Napoli-Roma 4-0. A segno Insigne, Fabian Ruiz, Mertens e Politano

Pagine Romaniste (F. Belli) – Il Napoli e la Roma si affrontano per quello che una volta era conosciuto come il derby del Sole nella nona giornata di campionato. I giallorossi vengono da una lunga striscia di risultati utili consecutivi, ben 12 se non si considera la sconfitta a tavolino col Verona, e vogliono allungare sulle pretendenti in campionato in ottica quarto posto. I partenopei non sono un avversario semplice, nonostante vengano da due sconfitte interne in campionato contro Milan e Sassuolo infatti gli uomini di Gattuso hanno sempre dimostrato di essere una squadra tosta e compatta. Fonseca schiera i suoi con un 3-4-2-1, con Mirante in porta, Mancini, Cristante e Ibanez in difesa, Veretout e Pellegrini sulla mediana, Spinazzola e Karsdorp sulle fasce e con Dzeko punta con dietro di lui il duo Pedro-Mkhitaryan.  Non poteva che essere un tango pieno di malinconia a restituire al Napoli vittoria e consensi, gol e conforto dopo la commozione. Azzurri vestiti come l’Argentina in uno stadio vuoto di persone ma pieno di cuori e pieno di Maradona, nell’arena che prenderà il suo nome al posto del santo. Quando segna Insigne, su punizione arcuata, va a prendere la sua maglia. Il Napoli si rimette in piedi in classifica, inserendosi nel gruppo delle inseguitrici del Milan. La Roma non si presenta proprio: arriva la prima sconfitta stagionale dopo cinque successi consecutivi. Un solo tiro in porta, nessuno da salvare e anche la zavorra di due infortuni nel primo tempo (Mancini e Veretout). Proprio a Napoli Fonseca perse per l’ultima volta in campionato, 16 partite fa. La Roma perde del tutto l’immagine della sicurezza, forse perché manca ancora Smalling e salta pure Mancini. E’ passiva a centrocampo e non innesca il trio avanzato con il rientrante Dzeko, che non ha aiuti da Mkhitaryan e Pedro, al di sotto dei livelli eccelsi recenti. Anche i cambi non fanno cambiare l’umore a Fonseca, il Sassuolo domenica dirà se è stata solo una notte storta.

Francesco Belli

Friedkin fa felici i tifosi: donate mascherine col vecchio stemma

 

Pagine Romaniste (F. Belli) – Dan Friedkin ha fatto il primo passo per entrare nel cuore della tifoseria romanista. Durante Roma-Parma infatti ha indossato una mascherina con sopra il vecchio logo del club, quella con la scritta “Asr” e la lupa. Un simbolo a cui gli ultras sono da sempre affezionati e per cui hanno combattuto battaglie a suon di striscioni, volantini e petizioni. Ed è stata proprio una petizione sottoscritta da 1927 + 753 persone a convincere l’imprenditore texano ad andare incontro ai tifosi. Ma non è finita, Friedkin ha deciso di donargli 12680 mascherine con il vecchio stemma, che saranno distribuite dall’avvocato degli ultras, Lorenzo Contucci, ambasciatore dell’iniziativa, a tutti i firmatari a fronte di un’offerta di minimo un’euro. Tutto il denaro raccolto sarà devoluto ai reparti di oncologia e ematologia del Bambino Gesù. A tutti i sottoscritti sul territorio sarà possibile donare attraverso una piattaforma di crowdfunding; all’estero ad aiutare saranno i Roma Club che raccolgono migliaia di persone tra i loro iscritti. Un segnale di discontinuità con la passata gestione, spesso criticata per non essere troppo attenta alle questioni care al tifo. Un passo importante.

