Cremonese, debole e imprecisa sui calci piazzati. Certezza Okereke, Tsadjout pericolo da subentrato

Francesca Palmeri  – Reduce dalla vittoria in Europa League contro il Salisburgo, la Roma si prepara a scendere in campo per lo spigoloso match di Serie A contro la Cremonese. Sfida da non sottovalutare, visto l’ultimo precedente in Coppa Italia. I lombardi hanno conquistato la vittoria eliminando i giallorossi. La squadra di Ballardini è a quota 0 successi nel nostro massimo campionato, se dovesse anche domani esserci un digiuno da parte dei grigiorossi, sarebbe la serie più lunga in assoluto di insuccessi di una squadra dall’istituzione del girone unico nel 1929-30. Come dichiarato in conferenza stampa da Ballardini: “L’ambizione di vincere è la stessa”. I lombardi affronteranno quindi la gara con lo stesso spirito della Coppa Italia, anche se il periodo è pur sempre estremamente negativo: dal 2023 hanno totalizzato solo 2 punti in 8 gare di Serie A. 

I precedenti di questa stagione

Nella gara di andata ad avere la meglio è stata la squadra di Mourinho, al 65° Smalling mette a segno la rete dell’1-0. I calci piazzati sono stati i veri protagonisti della sfida, in particolare quello che ha portato in vantaggio la Roma. Inoltre i grigiorossi hanno sofferto in modo particolare i contropiedi della squadra avversaria: 7 in totale quelli concessi in 90 minuti. A livello offensivo la Cremonese si mostra capace di alternare costruzione bassa e giocate sul lungo per far ripartire l’azione. Nel match di Coppa Italia del 1 febbraio, la storia è totalmente diversa. Probabilmente la più brutta Roma di questa stagione, affronta una Cremonese orgogliosa reduce dall’eliminazione del Napoli nella stessa competizione. La partita termina 2-1 per i lombardi. Primo gol di Dessers su rigore, il secondo clamoroso errore di Celik che devia la sfera di gioco in autogol.

Cruciali i calci piazzati 

Come visto nei precedenti match, la Cremonese ha evidenti limiti tecnici e tattici. Ha il secondo peggior attacco e la seconda peggior difesa del campionato. Sofferente soprattutto sui calci piazzati: sono 11 le reti subite da calcio d’angolo in questa stagione. Nonostante gli evidenti difetti Ballardini può contare su una rosa di attaccanti vasta e pericolosa. Un dato da sottolineare è la capacità dei grigiorossi di reagire nel secondo tempo, frazione nella quale hanno segnato il 71% dei propri gol stagionali in Serie A. Dato realizzabile grazie alla concreta possibilità di variare tatticamente sulla trequarti campo durante i 90 minuti. Frank Tsadjout è l’avversario da contrastare, l’uomo più in forma in queste ultime partite. Non è un titolare, ma riesce sempre ad incidere da subentrato. Nella gara in Coppa Italia è stato uno dei protagonisti mettendo più volte in difficoltà la fase difensiva giallorossa.

Le certezze

Altro nome da menzionare è quello di Soualiho Meïté centrocampista, metronomo della squadra lombarda. Il francese detta i tempi di gioco e ha la responsabilità di gestire i palloni sporchi rendendoli più giocabili dai suoi compagni. La maggior parte delle ripartenze grigiorosse partono da lui. Valeri rappresenta a tutti gli effetti l’uomo della manovra offensiva lombarda, ha creato quest’anno per i compagni 25 occasioni, ed è terzo tra i difensori in questa stagione per numero di conclusioni tentate (26), alle spalle solamente di Theo Hernandez  e Federico Dimarco.

La certezza in attacco è David Okereke. L’attaccante nigeriano è stato quasi sempre schierato da titolare, ha collezionato 21 presenze su 24 giornate disponibili. L’ex Venezia è il perno lì davanti ed ha all’attivo 5 reti: nessuno nella rosa come lui. Per questo la Cremonese cercherà di innescarlo spesso per sfruttare la sua velocità in contropiede vista anche la sua abilità nel dribbling e una buona dose di realizzazione.

