Salah, Manè e Firmino fanno paura. Serve una rimonta di contropiede

Luca Fantoni – Hanno dimostrato quanto sono forti. Una settimana dopo, l’immagine degli anglosassoni che entravano da tutte le parti è ancora viva nella mente di tutti. Quando vennero all’Olimpico, nel 2001, davanti avevano Fowler e il futuro Pallone d’oro Michael Owen. Non due qualunque insomma. Ma li volete paragonare con Salah, Manè e Firmino? Solo nominarli incute timore. Lasciarli liberi di correre in campo aperto, all’andata, è stato un suicidio sportivo. Cinque i gol subiti, ma sarebbero potuti essere molti di più. La chiave tattica sarà riuscire a contrastarli, in qualche modo. Quasi sicuramente Di Francesco tornerà alla difesa a 4 e questo eviterà senza dubbio i duelli 1 contro 1 che tanto sono stati sofferti nel primo round. Molto importante sarà anche l’aspetto psicologico e la carica che l’Olimpico potrà dare alla Roma. Si è visto già contro il Barcellona e, probabilmente, contro il Liverpool l’atmosfera sarà, si spera solo sugli spalti, ancora più calda.

RIMONTE – Paradossalmente, nonostante il Barcellona sia la squadra più forte al mondo da qualche anno a questa parte, la rimonta con il Liverpool è potenzialmente più complicata. Lo stile dei blaugrana si adattava meglio alle caratteristiche della Roma. La squadra di Di Francesco basa il suo gioco sul pressing alto e sul recupero palla, tenendo la difesa quasi a centrocampo. Va invece in difficoltà quando è costretta a giocare il pallone. Messi, al contrario di Salah, tende a venire a prendersi dietro la palla e Suarez non ha la stessa velocità degli attaccanti dei Reds, di conseguenza per i giallorossi era più facile tenere la linea alta senza subire troppo. Contro la squadra di Klopp, mantenere la difesa a metà campo è un rischio troppo grande, come si è già visto. Al contrario di quel che si possa pensare, dovrà essere una rimonta di contropiede. Bisognerà cercare di far giocare il pallone al Liverpool e di essere spietati quando si riparte, con gli inserimenti dei centrocampisti che saranno fondamentali. Ci sarà bisogno di molta, moltissima corsa ed intensità perché altrimenti, se non giochi quei ritmi, non subire gol è un’utopia.

FATTORE CUORE – Una settimana fa dicevamo sperare, non credere. Vale lo stesso discorso adesso. La rimonta con il Barcellona è arrivata anche perché nessuno se l’aspettava, nessuno avrebbe mai creduto possibile recuperare 3 gol alla squadra più forte in Europa. La mancanza di pressione ha sicuramente recitato un ruolo importante nella leggerezza con la quale la Roma ha affrontato i quarti di finale. In tutta l’equazione che è stata descritta però, manca la variabile casuale, il fattore cuore. Quello che i giallorossi hanno dimostrato di avere contro il Barcellona e che tutti i tifosi hanno dentro. Lo stadio può dare una grande mano. Manè, qualche giorno fa, ha dichiarato che Anfield regala la miglior atmosfera del mondo. Forse, ma ancora non ha visto l’Olimpico pieno. 

Luca Fantoni

Dzeko e Schick la coppia che scoppia!

Margherita Bellecca – 4-1 un risultato che fa sorridere la Roma in vista della partita contro il Liverpool. Il Chievo viene asfaltato all’Olimpico con i giallorossi che sembrano pronti per tentare una nuova impresa in Champions League. Di Francesco può sorridere per tanti motivi: dal secondo gol consecutivo di Schick alla doppietta, con due reti d’autore di Dzeko, la coppia sta cominciando a funzionare.

Partiamo dal primo che ha vissuto una stagione difficile ma che ora sta riscoprendo la gioia di buttare la palla in porta. Maiuscola l’azione di Nainggolan che vince un contrasto sull’esterno prima di mettere un cross calibrato alla perfezione. Schick si muove come un attaccante di razza e trafigge Sorrentino che all’andata gli aveva negato il gol con due miracoli. Torna il sorriso contagioso di Ferrara e torna la felicità nei tifosi della Roma che possono godersi l’acquisto da 40 e passa milioni di euro.

