Milik tratta per essere ceduto a gennaio: Roma alla finestra

 

Pagine Romaniste (F. Belli) – E’ una sofferenza. Vedere giocare così bene questo Napoli pur restando ai margini, prendendo parte agli allenamenti per poi restare fuori dalla fase tattica. Ecco perché potrebbe svolgersi un’accelerata per la sua cessione a gennaio. Ne hanno parlato ieri De Laurentiis, il direttore sportivo del Napoli Giuntoli e il suo agente David Pantak. L’incontro è stato utile per risanare un rapporto ai ferri corti e per aprire alla sua cessione nel più breve tempo possibile. Oltre all’interessamento di alcuni club di Premier (primo fra tutti il West Ham), ci sono in Italia la Fiorentina e soprattutto la Roma visto che Mayoral non sta convincendo.  Potrebbe essere un ritorno di fiamma per il club giallorosso visto che il polacco è stato vicinissimo a Trigoria in estate, anche se poi l’operazione è sfumata e Dzeko è rimasto il nove titolare. di Fonseca.

Francesco Belli

Carattere e personalità: la Roma pareggia col Milan. Tanti errori arbitrali di Giacomelli, che viene fermato da Rizzoli

MILAN, ITALY – OCTOBER 26: Marash Kumbulla (L) of AS Roma celebrates his goal with his team-mats during the Serie A match between AC Milan and AS Roma at Stadio Giuseppe Meazza on October 26, 2020 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

 

Pagine Romaniste (F. Belli)Sei gol, tante giocate d’alto livello, parecchi errori arbitrali e molto spettacolo a San Siro, nel match del lunedì sera tra Milan e Roma. Gli uomini di Pioli, primi in classifica, non trovano la vittoria per la prima volta da inizio campionato, frenati dagli uomini di Fonseca. Tre volte in vantaggio, i padroni di casa si fanno rimontare sempre. Inizio sprint sia nel primo che nel secondo tempo: al 2′ minuto di ogni tempo, infatti, il Milan è riuscito a sbloccare la gara, con Ibrahimovic prima e Saelemaekers poi. Il primo pareggio giallorosso è a firma Dzeko, che su cross dalla bandierina di Pellegrini sfrutta un’uscita a vuoto di Tatarusanu e deposita in rete. Al 72′ poi, è Veretout a trasformare un rigore dubbio nato da un contatto tra Pedro e Bennacer. Giacomelli però si fa subito perdonare, se così si può dire, e regala un tiro dagli undici metri anche al Milan, che viene trasformato da Ibrahimovic. A 6 minuti dal termine, infine, Kumbulla deposita in rete con il destro sugli sviluppi di un calcio d’angolo da sinistra. Torniamo all’arbitraggio del direttore di gara, che ha fatto veramente una pessima figura. Due rigori sbagliati, errori evidenti di gestione e una partita nel pallone. Era difficilmente evitabile che il designatore degli arbitri di Serie A e B, Nicola Rizzoli, non prendesse provvedimenti nei confronti di Piero Giacomelli e Luigi Nasca, rispettivamente arbitro e Var lunedì sera nel posticipo di San Siro tra Milan e Roma, conclusosi sul 3-3. Provvedimenti che infatti sono stati presi. Troppo gravi i due errori, quelli che hanno portato al rigore per la Roma prima (trasformato da Veretout) e al rigore per il Milan poi (trasformato da Ibrahimovic). Seguirà un periodo di stop almeno fino alla pausa Nazionali e poi, dopo qualche designazione in Serie B, si deciderà per il suo reintegro graduale nel massimo campionato. Non si tratta, come ribadisce l’Aia, di voler punire l’arbitro: si tratta di cercare di fargli ritrovare serenità dopo un arbitraggio no. 