 

Una sfida trappola per la Roma. Il fanalino di coda sembra poter far adagiare sugli allori la squadra giallorossa che invece dovrà battersi per superare la squadra di Ballardini e provare l’aggancio al secondo posto, attualmente coperto da Inter e Milan. E poi c’è la voglia di rivalsa dopo la sfida in Coppa Italia che ancora grida vendetta.

Salisburgo, la forza e la solidità del centrocampo di Jaissle

Francesca Palmeri – La Roma si prepara a scendere in campo per il match di Europa League. Il ritorno dei playoff sarà contro il Salisburgo, domani allo stadio Olimpico. Si parte dall’1-0 per gli austriaci della gara di andata. Partita equilibrata, nel finale però arriva la doccia fredda con il gol di Capaldo che batte di testa Rui Patricio. La Roma nella gara di ritorno per assicurarsi il passaggio del turno dovrà quindi vincere con almeno due reti di scarto. I giallorossi non al top della forma, dovranno probabilmente fare a meno di Tammy Abraham. L’attaccante inglese uscito di scena dopo un quarto d’ora nel match contro il Verona, ha ricevuto sei punti di sutura per la ferita alla palpebra inferiore. Resta ancora in stand-by Paulo Dybala, che sta continuando a svolgere un lavoro differenziato. La sua presenza potrebbe diventare l’asso nella manica per lo Special One. Una buona notizia c’è: la presenza di Pellegrini pare certa con il capitano che ha parzialmente lavorato col resto del gruppo. L’affaticamento muscolare sembra essere ormai alle spalle.

Il prossimo avversario: il Salisburgo 

Possiamo andare all’Olimpico con un buon stato d’animo. Sappiamo che giovedì dobbiamo comportarci in modo diverso, ma avremo anche più energia”. Queste le parole del tecnico del Salisburgo, Matthias Jaissle a pochi giorni dalla gara con i giallorossi. Gli austriaci arrivano da un momento molto positivo. Attualmente primi in classifica nel proprio campionato, la Bundesliga, a quota 45 punti a più 6 dal secondo posto. Nelle ultime cinque partite, gli austriaci hanno uno score positivo di: 4 vittorie e 1 pareggio. In Europa il Salisburgo però, non vince da cinque trasferte contro club italiani. L’ultimo successo risale contro la Lazio per 2-1 nel settembre del 2009. Il tecnico austriaco dovrà fare anche i conti con l’assenza per squalifica di Pavlovic. Ci si aspetta una gara ad alta intensità da entrambe le squadre. Da un lato la Roma che deve sperare in una rimonta e dall’altra il Salisburgo con l’obiettivo di continuare questo trend in positivo.

I punti di forza della formazione austriaca 

Andando ad analizzare da un punto di vista tecnico e tattico il match di andata tra i giallorossi e gli austriaci, Mourinho conferma la formazione con il solito 3-4-2-1 mentre Matthias Jaissle schiera il 4-4-2. Non dovrebbero esserci sorprese nella gara di ritorno allo stadio Olimpico. Uno dei principali punti di forza del Salisburgo è quello di un centrocampo solido e compatto. I quattro centrocampisti sono disposti a rombo, costringendo così i trequartisti della Roma ad allargarsi per avere maggior spazio di manovra. Gli 11 di Mourinho durante la gara di andata, dopo un primo momento di difficoltà, sono riusciti a creare a loro volta delle azioni pericolose attraverso i cambi di gioco e i calci piazzati. Per riuscire a battere quindi una squadra come il Salisburgo, sarà necessario puntare sugli esterni tramite lanci lunghi e cambi di gioco improvvisi. La Roma può far male, questo è certo. Nel match in Austria l’unica sbavatura difensiva ha portato gli avversarsi in vantaggio all’88. Sarà necessaria quindi una maggiore concentrazione e concretezza in area di rigore. Tra gli avversari da temere, particolare attenzione a Nicolas Seiwald. Il centrocampista del Salisburgo nella gara di andata contro la Roma, ha creato ben sei occasioni. Un record per un giocatore della squadra austriaca in una partita delle maggiori competizioni europee.

