Il Parma affonda la Roma e ora le speranze Champions si riducono all’osso

Pagine Romaniste (F. Belli) – La Roma in piena emergenza questo pomeriggio contro il Parma era chiamata a rispondere agli squilli di Lazio e Atalanta, ma i giallorossi non entrano mai in campo. La squadra di Fonseca sembra partire bene, con qualche spunto che porta all’episodio dubbio in area crociata, con protagonista Hernani che disturba in maniera sospetta Pellegrini. Per l’arbitro però è tutto regolare. Il Parma comincia a prendere in mano le redini del gioco e al 9′ passa in vantaggio: Man sfugge su Kumbulla, mette un bel traversone in mezzo dove si fa trovare pronto Mihaila che porta in vantaggio i suoi. La Roma prova a controllare il possesso ma i giallobù pressano allo sfinimento chiudendo le linee di passaggio per gli attaccanti che si dimostrano poco reattivi. L’unico tiro degno di nota è la punizione di Pellegrini neutralizzata alla perfezione da Sepe. Nel secondo tempo lo spartito non cambia, i giallorossi faticano e al 55′ la squadra di D’Aversa raddoppia: Pellè viene atterrato in area da Ibanez, l’arbitro concede il rigore che Hernani trasforma. La Roma rimane così al quinto posto in classifica con 50 punti, il Parma acqusisce 3 punti d’oro che lo portano al penultimo posto con 19 punti. Una situazione difficile per Fonseca che fino a due mesi fa poteva vantare un invidiabile terzo posto in classifica, a pochi punti dalla vetta, ma il sopraggiungere degli impegni europei ha cambiato radicalmente la situazione. I giallorossi ora devono restare concentrati per non rischiare di perdere ulteriori posizioni in campionato. Potrebbe aiutare, o essere del tutto ininfluente sulla classifica, la sentenza del Collegio del Coni sul caso Diawara attesa tra pochi giorni.

Francesco Belli

Shakhtar Donetsk-Roma, le probabili formazioni e dove vederla

 

Pagine Romaniste (F. Belli) – Dimenticare la disfatta di Parma e conquistare il pass per i quarti di finale di Europa League. Questa la missione della Roma. Dopo la brutta sconfitta del Tardini – che ha visto i giallorossi cadere 2-0 – la formazione di Paulo Fonseca cerca il passaggio del turno contro lo Shakhtar Donetsk. Una partita che sulla carta sembrerebbe già indirizzata. Il primo round della sfida con gli ucraini se l’è aggiudicato la Roma con un secco 3-0 firmato Pellegrini, El Shaarawy e Mancini. Salvo sorprese, Luis Castro dovrebbe confermare in toto la formazione dell’andata. Davanti a Trubin, a comporre la difesa saranno Dodo, Vitao, Matvienko e Ismaily. A centrocampo spazio a Maycon, con Tete, Marlos, Alan Patrick e Taison sulla trequarti. Juniors Moraes unico centravanti. Fonseca risponde con un undici iniziale che vedrà qualche variazione. Pau Lopez è confermato. Data l’assenza di Smalling – che ha messo nel mirino la gara di domenica col Napoli  – titolarità anche per Cristante, di ritorno dopo il riposo osservato con il Parma. Ai suoi lati Mancini e Ibanez. Come nella gara d’andata, la mediana sarà retta da Diawara e Villar. Karsdorp si posizionerà sulla fascia destra e Bruno Peres – squalificato per domenica – su quella di sinistra. Novità nel reparto offensivo. Dietro a Mayoral ci saranno Carles Perez e Pellegrini. Lo spagnolo è entrato con il piglio giusto al Tardini e ritrova la maglia da titolare dopo quasi due mesi. L’ultima partenza dal primo minuto risale infatti a gennaio nella gara di campionato contro lo Spezia. La direzione di gara è infatti affidata all’iberico Antonio Mateu Lahoz. Gli assistenti saranno Pau Cebrían Devís e Roberto del Paloma. Xavier Estrada Fernandez sarà il quarto uomo. In sala Var ci sarà Alejandro Hernández con Ricardo de Burgos all’Avar. Sarà una sfida decisiva per il proseguo della stagione di Fonseca e della Roma, che ormai sembra definitivamente sganciata dall’obiettivo quarto posto e quindi le resta praticamente solo l’Europa League come via per accedere alla prossima Champions League. Ma non si può dimenticare del resto neanche il campionato, perché il Sassuolo e la Lazio sono sempre più vicine e quindi oltre all’Europa League, con ulteriori passi falsi, potrebbe sfumare anche la Conference League. Non è da escludere quindi che a sorpresa Paulo Fonseca faccia turnover per preservare uomini in campionato, forte della netta vittoria d’andata. 