Francesco Belli

Una riflessione da Roma-CSKA Sofia

(Jacopo Venturi) – La Roma pareggia con il CSKA Sofia in casa in una partita che non verrà ricordata per lo spettacolo. Il fatto che i giallorossi non abbiano vinto una partita ampiamente alla loro portata è comunque molto improbabile che vada a intaccare il primo posto finale della squadra di Fonseca nel girone, visti gli avversari. La partita però può far sorgere una legittima riflessione sulla rosa giallorossa. Contro i bulgari infatti sono scese in campo praticamente in blocco le seconde linee della Roma, similmente a quanto era accaduto nel primo tempo contro lo Young Boys, ed è stato evidente. Quest’anno più che negli scorsi infatti sembra netta la differenza tra la formazione titolare e quella di riserva della Roma. Questo dipende da un mercato con alcune falle evidenti in tal senso, come il fatto che finché non tornerà Zaniolo, a febbraio, l’unico trequartista di ruolo che può far rifiatare Pedro e Mkhitaryan è Carles Perez. Un altro esempio c’è sulle fasce, dove Spinazzola è l’unico terzino sinistro di ruolo, con solo il Primavera Calafiori e l’adattabile Santon a poterlo sostituire. Anche in difesa, Fonseca è stato costretto a ritirare fuori dal dimenticatoio Juan Jesus e Fazio, messi ai margini del progetto inizialmente, per favorire il riposo dei titolarissimi. Ecco dunque che il livello delle prestazioni scende a tal punto da non riuscire a superare avversari più che modesti come il CSKA Sofia. La strategia di Fonseca dunque potrebbe essere diversa: per i titolari sì al riposo, ma part-time. Il piano ha funzionato contro lo Young Boys, quando nel secondo tempo sono entrati i migliori e hanno deciso il match. Contro i bulgari non è andata altrettanto bene, ma la prestazione della seconda frazione di gara è stata decisamente migliore di quella della prima. Questo a dimostrazione che questa strada, che fa perdere di fatto metà partita, non può risultare sempre vincente ma è l’unica che quest’anno la Roma possa percorrere.

(Jacopo Venturi)

Ci prova il Milan, ma la Roma recupera

Alice Dionisi – Il Milan va in vantaggio tre volte nello scontro diretto contro la Roma a San Siro, ma i giallorossi riescono sempre a pareggiare il risultato. Rossoneri in vantaggio dopo soli due minuti grazie ad un gol di Ibrahimovic, ma al 14’ risponde Dzeko e ristabilisce la parità, in un botta e risposta tra bomber. Nella ripresa Milan di nuovo in vantaggio dopo due minuti, con Saelemaekers che firma il 2-1. Disastrosa la gestione dalla gara da parte dell’arbitro Giacomelli, che prima concede un rigore generoso ai giallorossi, trasformato da Veretout al 71’, poi compensa 8 minuti dopo, concedendo il penalty (inesistente) anche agli uomini di Pioli. L’assistente Nasca al VAR non pervenuto. Va Ibrahimovic dagli 11 metri e mette a segno la rete del 3-2, che decreta la doppietta dello svedese. La Roma però non si lascia abbattere e all’84’ trova nuovamente il pareggio grazie al gol di Kumbulla, attento sul corner di Veretout. Male anche la gestione dei cartellini da parte dell’arbitro: nessuna sanzione nel primo tempo, abbondano nel secondo. Incredulo Dzeko che al secondo rigore si lamenta con l’arbitro, “Ma che siamo venuti a fare?!”. Anche il difensore rossonero Kjaer non le manda a dire: “Il gol del 2-2 è meglio che non lo commenti. L’altro rigore secondo me lo hanno dato perché l’arbitro sapeva di aver sbagliato. Noi lavoriamo ogni giorno, poi durante la partita succede questo: è difficile accettarlo”. Alla fine, i giallorossi fermano sul pareggio la capolista e confermano la striscia di risultati utili ottenuti sul campo (esclusa la sconfitta a tavolino contro il Verona). Il Milan rimane primo in classifica, ma interrompe la striscia di vittorie consecutive. Un pareggio equo, che lascia la sensazione di una Roma in crescita e, a gara conclusa, Fonseca non può che ritenersi soddisfatto della prestazione dei suoi: “Siamo stati bravi a reagire sempre, purtroppo abbiamo commesso molti errori, soprattutto nelle scelte offensive. Avrei voluto vincere questa partita, ma dato che eravamo sempre di rincorsa, il pareggio va letto come un buon risultato. È stata una partita equilibrata”.

