Winter is coming

Margherita Bellecca – “Winter is coming” recita una famosa Serie TV e l’inverno ha fatto decisamente capolino a Roma. Il gelo di Kharkiv sembra aver imballato le gambe dei giallorossi che vengono schiacciati e battuti dal Milan per 2-0 perdendo, inoltre, il terzo posto in classifica. Ora i ragazzi di Eusebio Di Francesco si trovano nuovamente in quinta posizione, fuori dalla zona Champions League. E’ una delle partite più brutte della Roma in stagione, forse la peggiore. Zero grinta in attacco e troppo molli ed imprecisi in fase di impostazione. Vita facile per la squadra di Gattuso che si è ben difesa nel primo tempo sfruttando poi le disattenzioni della difesa romanista.

Dopo 45 minuti anonimi il match sale di colpi nella seconda frazione di gioco e il tutto grazie al Milan che con ordine trova il gol del vantaggio. Suso, lasciato troppo libero a 25 metri dalla porta, ha tutto il tempo per servire una palla deliziosa per Cutrone. Manolas è preso alle spalle e la barriera della Roma cade al primo urto. Ancora una volta un pessimo approccio dei giallorossi al rientro dagli spogliatoi, così come accaduto in Champions League contro lo Shakhtar.

La reazione non tarda ad arrivare anche se non è quella che il pubblico si aspettava. Dagli spalti arrivano i mugugni degli oltre 40 mila che hanno sfidato il freddo della Capitale. Col passare dei minuti la situazione non cambia, anzi, peggiora. La Roma sparisce dal campo lasciando l’iniziativa al Milan. Nonostante una serata negativa della squadra, l’unico a salvarsi è Alisson, è sempre lui, come in Europa, ad opporsi con più decisione agli avversari. Il brasiliano ha richiamato più volte la sua difesa dimostrando di essere un vero leader.

Il portierone, però, non può fare niente sul tocco sotto di Calabria. La Roma è presa ancora una volta fuori posizione con Kalinic, che grazie ad un’imbucata millimetrica, trova il terzino destro. Il primo gol in Serie A dell’esterno è di pregevole fattura. Raddoppio del Milan e partita chiusa. Il Trono di Spade di Eusebio Di Francesco ora vacilla. I nemici avanzano e la Roma sembra non essere in grado di respingere l’attacco. Serviranno più uomini, più leader per uscire da un momento che potrebbe diventare davvero complicato. Sabato c’è il Napoli, una sfida da tutto per tutto.

Margherita Bellecca

 

Crisi Roma, le scelte sbagliate di Monchi

Gianluca Notari – La stagione è ancora lunga, ma lungo sembra essere anche il tunnel in cui si è cacciata la Roma. La sconfitta interna contro il Milan sancisce quale sia il momento della squadra giallorossa, capace di tutto – come la qualificazione da prima in classifica nel girone di Champions League – e il suo contrario – un campionato che procede a singhiozzo ed un’eliminazione prematura in Coppa Italia.
Le accuse dei tifosi sono rivolte principalmente alla dirigenza, complice secondo loro di aver smantellato una squadra competitiva senza aver le capacità per rimpiazzare i giocatori partiti. “Qui non i vende, qui si vince” aveva detto Monchi in una delle sue prime conferenze stampa, ma la sensazione che rimane ai supporters giallorossi è quella di una squadra in affanno che fatica ancora a recepire i dettami tattici di Eusebio Di Francesco. Ma il tecnico ex Sassuolo, così come la rosa consegnatagli a inizio anno, sono frutto delle decisioni di Monchi e, procedendo con ordine nell’analisi del suo lavoro, non si fatica molto prima di trovare alcune scelte che lasciano non pochi dubbi.

DIFESA – Ceduto Antonio Rudiger, la rosa della Roma poteva comunque contare su diverse soluzioni: oltre a Manolas, stella del reparto, Fazio e Juan Jesus erano difficilmente considerabili all’altezza del tedesco partito in direzione Chelsea. Auspicabilmente, Monchi avrebbe dovuto puntare su un titolare, ma fra tutte le scelte possibili lo spagnolo ha scelto di puntare su Hector Moreno. Dopo una (piccola) manciata di presenze, il messicano è partito verso la Spagna, lasciando la Roma con tre soli centrali più il rientrante Elio Capradossi. Sull’out di sinistra si è dimostrata sicuramente vincente la scelta di puntare su Aleksandar Kolarov, anche se al serbo avrebbe fatto comodo un sostituto. In realtà il sostituto c’era pure, se non fosse che non appena rientrato dall’infortunio, anche Emerson Palmieri è stato ceduto al Chelsea. Sulla destra, invece, Rick Karsdorp è stato acquistato infortunato ed è rimasto indisponibile per quasi metà stagione.