Roma, contro Bologna e Milan alla guida ci sarà Foti. Con il vice in panchina mai una sconfitta

Francesca Palmeri – Nuovo anno, nuovo inizio. Dopo le tournée in Giappone e in Portogallo, si torna in Italia nel nostro Campionato. Sarà un tour de force per i giallorossi, in soli 25 giorni dovranno affrontare: sei match, tra campionato e Coppa Italia. Si giocherà ogni quattro giorni. Una ripartenza impegnativa, difficile, caratterizzata dallo scoglio della famosa “crisi di gennaio”. La Roma ha chiuso il 2022 decisamente sottotono, dopo la sconfitta per 1-0 nel derby, sono arrivati due pareggi con: Sassuolo e Torino. L’obiettivo principale è quindi vincere e guadagnare punti per non abbandonare definitivamente il treno Champions.

I Recuperi fondamentali: Dybala e Wijnaldum

Con la sosta alle spalle Mourinho può tirare un sospiro di sollievo visto che avrà finalmente a disposizione tutta la sua rosa. Con un avvio di stagione segnato da pesanti infortuni, tra tutti quello di Wijnaldum e successivamente di Paulo Dybala ed una scarsa qualità nel finalizzare da parte degli attaccanti, c’è ancora speranza per la zona Champions. Il quarto posto è a 3 punti di distanza. Necessario sarà sicuramente un cambio di rotta e di atteggiamento da parte di tutta la squadra. Con il mercato di gennaio si spera inoltre di apportare ulteriore rinforzo in quelle zone di campo dove si è sofferto di più. Il primo ostacolo da superare sarà Roma-Bologna in programma il 4 gennaio allo Stadio Olimpico.

La ripresa: lo scoglio da superare

Per anni la Roma ha dovuto pagare con qualsiasi allenatore, il prezzo della “crisi di gennaio”, poi è arrivato lui: José Mourinho. Un uomo che nelle ripartenze ha una buona media e che è riuscito così a spezzare la maledizione giallorossa. Lo scorso anno la Roma chiuse la prima parte di stagione con 32 punti al sesto posto. Erano 6 i punti che la distanziavano dal quarto posto. L’avvio non fu sicuramente rose e fiori, visti i due ko nei big match contro Milan e Juventus e la sola vittoria contro l’Empoli per 4-2, ma dopo un mese la situazione era ancora la stessa. Ancora sesto posto a -6 dalla zona Champions. Quest’anno nelle prime partite di gennaio sarà ancora una volta Milan contro Roma. I giallorossi hanno dimostrato di poter dire la loro sul campo di San Siro, dopo la vittoria per 2-1 contro l’Inter lo scorso 1 ottobre. La speranza è quella di guadagnare ancora un volta i 3 punti a Milano. Quattro giorni prima però c’è un’altra avversaria da affrontare: il Bologna. Un dato importante accumuna queste due partite: non ci sarà José Mourinho. Lo Special One lo scorso 13 novembre durante l’incontro tra Roma e Torino è stato espulso per aggressione verbale al direttore di gara Rapuano. Al suo posto a dirigere l’11 giallorosso ci sarà quindi il suo vice Salvatore Foti. Da sottolineare è che con lui in panchina la Roma non ha mai perso. Sia nel match del 1 ottobre contro l’Inter che in quelli della passata stagione contro Spezia e Atalanta, i giallorossi sono riusciti a portare a casa i 3 punti vincendo sempre.