Francesco Belli

Tiago Pinto, identikit del nuovo general manager della Roma

Alice Dionisi – Comincia a delinearsi la nuova Roma dei Friedkin. Gli americani hanno annunciato il nuovo direttore generale del club, che entrerà a far parte della società dal 1° gennaio 2021, non appena il suo contratto con il Benfica terminerà. Tiago Pinto avrà il compito di supervisionare tutte le componenti sportive della Roma, rapportandosi direttamente con il presidente Dan Friedkin e il figlio Ryan e sarà lui a condurre le operazioni di mercato a partire dalla sessione invernale di riparazione. Giovane, appena 36 anni, ma nella sua carriera da dirigente conta oltre 50 trofei, nazionali e internazionali, ottenuti grazie alla direzione multisportiva del Benfica. Laureato in Pedagogia, con un Master in Economia e Risorse Umane, il portoghese si è fatto subito notare dal Benfica, quando in occasione di un’Assemblea Generale del club aveva presentato, in qualità di socio, delle idee per il potenziamento delle attività della società. Da qui la chiamata e l’opportunità di guidare la divisione multisportiva: basket, futsal, pallavolo, pallamano e hockey a rotelle. A partire dalla stagione 2017/2018 assume il ruolo di direttore generale nel club portoghese, lavorando braccio a braccio con il direttore sportivo Rui Costa. Sotto la sua direzione la squadra conquista due Supercoppe nazionali e la Superliga portoghese nel 2018/2019. “Tiago è un talento di livello mondiale -ha dichiarato il presidente Dan Friedkin-. Nelle nostre numerose conversazioni è stato chiaro che la sua passione per il suo lavoro, la sua mentalità lungimirante e, soprattutto, orientata al successo sono coerenti con la nuova etica della Roma. Siamo convinti che la sua notevole energia, i suoi solidi princìpi e la sua capacità di individuare, sviluppare e ottimizzare il profilo dei talenti sosterranno la nostra ambizione di rendere la Roma competitiva per i più importanti trofei italiani ed europei”. Nel corso della sua gestione, il Benfica ha incassato quasi 530 milioni di euro dalle cessioni, in primis quella di Joao Felix all’Atletico Madrid per 127.2 milioni. Oltre alla cessione del giovane attaccante portoghese, spiccano anche quelle di Ruben Dias ed Ederson al Manchester City per, rispettivamente, 68 e 40 milioni di euro, Jimenez al Wolverhampton (ceduto per 41 milioni) e Semedo al Barcellona (35.7 milioni). Il nuovo dg è pronto per mettersi in gioco nella Capitale: “Sono lieto e onorato di entrare a far parte della Roma in un momento così entusiasmante per lo sviluppo del Club. Lasciare il Benfica è stata una decisione molto difficile, ma entrare a far parte di una Roma in fase di rilancio grazie al dinamismo della nuova proprietà è un’opportunità professionale che non potevo rifiutare”.

Alice Dionisi

Il Barcellona alla ricerca di un centrale “low cost” a gennaio, idea Fazio

 

Pagine Romaniste (F. Belli) – Pique, Lenglet ed Araujo, questi i tre centrali a disposizione di Ronald Koeman, tecnico del Barcellona. Pochi per permettere all’olandese di fare le rotazioni per il turn-over. In realtà in rosa ci sarebbe anche Umtiti, ma per parecchio tempo il francese sarà fuori per infortunio. Per questo il Barcellona è alla ricerca di un centrale difensivo da comprare a poco nella sessione invernale di mercato del mese di gennaio. Il profilo adatto è quello di un centrale esperto, ma che costi poco. Questi i profili che i catalani stanno osservando con grande attenzione: Rudiger, Matip, Mustafi, Pezzella, Musacchio e Fazio. Una cessione, quella di Fazio, che sarebbe accolta molto positivamente a Trigoria: il reparto difensivo è considerato completo e cedere l’argentino consentirebbe ai giallorossi anche di liberarsi di un ingaggio pesante e, perché no, andare a completare la rosa mirando altri obiettivi.