In grande forma Dzeko chiamato a prendersi di nuovo la squadra sulle spalle. E’ stato il suo il gol che ha riacceso le speranze ad Anfield ed è lui che mette il punto esclamativo contro il Chievo. La girata volante col sinistro sembra facile ma non lo è. L’attaccante anticipa di netto il difensore con una sorta di acrobazia e si ripete nella ripresa, sempre col mancino. A battere Sorrentino questa volta è un tiro a giro che a Dzeko abbiamo già visto fare, ne sanno qualcosa Benevento, Milan e Napoli tutte punite dal bosniaco con questa prodezza. Il piede si dimostra caldo ed è quel sinistro con cui ha superato Ter Stegen nella notte con cui aperto le marcature nel 3-0 rifilato al Barcellona.

Probabilmente il tridente di Champions si completerà con El Shaarawy, altro marcatore del poker rifilato al Chievo. Magistrale coast to coast dove il Faraone dimostra anche grande caparbietà andando a vincere un contrasto in area di rigore. Il tocco poi è delizioso come lui sa fare e urlo del gol finalmente liberato dopo aver sprecato l’impossibile contro la SPAL appena una settimana fa. Il risultato c’è, la prestazione anche, il terzo posto è ancora lì ed ora più sicuro grazie alla sconfitta dell’Inter contro la Juventus. La settimana della Roma prosegue con la Champions League, con il Liverpool e con oltre 60mila cuori a spingere la squadra verso qualcosa di incredibile.

Margherita Bellecca

 

Di Francesco sbaglia la partita

Lavinia Colasanto – Il troppo stroppia. Questa volta, forse, Di Francesco ha esagerato con i cambi stravolgendo la sua Roma nell’ottavo di finale di coppa Italia contro il Torino. I giallorossi escono dalla competizione con le ossa rotte perdendo 2-1, abbandonando così l’idea si vincere la “decima”.

La difesa, reparto completamente ribaltato, ha sofferto molto dimostrandosi vulnerabile da calcio piazzato e quindi nel momento in cui tutti i giocatori sono piazzati per proteggere la porta. Così sono arrivati i maggiori pericoli per Skorupski che, dal canto suo, ha provato a mettere una pezza agli errori dei compagni, risultando decisivo in più di una occasione. Nulla da fare per il polacco sui gol perché prima De Silvestri e poi Edera hanno colpito verso la porta della Roma indisturbati da pochi passi.

La squadra di Eusebio Di Francesco ci ha provato con grande tenacia ed anche questa volta la sfortuna ci ha messo il suo zampino in ben tre occasioni. La prima sulla bomba da distanza siderale di El Shaarawy, traversa, base del palo e poi linea, la seconda sul colpo di testa di Schick, perfetto nello stacco e nell’indirizzare la palla, palo a Milinkovic-Savic battuto, e la terza sul rigore di Dzeko che, entrato da pochi minuti, si è preso la responsabilità al posto di Perotti, reduce da un errore. Risultato? Altro penalty sbagliato col giovane portiere in serata di grazia. Sono infatti 10 le patate del serbo, record in questo round della competizione.

Per la Roma però c’è spazio anche per sorridere visto che il gol della speranza lo ha segnato Schick con un preciso e potente sinistro all’angolino. Questa rete potrebbe dare una grande spinta all’attaccante ceco per le prossime partite anche se è probabile che contro la Juventus si sederà in panchina.

Non si dispera Di Francesco che comunque è soddisfatto della prestazione dei ragazzi, sgridandoli, però, per quello che hanno fatto vedere in difesa. La Roma è pronta a rialzarsi ma in questo momento non c’è impegno più duro visto che dovrà fare visita alla Juventus all’Allianz Stadium. I giallorossi avranno bisogno di tutta la spinta possibile e per questo dalla capitale saliranno oltre 2000 tifosi per cercare quell’impresa per passare un felice Natale.

Lavinia Colasanto

Liverpool-Roma 5-2: le pagelle. Difesa, dove sei? Il ritmo dei Reds surclassa la squadra di DiFra. Dzeko e Perotti regalano speranza

Simone Indovino – Il sogno di tutti era quello di uscire da Anfield con un risultato certamente più positivo. Il passivo della serata recita 5-2 in favore del Liverpool, frutto delle doppiette di Salah e Firmino e della rete siglata da Mané. Proprio l’ex giallorosso è il giocatore che fa di più impazzire la difesa di Di Francesco che, schierata nuovamente a 3, non sfoggia la stessa qualità del solito. Mancano in particolare gli aiuti in ripiegamento di Kolarov e Florenzi, mancanze che si rivelano decisivi ai fini del risultato. I ragazzi di Klopp corrono il triplo rispetto i capitolini, che sono tuttavia bravi a sfruttare gli ultimi 10 minuti di appannamento dei padroni di casa realizzando due reti, con Dzeko e Perotti, che mantengono accesa la fiammella della speranza in vista del ritorno. Ma apriamo gli occhi, sarà quasi impossibile, poiché i miracoli non sempre possono avvenire.