 

Basta El Shaarawy: la Roma supera 1-0 il Casa Pia

Roberto Gentili – La Roma torna a vincere. La seconda amichevole, quarta se si prendono in considerazioni le sgambate nipponiche, riporta il sapore della vittoria nella testa degli uomini di Mourinho. Il goffo passo falso con il Cadice di venerdì è cancellato dalla rete di El Shaarawy (34’), sufficiente per superare il Casa Pia, quinto in Liga portoghese.

Una vittoria però resa amara da Pellegrini, costretto suo malgrado ad uscire alla mezz’ora per una contusione alla tibia sinistra. Nelle prossime ore il capitano romanista effettuerà gli esami. Giovedì, infine, la Roma sarà impegnata con gli olandesi del RKC Waalwijk: sarà l’ultimo impegno prima di tornare nella Capitale.  Ci saranno tre giorni di riposo: l’appuntamento per ultimare la preparazione in vista del Bologna – mercoledì 4 gennaio alle 16:30 – è fissato per il 26 dicembre.

 

Nagoya Grampus, la squadra giallorossa della Toyota: alla scoperta del primo avversario della Roma in Giappone

Roberto Gentili –  Sfogliando 18 calendari, si ritrova l’ultima volta che la Roma ha fatto sventolare i colori capitolini in Giappone. L’allora squadra di Cesare Prandelli prese parte ad una tournée cominciata negli Stati Uniti, passata per il Canada, e terminata a Tokyo. Nella capitale nipponica, il dream match contro l’FC Tokyo si concluse a reti bianche (0-0).

Tra peripezie, successi e cadute, la Roma dal 2004 ha radicalmente mutato la propria pelle. L’anima è sempre più internazionale, come indicato dalla famiglia Friedkin. Motivo principale che porterà i giallorossi nella terra del Sol Levante è la determinazione ad accrescere la popolarità e sviluppare il marchio a quelle latitudini e sondare nuovi partner le missioni principali. L’agenda è fitta di appuntamenti con papabili sponsor, soprattutto in vista del progetto dello stadio di Pietralata. Il primo passo è stato fatto ad agosto, quando la Toyota – azienda cara alla proprietà romanista – è diventata Main Global Partner del club.

ORIENT EXPRESS – Rivolgendo da sempre lo sguardo ad Oriente, i Friedkin hanno ivi indirizzato anche quello della Roma. Oggi pomeriggio, alle 15:30, i giocatori risponderanno alla convocazione di Mourinho. Lo Special One ha concesso una settimana di vacanze dopo il pareggio (1-1) contro il Torino, ultima gara di campionato del 2022. Nella mattinata di martedì, alle 11, la Roma decollerà da Fiumicino alla volta di Tokyo, dove metterà piede la mattina seguente.

Venerdì 26, alle 11:30 ora italiana, diretta su Dazn, i giallorossi saranno in scena al Toyota Stadium contro il Nagoya Grampus. Lunedì 28, invece, è in programma l’incontro contro lo Yokohama F. Marinos.

Il primo avversario nella EuroJapan Cup non è del tutto casuale. Al di là dei colori, il denominatore comune è la Toyota. La casa automobilistica è la proprietaria della squadra, come da caratteristica della J-League, dove ogni grande azienda controlla una società.

IL PROFILO – Fondato nel 1939 nella città di Toyota, proprio sotto il nome di Toyota Motor Soccer Club, il club nei primi anni venne oscurato dalla potenza dei rivali cittadini del Toyota Automated Loom Works SC.

Nel 1968 arriva però la svolta: approfittando della retrocessione del Toyota Automated nelle serie regionali, il futuro Nagoya ne approfittò per crescere e giungere ai vertici del campionato. Quattro anni più tardi, presero parte alla fondazione della Serie B del periodo. Vinta l’edizione inaugurale (1972), vi rimasero fino alla creazione dell’attuale J-League.

Facente parte del gruppo di 10 squadre che nel 1992 diede vita al primo campionato professionistico, il Nagoya è tra i veterani. Delle 30 edizioni sin qui disputate, i giallorossi nipponici hanno firmato 29 presenze. La retrocessione in J2 consumata nel 2016 è subito recuperata con l’immediata promozione.