Francesco Belli

Roma, focolaio Covid-19 a Trigoria

Alice Dionisi – Marash Kumbulla è risultato positivo al Coronavirus. Lo ha annunciato il calciatore tramite un post sul proprio profilo Instagram: “Sono risultato positivo al Covid-19, ma per fortuna sto bene e non ho sintomi. Nessuno può dirsi totalmente al riparo da questo virus, vorrei quindi sensibilizzare tutti voi ad evitare comportamenti che potrebbero mettere in pericolo la vostra salute e quella degli altri”. Quella del difensore giallorosso è la sesta positività in casa Roma in appena cinque giorni, che si va ad aggiungere a quelle di Dzeko, Pellegrini, Fazio e Santon (oltre al portiere della Primavera, Pietro Boer); tanti casi quanti erano stati quelli totali da inizio pandemia (Mirante, Bruno Peres, Carles Perez e Kluivert in estate, più recentemente Diawara e Calafiori). Fonseca recupera invece Diawara e Calafiori, risultati negativi agli ultimi tamponi effettuati -come il resto della squadra- e di nuovo a disposizione del tecnico. A scopo precauzionale i calciatori si alleneranno in maniera individuale, tornando al protocollo post-lockdown: tamponi quotidiani, niente pranzo di gruppo (verranno consegnati loro i cestini pasto al termine dell’allenamento) o spazi comuni, e stanze singole nella foresteria di Trigoria al posto dello spogliatoio. Il focolaio di Trigoria ha fatto scattare il divieto da parte della ASL competente di raggiungere le rispettive Nazionali per i ritiri, le amichevoli e le sfide di Nations League. Preoccupa il rischio contagi, ma Fonseca avrà tutto il tempo a disposizione per preparare la sfida contro il Parma, in programma il 22 novembre dopo la sosta per le Nazionali.

Alice Dionisi

L’armeno che va come un treno

Alice Dionisi – Un super Mkhitaryan decide la sfida contro il Genoa al Marassi e trascina la Roma al terzo posto in classifica, sorpassando la Juventus e portandosi a -3 dalla vetta. I giallorossi si presentano in Liguria senza Edin Dzeko, risultato positivo al Covid-19, in porta spazio a Pau Lopez, che sostituisce Mirante. Sostituzione obbligata per Fonseca, che dopo 14 minuti di gioco è costretto a sostituire Spinazzola con Bruno Peres. Nel secondo tempo dentro Cristante per Borja Mayoral, nel finale spazio anche a Villar. I riflettori, però, sono tutti puntati su Mkhitaryan. L’armeno nel post-partita racconta che Dzeko, dal suo isolamento, si era raccomandato con lui: “Non posso segnare io, tocca a te”. Il numero 77 ha risposto presente all’appello del capitano, mettendo a segno una tripletta che gli consente di portare a casa il suo primo pallone in Serie A. Mkhitaryan ci prova al 18’, ma Perin gli nega la rete deviando sulla traversa, poi sullo scadere dei minuti di recupero sfrutta il corner battuto da Veretout e segna di testa, anticipando il portiere. Nella ripresa il Genoa prova a reagire, trovando il momentaneo pareggio con un destro rasoterra di Pjaca, l’unico tiro in porta dei padroni di casa. Ci pensa però sempre Mkhitaryan a risolvere la partita, prima col il gol del raddoppio al 66’, su intuizione di Bruno Peres, poi con quello del 3-1 che chiude definitivamente la partita, all’85’ su cross di Pedro. L’armeno è soddisfatto del suo rendimento in stagione: “L’anno scorso ho subito due infortuni, ora sto facendo bene e per fortuna sono consistente. Penso di mostrare le qualità che ho e ringrazio i miei compagni”. I giallorossi, reduci dalla vittoria per 5-0 in Europa League contro il Cluj (Mkhitaryan a segno anche lì) che gli ha permesso di conquistare il primo posto nel girone, sfruttano i risultati delle rivali e adesso sono terzi a pari punti con il Napoli, con il secondo posto (Sassuolo) che dista un solo punto.