CENTROCAMPO – Nonostante sia uno dei reparti che ha subito meno defezioni, la linea mediana di Eusebio Di Francesco stenta a decollare. Oltre ai soliti Nainggolan, Strootman e De Rossi – anche loro non esenti da critiche -, gli acquisti di Pellegrini e soprattutto Gonalons hanno impoverito il reparto dopo le partenze estive di Paredes e Keita. Il francese, in particolar modo, avrebbe dovuto contendere il posto a Daniele De Rossi ma, viste le poche garanzie fornite dall’ex Lione, il capitano giallorosso è costantemente costretto agli straordinari.

ATTACCO – Probabilmente è qui che risiedono le maggiori colpe di Monchi: dopo aver venduto Salah e passato un’intera estate a rincorrere Mahrez, rimasto poi a Leicester, nelle ultime ore di mercato il ds ha chiuso l’acquisto di Patrik Schick. Un ottimo prospetto, su questo non ci piove, ma alla squadra serviva un esterno d’attacco, cosa che difficilmente il ceco potrà fare. Visto pochissimo fino ad ora – anche lui alle prese con diversi guai fisici -, la posizione di ala destra è stata occupata fino ad ora da Defrel – arrivato come vice-Dzeko -, Gerson e Under, che dopo mesi di adattamento sta finalmente giustificando i milioni spesi per lui in estate.

Monchi non è certo l’unico responsabile di questa annata poco esaltante e le sue scelte non si dimostreranno tutte errate. Ma dopo il secondo posto e gli 87 punti della scorsa stagione, i tifosi speravano fosse arrivato il momento del definitivo salto di qualità. Appuntamento al prossimo anno, dunque, o forse a al successivo, oppure a quello seguente, magari a quello dopo ancora…

Gianluca Notari

Roma-Milan 0-2: le pagelle. L’Olimpico è calcato da una squadra con pochi attributi. Gattuso impartisce una lezione tattica a Di Francesco

Simone Indovino – Cala il sipario all’Olimpico, e in 90 minuti sembrano quasi vanificate le tre vittorie consecutive racimolate nelle scorse settimane. Partita degna del miglior film di Dario Argento, in grado di terrorizzare tutti i tifosi della Roma presenti allo stadio. Gattuso mette in campo un Milan ordinato, concreto e con molto fiato che oscura tutti i tentativi delle trame capitoline. Due reti nella ripresa, firmate Cutrone e Calabria, che fanno sprofondare nell’abisso. Nessun segno positivo recuperabile da Di Francesco in questo match, che ha solo da rimproverare ai suoi un atteggiamento senza attributi e poco rispettoso verso tutti i sostenitori giallorossi.

ROMA

Alisson 5.5 – Difficilmente avrebbe potuto negare i due gol avversari, ma appare decisamente meno concentrato rispetto al solito. Si riscatta parzialmente grazie a un intervento tutto riflessi su un destro ravvicinato di Kalinic.

Bruno Peres 5.5 – Dopo un pallone buttato a pochi secondi dall’inizio, alza la qualità della sua partita imprimendo concentrazione sopratutto in fase difensiva. Peccato che quella offensiva sia praticamente nulla.

Manolas 4.5 – Serata da incubo per il difensore greco. Sin dai primi secondi si capisce come Cutrone possa metterlo in difficoltà, e l’attaccante lo beffa a inizio ripresa sfilandogli alle spalle. Gol subito a parte, è in apprensione per tutto il resto della partita.

Fazio 5 – La situazione non è migliore rispetto a quella del compagno di reparto. Anche l’argentino è in totale bambola dei rapidi attaccanti milanisti e ha sulla gobba gran parte della seconda rete incassata, in cui si perde Calabria in maniera troppo ingenua per un calciatore con la sua esperienza.

Kolarov 5 – Per sua fortuna Jonathan Silva ha quest’oggi respirato per la prima volta i prati della Serie A, perché il nuovo acquisto dovrà decisamente far rifiatare il serbo, che non ne ha proprio più. E questo incide in maniera fin troppo negativa sulle sue ultime prestazioni.

Strootman 5 – Non aveva neanche iniziato male l’olandese in cabina di regia. A differenza del collega si è mostrato più abile nel gestire i palloni che gravitavano nella sua zona, ma col passare dei minuti abbandona lentamente il campo.