Alice Dionisi

Nel 3-3 di Milano c’è l’anima della Roma

(Jacopo Venturi) – Se la Roma contro il Milan doveva dimostrare qualcosa, lo ha fatto. Nella tana dell’attuale prima in classifica e di una delle squadre più in forma del calcio italiano dal post-lockdown, la squadra di Fonseca ha messo in campo due cose fondamentali per una grande squadra: carattere e qualità. La partita è stata bella, ben giocata da entrambe le formazioni e piena di emozioni, ma tra le due è sicuramente la Roma a uscire con un mezzo sorriso. I giallorossi infatti arrivavano al match senza i favori del pronostico e con qualche certezza in meno, ma nonostante ciò sono riusciti a recuperare per tre volte lo svantaggio, dimostrando di avere la giusta tenuta nervosa anche ad alti livelli. Sul piano del gioco anche la compagine di Fonseca non ha affatto deluso: non è stato un calcio spettacolare, ma funzionale; la Roma sapeva che cosa doveva fare e lo ha fatto, dall’inizio alla fine, con pochissimi passaggi a vuoto. È logico che non stiamo parlando di una squadra perfetta, ma i segnali fin qui arrivati, fatto salvo l’esordio con il Verona, sono quelli di un gruppo che, nonostante le difficoltà, sta riuscendo a mettersi alle spalle uno ad uno tutti i vizi che aveva mostrato lo scorso anno, dall’incoerenza tattica alla fragilità mentale. La Roma sembra anche più consapevole dei suoi pregi e dei suoi difetti e ciò la porta a cercare sistematicamente di esaltare i primi e a nascondere i secondi. Senza esaltazioni dunque la Roma cresce.

(Jacopo Venturi)

La Roma rimonta lo Young Boys e vola in testa al girone

Pagine Romaniste (F. Belli) – La Roma è tornata in campo, dopo la bella vittoria in campionato per 5 a 2 ai danni del Benevento, stavolta affrontando in campo europeo lo Young Boys. Si è trattato dell’esordio stagionale in Europa League per i giallorossi e per mister Fonseca aveva promesso ed ha fatto parecchio turnover. Detto fatto, la Roma ha cambiato volto totalmente, in ogni suo reparto, permettendo a tanti giocatori di tirare il fiato. Alla fine sono bastati 30 minuti di Roma vera, correggendo l’Armata Brancaleone mandata in campo all’inizio da Fonseca, per rimontare gli svizzeri e mettere una seria ipoteca sul passaggio del turno. Nell’altra gara del girone il Cluj ha vinto in trasferta contro il Cska Sofia. Nel prossimo turno i romeni si scambieranno l’avversaria con i giallorossi e potenzialmente si potrebbe scavare già un solco tra le prime due del girone, un solco di 6 punti tra prima/seconda e terza/quarta. Nel primo tempo i capitolini hanno pagato le tante assenze e sono andati sotto, nel secondo grazie soprattutto alle sostituzioni la Roma è tornata ed ha ribaltato la gara con Peres e Kumbulla. Dan e Ryan Friedkin non si sono persi la gara. Una vittoria meritata per i giallorossi anche se non è d’accordo Fabian Lustenberger, calciatore giallonero, che in zona mista a fine gara ha dichiarato: “Ancora una volta è stata un’occasione mancata a livello internazionale. Abbiamo giocato una buona partita per oltre 90 minuti e siamo stati quantomeno alla pari. Abbiamo avuto dei momenti in cui ci siamo lasciati mettere in difficoltà, ma alla fine la Roma ha fatto due tiri in porta ed entrambi sono entrati. Ecco perché è molto, molto deludente e subito dopo la partita è anche difficile parlare direttamente delle cose positive”. Pazienza, la Roma vince ed è in testa al girone

Francesco Belli

Una storia in 25 atti: Roma, da Italo Foschi a Dan Friedkin

Alice Dionisi – Venticinque presidenti in 93 anni di storia. Spicca fra tutti Franco Sensi, il più longevo nella storia della Roma, ma anche il più vincente, insieme a Dino Viola. Un percorso che vede protagoniste anche due donne (Flora Viola e Rosella Sensi) prima di arrivare alla gestione a stelle e strisce.