Da quella stagione, il momento più glorioso è arrivato due stagioni fa. Guidati da Massimo Ficcadenti, conosciuto in Italia per aver allenato, tra le altre, il Cagliari ed il Cesena, i grampi lo scorso anno hanno alzato al cielo la Coppa J. League, la coppa nazionale, prima di lasciare.

MATEUS E SOMA I PERICOLI – Da quest’anno c’è Kenta Hasegawa al timone. Adottata inizialmente la difesa a 4 di Ficcadenti, il Nagoya è passato a tre. Il modulo di base è il 3-4-2-1, sulla cui struttura si poggia anche l’altro sistema, il 3-1-4-2. Il Nagoya ha concluso il campionato all’ottavo posto, peggiorando il risultato della stagione precedente quando era arrivato quinto. A vincere è stato lo Yokohama F. Marinos, avversario lunedì 28 della Roma.

Il portiere è l’australiano Langerak, in difesa Nakatani a sinistra e Fujii al centro. Maruyama non andrà a destra: è indisponibile in seguito alla pulizia al ginocchio effettuata ieri. Il brasiliano Pagnussat, impiegato di rado durante la stagione, lo sostituirà. Mancherà anche Inagaki, capitano e gestore del gioco. Come Maruyama, anche lui è stato operato – alla caviglia – ed è dunque indisponibile.

Nagaki ne prenderà il posto, così come Shigeiro riceverà la maglia lasciata da Leo Silva, che ha lasciato il club. Morishita e Soma gli esterni. Dietro Kakitani, Mateus e Sento. Se Hasegawa dovesse optare per un attacco a due punte, vicino a Mateus andrebbe Naldo. Anche Nagai troverà spazio. Rientra poi Nagasawa dopo la lesione al menisco laterale del ginocchio destro riportata ad aprile.

Mateus è la stella della squadra. Trascinatore con gli 8 gol ed i 5 assist, è bravo nell’attaccare la profondità e spicca per la capacità nel salto. Mancino, è in possesso di un tiro potente. Di quelli disponibili, l’altro pericolo è Soma. Dal baricentro basso, ha nelle accelerazioni e nel dribbling i punti di forza.

L’AMORE ED IL RAPPORTO CON L’ITALIA – C’è sempre stato un filo conduttore tra il Nagoya e l’Italia. Nel settore più caldo del tifo, numerosi sono i riferimenti e gli apprezzamenti al calcio italiano. Basti pensare che La Famiglia è il principale gruppo ultras, seguito poi da Rosso Brillante. Diversi sono gli striscioni in italiano, talvolta leggermente rivisitato: “Il grande squadra del Sol Levante”, “Upper-La curva più alta” ed anche “Arroganterosso” e “Tifiamo per sempre”.

LA ROMA E LE SQUADRE GIAPPONESI- Di pari passo, anche il legame tra la Roma ed il Giappone è saldo. Quando si nomina il paese dei Samurai, nella mente dei tifosi romanisti riaffiora subito il ricordo del più grande giocatore giapponese, ed asiatico, della storia: Hidetoshi Nakata.

Arrivato dal Perugia del vulcanico Gaucci, costellò l’unica stagione romanista con lo scudetto. Fondamentale fu il contributo nel pareggio a Torino contro la Juve (2-2). In poco più di un quarto d’ora, Nakata prima accorciò le distanze con una conclusione balistica dalla trequarti; riprovandoci poco dopo alla stesa maniera, diede invece il là al tap-in di Montella per il pareggio.

Un’altra pagina del legame tra la Roma ed il Giappone viene scritta nel precampionato 2002-03. In un Olimpico strapieno per la presentazione della squadra, l’ultima Roma di Capello scese in campo contro il Kashima Antlers di Toninho Cerezo. La modesta compagine venne superata agevolmente con un secco 6-0. Ora sta alla Roma di Mourinho continuare a rinsaldare il rapporto.