Pellegrini 4.5 – Brutta, bruttissima serata per il romano. È intraprendente e si vede, ma la sua foga lo porta a compiere una quantità innumerevole di errori, anche banali. Tantissimi gli stop mancati e gli interessanti palloni sprecati.

Nainggolan 5 – Dove sei finito caro Radja, perché manchi tanto. Il rendimento sottotono del belga sta influendo tantissimo nelle prestazioni negative della Roma. Anche quest’oggi, tanta corsa a vuoto e poca lucidità anche in banali passaggi, come il cambio di gioco errato con cui innesta un pericolosissimo contropiede rossonero.

Perotti 5 – Non è in grado di strappare e puntare con decisione Calabria, e questo la dice lunga sulla sua partita.

Under 5.5 – Prova ad accendere la luce in qualche situazione, come nel lampo iniziale con cui impensierisce Donnarumma. Non può e non riesce a trascinare la squadre in modo totalmente isolato, e cala col passare dei minuti.

Schick 4.5 – Rispolverato da titolare, non fa altro che deludere le aspettative. Eccezion fatta per un buon numero con la suola in mezzo a due avversari, è un totale corpo estraneo e non riesce mai a tirare verso la porta. Con l’ingresso in campo di Dzeko la situazione non cambia.

Dzeko 5 – Di Francesco si gioca la carta del bosniaco accanto a Schick per tentare di migliorare la situazione offensiva: esperimento più che fallito.

Defrel 5 – Difficile che potesse essere il francese a dare una svolta alla partita.

Gerson s.v. – Entra in un momento davvero critico per i suoi, di conseguenza non può nulla.

Di Francesco 4.5 – Inaccettabile come il collega Gattuso gli rifili una lezione di tattica. L’allenatore rossonero imbroglia alla perfezione la manovra della Roma e il tecnico giallorosso non trova le capacità per poter contrastare il lavoro del collega. La sua squadra non corre, e questo non può che influire sulla gara dei suoi. In più mancano totalmente le idee, e la frittata è fatta.

Simone Indovino

Prati: “Dzeko? Ha bisogno dei tifosi per tornare quello dell’anno scorso”

Simone Burioni Prati, ex calciatore della Roma, si è raccontato in un’intervista ai nostri microfoni e ha parlato anche del momento giallorosso. Queste le sue parole:

Qualcuno ha detto che Rivera era grande perché giocava insieme a te…
I tagli in area erano la mia specialità avendo vissuto la mia infanzia in campetti dove giocavo ogni pomeriggio a tuffarmi sulla palla. Facevamo esercizi che mi permisero di intraprendere una strada che sognavo da ragazzino. Tutta la mia carriera ho avuto la fortuna di giocare tutte le finali, mi manca solamente il mondiale del 70. Una finale con me non è mai stata persa.

Ti hanno paragonato spesso a Galli, quando si parla di colpi di testa qui a Roma venite in mente tu e Pruzzo…
Tra i giocatori che creavano fastidi agli avversari c’eravamo sicuramente noi.

In nazionale fallisti un gol molto facile…
Sì, contro la Svezia. Fu pazzesco ma può succedere. Quella palla si è alzata sopra la traversa e io sono finito dentro la rete. Il portiere era andato fuori sulla sinistra, il cross era di Facchetti, il problema fu il passaggio di un interista a un milanista (ride, ndr).

Roma-Milan…
Una partita che mi mette sempre in ansia, col Milan ho vinto tutto ma a Roma c’è stato qualcosa che per me vale molto, tanto quanto una coppa. Nel 1973 segnai 22 gol, quell’anno lì ci siamo divertiti tutti tantissimo. La Roma prima pensava soltanto a battere la Lazio, quell’anno meritammo di stare così in alto.

Come valuti Gattuso?
Un grande personaggio, è riuscito lì dove altri non ce l’hanno fatta. E’ entrato nella testa dei giocatori, i giocatori del Milan stanno dimostrando di avere un buonissimo livello, stanno iniziando a far vedere di essere una squadra che gioca. La voglia di aggredire dell’allenatore si vede finalmente anche in campo, devono continuare così e migliorare.

Come giudichi Di Francesco e la Roma?
Mi sembra che anche nei momenti difficili sappia manovrare la barca, ha avuto dei problemi e ci sono dei giocatori che devono essere recuperati. Dzeko è un giocatore fantastico, ha una grande carriera, l’anno scorso ha segnato 39 gol ma quest’anno fa fatica a ripetersi. In Italia non è facile, ma lui può fare molto di più. E’ in un momento particolare, è un grande professionista ma adesso ha bisogno dell’affetto dei tifosi per tornare a quel livello.

