CONFERENCE LEAGUE – La Roma passa il turno col 4-0 allo Zorya: in gol anche Zaniolo

(R.Rodio) – Primo obiettivo stagionale centrato dalla Roma. Ufficiale da stasera la qualificazione al prossimo turno di Conference League, anche se la partita non è del tutto chiusa.

4-0 secco agli ucraini dello Zorya, in un match in cui sono giunte conferme positivo agli occhi di José Mourinho. Roma schierata nuovamente con un 3-5-2 molto offensivo, con tre novità sostanziali: Smalling al centro della difesa, Perez scelto da mezzala e Zaniolo come seconda punta al fianco di Abraham.

Match a senso unico già nel primo tempo: al 14′ Carles Perez va a segno su un bel taglio di El Shaarawy. Al 33′ torna al gol Zaniolo, che sfrutta un assist di Veretout e di destro fulmina il portiere ucraino. Nel finale lo stesso Veretout si fa parare un rigore da Matsopoura (secondo errore consecutivo dal dischetto).

Nella ripresa lo Zorya, a tratti pericoloso nei primi 45′, sparisce dal campo. La Roma va sul velluto e si scatena Abraham: segna subito il tris su assist al bacio di Zaniolo e al 74′ chiude i conti in rovesciata. Nel mezzo almeno altre 3-4 palle gol nitide sprecate dai giallorossi.

Roma dunque a quota 10 e matematicamente qualificata. Ma la vittoria del Bodo-Glimt contro il CSKA Sofia lascia i capitolini ancora al secondo posto. La trasferta bulgara che chiuderà il girone sarà decisiva per il possibile sorpasso, che eviterebbe i sedicesimi e spedirebbe la Roma direttamente agli ottavi di finale.

Tabellino e voti:

ROMA: Rui Patricio 6.5; Mancini 6.5, Smalling 6 (70′ Ibanez 6), Kumbulla 6.5; Karsdorp 7, Perez 7.5, Veretout 6.5, Mkhitaryan (78′ Missori s.v.), El Shaarawy (70′ Zalewski 6); Zaniolo 7.5 (70′ Shomurodov 5.5), Abraham 7 (Mayoral s.v.). All: Mourinho 7.

ZORYA: Matsopoura 6.5; Favorov 5, Vernydub 5.5, Imerekov 5, Juninho 5.5 (70′ Snurnitsyn 6); Sayyadmanesh 5 (82′ Owusu s.v.), Buletsa (82′ Cristian s.v.), Cvek 6, Kabaiev 5.5; Gromov 5 (46′ Nazaryna 5.5), Zahedi 6 (46′ Gladkyy 5). All: Skrypnyk 5.

Marcatori: 14′ Perez, 33′ Zaniolo, 46′ e 74′ Abraham

Genoa-Roma, le pagelle: Felix decisivo, Mkhitaryan ritrovato.

Henrikh Mkhitaryan Roma celebrates after scoring a goal. Roma 15-09-2019 Stadio Olimpico Football Serie A 2019/2020 AS Roma – US Sassuolo Photo Antonietta Baldassarre/ Insidefoto PUBLICATIONxNOTxINxITA AntoxBaldassarre

Al termine della vittoria ottenuta sul campo del Genoa, con una doppietta di Felix, la Roma sale quinta in classifica a 22 punti. Una boccata d’ossigeno per i ragazzi di Mourinho.

ROMA:

Rui Patricio 6: L’unico brivido arriva nella ripresa con il salvataggio di El Shaarawy che evita il gol dello svontaggio, con lui quasi fuori causa. Reattivo poi ad evitare che la palla caramboli dentro. A volte dovrebbe avere un pizzico di coraggio in più nelle uscite.

Karsdorp 6,5: Più disinvolto dal punto di vista fisico e in grado di spingere costantemente per tutti i 90′. Questa volta i cross sono anche di discreta fattura, meno la vena di Abraham e Shomurodov.

Mancini 6,5: Pandev e Ekuban non possono essere avversari troppo probanti ma aull’anticipo riesce a limitarli nel migliore dei modi. Ritrovato il ruolo di terzo di destra si sente più libero di salire e impostare e pur mantenendo sempre la posizione per evitare squilibrio è un punto di riferimento per uscire palla al piede.

