloni recuperati, 11, più di ogni suo compagno di reparto. Che il suo piede sia educato lo si sapeva già e Fazio risulta a fine partita il terzo nella Roma per passaggi riusciti48, alcuni dei quali sono lanci illuminanti a scavalcare la difesa, su tutti l’assist per Carles Perez nel primo tempo. Inoltre ha il merito di sbloccare il risultato, battendo a rete con il sinistro sugli sviluppi di un corner calciato da Pellegrini. 1 tiro in porta, 1 gol.

Chiudiamo con Nikola Kalinic. Il croato non capitalizza qualche occasione nel primo tempo, ma è l’uomo che i compagni cercano per finalizzare l’azione. Crea 3 occasioni da gol, al pari di Torregrossa e più di ogni altro giocatore, calcia per 3 volte fuori dallo specchio e 2 in porta. Sigla il raddoppio che chiude i conti, portando a 3 le sue marcature in Serie A, dopo la doppietta pre-Covid-19 di Cagliari. Considerando i numerosi impegni e l’età di Edin Dzeko, se il centravanti ex Milan, Fiorentina ed Atletico Madrid dovesse riuscire a garantire un rendimento positivo sarebbe una gran bella notizia per Fonseca e per tutti i romanisti.

(S. Valdarchi)

Le statistiche di Roma-Parma 2-1: Mkhitaryan tuttofare e l’inesauribile Veretout riportano i tre punti

(S. Valdarchi) – Nella calda serata romana, la Roma si sveglia dall’incubo in cui era immersa e torna alla vittoria contro il Parma per 2-1. Al gol iniziale di Kucka su rigore, rispondono Mkhitaryan e Veretout. Tre punti importanti per i capitolini, oltre che per il morale per la classifica, con la squadra di Fonseca al quinto posto a quota 51 insieme al Napoli. Non c’è tempo però per festeggiare, visto che il prossimo impegno è fissato sabato alle ore 19:30 al Rigamonti di Brescia, contro una squadra che sarà costretta a fare punti per alimentare le speranze salvezza.

I numeri

Nonostante un avvio di gara shock, contro i ducali la Roma riesce ad imporsi, occupando costantemente la metà campo avversaria e mantenendo il pallino del gioco, fino al gol del vantaggio di Veretout. L’unica frazione di gara in cui gli ospiti hanno vinto il confronto sul possesso palla, infatti, è stata quella che va dal 30′ del secondo tempo al fischio finale (6’47” contro 3’54”), con la squadra di Fonseca avanti nel punteggio. Guardando invece la gara nel suo complesso, i capitolini hanno mantenuto il possesso palla per il 56% del tempo effettivo di gioco, tradotto in 29 minuti e 34 secondi con la sfera tra i piedi. Il 65% di questi nella metà campo avversaria, dato che fa capire l’atteggiamento passivo del Parma e la costante pressione offensiva dei padroni di casa. Il baricentro medio della Roma è stato di circa 53 metri, oltre la linea del centrocampo.

Al di là delle polemiche in casa Parma, i numeri legittimano il successo della Roma, che costruisce e crea molto di più rispetto agli avversari e termina la gara con un vantaggio esiguo per la mole di chance a disposizione. 17 a 4 la conta dei tiri totali, con i giallorossi in grado di calciare 9 volte nello specchio della porta avversaria. Serata inoperosa per Pau Lopez che, dopo aver subito il gol su rigore, deve compiere una sola parata, a differenza del collega Sepe. L’estremo difensore crociato, infatti, è chiamato a 6 interventi, 4 dei quali decisivi. 8 a 1 le occasioni da gol e 449 a 307 il computo dei passaggi riusciti. 66 a 28 per la Roma le azioni offensive imbastite.

Le prestazioni individuali

Partendo dal basso, bene Gianluca Mancini che, oltre al tocco con il braccio o con la spalla per cui il Parma reclama un calcio di rigore, gioca una partita pulita, da leader difensivo in assenza di Chris Smalling. Il numero 23 vince 4 duelli aerei e recupera il pallone per ben 16 volte, condividendo la palma del migliore in campo in questo dato con Darmian. L’ex Atalanta si trova a suo agio nella difesa a tre, tenta spesso l’anticipo e non ha paura di avanzare palla al piede, quando gli avversari gli concedono un po’ di spazio. Al 96esimo ha la forza e la brillantezza di fare 80 metri per andare a calciare in porta, sfiorando il gol del 3-1 a causa di una prodezza di Sepe.