ROMA

Alisson 5 – Non è certo il principale colpevole dei gol subiti, ma avrebbe potuto certamente fare di più con qualche guizzo dei suoi.

Fazio 4.5 – Ha il merito di sovrastare, a inizio gara, gli attaccanti avversari di testa. Quando iniziano a giocare in velocità palla a terra non capisce più nulla, venendo sempre preso alle spalle. Imprecisa la sua marcatura su Firmino, in occasione del quinto gol del Liverpool.

Manolas 4.5 – Firmino e Mané gli fanno capire poco e niente. Il greco si trova sempre in situazioni di svantaggio anche in velocità e non può nulla contro il loro strapotere fisico. Perde troppi palloni pericolosi nei pressi della propria area di rigore.

Juan Jesus 4 – Stavolta il modulo con la difesa a 3 non fa che penalizzare il brasiliano, che ha dal suo lato l’uomo più in forma del mondo. Salah lo fa letteralmente impazzire, ubriacandolo di finte e di scatti repentini. Se nel primo personalissimo tiro dell’egiziano può solo applaudire, nella terza e quarta rete casalinga viene saltato con troppa facilità.

Florenzi 5 – In difficoltà, in palese difficoltà. Non garantisce mai la copertura necessaria e, in questo tipo di gara, non è un errore ammissibile.

Kolarov 5 – A inizio gara la sua personalità si fa sentire giovando alla squadra. Fa tremare il pubblico di Anfield con la traversa colpita in avvio complice uno svarione di Karius. Soffre anche lui in retroguardia: è spesso troppo alto, complice il modulo schierato, e non riesce ad aiutare in ripiegamento.

De Rossi 5.5 – Parte benissimo, erigendosi a re del centrocampo: smista, scivola e recupera palloni. Poi, l’atletismo del Liverpool sale in cattedra ed è uno dei primi ad accusarne.

Strootman 5 – Ha un altro passo, in negativo, rispetto ai colleghi avversari. In particolare, non appena il suo connazionale Wijnaldum entra in campo, non riesce più a far nulla.

Nainggolan 5.5 – A conti fatti è tra gli ultimi a mollare, provando a proporsi sempre in avanti. Collabora, e per fortuna, anche con la retroguardia, cercando di aiutare il più possibile.

Under 5 – Non ha mai calcato un palcoscenico del genere e in un momento della competizione così avanzato e la sua prestazione ne risente. Sempre sovrastato dei veloci difensori avversari, non riesce mai a far salire la sua squadra tenendo il possesso palla né tantomeno a tentare la via del gol.

Dzeko 5.5 – Tiene botta i primi 20 minuti, poi i centrali di Klopp lo annullano in tutte le situazioni. Prova a venirsi a prendere il pallone sulla linea di centrocampo ma proprio un suo pasticcio regala il 2-0 al Liverpool. Si riscatta, almeno parzialmente, realizzando con un preciso sinistro la prima rete per la Roma.

Schick 5.5 – Di Francesco prova subito a cambiare qualcosa a partire dal primo minuto della ripresa impedendo il ceco. Non è incisivo, ma sicuramente più propositivo dello spento Under.

Gonalons 6 – Interessanti le geometrie tessute dal francese nei pochi minuti da lui disputati.

Perotti 6 – Ingresso positivo per l’argentino, che ravviva la spenta fase offensiva della Roma. Freddissimo nel realizzare il calcio di rigore che consente di avere quella minima speranza per il ritorno.

Di Francesco 5 – No mister, stavolta non è andata bene. Il modulo con la difesa a 3 si è rivelato un fallimento, poiché i tre guardiani hanno giocato sempre uno contro uno con i velocisti del Liverpool. Jesus soffre particolarmente Salah, e Fazio e Manolas non sono nella loro serata migliore. I Reds sono apparsi una squadra atleticamente anni luci davanti ai capitolini e su questo, purtroppo, c’è poco a cui appellarsi.

