300 punti

(E.Bandini) – “Io devo difendere la Roma, perché qui si fa apparire un mondo diverso di quello che c’è alla Roma. Trigoria è un giardino fiorito, c’è qualcuno che vuole far sembrare tutto brutto, ma qui c’è un ambiente bello”. Chissà se Luciano Spalletti quando pronunciava queste parole in diretta Sky dopo Roma-Sassuolo avrà pensato al fatto che la Roma con la vittoria sulla squadra di Di Francesco avesse raggiunto i 300 punti negli ultimi quattro campionati. 300, sì. 300 sono tondi e indicano l’importante livello raggiunto dalla società, nonostante spesso il dibattito cittadino – tirato in ballo da Spalletti nel virgolettato sopra citato – dipinga una realtà diversa. È opinione comune e diffusa, negli ultimi tempi si ha una percezione più alta della Roma fuori dai confini del Grande Raccordo Anulare. Tant’è. Si diceva, 300 punti. Il conteggio parte da quando i giallorossi sono tornati a frequentare in pianta stabile il podio del campionato, ovvero dalla Serie A 2013-2014. Da allora la formazione capitolina è sempre arrivata almeno a quota 70 e non è mai scesa oltre il terzo gradino. 85 punti il primo anno, 70 il secondo, 80 il terzo e 65 quest’anno (numero parziale alla ventinovesima giornata). Non è dato sapere se anche al termine del torneo in corso si resterà nelle prime tre posizioni, ma il margine di sicurezza sulla Lazio quarta (+8) può far guardare con ottimismo alla possibile qualificazione in Champions (diretta o meno). Ammesso che i biancocelesti di Inzaghi vincano le restanti 9 gare, servirebbero altri 20 punti – sui 27 a disposizione – per avere l’aritmetica certezza dell’Europa che conta.

In Italia solo la Juventus ha sforato il tetto dei 300, arrivando a 353. I 53 punti di differenza sui capitolini certificano il dominio bianconero nell’ultimo quinquennio con cinque scudetti di fila. Ma se la Juve è oggettivamente la più forte, il discorso cambia se si vanno ad analizzare i dati degli altri competitor nazionali. A 300 punti non ci è arrivato nessun altro: il Napoli (286), la Fiorentina (241), l’Inter (237), la Lazio (236), il Milan (219). Nessuno. Non solo, la Roma nel corso degli anni ha maturato 14 lunghezze più del Napoli, 59 sulla Fiorentina, 63 sull’Inter, 64 sulla Lazio, addirittura 81 sul Milan. Nonostante opinionisti stimati come l’ex CT azzurro Arrigo Sacchi continuino a sponsorizzare la causa milanese: “Milan e Inter sono le uniche che potrebbero contrastare la Juve. Roma e Napoli non hanno storia”. Sarà, ma le statistiche parlano chiaro e misurano il presente. La media punti romanista in un campionato si è attestata a 75, mentre nelle 143 partite disputate siamo a 2,097. Questo per quanto riguarda l’Italia. E nel resto d’Europa chi altro ha fatto più di 300 punti? Contando i campionati più competitivi del continente, Premier League, Liga, Ligue1 e Bundesliga, solo cinque squadre sono davanti alla Roma. Si tratta di – in ordine di punteggio – Paris Saint Germain (336), Barcellona (335), Real Madrid (334), Bayern Monaco (319), Atletico Madrid (311). Invece, seguendo il medesimo criterio, alle spalle della Roma ci sono Manchester City e Chelsea (288), Monaco (287), Arsenal (275), Liverpool e Tottenham (262), Manchester United (252), Lione (251), Siviglia (248), Borussia Dortmund (241).

In Inghilterra nessuno è arrivato a 300, ma la Premier è un torneo più equilibrato rispetto agli altri e nel 2016 ha dovuto fare i conti con l’exploit del Leicester che ha scombinato le solite gerarchie. È un fatto che la Serie A sia livellata verso il basso con poche eccellenze, ma anche in Liga la dittatura Barca-Real è una realtà consolidata e difficilmente attaccabile. Discorso simile per Francia e Germania dove Paris e Bayern comandano senza troppe difficoltà, a parte la recente leadership del Monaco in Ligue1. La Roma fa eccezione solo in una regola: chi ha totalizzato più di 300 punti nel periodo preso in considerazione, ha conquistato almeno un titolo nazionale. Ed è un peccato perché in questo lasso di tempo la Roma ha fatto sue il 62% delle gare disputate. Significa che su 143 partite di Serie A ne ha vinte 89, pareggiate 33 e perse 21. In altre parole, la chiave degli ultimi quattro anni è stata la programmazione del club. 300 punti in Serie A non si fanno per caso.