Un altro romanista sugli scudi è sicuramente Jordan Veretout. Fonseca lancia dal primo minuto Diawara, liberando il francese dal ruolo di filtro davanti alla difesa. Guardando la sua posizione media in campo, si nota che il numero 21 ha agito spesso da incursore nella zona centrale del campo, sfruttando i movimenti ad allargarsi di Mkhitaryan e Pellegrini. Proprio da questo movimento è nato il gol-vittoria, in occasione del suo unico tiro in porta. Gioca 64 palloni e, ancora una volta, è il giocatore della Roma ad aver corso di più, con 11,226 km percorsi.

Chiudiamo con Henrikh Mkhitaryan. Contro il Parma l’armeno colleziona un gol ed un assist, mettendo la sua firma sui tre punti. L’ex Arsenal raggiunge quota 8 gol in campionato, a cui vanno aggiunti i 4 assist. Con 18 presenze all’attivo in Serie A, non tutte da titolare, Mkhitaryan si è reso protagonista di 12 reti. Oltre alla classe sulla trequarti, che lo porta a calciare per 3 volte, di cui 2 in porta, sorprende la dedizione del numero 77, il quale in questo nuovo modulo di gioco ideato da Fonseca, spesso rincorre gli avversari fino alla propria trequarti difensiva. Questo spirito di sacrificio lo porta a recuperare ben 10 palloni, tantissimi per una seconda punta.

(S. Valdarchi)

Le statistiche di Napoli-Roma 2-1: la difesa a tre ed il ritorno al gol non bastano, terza sconfitta consecutiva

(S. Valdarchi) – Al San Paolo si rivedono piccoli sprazzi di Roma, ma con un avversario di qualità e in forma come il Napoli non basta e arriva la terza sconfitta consecutiva, dopo quelle, peggiori dal punto di vista della prestazione, rimediate contro Milan e Udinese. I partenopei agganciano così la squadra di Fonseca a quota 48 punti, ma i capitolini per il momento mantengono il quinto posto, in virtù della migliore differenza reti, +12 a +8, mentre c’è assoluta parità per quel che riguarda gli scontri diretti (un girone fa erano stata la Roma ad imporsi per 2 a 1 all’Olimpico). Come detto, Dzeko e compagni lasciano intravedere timidi segnali di ripresa, che accompagnati al ritorno in campo di Zaniolo, 175 giorni dopo l’infortunio al legamento crociato, bastano al tecnico portoghese per dirsi “fiducioso” in vista dei prossimi impegni. Per capire se alle speranze corrisponderanno dei fatti concreti basterà aspettare qualche giorno, con la Roma che tornerà in campo mercoledì sera, ore 21:45, per l’impegno casalingo contro il Parma.

I numeri

I dati non lasciano spazio a libere interpretazioni: il Napoli ha conquistato meritatamente i 3 punti. Con un atteggiamento tattico attendista, la Roma ha lasciato ai padroni di casa il pallino del gioco, provando a fare male in contropiede. Il possesso palla è per il 59% della squadra di Gattuso, con 610 passaggi riusciti rispetto ai 394 degli avversari. 18 a 5 per gli azzurri i tiri, 12 nei quali nello specchio della porta. 11 a 5, invece, le occasioni da gol create. I partenopei dominano in ogni statistica, con 8 corner battuti a 1 e 116,967 chilometri percorsi, 2 in più rispetto alla Roma.

Ancora una volta, la squadra allenata da Paulo Fonseca si abbassa nel corso del secondo tempo, dando modo al Napoli di chiuderla nella trequarti difensiva. Guardando le posizioni medie dei giocatori in campo, con il passare dei minuti il modulo romanista si è trasformato in un vero e proprio 5-3-2, con Zappacosta e Spinazzola sempre sulla linea difensiva per provare a coprire le avanzate esterne degli esterni napoletani. Mkhitaryan, autore del gol, ha agito da interno di centrocampo, con Veretout e Pellegrini (sostituito poi da Cristante) a completare il terzetto in mediana. Davanti invece, Kluivert prima e Zaniolo poi, hanno supportato Edin Dzeko, spesso chiamato in causa nella costruzione della manovra. Il baricentro medio è passato dai 47,39 metri della prima frazione ai 43,60 della ripresa.