Simone Indovino

Liverpool-Roma 5-2, la squadra si sveglia solo negli ultimi 10 minuti. Servirà un’altra impresa all’Olimpico

Simone Indovino – L’aspettativa per questa prima semifinale di Champions League era altissima, e forse è stato proprio questo a destabilizzare la RomaKlopp impartisce una sonora lezione a Di Francesco dal punto di vista tattico ma, sopratutto, atletico. I Reds corrono a un ritmo inumano per quasi tutta la gara, bruciando sempre i diretti avversari. Neanche a dirlo, è l’ex Salah ad indirizzare la gara nel primo tempo: due reti (una più di qualità dell’altra) e Roma nello spogliatoio già sottoterra. Al rientro in campo il copione è lo stesso, con l’egiziano che ubriaca Juan Jesus per due volte e fa realizzare a Mané prima e Firmino poi altre due segnatura. Con la testa ormai altrove, il 5-0, nuovamente di Firmino, non tarda ad arrivare. Gli ultimi 10 minuti riaccendo una fievole, anzi, fievolissima, speranza per il ritorno. Dzeko con il destro e Perotti su rigore siglano due reti che rendono meno amaro il parziale.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

LIVERPOOL FC (4-3-3): Karius; Alexander-Arnold, Lovren, van Dijk, Robertson; Henderson, Milner, Chamberlain (17′ Wijnaldum); Salah (74′ Ings), Firmino (90′ Klavan), Mané.
A disposizione: Mignolet, Moreno, Clyne, Solanke.
Allenatore: Jurgen Klopp
Squalificati: –
Diffidati: –
Indisponibili: Matip, Emre Can, Lallana, Clyne

AS ROMA (3-4-2-1): Alisson; Fazio, Manolas, Juan Jesus (65′ Perotti); Florenzi, De Rossi (65′ Gonalons), Strootman, Kolarov; Under (45′ Schick), Nainggolan; Dzeko.
A disposizione: Skorupski, Bruno Peres, Pellegrini,, El Shaarawy.
Allenatore: Eusebio Di Francesco
Squalificati: –
Diffidati: –
Indisponibili: Karsdorp, Defrel, Silva

Arbitro: Brych (GER)
Assistenti: Brosch (GER) – Lupp (GER)
Addizionali: Dankert (GER) – Fritz (GER)
IV Uomo: Hacker (GER)

Marcatori: 35′ Salah (L), 45′ Salah (L), 56′ Mané (L), 61′ Firmino (L), 67′ Firmino (L), 80′ Dzeko (R), 85′ Perotti (R)
Ammoniti: 26′ Juan Jesus (R), 39′ Alexander-Arnold (L), 74′ Lovren (L), 87′ Fazio (R)
Espulsi:

LIVE

SECONDO TEMPO

94′ – Finisce la partita. Primo round al Liverpool: al ritorno servirà l’ennesima impresa.

90′ – Saranno 4 i minuti di recupero. Klopp manda in campo Klavan al posto di Firmino.

90′ – Buono scambio al limite dell’area tra Dzeko e Nainggolan. Il belga arriva a concludere, ma vede il suo tiro ribattuto in calci d’angolo che non ha sviluppi positivi.

87′ – Le due marcature ravvicinate hanno dato fiducia ai capitolini che si sono riversati in avanti. Perotti non riesce ad accogliere al meglio l’assist di Dzeko. Poco dopo Fazio viene ammonito per proteste.

85′ – GOL DELLA ROMA! Perotti realizza con classe invidiabile il calcio di rigore assegnato.

84′ – RIGORE PER LA ROMA. L’arbitro non ha dubbi sul fallo di mani di Milner e assegna il tiro dal dischetto ai giallorossi.

80′ – GOL DELLA ROMA! Nainggolan scava un pallone preciso per Dzeko, che si fa beffa di Lovren e a tu per tu con Karius realizza di prepotenza.

74′ – Ammonito Lovren per un fallo su Strootman. Pochi secondo dopo fuori Salah, assoluto mattatore della gara, dentro Ings.

73′ – Buon cross al centro di Perotti su cui stacca con prepotenza Schick. Il colpo di testa è pericoloso ma bloccato con un guizzo da Karius.

71′ – Schick rischia di segnare un gollonzo deviando in corsa un rinvio sbilenco di Lovren ma ci va soltanto vicino. La Roma questa sera non è neanche fortunata.

67′ – GOL DEL LIVERPOOL. Firmino realizza la sua doppietta personale per il 5-0 in favore degli uomini di Klopp. Altra disattenzione difensiva che consente al brasiliano di staccare tutto solo di testa.

65′ – Doppio cambio nella Roma: fuori Jesus e De Rossi, dentro Perotti e Gonalons.

61′ – GOL DEL LIVERPOOL. Poker dei padroni di casa, con Salah ancora protagonista che regala un assist simile a quello per Mané a Firmino, che senza problemi appoggia in rete.

56′ – GOL DEL LIVERPOOL. La difesa giallorossa non esiste stasera: Salah scappa alle spalle di Jesus, assist per l’accorrente Manè che deposita indisturbato in gol.