Francesco Belli

La Roma perde un altro big match: il Milan espugna l’Olimpico


Pagine Romaniste (F. Belli) – 
La Roma avrebbe dovuto rispondere per rimanere in lotta per la zona Champions, ma i giallorossi cadono ancora una volta contro una big. Il Milan parte forte e mette in apprensione sin da subito la retroguardia giallorossa. Dopo 43′ i rossoneri passano in vantaggio col rigore procurato da Calabria e trasformato da Kessie. La reazione della squadra di Fonseca arriva al 50′ con Veretout che con un tiro a giro stupendo trova l’angolino alle spalle di Donnarumma. Pioli e i suoi pressano forte e al 58′ Rebic rompe gli equilibri con un diagonale perfetto di mancino. È il gol che taglia le gambe agli avversari, i giallorossi non trovano la giocata per il pareggio. Altra occasione sprecata dopo il pareggio della Juve e la sconfitta della Lazio. Il Milan consolida il secondo posto e si porta a 52 punti. La Roma rimane al quinto posto con 44 punti. Si tratta dell’ennesimo big match perso dagli uomini di Fonseca in questa stagione: i giallorossi infatti sono stati già sconfitti al derby (3-0 per la Lazio), contro il Napoli (4-0), contro l’Atalanta (4-1), contro la Juventus (2-0). una situazione che dovrebbe far riflettere i vertici di Trigoria visto che tra poche settimane si giocherà un altra partita fondamentale, contro il Napoli di Gattuso.

Francesco Belli

La Roma stende l’Udinese e si regala un San Valentino da sogno

 

Pagine Romaniste (F. Belli) – San Valentino ad alta quota per la Roma. Nel lunch match della ventiduesima giornata di Serie A, la formazione giallorossa vince per 3-0 contro l’Udinese. I giallorossi partono col piede sull’acceleratore e trovano subito il vantaggio con Jordan Veretout (5’). Dopo qualche spauracchio del reparto offensivo friulano – gestito senza affanni dalla retroguardia giallorossa – arriva il raddoppio su calcio di rigore, trasformato ancora una volta da Veretout (25’). La Roma trova anche il terzo gol, ma la rete di Pellegrini viene annullata dal Var per un precedente fallo di Mkhitaryan su Stryger Larsen. Nella ripresa la Roma rischia qualcosa di troppo, ma Pau Lopez – prima su Deulofeu e poi sull’ex Okaka – ci mette la mano destra e sbroglia i pericoli. Pericolo che però crea a dieci minuti dalla fine. L’estremo difensore spagnolo sbaglia il tempo dell’uscita, Deulofeu se ne va e cerca di accorciare le distanze, ma il pronto intervento di Mancini in scivolata evita la rete. Nel finale Pedro (90 + 2’) mette il sigillo con un preciso tiro che non lascia scampo a Musso. In attesa della sfida di questa sera tra Inter – seconda a 47 punti – e Lazio (40), la Roma aggancia il terzo posto con 43 punti. La stagione della Roma fino a questo punto è stata totalmente aldilà delle aspettative, ma ora gli uomini di Fonseca dovranno dare seguito a queste vittorie per consolidare il quarto posto e allontanare le pretendenti. Se non bastasse, tra qualche giorno è prevista l’andata dei sedicesimi di Europa League contro il Braga.

Francesco Belli

Da Fazio a Pastore: quanto pesano gli esuberi della Roma

(Keivan Karimi) – L’ennesima sconfitta stagionale contro una big di Serie A ha riaperto il dibattito riguardo le ambizioni della Roma, ancora incapace di fare il salto di qualità.

Secondo molti opinionisti uno dei motivi della scarsa attitudine vincente negli scontri diretti riguarda la qualità della rosa a disposizione di Paulo Fonseca, che a differenza di Inter, Juventus o Milan non vanta una panchina lunga e di qualità.