Roma-Lazio, assenze importanti per i biancocelesti. Sarri punta tutto su Zaccagni

Francesca Palmeri – Oggi alle ore 18.00 presso lo Stadio Olimpico di Roma scendono il campo le due rivali per eccellenza: Roma e Lazio. Il giorno dei giorni: è il giorno del derby. Due allenatori, due squadre e due tifoserie completamente diverse si sfidano per il primato della Capitale. Da una parte la Roma che dalla sua avrà il supporto di gran parte dello Stadio. In fase positiva i giallorossi che arrivano dalla vittoria in Europa League contro il Ludogorets per 3-1, che le ha permesso il passaggio ai playoff. Dall’altra la Lazio che dopo la sconfitta contro il Feyenoord per 1-0 non è riuscita a passare il turno in Coppa e si troverà ad affrontare la Conference. Ma come tutti sanno il derby è una partita a sé, nulla è scontato o già deciso.

FOCUS LAZIO 

Il morale dei biancocelesti è stato in qualche modo turbato dopo le sconfitte di questi giorni: prima in Serie A con la Salernitana e poi in Europa. A dare ulteriore preoccupazioni a Sarri sono le importanti assenze di Milinkovic-Savic (squalificato) e Immobile (infortunato). I due pilastri fondamentali per la formazione della Lazio. Dubbi anche sulla presenza di Luis Alberto. Il derby però non può essere sbagliato, sia per il morale che per i tre punti. Nella classifica generale quello che divide le due squadre è un solo punto. Chi vince continuerà a lottare per la zona Champions garantendosi così un primo piccolo vantaggio rispeto all’altra.

I NUMERI

La Lazio in campionato sta facendo molto bene. Attualmente i punti in classifica sono 24: 2 le sconfitte, 7 le vittorie e 3 i pareggi. I biancocelesti sono molto offensivi, 24 sono le reti realizzate in tredici partite con una media di quasi 2 gol a partita. Di queste ben 13 realizzate allo stadio Olimpico e 11 in trasferta. La fase difensiva è positiva: 0,67 è la media delle reti subite, di queste 7 in casa e 1 fuori per un totale di 8. Come detto le due assenze di Milinkovic-Savic e Immobile pesano sulla formazione biancoceleste, ma dal canto suo Sarri può fare affidamento su un giocatore che sta dimostrando di valere tanto: Mattia Zaccagni. Al momento il numero 20 ha eguagliato il numero di gol segnati lo scorso anno, ma non è ancora arrivato quello in Europa. Una cosa è certa: l’esterno può essere quel valore aggiunto dei biancocelesti, un leader autentico di cui adesso si sente molto la necessità.

Sampdoria-Roma, la prima vera prova per mister Stankovic

Francesca Palmeri –  Nel posticipo di questa sera la Roma di José Mourinho affronterà la Sampdoria di Dejan Stankovic. Partita importante per entrambe le squadre. I giallorossi hanno bisogno di guadagnare punti visto che al momento si trovano in grande lotta per un piazzamento Champions, mentre per i blucerchiati c’è la necessità di allontanarsi dall’ultimo posto e dalla zona retrocessione. Sono simili gli stati d’animo delle due squadre entrambe reduci da un pareggio. La Roma arriva dal match di giovedì in Europa League contro il Betis finito 1-1. La Samp, stesso risultato, con il Bologna in Serie A. 

Focus Sampdoria 

La Sampdoria affronta la prima vera prova della gestione Stankovic. La partita contro il Bologna è stata preparata in un solo giorno, con l’aggiunta del cambiamento di modulo: passando dal 4-5-1 di Giampaolo al 4-2-3-1. L’ex giocatore dell’Inter deve lavorare su tutti gli aspetti della sua nuova squadra. Da sottolineare è il fatto che il Ferraris sia da sempre un campo difficile, una trasferta temuta da tutti. I blucerchiati hanno reso la vita difficile a squadre di fascia superiore, come Atalanta, Juventus e Lazio. Dalla loro parte ci sarà sicuramente uno stadio pieno di tifosi pronti a sostenere gli 11 uomini blucerchiati. La richiesta è quella di un cambio d’atteggiamento e di tornare a vincere.