Le prestazioni individuali

Quando il migliore in campo per una squadra è il portiere non è mai un buon segno ed ultimamente alla Roma accade spesso di dover ringraziare a partita finita il proprio estremo difensore, Pau Lopez o Mirante che sia, per il lavoro fatto. Lo spagnolo, tornato oggi a giocare dopo la microfrattura al posto, viene sorpreso dal taglio di Callejon e non può nulla sull’invenzione decisiva di Lorenzo Insigne, ma per il resto para tutto. Effettua 10 interventi, 4 dei quali decisivi, e tiene i giallorossi in partita fino ad otto minuti dalla fine. Anche fuori dai pali dimostra il suo valore, aiutando la squadra in fase di impostazione, che come sempre parte dal basso e lo vede protagonista insieme al pacchetto difensivo. Sono 24 i passaggi riusciti, alcuni di questi eseguiti in situazioni pericolose e sotto pressione avversaria.

L’altra prova da sottolineare in casa Roma è quella di Henrikh Mkhitaryan. L’armeno, che qualche giorno fa si è accordato con la società per rimanere nella Capitale anche dopo la fine di questa stagione, gioca una gara di sacrificio a centrocampo, guidando puntualmente i contropiedi romanisti. Percorre 11,793 chilometri, più di Insigne per fare il paragone con quello che probabilmente, nei 19 scesi in campo, è risultato essere il migliore. Recupera 7 palloni e ne gioca 55, collezionando 40 passaggi riusciti (pari al 91% di quelli tentati). Crea 2 occasioni da gol, calciando 3 volte in porta (nessun compagno di squadra ha fatto meglio) e siglando il gol del momentaneo pareggio. La sua produzione offensiva è frutto della facilità di corsa e del grande lavoro fatto da Edin Dzeko. Il bosniaco nei 90 minuti si abbassa spesso, agendo da regista offensivo e attirando a sé, come in occasione della rete, l’attenzione e la pressione dei centrali partenopei.

(S. Valdarchi)

Le statistiche di Roma-Udinese 0-2: 180 minuti di digiuno, arriva la nona sconfitta in campionato

(S. Valdarchi) – Una Roma vuota, senz’anima, cade all’Olimpico sotto i colpi dell’Udinese, che torna alla vittoria dopo sei mesi e fa un passo decisivo nella lotta salvezza. Per i giallorossi, invece, cade definitivamente il sogno Champions League, con l’Atalanta distante 12 lunghezze. Ora i capitolini hanno un’unica via per qualificarsi alla competizione più prestigiosa: vincere l’Europa League, ma con l’atteggiamento e l’assenza di gioco visti nelle ultime due gare diventa complicato anche solo sperare. Nona sconfitta in campionato per la Roma, la seconda consecutiva dopo quella di San Siro. Per la prima volta in stagione, gli uomini di Fonseca non vanno a segno per 180 minuti consecutivi.

I numeri

Come spesso accade, le statistiche raccontano una gara leggermente diversa da quella percepita in diretta. La Roma, nonostante abbia disputato più di un’ora di gioco in inferiorità numerica per l’espulsione di Perotti al 29′, si rende pericolosa più degli avversari, senza però riuscire mai a battere Musso. Il possesso palla è a favore dei padroni di casa, con il 52% del totale. La Roma ha trascorso più di 13 minuti nella metà campo avversaria, contro gli 8 della formazione di Gotti, brava a sfruttare gli ampi spazi lasciati in ripartenza dalla linea difensiva romanista. 9 a 8 in favore degli uomini di Fonseca i tiri, 6 dei quali in porta (il doppio rispetto ai 3 dell’Udinese). 5 a 4 le occasioni da gol create.