Chi è Monchi

Yuri Oggiano – Ramon Rodriguez Verdejo, o semplicemente Monchi, sarà il prossimo direttore sportivo della Roma. Lo spagnolo ha partecipato ad un summit, con i vertici giallorossi tra cui il Presidente Pallotta in quel di Londra, per cominciare a mettere nero su bianco i progetti per la prossima stagione.

Monchi, nato a San Fernando nel 1968, può essere definito il Re Mida dei direttori sportivi, tutto quello che compra lo rivende ad un prezzo molto alto generando una quantità infinita di plusvalenze, se ne calcolano oltre 300 milioni di euro al Siviglia che nel suo periodo ha vinto 5 Europa League, una Supercoppa UEFA, una Supercoppa di Spagna ed una Coppa del Re.

Tra i grandissimi colpi del futuro diesse della Roma troviamo tra i più recenti Bacca, Gameiro e Krychowiak, andando nel passato Reyes e Jesus Navas, nel mirino giallorosso per la sessione estiva di mercato, e il gioiello della sua incredibile campagna in Spagna, Sergio Ramos venduto poi al Real Madrid per 27 milioni di euro.

L’andaluso, per fare questo tipo di mercato, utilizza i mesi che succedono la sessione estiva, da fine agosto a dicembre. Monchi, insieme ai suoi collaboratori, studia tutti i campionati e a fine mese stila una top 11 della competizione, sfoltendo così la rosa dei giocatori visionati, arrivando a circa 400. Con l’anno nuovo si parte per tagliare ancor di più la lista, ogni calciatore selezionato viene messo sotto gli occhi attenti di alcuni membri dello staff di Monchi. Tale profilo viene poi studiato in vari contesti, dalle partite in casa e fuori, fino ad arrivare agli avversari incontrati. Completata la descrizione c’è finalmente il confronto con l’allenatore, non sempre si riesce a prendere la prima scelta ma i giocatori sono comunque di qualità, Fazio, Keita, Perotti, Kanoutè per citarne qualcuno.

Pallotta spera che Monchi possa replicare tutto questo alla Roma, giovani forti per creare una squadra competitiva, colpi a basso costo inaspettati per avere una rosa completa e di qualità ma soprattutto degli acquisti che nel futuro potranno permettere di generare plusvalenze, vero ossigeno per le casse giallorosse. I tifosi sperano e nello stesso tempo sognano, il mito di Monchi sta per sbarcare a Roma e forse le possibilità di vincere un trofeo, ripercorrendo le orme del Siviglia, aumentano sempre di più.

Yuri Oggiano

Inizia a prendere forma la nuova Italia di Ventura. Olanda battuta in casa 2 a 1.