I numeri dei blucerchiati

Il trend è negativo, tre punti in nove partite e ancora nessuna vittoria. Al momento la Sampdoria è all’ultimo posto in classifica a 4 punti dalla zona salvezza: con 3 pareggi e 6 sconfitte. Per quanto riguarda la media gol realizzati è di 0,56: 2 in casa e 3 in trasferta. Le reti subite sono tante, ben 17 in nove partite: 8 al Ferraris e 9 fuori casa. I punti di forza restano quei calciatori di qualità che finora non sono riusciti per vari motivi a esprimersi al meglio o con continuità, come Villar, Gabbiadini, Sabiri, Djuricic, Caputo e Quagliarella. Tra gli obiettivi del nuovo mister c’è sicuramente quello di tornare a far brillare questi ragazzi, in modo da poter guadagnare punti e risalire la classifica.

Dybala, confermata la lesione alla coscia: addio Mondiale?

(Federico Sereni)La lesione è confermata, i tempi di recupero ancora incerti. Nonostante ci fosse un velato ottimismo, gli esami strumentali a cui si è sottoposto Paulo Dybala hanno evidenziato la lesione al retto femorale sinistro. Il Mondiale rimane l’obiettivo per l’argentino,  ma al momento non è sicuro visto che tutto dipenderà dal Ct. Scaloni.

Per avere dei tempi certi la Joya dovrà aspettare un’altra risonanza a cui si sottoporrà tra circa una settimana. L’ex Juve ha già iniziato il percorso di recupero vista la volontà di entrare tra i convocati per Qatar 2022. La cosa certa è che la lesione non è così grave da estrometterlo automaticamente (potrebbe essere di secondo grado): anzi, la speranza della Roma e del calciatore è di riuscire ad entrare 1 o 2 partite delle 9 che i giallorossi dovranno giocare prima della sosta, contro il Sassuolo o Torino (9 o 13 novembre).

La volontà c’è, bisogna vedere come risponderà il corpo. Le settimane di stop potrebbero essere quantificabili in 5-6. La paura di Dybala è quella di rimanere fuori, soprattutto perché le alternative stanno facendo bene: tra questi anche Simeone con il Napoli. Sicuramente l’infortunio avrebbe potuto avere esiti peggiori, dunque c’è solo da sperare.

Betis-Roma, le probabili formazioni. Zalewski ancora a destra. Belotti-Abraham davanti

(Federico Sereni) – Orfana di un Paulo Dybala che potrebbe restare ai box per diverse settimane, la Roma scende in campo al Benito Villamarin di Siviglia consapevole dell’oggettiva mancanza di alternative. Assicurarsi un futuro in Europa League si traduce nel fare risultato contro quel Betis che una settimana ha fatto bottino pieno all’Olimpico, e che davanti al pubblico di casa vanta uno “storico” favorevole: finora imbattuto in campionato (quattro vittorie su quattro, con Elche, Osasuna, Villareal e Girona), e con una striscia di dieci risultati utili consecutivi – sei successi e quattro pareggi – nelle ultime dieci uscite casalinghe in Europa League. Gli spagnoli, in caso di successo e di contemporaneo pareggio tra Ludogorets ed Helsinki, potrebbero addirittura archiviare la pratica qualificazione agli ottavi di finale con 180’ di anticipo. E per il segno X in Bulgaria tifa anche la Roma, a prescindere dal risultato che otterrà a Siviglia: la strada per il primo posto resta in salita, perché anche in caso di vittoria col Betis rimane legato ai risultati degli iberici nelle ultime due giornate. Quella per il secondo posto è ancora sgombra, a patto di portare a casa un risultato utile, meglio se un successo invertendo il trend negativo delle ultime tre trasferte in Spagna (0-2 con l’Atletico Madrid, 1-4 col Barcellona e 0-3 con il Real Madrid.