Il risultato di questa sera?
Comunque vada, per metà mi sentirò bene, per l’altra soffrirò un po’.

Come vedi il legame di Maldini con il Milan e quello di Totti con la Roma?
Non conosco le condizioni, quindi non posso parlare delle motivazioni. Maldini è stato un grande campione ma se non è ancora entrato nel Milan deve esserci un perché. E’ una grande immagine per il Milan, ma devono esserci cose che non combaciano con la dirigenza, mi auguro che un domani possa aprirsi una via perché è quel tipo di giocatori, come anche Gattuso, che ha vinto tutto con il club a livello mondiale.

Come vedi Totti come dirigente?
Lo vedevo meglio ancora in campo, a livello fisico avrebbe retto. Avrebbe perso qualcosa nella corsa ma aveva un’intelligenza calcistica unica, un grande personaggio. Ma può anche darsi che diventi un grande manager, è nato e cresciuto nella Roma, ha sempre detto che non sarebbe mai andato altrove, non c’era la possibilità che giocasse finali importantissime. Al di fuori della Roma avrebbe giocato in squadre che hanno vinto tutto. E’ rimasto come grande personaggio in società, Totti è la Roma.

Quanti gol avresti segnato in più con Totti?
Lui guarda da un’altra parte ma ti libera sempre, lui è un giocatore fondamentale come Rivera. Ti fa arrivare 9 volte su 10 la palla sul piede.

Quanto è stato difficile riuscire a fare quel passo in avanti rispetto alla Roma degli anni precedenti?
Avevamo un gruppo di ottimi giocatori, si parla di Conti, Di Bartolomei, Cordova e De Sisti. L’allenatore che ho avuto al Milan, Liedholm, sapeva come andava gestito il gruppo e il gioco. Era un vero maestro.

Se giocassi ora chi avresti temuto di più tra Alisson e Donnarumma?
Sono due grandi portieri, uno è avvantaggiato dal fatto di essere più giovane ma saranno tutti e due sempre sotto esame.

Simone Burioni

Losi: “I romani? Sono eccezionali, ti danno un affetto come nessuno. La Roma passerà il turno in Champions”

Simone Burioni – Giacomo Losi, bandiera della Roma, è stato intervistato durante l’evento per l’anniversario della morte di Alberto Sordi. Queste le sue parole:

Può ricordare un episodio che ricorda Alberto Sordi e Roma?
Lui veniva a salutarci quando ci allenavamo al Flaminio, perché ci allenavamo lì e ogni tanto ci faceva una sorpresa.

Quanto è cambiata Roma città e Roma squadra?
Città molto, era meraviglioso ora non te la puoi godere, è talmente caotica che è impossibile guardarla. Ricordo più la gente di Roma. I romani sono eccezionali, ti danno un affetto che non ti dà nessuno.

Lei ed Alberto siete stati simboli di Roma. Ora chi è?
Penso che Totti abbia ricalcato un po’ l’esperienza che ho fatto io nella Roma.

Quante possibilità ha la Roma di passare il turno in Champions League?
Spero tante. La squadra è buona e può benissimo qualificarsi. Sarà dura perché dovrà affrontare una squadra molto forte e penso che ce la farà.

Altre dichiarazioni a margine dell’evento:

Un ricordo di Alberto Sordi?
Difficilmente veniva negli spogliatoi, ma veniva a qualche allenamento e ci salutava sempre. Era uno spasso quando veniva, con le sue battute eccezionali ci metteva di buon umore tutti quanti. L’ho conosciuto così, anche se non veniva molto spesso. Ma quelle poche volte era di una simpatia spaventosa, ci faceva passare 10 minuti di allegria.

Come vede questa Roma in Champions? Può superare il turno anche dopo la sconfitta con lo Shakhtar?
Penso che ce la possa fare perché la squadra è fatta bene, è importante e gioca a calcio in una maniera eccezionale. Mi auguro che superi questo turno perché lo merita. Andare avanti in Europa è importante per Roma e per la Roma.

La Roma ha trovato Under.
È molto bravo, è un ragazzo promettente e spero che continui così. Mi sembra un giocatore di altri tempi.

Un commento su Di Francesco?
Allenare la Roma non è facile, Di Francesco lo sa essendo stato un calciatore della Roma. Sa com’è l’ambiente. Mi auguro che riesca a combinare bene le cose per andare bene anche a livello internazionale, perché la Roma merita di starci da sempre.

Col Milan che gara si aspetta?
Mi aspetto che vinca, deve vincere. Mi auguro che faccia una grande partita e dimostri il valore che ha.