Colpa forse dei tanti, troppi esuberi che la Roma attuale conta nella rosa 2020-2021. Diversi calciatori infatti sono da tempo ai margini, ma nonostante ciò restano come pesi morti, sia tecnicamente che economicamente, a riempire numerose caselle.

A risentirne dunque, oltre che la sfera tecnico-tattica, sono soprattutto le casse di Trigoria. La presenza dei suddetti esuberi infatti costa molti soldi alla Roma, aumentando di fatto il tetto-ingaggi. Vediamo di chi si tratta.

Partiamo dalla difesa: Federico Fazio è un centrale d’esperienza che da tempo è fuori dagli schemi di mister Fonseca. Ha rifiutato il trasferimento prima al Cagliari e poi al Parma. Il suo attuale stipendio netto è di 2,5 milioni all’anno fino al 2022.

Juan Jesus, in scadenza di contratto, ha detto no invece al Genoa. Il brasiliano percepisce 2,2 milioni. Anche Davide Santon, vero e proprio ‘desaparecido’ della rosa, ha rifiutato alcune soluzioni esterne e guadagna 1,5 milioni a stagione.

A centrocampo spiccano Amadou Diawara e Javier Pastore. L’ex Napoli da tempo sembra con la valigia in mano, ma per ora resta a Roma e pretende il suo stipendio da 2,5 milioni netti. L’argentino, ormai un tutt’uno con l’infermeria giallorossa, ne guadagna ben 4,5. Un vero e proprio macigno per le casse societarie.

A questi rincalzi vanno aggiunte le situazioni di elementi che la Roma vorrebbe piazzare in futuro sul mercato in uscita. Come Pau Lopez, portiere che non ha mai convinto il club e che guadagna tanto (3 milioni netti all’anno). O come Carles Perez, altro acquisto finora deludente, il quale ha firmato un anno fa un contratto da 2 milioni netti.

Forse il meno “esubero” e più meritevole di riguardo è Bruno Peres, giocatore non certo di prim’ordine ma molto considerato da Fonseca. Il contratto del brasiliano scadrà al 30 giugno prossimo, così come gli 1,8 milioni percepiti dal classe ’90.

Tiago Pinto ha già ammesso, al termine del mercato di riparazione di gennaio, di essere deluso con sé stesso per non aver piazzato altrove almeno 2-3 di questi elementi. Ma ci riproverà certamente a partire da giugno 2021. L’eventuale partenza degli otto esuberi individuati darebbe pieno respiro alle casse romaniste, sia per alleggerire il monte-ingaggi sia per poter reinvestire tali risparmi su nuovi innesti e rinnovi contrattuali.

La Roma in soldoni andrebbe a risparmiare 20 milioni di euro netti in stipendi, circa 40 milioni lordi. E se a questi si aggiungono i 7,5 milioni percepiti da Edin Dzeko, anche lui probabile partente, il club giallorosso avrebbe in tasca già un ‘tesoretto’ interno da immettere su almeno 3-4 acquisti di livello ed i prolungamenti di contratto di Pellegrini, Zaniolo e altri titolari.

 

Decima gara con più di tre gol: nessuno meglio della Roma in Europa

Pagine Romaniste (F. Belli) – Il punto di forza della Roma di Fonseca è senza dubbio l’attacco, che gara dopo gara continua a perforare difese e regalare record su record. Lo dimostra la ventesima giornata di campionato, andata in scena ieri sera allo Stadio Olimpico di Roma. Se quella di andata aveva lasciato a tutti, società squadra e tifosi, l’amaro in bocca per il caso-Diawara, quella di ritorno è stata tutta un’altra musica. Nel posticipo serale, la Roma vince 3-1 contro il Verona di Ivan Juric. Un successo che è maturato nel giro di un quarto d’ora. Al 22’ del primo tempo Gianluca Mancini porta la formazione giallorossa in vantaggio, poi incrementato da Henrikh Mkhitaryan prima e Borja Mayoral poi. Oltre a consentire di saldare il terzo posto in classifica, il successo contro i veneti porta in barca anche un record. Nei migliori cinque campionati europei nessuno ha segnato tre o più gol in diverse partite come la Roma. Al secondo posto di questa speciale classifica vi sono il Paris Saint Germain con 10 reti, le stesse del Bayern Monaco. Seguono poi Atlanta e Lione, entrambe ferme a 9. I tifosi sperano che questo andamento possa proseguire sia in campionato ma anche in Europa League, dove i capitolini affronteranno il Braga. 