53′ – Impazza il pressing del Liverpool, che sembra avere un altro passo fisico rispetto alla Roma.

48′ – Alexander-Arnold batte un calcio di punizione da posizione interessante ma il suo tentativo si infrange sulla barriera.

46′ – Riprende la partita.

PRIMO TEMPO

47′ – Termina il primo tempo.

45′ – RADDOPPIO DEL LIVERPOOL, ANCORA SALAH. Contropiede fulminante, concluso con uno scavetto dell’egiziano.

39′ – Giallo anche per Liverpool: sanzione ai danni di Alexander-Arnold.

38′ – Lovren stacca tutto solo su calcio d’angolo e impatta di testa cogliendo, per fortuna dei capitolini, la traversa.

35′ – GOL DEL LIVERPOOL. Dopo un assedio clamoroso dei Reds Salah sigla il vantaggio con un gol fantascientifico: un sinistro a giro che i tifosi della Roma hanno imparato a conoscere.

34′ – Annullato un gol a Manè per fuorigioco. Ampiamente al di là della linea difensiva l’attaccante.

30′ – Fase di pressing asfissiante del Liverpool che arriva nuovamente a concludere. Stavolta ci prova Salah, ma è bravo Alisson ad allungarsi e smanacciare il pallone.

29′ – Ancora Manè pericoloso! Firmino manda al bar Manolas, il centravanti si stacca dalla marcatura e riceve a rimorchio. Tiro alto, niovamente.

28′ – Manè sbaglia la clamorosa occasione del vantaggio per i padroni di casa. La difesa della Roma si fa infilare per la prima volta nella gara ma l’attaccante, a tu per tu con Alisson, spara alto.

26′ – Fallo vicino la propria area di rigore di Juan Jesus che si guadagna anche il primo cartellino giallo della gara.

20′ – Pericolosissimo pallone messo dentro da Milner fortunatamente sventato da una scivolata in area di De Rossi, ben posizionato.

18′ – TRAVERSA DI KOLAROV!!! Il serbo accoglie un pallone vacante al limite dell’area di rigore e fa partire un siluro che si stampa sul legno.

17′ – Non ce la fa il calciatore inglese: arriva così il primo cambio per i Reds. Dentro Wijnaldum al posto dell’infortunato.

14′ – Chamberlain rimane pericolosamente a terra dolorante dopo uno scontro fortuito a centrocampo con Kolarov.

12′ – Buonissimo cross tagliato di Kolarov verso il centro dell’area di rigore dopo una bella azione manovrata della Roma. Il portiere del Liverpool fa suo il pallone in presa alta.

7′ – Chamberlain si ritaglia un buon spazio centrale da cui vede la porta e calcia senza pensarci due volte. Tiro facilmente bloccato da Alisson. Pochi secondi dopo Nainggolan tenta la conclusione da posizione impossibile senza impensierire Karius.

5′ – Pericolo clamoroso per la Roma. Firmino si presenta vicinissimo a Alisson, liberato da Salah. L’attaccante tenta la conclusione seppur da posizione defilata col pallone che vaga per tutta la lunghezza della linea di porta.

5′ – Piccolo contrattempo per uno dei due guardalinee, costretto a sostituire la personale bandierina.

3′ – Ci prova Salah sul ribaltamento di fronte ma il tiro a giro dell’ex di turno è facile preda di Alisson.

2′ – Giallorossi subito pericolosi con Strootman. Dzeko raccoglie palla in area di rigore, scarica per l’olandese che tira di prima col sinistro. Sicura la presa di Karius.

 1′ – Inizia il match. Primo possesso della Roma.
Simone Indovino

Una rivincita attesa 34 anni

Margherita Bellecca – Non è una finale ma la vale. Ad Anfield Road, la casa del Liverpool, va in scena la semifinale d’andata della Champions League tra i Reds e la Roma. Cammino superbo da parte della squadra di Klopp che non ha ancora perso in questa competizione. I giallorossi, invece, sono usciti sconfitti in tre occasioni, tutte in trasferta, ma hanno sempre avuto la forza di rialzare la testa strapazzando anche il Barcellona per 3-0.