Simone Burioni

1998, Roma-Milan 5-0. Zeman batte Capello, doppietta di Di Biagio poi Candela, Paulo Sergio e Delvecchio

Luca Fantoni – Mai un confronto tra Roma e Milan era finito con cinque gol di scarto, da una parte o dall’altra. Successe solo quel giorno di maggio del 1998. Era la Roma di Zeman, che lottava per entrare in Europa, contro il Milan, allenato da Capello, che invece si assestava a metà classifica. Uno scontro tra due tecnici che hanno segnato, e non poco, la storia giallorossa. Da una parte l’ideologia, il credo calcistico e il gioco spumeggiante ma non accompagnato da risultati, dall’altra il pragmatismo, la voglia di vincere e uno scudetto portato a casa. I capitolini, dalla difesa in su, avevano un’ottima squadra. In porta giocava Chimenti. La difesa a quattro era formata da Aldair a destra, spostato terzino per l’occasione, Petruzzi e Zago al centro con Candela a sinistra. I tre di centrocampo erano Tommasi, Di Biagio e Di Francesco mentre in attacco Paulo Sergio e Totti assistevano Delvecchio. I rossoneri rispondevano con un 5-3-2 con Rossi tra i pali. Cruz e Maldini erano i due esterni mentre i tre centrali erano Daino, Costacurta e Desailly. Bà, Donadoni e Ziege costituivano il terzetto di centrocampo mentre le due punte erano Maniero e Weah.

DOMINIO – Il primo tempo assomiglia molto ad un allenamento. Per la Roma è tutto troppo facile. Ci pensa subito Paulo Sergio a scaldare i guantoni di Rossi, poi al 16’ è Candela a salire in cattedra. Il francese infatti raccoglie un pallone che rimbalzava a circa venticinque metri dalla porta e al volo lo mette all’angolino. Dopo quattro minuti Totti viene stesso in area da Ziege e l’arbitro Farina concede il rigore. Dal dischetto lo specialista Di Biagio non sbaglia. Il centrocampista italiano si ripete poco dopo con un gran tiro di sinistro da fuori area, firmando la sua doppietta. A calare il poker ci pensa il brasiliano Paulo Sergio che con un dribbling salta secco Costacurta e poi batte facilmente Rossi. 4-0 alla fine del primo tempo, il dominio è totale. Nella ripresa i ritmi si abbassano vertiginosamente con i capitolini che si limitano ad amministrare il gioco, riuscendo però a trovare anche il quinto gol con Delvecchio che sfrutta un bellissimo cross di Di Francesco e di testa mette la palla in rete. Cinque gol e tre punti fondamentali per il quarto posto finale.

TRE PARTITE DECISIVE – Milan, Napoli e Torino. Queste sono le tre squadre che attendono la Roma nelle prossime giornate di campionato. Tre sfide difficili, quella a Napoli quasi proibitiva. Alla fine di questo mini ciclo potremmo avere indicazioni importanti sull’andamento della stagione dei giallorossi. Ad aiutare i ragazzi di Di Francesco c’è il fatto che il calendario non è agevole neanche per le dirette concorrenti con la Lazio che dovrà incontrare Sassuolo, Juventus e Cagliari (con Milan e Dinamo Kiev in mezzo) mentre l’Inter dopo il Benevento affronterà Milan e Napoli. Fare sette punti in questi tre match sarebbe fondamentale e potrebbe mettere una seria ipoteca sul terzo posto finale. La volata è partita, ora sta alla Roma dimostrare di essere superiore e cominciare a prendere il largo.

Luca Fantoni

Dimenticare la Champions League e subito rituffarsi nel campionato

Margherita Bellecca – La Roma ha un solo obiettivo in mente: vincere. Per farlo dovrà superare il Milan, domenica sera alle 20.45 allo Stadio Olimpico. I rossoneri sono in un buon momento di forma avendo superato facilmente il Ludogorets in Europa League, mentre in campionato arrivano da sette risultati utili consecutivi. In convalescenza i giallorossi che hanno vinto tre partite di fila: Verona, Benevento e Udinese prima dello stop europeo.