Francesco Belli

Polveriera Roma: cosa succede (di nuovo) nello spogliatoio di Trigoria

(Keivan Karimi) – Dopo un girone d’andata tutto sommato positivo ed una classifica attualmente soddisfacente, la Roma in una settimana rischia di buttare tutto alle ortiche.

Il derby perso senz’anima, le scorie di una sconfitta tanto criticata quanto meritata. Poi il patatrac contro lo Spezia, nel solito ottavo di Coppa Italia che umilia i giallorossi anche peggio del precedente del 2015.

Se all’epoca dei fatti la Roma di Rudi Garcia fu battuta ai rigori dall’allora club di Serie B, oggi i giallorossi si vedono estromessi dalla competizione al termine della notte delle beffe: sconfitta sul campo per 4-2, doppia espulsione in un minuto, valanghe di gol divorati e soprattutto lo sconcertante errore sulle sostituzioni.

Il sesto cambio operato da Paulo Fonseca è la ciliegina su una torta amarissima, che è costata finora il posto al team manager Gianluca Gombar e al dirigente operativo Manolo Zubiria (proprio ex T.M. giallorosso).

Non bastasse la repulisti dirigenziale e l’ira della famiglia Friedkin, ci si sono messi pure i calciatori di traverso. Il CorSport parla dell’allenamento del giovedì ritardato per protesta del gruppo, contrario al licenziamento di Gombar e poco propenso a scendere in campo a Trigoria.

Addirittura Calciomercato.com svela un altro amaro retroscena: al termine di Roma-Spezia sarebbe stata sfiorata la rissa tra uno dei ‘senatori’ e un membro dello staff di Fonseca.

Litigi, licenziamenti, confronti a brutto muso e persino ammutinamenti. Quello che fuoriesce dallo spogliatoio di Trigoria è un film dell’orrore purtroppo già visto varie volte da queste parti.

Fin dai tempi in cui Rudi Voeller fu ‘intimato’ da parte del gruppo a lasciare la panchina nel 2004, o quando Ranieri dovette dare le dimissioni non avendo la fiducia del gruppo alla sua, fino alla spaccatura Totti-Spalletti di qualche anno fa.

Roma torna ad essere una polveriera, stavolta quasi dal nulla. Sono bastati 5 giorni per individuare la Roma come squadra unita, serena e volenterosa alle considerazioni su un gruppo ricco di fratture interne, persino in rivolta contro l’allenatore.

Sembrava non fosse il caso, ma per Tiago Pinto e Dan Friedkin stanno arrivando mesi di fuoco, dove le decisioni dovranno essere rapide e volendo pure dolorose. Non è da escludere l’ennesimo totale repulisti generale, visto che l’ambiente appare governato da animi fin troppo bollenti o distratti.

Difficile dare la colpa a qualcuno in questo calderone di situazioni più o meno svelate. Ma ci permettiamo di dare un consiglio a Mr. Friedkin: lasci stare i sentimentalismi, l’appartenenza ed i caroselli. Agisca da manager, si circondi di persone prima di tutto professionali e lavori con freddezza, senza tornare sui propri passi. Il passato è un territorio già battuto, il futuro deve essere la svolta per un club troppo spesso umiliato dall’interno.

La Roma su Bernard: l’Everton lo valuta 10 milioni di euro

 

Pagine Romaniste (F. Belli) – La Roma è alla ricerca di un trequartista da affiancare alle punte Dzeko e Mayoral. Un nome che sta avanzando negli ultimi giorni è quello di Bernard, calciatore brasiliano dell’Everton. L’ex Shakhtar, che Paulo Fonseca ha allenato e quindi conosce molto bene, è finito nel mirino del club giallorosso, che + alla ricerca di un rinforzo nel reparto avanzato. Per lasciare partire il 28enne, però, i Toffes chiedono 10 milioni di euro. Nei prossimi la Roma valuterà se formula un’offerta. La prima scelta dei giallorossi sembra comunque essere Stephan El Shaarawy. L’ex giallorosso è però alle prese con lo Shanghai Shenhua, che non vuole lasciarlo partire in prestito. Negli ultimi giorni l’agente, il fratello Alex, si è recato in Cina per mediare. La Roma attende ulteriori sviluppi e spera di non rimanere a bocca asciutta dopo che l’operazione è saltata nelle ultime ore di mercato della sessione estiva. L’ex Milan ha giocato nel club capitolino per tre stagioni e mezzo, realizzando 42 reti in 153 partite (considerando solo il campionato, 34 in 104). Ci saranno ulteriori sviluppi.