Kumbulla 6: Niente di straordinario ma una buona prova di concentrazione, senza commettere danni. Stringe i denti fino all’86’, lascando poi il campo per un riacutizzarsi del problema avuto in nazionale.

Ibanez 6,5: Ha la difficoltà di disimpegnarsi sulla sinistra senza utilizzare il sinistro. Questo non gli permette di essere incisivo in impostazione, ma almeno in marcatura nulla da dire. Sempre più sicuro nell’uno contro uno e meno anarchico tatticamente. Di certo uno di quelli che sta crescendo di più sotto le mani di Mourinho.

El Shaarawy 7: Si sacrifica in un ruolo non suo, facendo su e giù sulla fascia e salvando anche un gol fatto. Da quel provvidenziale intervento la Roma trova lo slancio per andarla a vincere e un pezzo di merito è anche suo. Tecnicamente è sempre in grado di creare qualcosa e sta pian piano un inamovibile.

Veretout 6: Si posiziona davanti alla difesa come unico mediano a disposizione di Mou. Corre molto e si preoccupa soprattutto della fase difensiva. Non il massimo con uno dalle spiccate qualità di inserimento come lui, ma un buon segno di diligenza e servizio della causa.

Pellegrini 6: Le cose migliori arrivano nella gestione del pallone e nel procurarsi diversi calci di punizione. Il ginocchio fa male e il rendimento ne risente. Troppo appannato al limite dell’area per trovare il guizzo giusto.

Mkhitaryan 8: Nello stadio dove aveva regalato una splendida doppietta lo scorso anno, ritrova la verve dei tempi migliori. Muovendosi in posizione più centrale è sempre nel vivo del gioco e catalizza ogni azione giallorossa. Offre l’assist per Felix e si vede annullare il gol nel primo tempo per un veniale tocco di mano di Abraham. La sua crescita sarà fondamentale per tornare competitivi in zona Champions.

Shomurodov 5: Ha almeno due comode occasioni per spedire la palla in fondo al sacco ma le sciupa entrambe. Soprattutto la seconda, a due passi dalla porta sguarnita, grida vendetta. Dovrebbe trovarsi più a suo agio al fianco di un’altra punta ma gli errori pesano sulla sua valutazione.

Abraham 5.5: Tanta abnegazione ma poca sostanza in area di rigore. Le cose più azzeccate arrivano quando si defila sull’out di destra, con buone assistenze per i compagni. Non è un momento troppo felice per lui e anche gli accorgimenti tattici stavolta non pagano.

Felix Gyan 8: Il primo 2003 a realizzare una doppietta in Serie A. Prima un diagonale perfetto su assist di Miki, poi un fantastico tiro da fuori che si insacca sotto l’incrocio dei pali. Risponde sempre presente quando viene chiamato in causa e sta diventando un fattore di questa squadra. Tiago Pinto può sorridere e con lui anche Mourinho.

Smalling s.v.: pochi minuti per riassaggiare il terreno di gioco.

Bove s.v.

All. Mourinho: Ritrovare la vittoria ancora una volta grazie alla mossa a sorpresa di Felix dalla panchina. Come a Cagliari il ragazzo rompe gli equilibri e gli dà ragione. A gennaio serviranno comunque dei rinforzi importanti ma questi giovani possono essere utili anche per la sua causa. E’ il momento di ripartire, più uniti che mai.

Venezia-Roma, le PAGELLE: Abraham, gioia a metà.

MILAN, ITALY – OCTOBER 26: Marash Kumbulla (L) of AS Roma celebrates his goal with his team-mats during the Serie A match between AC Milan and AS Roma at Stadio Giuseppe Meazza on October 26, 2020 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

(R.Rodio) – I voti e le pagelle del match tra Venezia e Roma, vinto dai lagunari per 3-2 in rimonta:

-Venezia-

Romero 7; Mazzocchi 6.5 (Ebuhei 6), Caldara 7, Ceccaroni 5.5, Haps 6; Crnigoj 5.5 (Sigurdsson 6), Ampadu 6.5, Busio 7; Aramu 7, Okereke 7 (Henry 6), Kiyine 6.5. All: Zanetti 7.

-Roma-

RUI PATRICIO 6 – Il paradosso di una domenica orribile. Prende 3 gol dal Venezia (qualche responsabilità sul primo) ma tiene a galla una barcollante Roma con due prodezze nel finale.