Di Francesco, quindi, dovrebbe riproporre il modulo utilizzato contro i catalani con un solo cambio: Under per Schick visto che il turco ora è in perfetta forma. Il numero 17 affiancherà, o sarà poco alle spalle, di Dzeko, fresco di record segnati in Champions e voglioso di agganciare un traguardo che potrebbe essere l’apice di una grande carriera. A 32 anni, inoltre, potrebbe essere la sua ultima occasione. Vicino al bosniaco anche Nainggolan pronto a pressare per impedire la costruzione da dietro da parte di Lovren e compagni. Il centrocampo a quattro vedrà sulla linea mediana capitan De Rossi e Strootman mentre sulle corsie agiranno Florenzi e Kolarov. Il trio difensivo sarà ancora composto da Fazio, Manolas e Jesus davanti ad Alisson. Sperano di giocare Perotti ed El Shaarawy che saranno della partita soltanto se il tecnico abruzzese decidesse di schierare un 4-3-3.

Il Liverpool si presenta con un grande spauracchio: quello di Momo Salah. 41 gol in stagione e 31 in campionato che gli sono valsi il premio come giocatore dell’anno in Inghilterra. Non sarebbe, e non è corretto, però, concentrarsi soltanto sull’egiziano perché Klopp ha altre frecce nel suo arco come Manè e Firmino che flirtano spesso col gol. A centrocampo le geometrie e l’intelligenza di Henderson e lo spunto di Oxlade-Chamberlain. Assenza pesante quella di Emre Can che ha terminato la stagione, stesso discorso per Matip. In difesa recuperato Lovren che giocherà al centro con Van Dijk. Sulle fasce Alexander-Arnold e Robertson. In porta Karius.

Il bilancio contro il Liverpool non sorride, ancora meno quello con le inglesi. La Roma ha raccolto soltanto 9 vittorie, l’ultima quella gloriosa contro il Chelsea, a fronte di 14 sconfitte. Inedito il duello tra Di Francesco e Klopp. Dai nonni, ai papà, ai figli. C’è chi aspetta questa partita da tanto, chi, invece, non ha mai vissuto momenti del genere. Il 1984 è lontano ma la mente corre veloce verso quell’anno. E’ Liverpool-Roma e ci si gioca già una grande fetta per andare in finale.

 

Margherita Bellecca

Allenamento Roma, rifinitura prima del Liverpool. Torello per riscaldamento e lavoro atletico. Individuale per Defrel

Luca Fantoni – E’ la vigilia di Liverpool-Roma e come di consueto è anche il giorno della rifinitura. I giallorossi sono scesi in campo prima di partire verso la città inglese. La squadra ha svolto un riscaldamento, come di consueto, attraverso un torello, per poi passare ad un lavoro atletico con ostacoli alti e bassi. Defrel e Karsdorp svolgono lavoro individuale. All’esterno del centro sportivo di Trigoria sono presenti circa 80 tifosi giallorossi.

Luca Fantoni

Un filo che lega Mersey e Tevere. 34 anni dopo è arrivato il momento della rivincita

Luca Fantoni – Questa è la partita. Sembrava che non ci sarebbe stata altra occasione per vendicarsi, eppure la vita ti offre sempre una possibilità di redenzione. Quella della Roma è arrivata. Sono passati 34 anni. I telefoni cellulari sono entrati nelle nostre vite, la Germania non è più divisa in due, Freddy Mercury ha consegnato alla storia della musica un brano come “The Show Must go on”. L’epicentro del calcio mondiale è tornato dalle parti di Madrid e Barcellona, il Liverpool ha vinto un’altra Champions League mentre la Roma si è dovuta accontentare di uno scudetto. È cambiato tutto, ma quella macchia è sempre rimasta nella vita di tutti i tifosi giallorossi. Niente si può avvicinare a quella delusione: né il rigore sbagliato da Baggio nel caldo torrido di Pasadena, né quel suicidio sportivo al via del Mare di Lecce nel 1986 e nemmeno la finale di Coppa Italia. Qui stiamo parlando della Coppa dei Campioni, un treno che, per una squadra come la Roma, passa una volta ogni 50 anni, forse due. Questa è la vera possibilità di vendetta, non come quelle dei primi anni 2000 dove si giocava in Coppa Uefa oppure nei gironi di Champions, questa è una semifinale.

IO C’ERO – Non capita tutti i giorni di giocare certe partite. Se si guarda al passato i presupposti sono tutt’altro che benauguranti. Dopo quella triste notte infatti, Roma e Liverpool si sono affrontate altre 4 volte e il risultato ha sempre sorriso agli inglesi. Solo una volta i giallorossi riuscirono ad imporsi ma fu inutile ai fini della qualificazione. Ci riuscirono ad Anfield Road, nella casa del nemico. L’Olimpico invece è rimasto stregato, come se quella notte si fosse creata una sorta di nube che, ogni volta che i Reds arrivano nella capitale, scende a coprire gli occhi dei giocatori romanisti, togliendo loro ogni possibilità di sognare. Questa è la premessa, ma effettivamente è difficile spiegare a parole il significato della partita di martedì. Sono molto più comunicanti le facce di chi quel match l’ha visto, dallo stadio o da casa. Qualcuno dice che il giorno dopo sia stato il più silenzioso che Roma abbia mai visto. È arrivato il momento di tornare a farla cantare e che coloro che erano allo stadio quel 30 maggio 1984 possano dire “Io c’ero”, stavolta per una serata memorabile.