Ancora una volta, la Roma appare meno brillante dal punto di vista fisico rispetto all’avversario e, a differenza di quanto accaduto a Milano, questa volta le statistiche confortano questa percezione: i chilometri percorsi dai bianconeri sono 110,846, contro i 104,816 dei capitolini. Sorprende il dato relativo baricentro palla alla Roma, con gli uomini di Fonseca che hanno mantenuto un baricentro medio di 59,81 metri, occupando, senza successo, costantemente la trequarti difensiva dell’Udinese.

Le prestazioni individuali

Trovare note positive nelle gare della Roma sta diventando sempre più difficile, ma sicuramente uno dei pochi sufficienti nella triste serata romana è Carles Perez. Seppur confuso e poco integrato nel gioco di Fonseca – che a dire il vero stenta a palesarsi in queste ultime uscite – lo spagnolo è il più pericoloso tra i suoi, con accelerazioni improvvise e conclusioni potenti dal limite. Arrivato alla settima presenza in Serie A, l’ex Barcellona deve trovare ancora il suo primo gol in campionato. Quando i suoi tiri, 4 in totale di cui 3 in porta, non vengono ribattuti dal muro composto dai difensori bianconeri la palla trova sempre le braccia di Musso, autore di un’ottima gara.

Il portiere argentino risulta tra i migliori in campo dei suoi. Attento in uscita, respinge qualsiasi cosa si trovi davanti a lui, in alcune circostanze anche in modo fortunoso. Delle 5 parate effettuate, 3 sono risultate decisive. Aggiungete alla sua prestazione brillante la scarsa vena realizzativa di Kalinic e compagni e il risultato non può che essere un clean sheet assicurato, l’ottavo della sua stagione.

(S. Valdarchi)

Le statistiche di Milan-Roma 2-0: Veretout e compagni corrono di più, ma a vuoto. Mirante non basta

(S. Valdarchi) – Luci soffuse a San Siro per la Roma. I capitolini sul campo del Milan abbandonano forse definitivamente le speranze per il quarto posto. Con il successo in esterna dell’Atalanta infatti, i bergamaschi allungano a +9 e agli uomini di Fonseca non resta che difendere la quinta posizione, puntando tutto poi sull’Europa League che si disputerà ad agosto. In una gara dai ritmi lenti, colpa del grande caldo di fine giugno e della forma fisica non eccezionale delle due squadre, i rossoneri si impongono nell’ultimo quarto d’ora grazie alle reti di Rebic e Calhanoglu, entrambe viziate da errori individuali dei giocatori in maglia blu.

I numeri

Stare fermi per mesi e ripartire giocando ogni tre giorni non è facile, in queste prime gare del post Covid-19 i ritmi sono stati quasi sempre lenti ed il caldo del pomeriggio milanese non ha aiutato lo spettacolo. Come sottolineato da Veretout all’intervallo però, queste condizioni erano comuni ad entrambe le squadre, quindi la forma fisica non può essere un alibi per la squadra di FonsecaLa Roma infatti ha corso più del Milan106,423 km a 106,168 km, con una velocità maggiore6,7 km/h di media, contro i 6,4 km/h dei milanisti. Il problema dunque non è da ricercare in questo, ma nella qualità della corsa. Quella dei romanisti è stata più che altro una corsa passiva, per portare una pressione, minima e non efficace, ai portatori di palla avversari.

Il pallino del gioco, fatta eccezione per il primo quarto di gara, è stato in mano ai padroni di casa. I dati finali non lasciano spazio ad interpretazioni: la vittoria del Milan è stata meritata. Gli uomini di Pioli hanno raccolto il 56% del possesso palla, riuscendo ad andare al tiro in 11 occasioni, contro le 3 conclusioni della Roma7 a 2 i tiri in porta. Dato analogo per le occasioni da gol7 a 1 in favore di Rebic e compagni.

passaggi riusciti del Milan sono 485, molti di più rispetto ai 345 della Roma. Gli interpreti giallorossi hanno faticato a costruire dal basso, affidando spesso la loro manovra a lanci lunghi alla ricerca di Edin Dzeko prima e Nikola Kalinic poi. I lanci lunghi effettuati dai romanisti sono stati 42, 12 in più rispetto ai colleghi rossoneri.