MANCINI 4 – Le sue ambasce in marcatura sono ormai tipiche. Si divide le colpe del primo gol subito con Cristante, nella ripresa ci capisce poco o nulla e tiene in gioco Okereke nella ripartenza del 3-2. Più nevrotico che leader, più caotico che utile.

KUMBULLA 4 – Ogni volta che Okereke lo punta sono dolori. Sbaglia nella postura, nel concetto e nella determinazione. Sembra ancor più impaurito di quando è sbarcato a Roma. Un’involuzione definitiva e preoccupante. (66′ PEREZ 5 – Cerca sempre di colpire il pallone col mancino e perde tempi di gioco fondamentali. Una deviazione gli nega la rete del 3-3, in un’altra occasione ci mette del suo perdendo tempi biblici).

IBAÑEZ 5 – Cerca di strafare, ma crea più caos del dovuto. Quando deve impostare è da mani tra i capelli. Un suo mancato colpo di testa (con annessa spinta di Kiyine) dà lo spunto all’azione del rigore per i veneti.

KARSDORP 4,5 – Stringe i denti e fisicamente arranca. Ma ciò che manda ai matti è l’incapacità di mettere un pallone degno di questo nome in area di rigore. Ormai è accertato come non rientri nel suo bagaglio il cross dal fondo. La vera domanda è che cosa ci sia in quel bagaglio. (83′ ZALEWSKI S.V. – Ingresso inspiegabile in un momento caotico del match. Lo si ricorda solo per 2-3 cross in cui centra in pieno l’avversario diretto).

PELLEGRINI 5,5 – Con un ginocchio dolorante e senza allenamenti veri e propri in settimana, c’è poco da contestare al capitano. Generoso e sempre presente, ma oggi la qualità manca anche dalle sue parti: tanti errori anche banali che compromettono la sua prova.

CRISTANTE 4,5 – C’è il suo zampino nei primi due gol del Venezia. Marcatura saltata su palla inattiva (il primo) e rigore procurato (il secondo). Chiamato ad impostare, si limita al classico lancione lungo. In questo modo la Roma continua a non avere gioco ed idee.

VERETOUT 4,5 – Se non riesce a sganciarsi e creare pericolosità con i suoi inserimenti è quasi inutile. Il suo primo tempo è confortante, il secondo una pena continua, con numerosi palloni persi e contrasti inesistenti. Dagli exploit di Salerno ad oggi sembra passata un’era geologica.

EL SHAARAWY 5,5 – Si applica a tutta fascia e risulta tra i più propositivi del momento. Ma la coperta è corta, così il Faraone perde lucidità quando deve chiudere il compasso. Si divora il gol dell’1-3 prima della rimonta veneta. (77′ ZANIOLO 4,5 – Dovrebbe dare un apporto decisivo con la sua fisicità, invece sbatte totalmente contro Ebuehi e Tessmann. Inutile).

ABRAHAM 6 – Quanto meno la buona notizia del ritorno al gol. Una bella rete di potenza, mentre poco prima aveva messo lo zampino di sponda anche sull’1-1 di Shomurodov. Impreciso e sfortunato su almeno altre 2-3 conclusioni. Manca la continuità.

SHOMURODOV 5 – Nonostante il gol, la sua prova non può essere sufficiente. Prima dell’1-1 si divora un gol clamoroso, mentre nel secondo tempo sparisce senza dare una mano al centrocampo. L’intesa con Abraham solo a tratti. (83′ MAYORAL S.V. – Non ha tempo e spazio per farsi notare).

All. MOURINHO – Dopo questa sconfitta iniziano le domande, sia di natura tattica che tecnica. Che la rosa sia incompleta è palese dal 31 agosto ma per evitare di perdere 3-2 con il Venezia possono bastare anche i medi profili spediti oggi in campo. Il passaggio alla difesa a 3 non ha pagato, così come il tentativo di inserire più attaccanti nel finale. La strada maestra di inizio stagione è stata persa e gennaio è ancora lontano. Così diventa dura.

Roma-Bodø/Glimt, le PAGELLE: Ibanez evita la figuraccia.

(R.Rodio) – I voti e le pagelle assegnate al termine di Roma-Bodø/Glimt, match di Conference League finito sul 2-2:

-Roma-

RUI PATRICIO 5,5 – Sulle due reti non gli si può imputare nulla, visto che il sinistro di Solbakken e la zuccata di Botheim sono imparabili. Il primo gol norvegese nasce però da un rinvio sballato del portoghese.