Italo Foschi apre la storia giallorossa, fondendo Alba Roma, il Roman e la Fortitudo Pro Roma (di cui era dirigente) e rimanendo alla guida del club fino a marzo del 1928. Dopo di lui Renato Sacerdoti (marzo 1928-giugno 1935 e una seconda parentesi, dal 1952 al 1958), Antonio Scialoja (una presidenza di soli cinque mesi, fino a novembre 1935) e Ignito Betti (fino a giugno 1941). Sotto la guida di Edgardo Bazzini (giugno 1941-luglio 1943) arriva il primo trofeo della storia, con i giallorossi che conquistano lo scudetto nella stagione 1941-42. Seguono Pietro Baldassare (5 anni di presidenza, da novembre 1944 a maggio 1949) e Pier Carlo Restagno (giugno 1949-luglio 1952), ma nel giugno del 1951 la Roma retrocede in Serie B. Nell’estate successiva Romolo Vaselli assume la guida del club, ma solo per 4 mesi (da luglio 1952 a novembre 1952): torna Renato Sacerdoti per la seconda volta, dopo essere stato vittima di campagne di stampa in quanto ebreo. Sotto la presidenza di Anacleto Gianni (marzo 1958-aprile 1962) arriva il primo trofeo internazionale, con la vittoria della Coppa delle Fiere nel 1960-61. Breve parentesi di Augusto D’Arcangeli in veste di Commissario Straordinario (da aprile a luglio del 1962) prima dell’arrivo di Francesco Marini Dettina (luglio 1962- settembre 1966), quando la Roma conquista la prima Coppa Italia della sua storia, nella stagione 1963-64. Sotto la presidenza del politico Franco Evangelisti (settembre 1966- giugno 1968) il club diventa una società per azioni, dopo il breve interregno di Francesco Ranucci (giugno 1968- dicembre 1968), la Roma conquista la seconda Coppa Italia con Alvaro Marchini (dicembre 1968- giugno 1971) e durante la prima partecipazione alla Coppa delle Coppe arriva in semifinale. Durante la presidenza di Gaetano Anzalone (giugno 1971-maggio 1979) arriva la vittoria nella Coppa Anglo-Italiana. A maggio del 1979 Dino Viola assume la carica di presidente della Roma e rimarrà a capo della società fino a gennaio del 1991, quando scompare a causa di un tumore, lasciando le redini momentaneamente nelle mani della moglie Flora (fino ad aprile 1991). Sotto la guida di Viola, i giallorossi conquistano il secondo scudetto (1982-1983) e altre cinque Coppe Italia, sfiorando l’impresa in finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. La società passa dalle mani di Flora Viola a quelle di Giuseppe Ciarrapico (aprile 1991- maggio 1993), che si concluse con l’arresto del presidente per bancarotta fraudolenta. Ciro Di Martino assume la guida del club momentaneamente (giugno 1993- novembre 1993) prima di lasciare le redini a Franco Sensi. Durante i 15 anni della sua presidenza, guida la Roma alla conquista del terzo scudetto (2000-2001), di due Supercoppe e altre due Coppe Italia. Si spegne all’età di 82 anni, dopo una lunga malattia, lasciando la Roma nelle mani della figlia Rosella (agosto 2008- giugno 2011). Dopo la breve guida di Roberto Cappelli (da luglio a settembre 2011), scelto come presidente “ad interim” dal consiglio d’amministrazione, inizia l’era americana. La Roma viene ceduta ad un gruppo di imprenditori americani, capeggiati da Thomas DiBenedetto prima (settembre 2011- agosto 2012) e James Pallotta poi. Pallotta resta alla guida del club per otto anni, da agosto 2012 fino ad agosto 2020, prima di cedere a Dan Friedkin, venticinquesimo presidente della storia della Roma.

Alice Dionisi

 

Calafiori positivo: squadra costretta all’isolamento

Pagine Romaniste (F. Belli) – Riprende il campionato dopo la sosta, e la Roma è costretta a fare i conti ancora una volta con il Coronavirus. Dopo Diawara, è infatti risultato positivo al giro di tamponi Riccardo Calafiori, terzino sinistro reduce dagli impegni con l’Under 20 e sostituto di Spinazzola. “Mi sento bene e non vedo l’ora di tornare”, ha postato il ragazzo sui social, per una frase diventata ormai un ritornello ripetuto da tutti i calciatori asintomatici. Calafiori è ovviamente in quarantena e la Roma in isolamento fiduciario a Trigoria, con i test che verranno ripetuti questa mattina, a poche ore dalla gara col Benevento. Una situazione non facile da gestire per Fonseca in questo inizio di campionato già di per sè complesso dopo la sconfitta a tavolino col Verona e il pareggio contro la Juventus. 