A differenza del primo tempo, in cui la Roma ha sfiorato anche il gol del vantaggio con Dzeko, nella ripresa la gara è stata a senso unico e per la maggior parte del tempo il pallone è transitato nella metà campo romanista. Questo anche per il posizionamento della squadra di Fonseca in campo, che durante la seconda frazione si è abbassata di qualche metro, con un baricentro di 47,93 metri.

Le prestazioni individuali

Cercare delle note positive in casa Roma non è semplice, ma la gara di Antonio Mirante va sottolineata. L’estremo difensore si dimostra ancora una volta affidabile e, con un Pau Lopez in fase di recupero, un’ottima carta a disposizione per mister Fonseca. Il campano effettua 5 parate, 4 delle quali decisive. Sembra cresciuto anche con la palla tra i piedi, visto il suo dribbling su Rebic nel corso del primo tempo. Spesso è chiamato ad uscire dalla sua area di rigore, su lanci lunghi del Milan e lo fa sempre con ottimo tempismo. Sul primo gol effettua due salvataggi miracolosi prima di arrendersi all’ennesimo tentativo di Rebic, mentre va vicino a respingere il tiro dal dischetto di Calhanoglu in occasione del 2-0.

L’altra sufficienza, probabilmente, se la merita Jordan Veretout. Con un Diawara in confusione e Cristante ancora troppo macchinoso, il francese è forse l’unico titolare fisso in mediana al momento. Palla alla Roma, Fonseca gli chiede di abbassarsi sulla linea dei difensori, andando a posizionarsi largo a sinistra per aiutare la squadra nell’impostazione. Come contro la Sampdoria è lui il romanista con più palloni giocati (65) e passaggi riusciti (51). È il secondo della Roma per chilometri percorsi10,396, dietro soltanto a Zappacosta. Recupera 3 palloni ed un suo break nella ripresa rappresenta uno dei pochi lampi giallorossi in un timido secondo tempo.

(S. Valdarchi)

Le statistiche di Roma-Sampdoria 2-1: Fonseca indovina i cambi e Dzeko trascina al successo

(S. Valdarchi) – Dopo tanta attesa, riparte il campionato anche per la Roma, che contro la Sampdoria vince in rimonta, grazie alla doppietta di Edin Dzeko in risposta al vantaggio iniziale firmato da Gabbiadini. Gli uomini di Fonseca centrano il terzo successo consecutivo in Serie A, raggiungendo quota 48 punti, a -6 dall’Atalanta quarta in classifica. Vittoria figlia di una prestazione non brillante, in cui sono state messe a nudo le difficoltà dal punto di vista fisico dovute ai mesi di stop, ma citando il coro di una Curva Sud la cui assenza rende lo spettacolo meno avvincente: “Dammi tre punti, non chiedermi niente”, soprattutto questa volta, soprattutto in questa situazione. Non c’è il tempo per festeggiare però, perché i capitolini sono subito chiamati ad un altro impegno, domenica alle ore 17:15 a San Siro, dove saranno ospiti del Milan.

I numeri

Il pallino del gioco è stato, fin dal fischio d’inizio, in mano ai padroni di casa, ma guardando le statistiche la Sampdoria si è resa pericolosa quasi quanto la Roma. I dati infatti raccontano di una Samp in grado di andare al tiro 13 volte, contro le 16 dei capitolini, che hanno inquadrato lo specchio della porta una volta in più: 10 a 9. Il possesso palla è appannaggio della Roma, 61%, grazie anche all’atteggiamento dei blucerchiati che, passati in vantaggio dopo 11 minuti, si sono rinchiusi nella loro metà campo, provando a chiudere gli spazi e sperando di colpire in contropiede. Il baricentro dei doriani, infatti, è rimasto sempre piuttosto basso, 48,32 metri, con la differenza che nella ripresa gli uomini di Ranieri si sono allungati, circa 7 metri in media, lasciando margine tra le linee alla manovra giallorossa.