TRA MERSEY E TEVERENon credere ma sperare. Bisogna farlo perché quest’anno la Roma ha regalato emozioni inaspettate. Questa stagione è l’ossimoro per eccellenza della tipica annata da romanisti. Normalmente Bruno Peres non avrebbe mai salvato quel gol sulla linea, la palla sarebbe finita in porta. Normalmente Facundo Ferreyrasarebbe arrivato su quell’ultimo cross e ci avrebbe buttato fuori, normalmente il Barçasarebbe venuto all’Olimpico, avrebbe fatto due gol, e ci avrebbe fatto tornare a casa con la consapevolezza che le cose non sarebbero mai cambiate. Eppure questa Champions League di normale non ha niente. Quello che è successo allo Stadio Olimpico contro il Barcellona esula da ogni possibile logica e ti obbliga a sperare. Ora il prossimo ostacolo si chiama Liverpool e l’ultimo atto sarà proprio in quello che è stato il teatro della più grande gioia e della più grande delusione europea. Bisogna sperare perché alla fine il Mersey è solamente un Tevere con il nome un po’ più fighetto, Anfield Road è solo un Olimpico che canta meno, e in campo si parte sempre dallo 0-0. “Here comes the sun” cantavano i Beatles, rimangono le ultime due notti poi, dopo 34 anni, è arrivato il momento di rivedere il sole.

Luca Fantoni

La Roma e la grande impresa

Lavinia Colasanto -. Impresa. E’ questa la parola adatta per descrivere il girone di Champions League che la Roma ha vinto contro Chelsea, campione d’Inghilterra, Atletico Madrid, due volte finalista negli ultimi 4 anni, e Qarabag, alla prima esperienza nella competizione europea.

Il sorteggio di Nyon non era stato benevolo con i giallorossi che, grazie alle estrazioni di Totti e Shevchenko, erano capitati nel gruppo più difficile della Champions. Inoltre, la batosta subìta contro il Porto nel preliminare di un anno fa, e un nuovo tecnico, peraltro all’esordio in un ambito così prestigioso, facevano pensare ad una facile disfatta.

Così non è stato perché la Roma, con tenacia e classe, è riuscita a gettare il cuore oltre l’ostacolo e a compiere l’impensabile, qualificarsi agli ottavi di finale dopo aver vinto il girone. Solida e a tratti spettacolare, 9 gol fatti, di cui 6 al Chelsea, e 6 subiti, tutti in trasferta e zero in casa. Nessuna squadra in Champions League ci è riuscita.

L’attacco si è dimostrato all’altezza della competizione soffrendo soltanto la difesa rocciosa dell’Atletico Madrid, marchio di fabbrica della squadra di Simeone, avendo sfortuna contro il Qarabag, grandi parate del portiere azero, e disintegrando il reparto del Chelsea. Magari non sarà ai livelli di quello del Paris Saint Germain, 25 gol fatti, o come quello del Liverpool, 23 reti segnate, ma Dzeko e compagni hanno saputo pungere nel momento del bisogno raccogliendo poi i frutti. Spettacolari le partite del bosniaco e di El Shaarawy contro la squadra di Conte.

La difesa, supportata anche dal centrocampo, ha saputo resistere all’urto dei colchoneros all’Olimpico, merito delle parate di Alisson, e agli attacchi ripetuti del Chelsea allo Stamford Bridge. Di Francesco ha costruito un reparto unito e che nessuno si poteva aspettare viste le goleade subìte negli anni precedenti. Infatti la Roma è risultata una delle migliori difese della fase a gironi, all’altezza di giganti come le due di Manchester o il PSG.

I giallorossi hanno dimostrato di potersela giocare con tutte ma ora arriva lo Shakhtar Donetsk, squadra ostica che ha tenuto testa al Manchester City di Guardiola e che ha sbattuto fuori dalla Champions il Napoli. I ricordi per i giallorossi non sono dei migliori ma questa è un’opportunità troppo ghiotta per passare il turno e per entrare ancor di più nell’elite del calcio europeo.