Ventura punta sui giovani per questa prestigiosa amichevole ae ottiene le risposte che voleva. Cinque debutti in azzurro con Gagliardini, Spinazzola, Petagna, D’Ambrosio e Verdi. L’atteso Donnarumma, al suo esordio dal primo minuto (è il più giovane portiere della Nazionale a giocare del primo minuto) a 18 anni e un mese, si è esibito in parate da portiere esperto e ha salvato la porta azzurra in più di una occasione.Italia partita in svantaggio con l’autogol al 10′ del primo tempo di Romagnoli, che gira nella propria rete un passaggio in area durante un fraseggio degli orange. Neanche il tempo di lamentarsi, e il bravo Eder non si fa pregare e sfrutta un errore difensivo di Hoedt: da fuori area batte il portiere di casa Zoet. Poi al 31’esimo è Bonucci è pronto a spingere in rete una palla respinta dal portiere orange. Italia che va al riposo in vantaggio. Nella ripresa c’è il walzer delle sotituzioni e tanti giovani in campo, l’Olanda tenta la rimonta. Sneijder ci prova due volte, ma Donnarumma c’è, e para. Ventura soddisfatto: “Stiamo cercando di esportare un’immagine e di costruirci una certa mentalità. Contava il risultato, ma la duplice posta in palio era quella e credo che l’abbiamo centrata”. Il ct poi azzarda: “Sarebbe bello andare in Russia, ma ci si va solo attraverso il lavoro e un gruppo che sta nascendo. Sono convinto che lì saremo la sorpresa del Mondiale”.    Al 10′ del pt, bella azione dei padroni di casa che entrano in area in fraseggio. Sfortunata deviazione, all’ultimo passaggio olandese, diRomagnoli e Donnarumma battuto. Al 11′ pt, Eder, su errore del difensore orange Hoedt, trova subito l’angolo giusto da fuori area, e pareggia. Al 27′ pt Martins Indi, deviato da Romagnoli, centra la traversa di testa. Al 31′ pt Bonucci in rete. Il difensore azzurro ribatte in rete un colpo di testa respinto da Zoet. Al 35′ problemi per De Rossi, entra Gagliardini, è un debutto. Il romanista esce zoppicando. Squadre al riposo. La ripresa non è entusiasmante come la prima frazione di gioco Al 3′ Rugani ammonito. Al 9′ st esce Immobile ed entra Belotti. Al 12′ st Donnarumma salva la porta azzurra fermando il rasoterra di Promes. Al 16′ st esce Zappacosta ed entra Spinazzola. Al 23′ st esce Eder ed entra Petagna. Al 25′ st Belotti impagna Zoet con una bordata da dentro area su assist di Verratti. Al 36′ st Parolo da fuori area, ma manca la potenza. Poco dopo ci riprova Spinazzola: miracolo di Zoet. Al 40′ st Donnarumma ancora decisivo deviando in angolo un tiro da fuori area di Sneijder. Al 42′ st ancora Donnarumma salva la porta da uno scatenato Sneijder. Tre minuti di recupero. Al 90′ st debutto per Verdi, esce Verratti. Al 93′ st De Vilenha tira da fuori, deviazione e palla fuori di un soffio. Fischio finale.

Francesco Trinca

Ecco Monchi

Lavinia Colasanto – Ramon Rodriguez Verdejo, o semplicemente Monchi, sarà il prossimo direttore sportivo della Roma. Lo spagnolo ha partecipato ad un summit, con i vertici giallorossi tra cui il Presidente Pallotta in quel di Londra, per cominciare a mettere nero su bianco i progetti per la prossima stagione.

Monchi, nato a San Fernando nel 1968, può essere definito il Re Mida dei direttori sportivi, tutto quello che compra lo rivende ad un prezzo molto alto generando una quantità infinita di plusvalenze, se ne calcolano oltre 300 milioni di euro al Siviglia che nel suo periodo ha vinto 5 Europa League, una Supercoppa UEFA, una Supercoppa di Spagna ed una Coppa del Re.

Tra i grandissimi colpi del futuro diesse della Roma troviamo tra i più recenti Bacca, Gameiro e Krychowiak, andando nel passato Reyes e Jesus Navas, nel mirino giallorosso per la sessione estiva di mercato, e il gioiello della sua incredibile campagna in Spagna, Sergio Ramos venduto poi al Real Madrid per 27 milioni di euro.

L’andaluso, per fare questo tipo di mercato, utilizza i mesi che succedono la sessione estiva, da fine agosto a dicembre. Monchi, insieme ai suoi collaboratori, studia tutti i campionati e a fine mese stila una top 11 della competizione, sfoltendo così la rosa dei giocatori visionati, arrivando a circa 400. Con l’anno nuovo si parte per tagliare ancor di più la lista, ogni calciatore selezionato viene messo sotto gli occhi attenti di alcuni membri dello staff di Monchi. Tale profilo viene poi studiato in vari contesti, dalle partite in casa e fuori, fino ad arrivare agli avversari incontrati. Completata la descrizione c’è finalmente il confronto con l’allenatore, non sempre si riesce a prendere la prima scelta ma i giocatori sono comunque di qualità, Fazio, Keita, Perotti, Kanoutè per citarne qualcuno.

Pallotta spera che Monchi possa replicare tutto questo alla Roma, giovani forti per creare una squadra competitiva, colpi a basso costo inaspettati per avere una rosa completa e di qualità ma soprattutto degli acquisti che nel futuro potranno permettere di generare plusvalenze, vero ossigeno per le casse giallorosse. I tifosi sperano e nello stesso tempo sognano, il mito di Monchi sta per sbarcare a Roma e forse le possibilità di vincere un trofeo, ripercorrendo le orme del Siviglia, aumentano sempre di più.