Betis-Roma, le scelte di Pellegrini

Pellegrini dovrebbe ripartire dall’undici che ha espugnato l’Olimpico sette giorni fa, tenendo conto però delle indisponibilità non solo di Juammi, ma anche di Fekir alle prese con un problema muscolare che lo bloccherà per qualche settimana. Possibile una linea di trequartisti formata da Joaquin, Canales e Rodri a supportare William José il quale rileverà Borja Iglesias. La diga mediana sarebbe quindi affidata a Guardado e Rodriguez, con William Carvalho a rifiatare e Akouokou dalla panchina, mentre tra i pali si accomoderà il portiere di coppa Claudio Bravo. Comparto arretrato con Ruibal e Miranda preferiti ai titolari di campionato Moreno e Montoya (quest’ultimo non in lista europea), mentre al centro possibili straordinari per Pezzella, in considerazione dello stop in campionato che gli verrà inferto dal giudice sportivo dopo l’espulsione rimediata nell’ultimo turno della Liga (0-0 a Valladolid). Accanto all’argentino favorito l’ex Lazio Luiz Felipe, con le alternative rappresentate da Gonzalez e Ruiz.

Betis-Roma, le scelte di Mourinho

La tegola dell’infortunio di Dybala, unita alla squalifica rimediata da Zaniolo nella sfida di andata, obbliga il tecnico giallorosso a valutare due alternative per il fronte offensivo: Pellegrini ed El Shaarawy a supportare uno tra Abraham e Belotti, oppure il centravanti inglese ed il “Gallo” a comporre il tandem d’attacco con il capitano alle loro spalle a rifinire. Binari laterali occupati da Spinazzola – ancora dirottato a destra per far fronte agli infortuni di Celik e Karsdorp – e Zalewski, il quale sostituirà a sinistra Vina utilizzato nell’ultima di campionato, mentre la retroguardia sarà ancora affidata a Mancini, Ibanez e Smalling. Tra i pali Rui Patricio, Shomurodov dalla panchina pronto a dare man forte a gara in corso.

Betis-Roma, le probabili formazioni

Betis Siviglia (4-2-3-1): Claudio Bravo, Ruibal, Luiz Felipe, Pezzella, Miranda, Guardado, Rodriguez, Joaquin, Rodri, Canales, Willian José. All. M. Pellegrini

Roma (3-4-1-2): Rui Patricio, Mancini, Smalling, Ibanez, Spinazzola, Cristante, Matic, Zalewski, Pellegrini, Abraham, Belotti. All. Mourinho

Vendetta Roma Primavera: l’Inter battuta 3-1

(Federico Sereni)Vendetta servita per la Roma Primavera. A Trigoria i ragazzi di Guidi superano l’Inter per 3-1 prendendosi la rivincita dopo la finale del campionato Primavera persa ai supplementari lo scorso 31 maggio. La squadra giallorossa balza così al terzo posto in classifica e mette in crisi i campioni d’Italia che sono in piena zona rossa. E pensare che il tutto è successo sotto gli occhi di Mourinho che ha visto brillare tutta la squadra, ma in particolare Claudio Cassano. L’esterno ha segnato un gol davvero pregevole, quello del momentaneo 2-0, controllando un pallone in volo prima di scaricare un destro fulmineo. L’attaccante sta vivendo sicuramente un ottimo momento dopo una stagione da gregario. I numeri descrivono bene: 5 gol e 3 assist in 7 presenze. Chissà che possa essere convocato nella prossima sfida di Europa League contro il Betis vista l’emergenza lì davanti. Sempre più bomber invece Satriano, con una doppietta, e l’impatto di Pisilli in corsa, decisivo anche lui con un assist di testa per l’attaccante calabrese.