Alla Roma derby e secondo posto. Yanga-Mbiwa salva ed esalta la stagione dei giallorossi.

Con affanno e con orgoglio, la Roma fa suo il derby con la Lazio e trova il modo più bello per conquistare matematicamente il 2° posto che la spedisce alla fase a gironi di Champions. Un successo che fa felice anche il Napoli che, grazie alla zuccata di Yanga-Mbiwa a 5′ dalla fine, ritrova il sorriso e la piccola-grande speranza di rientrare nell’Europa che conta dalla porta di servizio. La Lazio resta con un pugno di mosche in mano dopo una gara condotta costantemente in avanti e, oltre al danno, incassa la beffa di dover andare a giocarsi tutto a Napoli nell’ultimo turno. L’unica consolazione è quella che, dopotutto, al San Paolo, avrà a disposizione due risultati su tre. La Roma ha vinto con una prova operaia. Per oltre un’ora ha esclusivamente badato a contenere le iniziative dei cugini. Poi, d’incanto, ha sorpreso i rivali con l’ingresso di Ibarbo e Pjanic dai cui piedi sono nate le due reti che consentono ai giallorossi di trascorrere un’estate decisamente più serena. Ai punti non avrebbe meritato di vincere ma il calcio, si sa, è fatto di episodi e stavolta hanno arriso agli uomini di Garcia. La Lazio è partita con il piglio giusto e ha subito sorpreso la Roma, specie sulla fascia destra. Torosidis ha compiuto due disattenzioni che per poco non sono costate carissime ai giallorossi: sulla prima Candreva gli è andato via e ha impegnato con un destro da posizione angolata De Sanctis, sulla seconda ha servito lo stesso Candreva il cui cross di prima intenzione non è stato sfruttato da Klose che in tuffo di testa da due passi non ha incredibilmente trovato la porta. Passato lo spavento, la Roma si è organizzata meglio e, fino alla fine del primo tempo, non ha più dato profondità agli avversari. La Lazio ha effettuato uno sterile possesso palla senza più riuscire a mettere in moto con efficacia sugli esterni Candreva e Anderson, tanto meno a servire palloni giocabili a Mauri e Klose. I biancocelesti hanno provato a ripartire forte in avvio di ripresa ma non sono andati oltre un diagonale dal limite di Basta che ha sfiorato il palo. La Roma ha continuato a chiudere tutti gli spazi e, con l’ingresso di Ibarbo e Pjanic al posto di Totti e Keita, ha trovato il coraggio per venire fuori. Il colombiano si è divorato la prima palla-gol costruita dai giallorossi, al 70′, mettendo a lato da due passi un sinistro sugli sviluppi di un angolo poi, però, 3′ dopo, si è riscattato con gli interessi andando via a Gentiletti in area sulla destra e servendo a Iturbe, bravo ad anticipare Basta, il più comodo dei palloni per l’1-0.  Pioli ha gettato nella mischia Djordjevic al posto di Mauri e il serbo lo ha subito ripagato pareggiando i conti all’81’ con un colpo di testa ravvicinato su torre di Klose. Gara finita? Macché. La Roma non si è accontentata e, all’85’, si è andata a prendere i 3 punti con un perfetto stacco di testa di Yanga-Mbiwa su punizione-cross dalla trequarti destra di Pjanic. E così la Roma, a sorpresa, fa festa con 90′ d’anticipo. La Lazio dovrà giocarsi una stagione a Napoli in una sfida che già da ora promette spettacolo ed emozioni.

Francesco Trinca

La Roma batte l’Udinese e si riprende il secondo posto. Ora testa al derby.