Francesco Belli

Le PAGELLE di Roma-Sampdoria 1-0: Dzeko, guizzo del campione. Karsdorp mette il turbo. Mkhitaryan corre come un terzino

(K.Karimi – A.Papi) – I voti e le pagelle del match di oggi pomeriggio tra Roma e Sampdoria, prima gara ufficiale del 2021:

-ROMA-

Pau Lopez 6 – Nessun intervento trascendentale nella sua partita, anche se pesa un’insicurezza di fondo che si porta dallo scorso anno. Poco preciso con i piedi.

Mancini 7 – In un pomeriggio da lupi il difensore toscano non si tira indietro. Si batte senza sosta e limita le eventuali giocate di Quagliarella e compagnia. Concentrazione e aggressività, punto di forza della difesa.m

Smalling 6,5 – I problemi al ginocchio sembrano lontani, visto che la tenuta atletica appare finalmente ottimale. Quando si alza il pallone si smette di giocare, visto che li prende tutti lui. Mai in difficoltà.

Ibañez 7 – Un difensore con i suoi piedi e le sue accelerazioni è un lusso. Difficilmente superabile sulla sinistra, partecipa attivamente alla manovra giallorossa, contro il fortino costruito da Ranieri.

Karsdorp 7,5 – Siamo stati poco teneri nei giudizi quando serviva, ma oggi l’olandese merita tutti gli onori del caso. Deciso, continuo, difensivamente sempre attento. E manda a segnare il gol decisivo Dzeko, per il quarto assist vincente della sua stagione. La locomotiva è tornata.

Villar 7 – Si conferma il miglior regista della rosa, se non l’unico. Anche in un match così insidioso, con spazi stretti e campo ai limiti della regolarità, fa sfregare gli occhi con una prova ricca di lucidità e precisione. Per una squadra che vuole gestire il possesso palla ed imporre il proprio gioco lui è come il cacio sui maccheroni. (dal 71′ Cristante 6,5 – Entra bene in campo, con sostanza ed esperienza. Mette lo zampino nell’azione del gol-vittoria).

Veretout 6 – Box to box continuo, anche sotto la pioggia incessante. Paga la fatica nel finale, gestendo male alcuni palloni pericolosi. Urge trovare una alternativa a centrocampo.

Bruno Peres 5,5 – Nella sua prova, spesso troppo statica e prevedibile, da segnalare solo uno spunto a metà ripresa vanificato da Karsdorp. Non commette errori grossolani, ma allo stesso tempo è tutto tranne che un’arma utile. Il rischio è di vederlo forzatamente titolare anche a Crotone.

Pellegrini 6 – Torna sulla trequarti per il forfait di Pedro. Ha il merito di partecipare alla maggior parte delle azioni giallorosse. La sua mole di lavoro e di occasioni create è davvero molto alta, ma la conversione in pericoli per gli avversari non è all’altezza. (dal 82′ C. Perez 4,5 – Perde un’altra chance per dimostrare di essere utile alla causa. Si divora il 2-0 perdendo dieci secondi a calciare dal limite. L’atteggiamento in generale è insufficiente, di giocatori brevilinei con discreta tecnica ne è piena anche la nostra Serie B).

Mkhitaryan 7 – La sua grandezza è l’umiltà. Pur essendo uno dei calciatori di maggior qualità del campionato si prodiga con chiusure da terzino vecchio stampo. Quando sbaglia rincorre sempre l’avversario per rimediare, un esempio per altri compagni più statici. Peccato solo per un paio di ripartenze sfumate nel finale.