Francesco Belli

Dentro-fuori: il mercato estivo della Roma

Alice Dionisi – Nel giorno dell’ufficialità del closing, con il passaggio di proprietà dalle mani di James Pallotta a quelle di Dan Friedkin, Pedro è arrivato nella Capitale, pronto a sottoporsi alle visite mediche e iniziare la sua avventura con la Roma. La nuova era inizia con la presentazione del calciatore spagnolo, arrivato a titolo gratuito dopo aver trascorso le ultime cinque stagioni nel Chelsea. La sessione di mercato è stata gestita dall’amministratore delegato Guido Fienga e dal dirigente Morgan De Sanctis, in attesa di scoprire quale sarà il profilo che i Friedkin riterranno più adatto per ricoprire il ruolo di direttore sportivo. Acquistato dall’Hellas Verona Marash Kumbulla, in prestito biennale fino al 2022 con obbligo di riscatto fissato a 22 milioni. Nell’operazione che ha portato il difensore nella Capitale, conteso anche da Lazio e Inter, la Roma ha pattuito con i gialloblù anche la cessione a titolo temporaneo biennale di Mert Cetin e i due baby Matteo Cancellieri e Aboudramane Diaby. In attacco arriva Borja Mayoral: prestito biennale anche per lo spagnolo, proveniente dal Real Madrid. Ai blancos 2 milioni per il prestito, l’accordo prevede il diritto di riscatto fissato a 15 milioni qualora avvenga nel corso della prima stagione sportiva, 20 milioni se nel corso della seconda. Tornano a titolo definitivo nella Capitale anche due grandi protagonisti della scorsa stagione: Chris Smalling è stato acquistato dal Manchester United, a seguito di una trattativa durata tutta l’estate, mentre Mkhitaryan ha rescisso il contratto che lo legava all’Arsenal per potersi stabilire alla Roma in maniera definitiva. Per il ritorno del difensore inglese in giallorosso, il club verserà nelle casse dello United 15 milioni di euro. Dopo il mancato riscatto da parte del Lipsia, Patrik Schick torna in Bundesliga: l’attaccante ceco è stato ceduto a titolo definitivo al Bayer Leverkusen per 26.5 milioni di euro. Definitive le cessioni di Maxime Gonalons al Granada e di Gregoire Defrel al Sassuolo, dopo il verificarsi delle condizioni pattuite nei prestiti dei due giocatori la scorsa stagione. Ceduto Aleksandar Kolarov all’Inter di Antonio Conte, ai giallorossi andranno 1.5 milioni più un eventuale bonus di 0.5 milioni. Alessandro Florenzi va in prestito al Paris Saint-Germain, con diritto di riscatto per il club francese. In prestito anche Cengiz Under, che debutterà in Premier League con il Leicester.

Alice Dionisi

Pedro: come ti cambio la Roma

(Jacopo Venturi) – L’acquisto di Pedro da parte della Roma quest’estate è passato quasi sotto silenzio. Sarà perché è stata una trattativa lunga ma dall’esito che, a un certo punto, era scontato. Sarà perché è lui stesso a mantenere sempre un basso profilo. Sarà quel che sarà, ma nella Capitale è arrivato un giocatore con un curriculum da fuoriclasse, avendo vinto tutto, e con colpi di un livello superiore. E se qualcuno non se ne fosse reso conto subito, ci ha pensato lo spagnolo a farlo capire in pochissime partite. Fonseca lo ha fatto intendere chiaramente con i fatti: Pedro è un titolarissimo di questa Roma. Già dalle prime due partite con Verona e Juventus l’ex Chelsea aveva messo in mostra classe, talento e leadership, oltre che un feeling naturale con altri due campioni come Mkhitaryan e Dzeko. Contro l’Udinese, in una brutta partita generale della squadra, è stato letteralmente l’uomo in più, quello capace con una giocata di tirare fuori dai guai in compagni in giornata no. Esattamente di questo aveva bisogno la Roma, di una guida tecnica e morale che potesse essere non solo complementare a giocatori come Dzeko ma anche alternativa, perché il bosniaco può spegnersi per qualche partita, com’è fisiologico che sia, ma la squadra non può fermarsi con lui. Insomma, in tre partite Pedro ha fatto vedere quale impatto può avere sulla squadra di Fonseca e non c’è ragione di credere che questo non sarà via via sempre più importante.

(Jacopo Venturi)