Rudi Garcia voleva a tutti i costi i tre punti ed è sta accontentato. Ma la Roma che batte 2-1 l’Udinese (orfana di Di Natale) è una delle meno convincenti della stagione. I tifosi fanno gli scongiuri e si augurano che il bel gioco sia stato risparmiato per l’incombente derby. Intanto i giallorossi, grazie al gol di Torosidis, si riprendono il secondo posto in classifica ed arrivano al confronto con la Lazio con un punto di vantaggio (67 a 66), il che gli consentirà di puntare a due risultati su tre, mentre i biancocelesti saranno obbligati a vincere per riportarsi in zona Champions senza preliminari. Ma le premesse sono difficili da interpretare. Sofferenza. Basta una parola per riassumere i primi 45 minuti della Roma. Contro un’Udinese che non chiede più nulla al campionato, ordinata e raramente in affanno, i padroni di casa si gingillano ostentando un atteggiamento irritante, non certo da squadra “pronta a morire sul campo per il secondo posto”, come aveva chiesto Garcia. Movimento senza palla ridotto al minimo sindacale, possesso palla oltre il 70% ma senza risultati apprezzabili, Ibarbo e Iturbe assenti ingiustificati (più il secondo del primo) e Totti spesso troppo lontano dalla porta. Basta un quarto d’ora per i primi fischi dell’Olimpico. Ma il peggio per il popolo giallorosso arriva al 19′, quando va in scena il “Manolas horror show”. Il difensore si impappina su un rinvio elementare e consegna palla a Thereau. De Sanctis fa il suo respingendo il tiro del francese, ma nulla può sul tap-in del 19enne Perica, al primo gol in serie A. L’Udinese si ritrova in vantaggio quasi senza volerlo e ringrazia. Totti prova a scuotere i suoi: “Calma, non è successo niente – il suo labiale mentre rimette palla a centrocampo – je famo quattro gol”. Lo schiaffo provoca nei ragazzi di mister Garcia 10 minuti di frenesia. Al 24′ Totti e De Rossi vorrebbero l’espulsione di Piris (ammonito) per una fallo da ultimo uomo su Ibarbo. Sulla punizione Karnezis respinge un missile di Totti. Al 35′, sempre senza dannarsi, l’Udinese sfiora il 2-0: cross di Widmer e Perica di testa sfiora il palo. Quando sembra che la Roma debba andare al riposo in svantaggio, ecco il lampo di Nainggolan, manco a dirlo scovato liberissimo da Totti. L’ultimo brivido lo serve però l’Udinese, con la traversa scheggiata da Guilherme. La ripresa non è da stropicciarsi gli occhi, ma almeno la Roma ci mette un po’ di rabbia in più, quanta basta per costringere l’Udinese a perdere qualche metro di campo. Al 10′ è però ancora De Sanctis a sventare il pericolo, respingendo di piede su Thereau. I bianconeri fanno e disfano. Al 20′ Widmer restituisce l’erroraccio servito da Manolas, svirgolando un rinvio. Palla tra i piedi di Torosidis che da un metro supera Karnezis. Poco dopo esce tra gli applausi Totti per Keita. Stramaccioni toglie Perica e Pinzi per Kone e Bruno Fernandes. La Roma non è nemmeno fortunata: Nainggolan ci prova di tacco, ma il portiere devia sul palo, poi Holebas scheggia la traversa. Finisce così, con i tre punti e poco altro. La Roma si riprende il secondo posto, ma contro la Lazio di Felipe Anderson e Candreva servirà ben altra prestazione, soprattutto in difesa.

Francesco Trinca

Inter-Roma: 2-1. Icardi a due dal termine getta la Roma nel baratro.

L’Inter torna a vincere in casa in campionato dopo oltre 2 mesi (8 febbraio contro il Palermo) e lo fa contro la Roma. Insomma, due obiettivi raggiunti in un’unica serata. L’altro era sconfiggere il muro di una big, mai riuscito quest’anno. L’Inter vince 2-1 grazie ai gol di Hernanes e Icardi, inframezzati dal pareggio di Nainggolan. Come nel derby, tocca a Hernanes accendere la serata. Contro il Milan aveva solo sfiorato la traversa, contro la Roma trova l’unico spazio buono dal limite (grazie anche alla marcatura leggera di Holebas). Il mancino è preciso e prezioso, De Sanctis non può arrivarci. La reazione della Roma è praticamente immediata con Ibarbo che stampa sul palo un pallone al 18’ a conclusione di un’azione sostenuta da quasi tutta la squadra. La partita si apre (gialli a Palacio e Yanga-Mbiwa) per la gioia anche del pubblico. Quello sano, perché quello meno civile (i tifosi giallorossi al terzo anello del Meazza) hanno pensato bene al 28’ di intonare il ritornello “O Vesuvio lavali col fuoco” riferendosi ai napoletani. Al 34’ accade anche una cosa curiosa.  La ripresa non mostra cambi, mostra semmai un atteggiamento diverso della Roma, più sbilanciato per cercare subito il pareggio. Ne gode l’Inter che riparte rapidamente un paio di volte con Icardi. Prima però l’argentino si intestardisce nel cercare la conclusione quando aveva la soluzione Brozovic a portata di piede e poi cerca un tiro da fermo deviato in calcio d’angolo. ’occasione migliore della Roma arriva al 13’ con Florenzi che raccoglie un comodo passaggio di Pjanic all’interno dell’area e spara altissimo. La squadra del Mancio paga dazio. Ranocchia sbaglia un appoggio in fase di ripartenza regalando palla a Pjanic che apre rapidamente per Nainggolan: il destro in corsa del belga, di prima intenzione, lascia immobile Handanovic. Nel finale però con le due squadre sbilanciate alla ricerca del gol vittoria è Icardi a trovare la zampata vincente. Boccata d’ossigeno per l’Inter di Mancini che riesce a mantenere il vantaggio e a tornare alla vittoria. Per la Roma invece, sembra sia davvero finito l’ossigeno e che la primavera, invece di una rinascita a suon di risultati, abbia portato soltanto usura.

Francesco Trinca