Dzeko 7 – Faticosissimo oggi diventare decisivo, sotto la pioggia incessante e contro la fisicità di Colley. Ma il bosniaco tira fuori il colpo da tre punti, finalmente con un movimento sul primo palo, annullando uno 0-0 già scritto. Ruggito. (dal 85′ Mayoral s.v. – Ultimi minuti per fare pressing e tenere il pallone lontano dall’area).

all. Fonseca 6,5 – Un match davvero molto duro contro un vecchio marpione come Ranieri. La Sampdoria si difende tutta dietro la linea della palla e con un campo così è una brutta gatta da pelare. Alla fine arrivano i 3 punti e il terzo posto in classifica confermato, sfatando anche il tabù del primo match dopo la sosta. Adesso andranno gestite bene le energie in vista di quello che sarà un gennaio ricco di impegni

-SAMPDORIA-

Audero 6.5; Yoshida 5.5 (Leris s.v.), Tonelli 6, Colley 6, Augello 5.5; Candreva 5, Thorsby 6.5, Ekdal 6, Jankto 6; Verre 5.5 (Damsgaard 6); Quagliarella 5.5 (La Gumina s.v.). All: Ranieri 6.

Roma, benvenuto 2021: il mercato che verrà

Guido Fienga e Paulo Fonseca

(di Keivan Karimi) – Un duro, durissimo anno è ormai alle spalle. Da oggi il calcio italiano ed internazionale guarda al 2021 con ottimismo, nella speranza che a breve si superi la pandemia da Covid-19 per ritornare ai vecchi tempi.

La Roma è proiettata con ottimismo nel nuovo anno. Una proprietà, quella della famiglia Friedkin, che ha ambizioni importanti, restando però con i piedi per terra. Una squadra che viaggia a buoni ritmi e punta al ritorno nell’élite del calcio europeo. Infine un nuovo direttore generale, quel Tiago Pinto di cui dal Portogallo parlano come di un maestro del mercato.

E proprio il calciomercato nel 2021 sarà uno dei punti di maggior interesse per la Roma di Paulo Fonseca, che vanta una rosa competitiva ma assolutamente migliorabile. Vediamo dunque quelli che saranno probabilmente i movimenti, tra la sessione imminente di gennaio e quella estiva.

I calciatori in partenza 
 Prima di pensare agli acquisti la Roma dovrà forzatamente valutare i calciatori sacrificabili sul mercato in uscita.

Partiamo dai portieri: se Antonio Mirante rinnoverà per un’altra stagione, restando come secondo d’esperienza, lo spagnolo Pau Lopez è indicato da tutti come un sicuro partente. Il classe ’94 ha estimatori in Spagna ed Inghilterra, ma appare difficile che possa fare le valigie già a gennaio. Probabile una cessione in prestito (anche biennale) con obbligo di riscatto.

In difesa diranno addio certamente Federico Fazio e Juan Jesus. L’argentino sa di non essere più nei piani del club, mentre il brasiliano è in scadenza di contratto e appare impossibile un rinnovo. Anche Bruno Peres, a meno di una seconda parte di stagione sfavillante, lascerà la capitale il 30 giugno prossimo. In uscita pure Davide Santondesaparecido della fascia destra. In caso di offerte significative la Roma valuterà anche la posizione di Roger Ibañez (valutazione sui 35 milioni di euro).

A centrocampo sono due i nomi in uscita: Amadou Diawara e Javier Pastore. Il guineano è sceso nelle gerarchie di mister Fonseca e già a gennaio potrebbe ricevere proposte allettanti (piace in Premier). Il ‘Flaco’ invece è una sorta di mistero, visti i ripetuti infortuni. Il valore tecnico del calciatore ex Palermo non si discute, ma i 4,5 milioni di stipendio lo rendono un elemento esoso e persino nocivo: la Roma farà di tutto per cercare di piazzarlo altrove.

Da valutare invece la posizione dei due spagnoli d’attacco, ovvero Carles Perez e Borja Mayoral. Per il primo si parla di un possibile prestito altrove, magari proprio in Liga, per ritrovare smalto e continuità. Il secondo invece è chiamato a dimostrare di poter essere un vice-Dzeko: senza gol e prove convincenti la Roma potrebbe anche pensare di rispedirlo a fine stagione a Madrid.

Gli obiettivi in entrata Diversi i ruoli che la Roma in questo nuovo anno intende rinforzare con innesti mirati e per lo più giovani.