Anche il numero di passaggi riusciti è nettamente a favore della Roma, 520 contro i 282 degli avversari, mentre le formazioni hanno colpito un palo a testa, Jankto nel primo tempo e Kolarov da calcio piazzato sul risultato di 1 a 1. 10 a 8 i calci d’angolo battuti, con gli ospiti in grado di rendersi pericolosi nel finale di gara, a differenza dei romanisti che dalla bandierina non hanno mai impensierito seriamente Audero. Parità per quel che riguarda le parate7 a 7, con l’estremo difensore blucerchiato chiamato a due interventi decisivi. Nonostante i due squilli della Roma siano arrivati per vie centrali, Dzeko e compagni hanno preferito le fasce, in modo particolare la corsia mancina, per attaccare: 19 attacchi a sinistra, 10 a destra e 14 al centro.

Infine, nota sui cambi: delle cinque sostituzioni a disposizione, Ranieri ne ha utilizzate soltanto quattro a differenza del collega portoghese, che proprio con le forze fresche è riuscito a ribaltare il risultato e portare a casa i tre punti.

Le prestazioni individuali

Analizziamo le prestazioni di tre dei migliori interpreti romanisti, partendo da Jordan Veretout. Il centrocampista francese non ruba l’occhio, passa sottotraccia, ma effettua un lavoro fondamentale per gli equilibri della squadra. L’ex Fiorentina è, per distacco, l’uomo con più palle giocate nella gara, a quota 105 palloni toccati, dopo di lui Smalling a 79. Con il possesso a favore, la Roma di Fonseca si schiera a tre in difesa e ad abbassarsi ed impostare ci pensa proprio Veretout, con Diawara, nella sua serata peggiore da quando è a Roma, lasciato leggermente più alto. Un lavoro di impostazione della manovra che gli frutta 88 passaggi riusciti, ancora una volta il migliore tra i 31 scesi sul terreno verde dell’Olimpico. Sono 5 le palle recuperate e 2 i falli subiti. Veretout percorre 10,706 chilometri, appena 41 metri in meno rispetto a Ibanez, recordman giallorosso in questo dato. A dirla tutta, il numero 21 aveva anche provato a prendersi la scena, con un destro perfetto all’incrocio dei pali, ma Calvarese, applicando alla lettera un regolamento dissennato che già dal prossimo campionato verrà modificato, gli annulla il gol del pari per un tocco con il braccio di Carles Perez.

Altra nota positiva per la Roma sono i 29 minuti più recupero disputati da Lorenzo Pellegrini. Il numero 7 entra al 61′ al posto di un Pastore poco brillante e in una manciata di minuti illumina la serata romanista, ispirando la rimonta. Fonseca non lo rischia dall’inizio, per colpa di un recente affaticamento muscolare, ma l’estro e la tecnica sono rimasti quelli di sempre. Pellegrini, con la metà del tempo a disposizione rispetto al trequartista argentino, effettua 2 passaggi chiave ed al 64′, dopo circa 180 secondi dal suo ingresso in campo, offre ad Edin Dzeko un cioccolatino per la rete del pareggio. Nono assist per il romano in Serie A, terzo in questa speciale classifica a -1 dal Papu Gomez.

Chiudiamo in bellezza con Edin Dzeko. Il cigno di Sarajevo, da capitano e giocatore straordinario qual è, prende per mano una Roma impacciata, che fatica a costruire occasioni da gol e la trascina alla vittoria con due perle. Prima doppietta in stagione per il bosniaco, che sale a quota 14 reti in Serie A, a cui vanno aggiunte le 3 in Europa League, tutte quante realizzate su azione. Contro la Samp, oltre a finalizzare il gioco, funge da sponda per i compagni, da riferimento e uomo a cui affidare il pallone quando la squadra di Ranieri non concede spazi per le giocate nello stretto. Calcia 5 volte, prendendo sempre lo specchio della porta e battendo in due occasioni Audero. Crea 4 delle 7 occasioni da gol della Roma. Arrivato nell’estate del 2015 nella Capitale, il numero 9 continua ad infrangere record ed entrare di diritto nella storia romanista: con le ultimi due reti arriva a quota 104 realizzazioni con la maglia giallorossa, agganciando Pedro Manfredini alla quinta posizione della classifica marcatori all-time del club.

(S. Valdarchi)