Lavinia Colasanto

Cena dirigenziale tra Pallotta, F.Baldini, Spalletti, Baldissoni, Gandini, Massara e Zecca

(E.Bandini) – Serata importante per la Roma perché James Pallotta è stato a cena con Luciano Spalletti, appena rientrato nella capitale dopo due giorni in Toscana. All’incontro, in zona via Veneto, erano presenti anche il direttore generale Mauro Baldissoni, il direttore sportivo Ricky Massara, l’amministratore delegato Umberto Gandini, il braccio destro di Pallotta, Alex Zecca e a sorpresa il consulente personale del Presidente, Franco Baldini. Il tecnico e il numero uno americano si erano già incontrati a Trigoria prima della partita contro il Sassuolo, ma non avevano approfondito i discorsi sul futuro e sul rinnovo del contratto dell’allenatore. Durante la cena la sala dove i protagonisti stavano mangiando è stata chiusa e neanche i camerieri potevano entrare. Il tecnico avrebbe posto delle condizioni precise per essere competitivi e per dare un messaggio ai giocatori. La società condivide il suo discorso. Le strategie sono state delineate durante le riunioni allo Studio Tonucci.

Alla fine della cena Spalletti e Massara, che non hanno risposto alle domande sul prorio futuro, se ne sono andati insieme preceduti da PallottaBaldissoniGandini e Zecca. Queste le parole del numero uno giallorosso ai cronisti presenti: “Sono sempre fiducioso. Come è andata? La pizza era buona“. Soltanto il Presidente ha rilasciato qualche dichiarazione mentre gli altri protagonisti della serata hanno lasciato il ristorante sorridentiSpalletti, invece, era super sorridenteBaldini è andato via in solitaria, cercando di sottrarsi ai cronisti.

Secondo Sky Pallotta avrebbe detto a Spalletti: “Si continuerà a fare trading, bisognerà puntare sui giovani, nessuna possibilità di prendere giocatori top“. Mentre, sempre secondo l’emittente satellitare il tecnico avrebbe detto: “E’ andata bene“.

La Roma risponde presente, il Sassuolo cade all’Olimpico

Yuri Oggiano – Alla quarta partita in casa contro il Sassuolo la Roma riesce finalmente a battere la squadra di Di Francesco e lo fa con lo stesso punteggio della gara d’andata, 3 a 1. I giallorossi si riprendono il secondo posto e mettono a distanza di sicurezza Lazio ed Inter che in questo weekend hanno raccolto soltanto un punto a testa.

Dopo l’eliminazione dall’Europa League, ai danni del Lione, il contraccolpo psicologico poteva essere un’arma letale per la Roma, ed in parte è stato così. La difesa continua a sbandare e a concedere praterie agli avversari che non si fanno pregare dando adito a qualche malumore del pubblico.

Tra i 25 mila presenti c’è anche Pallotta e allora la Roma non può sfigurare e decide di rimontare la partita, quarta volta in questa stagione, record assoluto in Serie A. Davanti agli occhi del Presidente si fa bello Paredes, vicino alla partenza durante il mercato di gennaio, con un grande gol. Il futuro del centrocampista argentino, come anche quello della Roma dopo le parole di Pallotta, è un rebus che deve essere sciolto nel più breve tempo possibile.

Chi ha il futuro ben chiaro nella sua mente è Dzeko che come contro il Palermo entra e timbra il cartellino, 31 gol in questa stagione come gli anni che ha compiuto pochi giorni fa. Implacabile il bosniaco che però pecca ancora sul piano della cattiveria non punendo il Sassuolo dopo uno svarione difensivo. Questa volta Spalletti non glielo fa notare, forse accecato dalla lotta con l’etere romano.

La squadra, dal canto suo, non sembra subire questa diatriba del tecnico e prima dell’intervallo fa girare la partita con Salah. L’egiziano raggiunge la doppia cifra in campionato segnando il suo nono gol all’Olimpico, a fronte di uno in trasferta, quello contro il Napoli.

Tra polemiche ed un futuro tutto da scrivere la Roma prova a ricaricare le batterie, durante la sosta, per l’ultimo sprint stagionale, quello che deciderà Coppa Italia, campionato e l’eventuale entrata in Champions League che Pallotta e Spalletti considerano fondamentale per mantenere la squadra ad alti livelli.