Di Francesco dovrà fare in conti con le fatiche patite contro lo Shakhtar e il freddo preso dai suoi giocatori, il termometro segnava -11 gradi. Nessun dubbio in porta, ci sarà ancora Alisson mentre qualcosa cambierà in difesa. Florenzi, debilitato da un’influenza intestinale in settimana, potrebbe lasciare spazio a Bruno Peres. Al centro Jesus è pronto ad insidiare uno tra Manolas e Fazio. Sulla sinistra Kolarov, niente da fare per Jonathan Silva che potrebbe essere convocato per la partita contro il Napoli. A centrocampo due match di fila dopo l’infortunio faranno sedere De Rossi in panchina a favore di Pellegrini. Il giovane azzurro farà coppia con Strootman, revitalizzato dal nuovo modulo. Sulla trequarti, nel 4-2-3-1, impossibile rinunciare ad Under in questo momento. Il turco ha segnato 5 gol nelle ultime 4 partite, Champions compresa, ed è pronto a prendersi ancora una volta la squadra sulle spalle. Anche Perotti è tornato su buoni livelli di gioco, un posto in attacco c’è anche per lui, così come per Nainggolan. Attenzione al ruolo di centravanti però, la sorpresa potrebbe essere la presenza di Schick al posto di Dzeko.

Anche Gattuso schiererà una formazione offensiva. Il Milan sta girando bene e, quindi, squadra che vince non si cambia. In attacco il tridente formato da Calhanoglu, Kalinic al rientro dopo l’infortunio, e Suso. Le punte saranno sostenute da un centrocampo che allo stesso tempo ha fisico e qualità. Bonaventura, Biglia e Kessie daranno battaglia mentre il quartetto difensivo composto da Rodriguez, Romagnoli, Bonucci e Calabria avrà il compito di proteggere Donnarumma. I precedenti sorridono al Milan che è avanti per 76 a 49. La Roma, dal canto suo, mette il bilancio in sostanziale parità in casa dove è sotto soltanto per 29 a 28, a fronte di 32 pareggi. Indietro anche Di Francesco nei confronti di Montella. Il campano ha vinto 5 volte contro le 3 dell’abruzzese.

L’andata è terminata col punteggio di 2-0 a favore della Roma in una partita giocata tatticamente in maniera perfetta dai ragazzi giallorossi. Di Francesco, oltre a prendere quel match come esempio, spera di ripartire anche dai primi 45 minuti contro lo Shakhtar, dove la sua squadra ha dimostrato di potersela giocare con tutti. Ora sta nei piedi e nella testa dei giocatori non mollare quel terzo posto in campionato che significa qualificazione diretta alla prossima Champions League ed un futuro più tranquillo.

Margherita Bellecca

Tutto pronto per il Camp Nou

Lavinia Colasanto – Mostri sacri, squadra più forte al mondo, blaugrana o più semplicemente Barcellona. Chiamiamoli come vogliamo, ma la cosa sicura è che la Roma, mercoledì alle 20.45 al Camp Nou, dovrà cominciare a scalare la più alta vetta calcistica nei quarti di finale di Champions League. L’avvicinamento, per i ragazzi di Eusebio Di Francesco, non è stato dei migliori col pareggio contro il Bologna. Anche per la squadra di Valverde è arrivato un punto nei minuti finali contro il Siviglia, a campionato praticamente già vinto e guarda caso dopo l’entrata di Leo Messi.

Complicata la situazione per il tecnico abruzzese. Il centrocampo è un enigma degno del miglior Bartezzaghi e non gode di ottima salute visti gli acciacchi di Pellegrini e Nainggolan. I due stringeranno i denti per poter giocare al fianco di Strootman e De Rossi, gli unici punti fermi in questo momento. I tre agiranno davanti alla difesa che sarà composta da Florenzi a destra, che sogna di replicare il clamoroso gol da centrocampo fatto proprio ai catalani due anni e mezzo fa, Manolas e Fazio al centro, da cui passa molto dell’obiettivo della Roma di tenere in vita la qualificazione, e Kolarov a sinistra. In porta Alisson pronto a trasformarsi in piovra per l’occasione. In attacco il riferimento sarà l’eroe della serata dell’Olimpico contro lo Shakhtar: Edin Dzeko. Impossibile rinunciare al bosniaco come il match contro il Bologna ha dimostrato. Ai suoi lati Perotti ed El Shaarawy proveranno a bucare in velocità la difesa del Barça. Attenzione alle diffide perché sotto la lente d’ingrandimento ci sono Manolas e Perotti.