 

Lavinia Colasanto

SPAL-Roma 0-3: le pagelle. Massimo risultato, minimo sforzo. Schick finalmente sul tabellino. Buona la prima per Silva

Simone Indovino – Era necessario non distrarsi e così è stato. La Roma si è dimostrata una squadra mentalmente solida e in grado di imporre la propria superiorità sulla Spal. 0-3 secco il punteggio maturato dopo questo caldo pomeriggio ferrarese, sviluppatosi grazie all’autogol di Vicari nel primo tempo e le marcature di Nainggolan e (finalmente) Schick nella ripresa. Positive le gare di Jonathan Silva, al debutto assoluto, e Gonalons, leader della mediana. Non poteva esserci modo migliore per avvicinarsi al Liverpool, con un terzo posto in cassaforte almeno per un’altra giornata. E le partite sono sempre di meno.

ROMA

Alisson 6.5 – Spettatore non pagante per quasi tutto l’arco del match, si fa trovare pronto nelle due occasioni in cui la Spal si rende pericolosa in zona gol. Attento, nonostante il torpore generale dalle sue parti.

Bruno Peres 6.5 – All’inizio non spinge al meglio, forse poco abituato alle condizioni climatiche e del terreno di gioco. Cresce di rendimento col trascorrere dei minuti, in cui piazza buone sgroppate sulla destra. Prezioso in almeno due occasioni in fase di ripiego, in particolare quella in cui allontana con un calcione una respinta non perfetta di Alisson.

Manolas 6.5 – Ordinaria amministrazione per il greco che non può di certo essere impensierito dalla pochezza degli attaccanti ferraresi. Pecca ancora una volta per quanto riguarda il gioco con i piedi ma a quello, ormai, si è abituati.

Fazio 6.5 – Insieme al compagno di reparto non lascia possibilità ai centravanti avversari, contrastandoli al meglio e sovrastandoli su ogni pallone alto che gravita dalla sua zona.

J.Silva 6.5 – Buona la prima per l’ex Sporting. Finalmente Di Francesco l’ha reputato pronto per far rifiatare l’immortale Kolarov, venendo ripagato con una prestazione ordinata e attenta. Interessanti quei palloni tagliati che mette al centro con il sinistro.

Gonalons 7 – Senza dubbio il match meglio disputato dal francese da quando è approdato nella Capitale. Stavolta la scena in regia è davvero tutta sua; riesce a manovrare al meglio e a far correre inutilmente gli avversari. Un gioiello vero e proprio la palla in profondità per El Shaarawy che purtroppo il Faraone non accoglie al meglio.

Pellegrini 6 – Imprime buona qualità alla propria gara, inserendosi spesso e volentieri tra le linee impensierendo la difesa della Spal. Bellissimo l’assist tagliato col sinistro per la terza rete di Schick; pecca, più di una volta, in zona gol. In quel frangente potrebbe sicuramente far di più.

Strootman 6.5 – Tanta legna e tanta corsa sono le qualità principali messe in mostra dall’olandese in questo caldo pomeriggio. Penalizzato leggermente dal cartellino giallo in avvio, adempie comunque in maniera corretta ai suoi compiti.

Nainggolan 7.5 – Il Ninja tuttofare quest’oggi opera in fase di rifinitura, di pressing e aziona il suo arpione scippa-palloni. Per non farsi mancare niente, dopo diversi tentativi infila Meret con una staffilata di destro per il gol che regala più tranquillità alla Roma.

El Shaarawy 6 – È una vera spina nel fianco per la difesa di Semplici, ma la cattiveria sottoporta non si vede neanche da lontano. E questo è un vero peccato.

Schick 6.5 – Eccoci Patrik, lo stavamo aspettando tutti! Meglio tardi che mai, si dice, e finalmente arriva il primo tanto agognato gol in campionato con la Roma. Perfetto lo stacco di testa che piega le mani di Meret. Buoni i movimenti messi da lui in atto nel corso della partita.

Under s.v. – Fa il suo ingresso sul terreno di gioco quando ormai la partita non ha davvero più nulla da dire.

Perotti s.v. – Qualche spunto personale capace di far intendere che la sua forma fisica è piuttosto buona.

Gerson s.v. – Pochi minuti in campo per far rifiatare Pellegrini.

Di Francesco 6.5 – Serviva mantenere alta, anzi altissima, la concentrazione considerata la delicatezza della partita. I suoi, eccezion fatta per qualche pecca sotto porta hanno rispettato le attese, uscendo dal Mazza col bottino pieno. Bene così, adesso una full immersion nella partita più importante della storia recente della Roma.

Simone Indovino