Viste le prove poco apprezzabili di Pau Lopez, arriverà molto probabilmente un nuovo portiere titolare. Tre le soluzioni che i giallorossi valuteranno: la prima riguarderà un numero 1 giovane e di prospettiva, che possa crescere al fianco di Mirante, come ad esempio il turco Cakir (offerto negli scorsi giorni) o il rumeno Radu in uscita dall’Inter. La seconda opzione vedrebbe la Roma virare su un portiere esperto e affidabile, ma non in proiezione futura: Sirigu del Torino e Silvestri del Verona i papabili. Infine c’è la terza soluzione che porta il nome di Rui Silva, classe ’94 del Granada che si prende a costo zero in estate. Ma c’è da superare la concorrenza di Inter, Lazio, Siviglia e Betis.

Si parla di due possibili innesti in difesa: nella linea a tre centrali di Fonseca potrebbe aggiungersi una nuova risorsa, che possa allinearsi agli attuali titolari. Come Izzo, in uscita dal Torino, oppure il talentuoso Lovato dell’Hellas Verona. In arrivo certamente un terzino destro, capace di alternarsi a Karsdorp: piace molto lo statunitense Reynolds, che però è tentato anche dalla Juventus. Non mancano le alternative in tale ruolo, che vanno dai giovani Soppy (Rennes), Frimpong (Celtic) e Montiel (River Plate) fino al più esperto Hysaj, pronto a svincolarsi dal Napoli.

Roma a caccia anche di un nuovo centrocampista. L’idea iniziale era quella di ingaggiare un regista vero e proprio, ma l’esplosione di Villar potrebbe far virare i giallorossi verso un altro tipo di mediano. Nel mirino un vice-Veretout, un calciatore di quantità, corsa e polmoni. Nandez del Cagliari è il profilo ideale, ma di recente sono stati accostati anche Weigl, tedesco del Benfica, ed il giovane brasiliano Ramon Cesar.

Già a gennaio dovrebbe arrivare un rinforzo sulla trequarti, ovvero una mezza punta che possa dare ricambio alla fase offensiva della Roma. La scelta preferita resta sempre il ritorno di El Shaarawy, ma il suo club cinese (Shanghai Shenhua) non intende regalarlo in prestito. I giallorossi si guardano dunque attorno: visionati pure Zaccagni del Verona, Bernard dell’Everton, Otavio del Porto e Berghuis del Feyenoord.

Resta l’enigma del centravanti. Tutta da decifrare la posizione di Dzeko e Borja Mayoral, entrambi non sicuri di restare a lungo per ragioni diverse. A prescindere da tutto servirà un innesto anche in avanti. Milik a costo zero è una tentazione enorme, mentre a Fonseca non dispiacerebbe riavere con sé Facundo Ferreyra. Ed un ritorno di Scamacca, classe ’99 attualmente al Genoa, rappresenterebbe un interessante colpo di prospettiva per l’attacco.

La situazione dei calciatori in prestitoIl mercato giallorosso del 2021 dipenderà molto anche dalla gestione futura dei calciatori, di proprietà Roma, attualmente in prestito altrove. Tutti elementi che andranno in qualche modo ‘sistemati’.

Il portiere Robin Olsen è passato a titolo temporaneo all’Everton. Le ultime notizie sembrano avvicinare il riscatto definitivo dello svedese, valutato almeno 4 milioni di euro.

A gennaio rientrerà alla base Daniel Fuzato. Il talentuoso estremo difensore brasiliano non ha mai trovato spazio nel Gil Vicente. Per lui previsto un’altra cessione in prestito, probabilmente sempre all’estero.

Alessandro Florenzi sta convincendo nella sua esperienza al PSG. Continuando così appare probabile che i francesi investano i 9,5 milioni di clausola per il riscatto a titolo definitivo.

La Roma tiferà Leicester in chiave Cengiz Under: dai risultati del club inglese e dalle prestazioni del turco dipenderà l’obbligo di riscatto. In tal caso i giallorossi andrebbero ad incassare circa 26,5 milioni di euro.

Più complicate le situazioni di Steve Nzonzi e Justin Kluivert. Il Rennes ed il Lipsia, le due rispettive società a cui la Roma ha ceduto in prestito i giocatori, valuteranno solo a fine stagione l’eventuale riscatto di entrambi. Per il francese c’è l’enorme ostacolo ingaggio (3,2 milioni netti), l’olandese invece potrebbe anche rientrare a Roma prima del previsto. E ciò non dispiacerebbe a Fonseca.

Di minor importanza i rientri dei vari Bianda, Coric, Antonucci e Riccardi, facilmente piazzabili in prestito nel mercato estivo 2021.