KARSDORP 5 – L’impressione è che presto potrebbe svenire per la fatica. E prima di ciò non avrà ancora effettuato un cross degno di questo nome. Generoso ma tecnicamente invalidante.

MANCINI 5 – Quando serve la prova da leader, con la fascia da capitano al braccio, sembra fare due passi indietro. Pesano nella sua gara la dormita in marcatura sull’1-2 norvegese e il palo colpito da mezzo metro nel finale.

CRISTANTE 6 – Il suo ritorno al centro della difesa ha un compito specifico: impostare dalle retrovie. Lo fa discretamente trovando con continuità Karsdorp a destra. Certo, quando c’è da difendere si trova spesso spaesato.

IBAÑEZ 6 – Ha il merito di aver messo la “faccia” negli ultimi minuti e trovare il gol del pareggio. Schierato da terzino mascherato, dunque fuori ruolo, si comporta degnamente. I pericoli maggiori arrivano sempre quando deve gestire il pallone.

DARBOE 4 – Conferma quanto detto in Norvegia: a questi livelli non può giocare, neanche contro questo Bodo. (46′ VILLAR 5,5 – Il fatto è che ci prova, mettendosi a disposizione della squadra. Ma le caratteristiche dello spagnolo appaiono quasi vacue: passaggi quasi sempre banali e un destro dal limite cestinato malamente sul fondo).

VERETOUT 6 – Migliora nella corsa e nella brillantezza rispetto alle ultime uscite. Più presente nella ripresa, dove torna a sradicare palloni ed inserirsi con continuità. Ma siamo lontani dal Veretout letale dello scorso anno.

ZANIOLO 4,5 – La sua peggior versione da quando è rientrato a pieno ritmo. La gamba stavolta fatica ad ingranare e le consuete sgroppate sono inesistenti. L’occasione mancata a metà primo tempo è da denuncia. (67′ SHOMURODOV 6 – Si muove tanto, dando quella vivacità che serviva già nel primo tempo. Perché non rilanciarlo titolare, visto il momento ‘no’ dei compagni?)

MKHITARYAN 4 – Prosegue senza soluzione di continuità il suo periodo imbarazzante. Passa in posizione centrale per l’assenza di Pellegrini, ma tocca pochissimi palloni e quasi tutti regalati agli avversari. Mourinho lo cambia dopo un tempo per disperazione. (46′ PEREZ 5,5 – Molto mobile e vivace, ma poco incisivo).

EL SHAARAWY 7 – Il miglior romanista per distacco. Dopo un primo tempo un po’ strozzato, si inventa il gol del pari con la solita giocata a rientrare. Va vicinissimo al bis con un destro al volo sul quale si esalta Haikin. Salva-faccia. (89′ ZALEWSKI S.V. – Gettato nella mischia con la speranza inventi qualcosa).

ABRAHAM 4,5 – Che sia per colpa del fastidio al tallone, dell’ambientamento in Italia o di un’involuzione tecnica generale. Fatto sta che l’inglese non ne azzecca più una. Preoccupa quando sia avulso dal gioco, non riesce mai a far salire la squadra e risulta poco cattivo in area. Forse il riposo è la miglior medicina. (BORJA MAYORAL 6 – Tra i ‘perdonati’ di Mourinho è quello che impatta meglio. Mette due buoni palloni in mezzo, dal secondo di questi nasce il pari di Ibanez. Magari meriterebbe qualche minuto in più).

All. MOURINHO – Il suo progetto sta fortemente scricchiolando. Non è tanto il pareggio ma il fatto che non ci siano passi avanti. Oggi la squadra era piena di “titolari” ma non è stata in grado di battere una squadra forte ma inferiore. Il momento di forma generale è scadente e nonostante il massimo impegno il gruppo non riesce ad esprimersi. L’esperimento di riportare Cristante al centro della difesa non ha pagato, così come l’insistere su Mkhitaryan, ormai ai minimi termini. Qualcosa dovrà succedere prima del mercato di gennaio o si davvero dura. Intanto probabilmente servirà vincere le prossime due in Conference ma per arrivare secondi, fallendo il primo obiettivo di stagione.