Proprio dal reparto arretrato stanno arrivando le maggiori soddisfazioni per Valverde. Ter Stegen ha raggiunto la piena maturità ed è diventato uno dei top al mondo in porta. Davanti al tedesco Umtiti e Pique garantiscono classe e forza per fermare gli avversari, mentre sulle fasce, Jordi Alba e Nelson Semedo, danno spinta offensiva. A centrocampo aumentano i giri del motore con il metronomo Busquets, recuperato dalla frattura del quinto dito del piede destro. Con lo spagnolo Rakitic e Don Andres Iniesta. In attacco arriva il piatto forte perché, anche senza Coutinho che non può giocare la Champions dopo aver fatto i gironi con il Liverpool, c’è un ragazzo col numero 10, probabilmente il più forte giocatore al mondo: Leo Messi. La pulce è stato in dubbio fino a pochi giorni fa, poi l’entrata contro il Siviglia ha fatto capire che i guai ormai sono alle spalle. L’asso argentino sarà accompagnato da Dembelè e dal Pistolero Suarez.

Il bilancio tra Barcellona e Roma è in equilibrio, una vittoria per parte, pesantissima quella dei catalani per 6-1, e due pareggi.  Anche Di Francesco tiene testa a Valverde, 1-1 tra i due tecnici, maturato dopo le partite di Europa League tra Sassuolo e Athletic Bilbao.

Ci saranno 2.800 tifosi giallorossi che aiuteranno la squadra a scalare l’Everest spagnolo. L’alto prezzo dei biglietti non ha fermato l’amore del popolo romanista che sarà presente in massa anche una settimana dopo all’Olimpico. Al Camp Nou anche il Presidente James Pallotta, un ulteriore segno di compattezza, parola chiave per uscire dalla Catalogna con un grande risultato.

Lavinia Colasanto

Shakhtar Donetsk-Roma 2-1: le pagelle. Primo tempo concreto, poi il calo. Under c’è sempre, soffre Florenzi

Simone Indovino – Una sconfitta non decisiva, ma che fa comunque male al morale della Roma. Una defezione di misura per i ragazzi di Di Francesco, che cadono contro lo Shakhtar per 2-1. Ci aveva pensato il solito Under a portare in vantaggio i giallorossi, accogliendo uno splendido assist di Dzeko e depositando in rete con rara freddezza. Il rientro nella ripresa è scioccante: Florenzi buca un pallone a centrocampo, Ferreira si invola verso l’area, si fa beffa di Manolas e pareggia. Appena un quarto d’ora circa dopo è Fred a siglare la definitiva rete su punizione, sorprendendo Alisson sulla sinistra. Proprio il portiere, con l’aiuto di Bruno Peres nel finale, ha sventato diverse situazioni pericolose evitando la terza rete ucraina.

ROMA

Alisson 6.5 – Sarebbe una partita da 8 pieno se non si distraesse sulla punizione di Fred. Non che il tiro da fermo fosse facile da agguantare, ma con le capacità che il brasiliano ha mostrato sarebbe stato abile nel fare di più. In precedenza aveva sfoderato due autentici miracoli per tenera a galla i suoi.

Florenzi 4.5 – Ok, c’è l’alibi della più che precaria condizione fisica, ma la prestazione è troppo sottotono. Soffre costantemente le avanzate avversarie sulla corsia, facendosi superare facilmente. Buca in maniera clamorosa l’intervento su una palla lunga che scatena la rete di Ferreira.

Manolas 5.5 – Non una precisione eccelsa quella sfoggiata dal greco in questa gelida serata. Ferreira lo supera in velocità e ha la porzione di campo a favore, ma il classe ’91 avrebbe potuto intensificare di più la marcatura sull’attaccante.

Fazio 6 – Niente da imputare al Comandante, che si comporta con ordine in retroguardia con i suoi soliti precisi posizionamenti. È tra i pochi a mantenere una costante concentrazione.

Kolarov 5.5 – Lo smalto fisico e psicologico di inizio stagione sembra essere andato via. Marlos lo mette in grossa difficoltà sulla fascia saltandolo spesso in velocità. La qualità del suo piede sinistro non è la stessa: troppi i cross sparati in area senza un senso logico.

De Rossi 5.5 – Condizione atletica ancora lontana dal top, testimoniata dalla scarsa presenza del capitano in mediana. Sul finale perde due palloni velenosissimi che rischiano di compromettere definitivamente la gara della Roma: certe cose non sono permesse da un calciatore con la sua esperienza.

Strootman 6.5 – Partita sostanziosa da parte dell’olandese che copre a grosse falcate la zona del centrocampo rendendosi vivo fisicamente. Buone anche le giocate in mezzo al terreno di gioco ma una sola piccola macchia: il fallo che genera la punizione del 2-1.

Nainggolan 5.5 – Sembra ancora non abbia trovato la sua totale dimensione. Tanta corsa per il Ninja ma, contrariamente al solito, spesso a vuoto. Si presenta in maniera troppo rara in area di rigore avversaria non conferendo il giusto apporto difensivo alla Roma.