Yuri Oggiano

Serie A – I risultati della 29ª giornata

La 29ª giornata di Serie A è iniziata sabato sera con due anticipi e si è conclusa domenica con tutte le altre otto partite in programma. La prima partita della giornata l’hanno giocata sabato alle 18 Torino e Inter, pareggiando 2-2. Alle 20.45, nell’ultimo anticipo, il Milan ha vinto 1-0 contro il Genoa. Domenica, Empoli e Napoli hanno aperto la giornata alle 12.30: ha vinto il Napoli 3-2. Nelle partite delle 15 la Juventus ha vinto a Genova contro la Sampdoria, il Bologna ha vinto in casa contro il Chievo, Cagliari e Lazio è finita in parità, il Pescara ha perso a Bergamo contro l’Atalanta e la Fiorentina ha vinto in casa del Crotone. Nel posticipo delle 18 l’Udinese ha vinto in casa contro il Palermo e in quello delle 20.45, l’ultimo, la Roma ha vinto 3-1 contro il Sassuolo.

Sabato 18/3
18.00
Torino-Inter 2-2
20.45
Milan-Genoa 1-0

Domenica 19/3
12.30
Empoli-Napoli 2-3
15.00
Atalanta-Pescara 3-0
Bologna-Chievo 4-1
Cagliari-Lazio 0-0
Crotone-Fiorentina 0-1
Sampdoria-Juventus 0-1
18.00
Udinese-Palermo 4-1
20.45
Roma-Sassuolo 3-1

La Roma sfida il tabù Sassuolo: possibile chance per Grenier?

(E.Bandini) – C’è un dato che dovrebbe far riflettere i calciatori della Roma sulla difficoltà della gara di questa sera contro il Sassuolo. La formazione neroverde è finora imbattuta allo stadio Olimpico: nei tre precedenti in serie A, infatti, l’ex Eusebio Di Francesco è riuscito ad ottenere altrettanti pareggi. Se a questo si aggiunge che la squadra allenata da un sempre più nervoso Spalletti, che nei prossimi giorni incontrerà il presidente James Pallotta (presente in tribuna) per fare definitivamente chiarezza sul proprio futuro, deve dare delle risposte dopo l’eliminazione col Lione, si capisce come la gara di stasera possa essere insidiosa per i giallorossi. A spiegarlo è lo stesso tecnico, nella conferenza stampa della vigilia. «Il giorno dopo una partita come quella col Lione – le sue parole – si ha la sensazione di non avere niente in mano, di aver perso tutto. Poi, analizzando le cose, ci si rende conto di aver fatto una prestazione importante: il Barcellona che ha vinto 6-1 col Psg ha tirato in porta meno di noi, che lo abbiamo fatto 25 volte. Se giocheremo sempre così porteremo a casa tante vittorie, ritornando un’altra volta in Europa». Con il Sassuolo, che non sta attraversando il suo momento migliore, l’occasione per ripartire. «Le prossime quattro o cinque partite ci possono tirare la volata finale: abbiamo la possibilità di vincerle tutte e di cambiare un po’ gli scenari del campionato. Loro sono una squadra con un disegno tattico chiaro e giocatori importanti: alcuni, come Defrel, li abbiamo osservati pure noi. Di Francesco è un tecnico serio e preparato, un ragazzo eccezionale e un professionista di qualità. Dopo la bella stagione scorsa, ci può stare che attraversino un momento di difficoltà».

Rispetto alla gara col Lione, Spalletti farà un po’ di turnover. In porta tornerà Szczesny al posto di Alisson. Possibile il ritorno al 4-2-3-1, con Ruediger a destra (fuori Bruno Peres) ed Emerson a sinistra (out Mario Rui dopo due consecutive da titolare) nella difesa a quattro; al centro possibile un turno di riposo per uno stanco Fazio, con Juan Jesus che dovrebbe fare coppia con Manolas. A centrocampo turno di riposo per De Rossi, che è stato convocato in Nazionale da Ventura, al suo posto dovrebbe toccare a Grenier, che domenica scorsa a Palermo ha dimostrato di poter essere utile alla squadra, e non solo per l’assist che ha portato al primo gol di El Shaarawy. Il francese dovrebbe fare coppia con Strootman, con Paredes inizialmente in panchina. Alle spalle di Dzeko ci saranno NainggolanEl Shaarawy e Perotti, gli ultimi due preferiti a Salah.

Roma fuori dall’Europa League. Strootman ed El Shaarawy non bastano a Luciano Spalletti. Passa il Lione.