Alice Dionisi

Manita al Cluj, Roma in testa al girone

Alice DionisiLa Roma travolge il Cluj 5-0 nella terza gara della fase a gironi di Europa League, confermandosi in solitaria in testa alla classifica con 7 punti (dopo la vittoria contro lo Young Boys in Svizzera e lo 0-0 maturato col CSKA Sofia). Fonseca opera grandi cambi, ma il turnover questa volta gli dà ragione. In porta Pau Lopez prende il posto di Mirante, ma lo spagnolo è spettatore non pagante all’Olimpico. Cluj non pervenuto, Rondon tenta la conclusione al primo tempo, ma il portiere si fa trovare pronto e mantiene la porta inviolata. Riposa Dzeko, al suo posto Fonseca schiera Borja Mayoral, che trova il suo primo gol in giallorosso, ma non si accontenta e mette a segno la doppietta contro i romeni (34’ e 84’).

Una partita senza storia, con la Roma che domina per tutti i 90’ nonostante le assenze (squalificato Mancini, assenti Carles Perez, Santon, Diawara e i lungodegenti Pastore e Zaniolo). Mkhitaryan sblocca subito la partita dopo un minuto di gara, sfruttando un cross di Spinazzola e portando i giallorossi in vantaggio con un colpo di testa. Al 24’ raddoppia Ibanez (al primo gol con la maglia della Roma) ancora una volta di testa, approfittando del calcio d’angolo di Veretout. Al 34’ Borja Mayoral trova il primo gol dal suo arrivo nella Capitale (34’) e raddoppia nel secondo tempo (84’) prima di lasciare a Pedro il gol del 5-0 definitivo. Lo spagnolo trova la rete grazie all’assist del giovane Tommaso Milanese, classe 2002, al suo esordio in prima squadra e nella competizione europea. “Non ho dormito alla vigilia e non penso di riuscirci anche oggi” ha commentato Milanese al termine della gara, “Provo una gioia indescrivibile. All’inizio non ci credevo, ora spero di avere altre occasioni”. La foto dell’abbraccio con Pedro ha già fatto il giro del web e lancia un messaggio chiaro a Fonseca: la Primavera di Alberto De Rossi c’è.

Al giro di boa, i giallorossi sono in testa alla classifica del gruppo A con 7 punti, seguiti dal Cluj (rimasto a quota 4) a pari punti con lo Young Boys, reduce da una vittoria per 3-0 contro il CSKA Sofia. I bulgari restano ultimi, con un solo punto conquistato dal pareggio per 0-0 all’Olimpico contro la Roma.

Alice Dionisi

Friedkin tenta l’uscita dalla Borsa

Alice DionisiDan Friedkin vorrebbe ottenere il pieno possesso della Roma. Il presidente della società giallorossa detiene l’86,4% delle azioni e vorrebbe entrare in possesso del restante 13,6%, in mano ai piccoli azionisti, attraverso l’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) lanciata lo scorso 9 ottobre. Qualora il numero uno del club riuscisse ad ottenere almeno il 95% delle azioni, il delisting sarà automatico.

L’amministratore delegato Guido Fienga ha confessato all’Ansa che “Se i nostri azionisti di minoranza accettassero l’offerta consentirebbero di far progredire la Roma nel programma di potenziamento, di investire più risorse nel rafforzamento della squadra. Si prevede di proseguire con l’aumento di capitale, essenziale per supportare il club dentro e fuori dal campo. Vogliamo tutto la stessa cosa per la Roma: con l’azionista di maggioranza stabilizzeremo la situazione economico-finanziaria al fine di avere sempre una squadra sostenibile e competitiva“. Se l’operazione andasse in porto, la Roma non sarà più quotata in Borsa.

Friedkin ha ancora molta strada davanti: finora le adesioni hanno raggiunto appena l’1,1%. Molti degli azionisti hanno acquistato ad un prezzo ad un valore più alto e rischierebbero di andare in perdita. Il rischio, però, è che in caso di aumento di capitale la quota di partecipazione dei piccoli azionisti venga diluita e non possa più essere venduta con il delisting. Alle 17:30 del 6 novembre terminerà il periodo di adesione all’Opa e verrà decretato se il titolo della Roma uscirà definitivamente da Piazza Affari, dove era entrata il 23 maggio del 2000 per volontà del presidente Franco Sensi.

Alice Dionisi