Perotti 6 – Vispo, specialmente in avvio. Entra direttamente nell’azione del gol giallorosso e fornisce due buoni assist per il proprio attaccante. Aiuta Kolarov in fase di ripiegamento.

Under 7 – Ancora complimenti per il piccolo turco. Un debutto in Champions da ricordare, risultato a parte. Realizza il momentaneo vantaggio sfruttando il momento positivo grazie a un’imbucata di Dzeko. Da applausi la diligenza che applica in fase di ripiegamento per dare una mano a Florenzi.

Dzeko 5.5 – Dimostra poca cattiveria in avvio su assist di Perotti, si riscatta successivamente fornendo un gioiello per Under. Nel secondo tempo scompare dal campo a causa dell’abbassamento di tutta la squadra.

Gerson 6 – Rileva Under, visibilmente stanco, in una fase della gara complicata per i suoi. Ci prova per due volte col sinistro non trovando la gloria.

Bruno Peres 6 – C’è tutto il brasiliano nei pochi minuti da lui disputati: un pallone totalmente, e un tackle scivolato sulla linea che non aumenta il passivo.

Defrel s.v. – Non può far nulla nei pochissimi giri d’orologio a sua disposizione.

Di Francesco 5.5 – C’è ancora molto da lavorare, per evitare questi cali di tensione che costantemente affliggono la Roma. Primi 50 minuti di un’intensità straordinaria, poi il calo repentino che genera questa antipatica sconfitta. I suoi soffrono la velocità dei piccoletti brasiliani dello Shakhtar in avanti, che sfruttano anche la serata poco positiva di Florenzi.

Simone Indovino

Big Match contro il Napoli

Lavinia Colasanto – La Roma si ferma ancora una volta sul palo, l’ottavo e il nono in 7 partite di campionato, ed esce sconfitta dal big match contro il Napoli, ora distante 9 punti. Per i giallorossi, però, non c’è tempo per disperarsi e per leccarsi le ferite perché tra poche ore si torna di nuovo in campo in Champions League. A Stamford Bridge, la tana del Chelsea, Di Francesco farà visita ai campioni d’Inghilterra di Conte primi nel girone davanti ai capitolini.

I problemi per il tecnico abruzzese non finiscono mai. Sabato sera si è fermato Manolas che contro i Blues non ci sarà lasciando spazio alla coppia Fazio-Jesus, vista già contro il Benevento dove il greco riposò. Nessun cambio sulle fasce visto che giocheranno Peres e Kolarov, col serbo che ha già accumulato 794 minuti con la maglia giallorossa. In mezzo al campo ci sarà il rientro di Strootman, pienamente recuperato dopo lo stop di Milano. A fargli spazio sarà Pellegrini che non è ancora al 100%. A completare il reparto De Rossi e Nainggolan che tornerà nel ruolo di mezzala. Attacco obbligato per l’assenza di Defrel e quella quasi sicura di Schick. El Shaarawy, invece, si è allenato col gruppo ed è pronto a stringere i denti per occupare un posto in panchina. Come contro il Napoli il tridente sarà composto da Florenzi, Perotti e Dzeko con Under pronto a subentrare.

Situazione difficile anche per Conte che in un colpo solo dovrà rinunciare a Kantè, un mese e mezzo di stop per uno strappo alla coscia, a Drinkwater, ancora a secco di presenze in questa stagione, e a Moses uscito per un problema muscolare contro il Crystal Palace. Probabile recupero per Alvaro Morata. Conte non può fare a meno dell’ex juventino che quest’anno ha timbrato il cartellino per 7 volte. Batshuaiy non convince, così al fianco dello spagnolo ci saranno Hazard e Pedro. Fabregas e il gigante Bakayoko comporranno il centrocampo con Marcos Alonso e Zappacosta sulle corsie. In difesa sicura la presenza di Azpilicueta e David Luiz mentre si giocheranno un posto l’ex romanista Rudiger e Cahill. In porta Courtois.

Contro le inglesi il piatto piange soprattutto nella terra della Regina dove la Roma ha vinto soltanto una volta: contro il Liverpool nel 2001. A secco di successi, invece, Di Francesco contro Conte. Il tecnico pugliese si è imposto tre volte su quattro. In parità lo score tra giallorossi e Chelsea grazie al botta e risposta nella Champions del 2008/2009.

Davanti a 2.300 tifosi, e al presidente Pallotta, la Roma cercherà il colpo grosso per prendersi la leadership nel girone e acquisire quella fiducia che potrebbe essere determinante fino alla prossima sosta.

Lavinia Colasanto