Non basta il cuore alla Roma, che supera per 2-1 il Lione nel ritorno degli ottavi di finale di Europa League ma viene eliminata dopo la sconfitta per 4-2 dell’andata in Francia. Partita di grandissima intensità della squadra di Spalletti, però poco lucida negli ultimi 20 metri. Deludono Dzeko e Salah. Primo tempo giocato a ritmi frenetici, la Roma cerca di fare il match ma il Lione contiene bene quasi ogni iniziativa giallorossa ed è più cinico in attacco. La squadra di Spalletti è irresistibile in avvio e sfiora il vantaggio con Rudiger, che colpisce una traversa al 6′, e Salah. Furioso botta e risposta dopo il quarto d’ora: al 16′, alla prima vera occasione gol, i francesi passano con Diakhaby, colpo di testa su calcio piazzato di Valbuena. Olimpico gelato, ma Strootman pareggia due minuti dopo su punizione di De Rossi.  Fino all’intervallo la pressione della Roma è costante, ma i capitolini complici i tanti errori creano poche occasioni e solo nel finale ancora con Strootman spaventano Lopes, bravo a respingere le due conclusioni ravvicinate dell’olandese. La ripresa si apre con la parata da urlo di Lopes su Nainggoan. La pressione dei padroni di casa si accentua, Spalletti azzecca il cambio: dentro El Shaarawy per Bruno Peres, proprio il Faraone causa l’autorete di Tousart che fa esplodere l’Olimpico e riempie di speranza i cuori giallorossi. Finale mozzafiato, i giallorossi si buttano in attacco con generosità ma sono poco lucidi e rischiano di subire il 2-2 in contropidede. Non bastano gli ingressi nel finale di Totti e Perotti, sono i francesi a volare ai quarti.

Francesco Trinca

Il Sassuolo prima della sosta

Lavinia Colasanto – Ultima partita prima della sosta per le nazionali con la Roma che ospita il Sassuolo domenica alle ore 20.45. I neroverdi, partiti con l’obiettivo di confermare la qualificazione in Europa dello scorso anno, si sono risvegliati in un incubo, risucchiati nella lotta per le posizioni di rincalzo in una stagione che di Francesco non è riuscito a ribaltare. Il ruolino di marcia parla chiaro, 9 vittorie, 4 pareggi e 15 sconfitte, per un totale di 31 punti.

La lunga assenza di Berardi, rimasto fuori per oltre 4 mesi per un infortunio al ginocchio, ha gravato molto sulle sorti del Sassuolo, privato del proprio leader che era atteso, inoltre, dalla stagione della consacrazione. Di Francesco ha provato a lanciare molti giovani in attacco, da Politano a Ricci, da Iemmello a Ragusa, ma nessuno di questi ha saputo prendere per mano la squadra e trascinarla in una zona di classifica più alta. Le uniche soddisfazioni per il tecnico sono arrivate dal centrocampo dove Pellegrini, 22 presenze e 5 gol, è ormai lanciato verso l’elite del calcio italiano. La Roma dovrebbe sfruttare il diritto di riacquisto di 10 milioni di euro, nonostante le prove di disturbo della Juventus, rimasta ammaliata dalle prestazioni del romano.

Di Francesco vuole una scossa ed è seguito, dal punto di vista delle dichiarazioni, da Matri. I due scommettono tutto sulla partita di domenica per dare una sterzata al finale di stagione dei neroverdi. L’ex bomber del Milan è in ballottaggio con Defrel, giocatore cercato con insistenza dalla Roma nel mercato di gennaio. Nella stessa situazione di Matri anche Politano, insidiato da Ricci. L’esterno, che sta vivendo la prima stagione in Serie A, vuole far vedere le sue qualità alla società giallorossa anche se al momento le prestazioni sono altalenanti ed un suo rientro alla base è tutt’altro che scontato. Il terzo uomo in attacco è Berardi che sta cercando la prima rete dal suo rientro. Risalendo il campo la formazione è presto fatta con le conferme di Duncan, Pellegrini ed Aquilani, altro ex della partita, a centrocampo, Gazzola, Acerbi, Cannavaro e Peluso in difesa pronti a proteggere Consigli. Assenti Magnanelli, Antei, Sensi e Biondini.

Tra intrecci di mercato e storie di ex Di Francesco cerca l’ennesimo sgambetto alla Roma allo Stadio Olimpico, tre partite giocate e tre pareggi. Per i giallorossi, vista la trasferta di Lione, sarà una partita ricca di insidie ma in questo momento c’è da stringere i denti prima di staccare la spina: la ripresa del campionato è prevista il 2 aprile quando all’Olimpico arriverà l’Empoli. Crederci sempre e non mollare mai è il mantra di Spalletti che in questi giorni potrebbe decidere se continuare o meno la sua avventura alla Roma, magari dopo una chiacchierata con Pallotta.

Lavinia Colasanto