Roma, tris al Brescia: Smalling e Mancini si vestono da bomber

(Keivan Karimi) – La sosta per le Nazionali fa bene alla Roma: i giallorossi tornano subito alla vittoria dopo il k.o. a sorpresa subito in casa del Parma due settimane fa.

Una domenica piovosa ma allegra per la squadra di Paulo Fonseca, che ospitava il Brescia fanalino di coda. Un match sulla carta impari che però nasconde qualche insidia, mostrata soprattutto in un primo tempo teso e compassato.

La Roma ritrova Lorenzo Pellegrini dal 1′ minuto, ma fa fatica a costruire azioni importanti contro un Brescia ben messo in difesa. Anzi, è Pau Lopez nel primo tempo a salvare la sua porta sul gran tiro di Ndoj, mentre dall’altra parte Kolarov sonnecchia su un pallone d’oro servito da Zaniolo.

Il primo tempo è tutto qui, ma nella ripresa i padroni di casa mettono il piede sull’acceleratore, sfruttando finalmente le palle inattive. Da un calcio d’angolo al 49′ Smalling stacca alla grande, il suo colpo di testa deviato da Cistana spiazza il portiere Joronen e sblocca il match.

Un gol fortunato ma importante che cambia l’andamento della partita: la Roma domina e il Brescia crolla, soprattutto quando Smalling sforna un assist geniale per Mancini, che in proiezione offensiva inventa una palombella perfetta per il 2-2-0 romanista.

Non è finita qui: dopo una rete di Zaniolo cancellata dal VAR, la Roma chiude il conto col ritorno al gol di Dzeko. Ancora Smalling dominatore su corner, stavolta è il bosniaco però a deviare per ultimo la sfera in rete. 3-0 finale e giallorossi che risalgono al quarto posto, allungando su Atalanta e Napoli.

Il tabellino del match:

ROMA: Pau Lopez; Florenzi (Santon), Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo (Perotti), Pellegrini (Under), Kluivert; Dzeko. All: Fonseca.

BRESCIA: Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Martella; Bisoli (Zhmral), Tonali, Ndoj (Morosini), Romulo; Torregrossa (Ayé), Donnarumma. All: Grosso.

Arbitro: Di Bello di Brindisi.

Marcatori: 49′ Smalling, 57′ Mancini, 67′ Dzeko.

SERIE A – Cade l’Atalanta, zoppica il Napoli: occasione per la Roma

(Keivan Karimi) – Dopo la sosta per le Nazionali, riparte finalmente il campionato di Serie A, con un sabato ricchissimo. Nelle prime due gare odierne si registra la vittoria della Juventus, che si mantiene capolista battendo 3-1 l’Atalanta, e il pari tra Milan e Napoli.

Due risultati ottimi per la corsa all’Europa della Roma di Paulo Fonseca, impegnata domani alle ore 15 contro il Brescia. La sconfitta degli orobici in casa contro i campioni d’Italia e il pareggio 1-1 tra le due rivali a San Siro sembrano spianare la strada ai giallorossi nella lotta al quarto posto.

L’Atalanta non ha la stessa continuità dell’anno scorso e resta a quota 22 punti, mentre il Napoli non esce ancora dalla crisi salendo brevemente a 20. Milan invece lontanissimo dalle zone di alta classifica: solo 14 i punti raccolti dai rossoneri nelle prime tredici giornate.

La Roma domani all’Olimpico affronterà una squadra con cui non vince, in Serie A, da ben 16 anni: l’ultima volta era il settembre 2003, quando con un perentorio 5-0 la squadra di Capello affondò l’allora spaesato Brescia.

Domani l’obiettivo tre punti è fondamentale: a Fonseca il compito di lasciare in disparte le voci su un nuovo assetto societario (vedi news su Friedkin) e sopperire alle assenze di Pastore, Spinazzola e Mkhitaryan.

Le probabili formazioni di Roma-Brescia:

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Under, Zaniolo, Kluivert; Dzeko.

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Cistana, Gastaldello, Martella; Bisoli, Tonali, Romulo; Spalek; Donnarumma, Matri.

 

Da Ridley Scott alla Toyota: chi è Dan Friedkin, il nuovo investitore in casa Roma

(Keivan Karimi) – I tifosi della Roma fremono, non tanto per le notizie che arrivano dal campo bensì da quelle riguardanti la sfera societaria.

E’ ufficiale la manifestazione di interesse di Dan Friedkin e del suo gruppo d’affari alle quote della A.S. Roma. Un comunicato pubblicato ieri dal club giallorosso conferma l’apertura dei dialoghi. Secondo i ben informati il gruppo Friedkin, tramite l’advisor Goldman Sachs, starebbe preparando un investimento da 150 milioni di euro per finanziare l’aumento di capitale della Roma e per diventare a tutti gli effetti socio di minoranza di James Pallotta.

Ma chi è Dan Friedkin? Un nome poco noto in Italia ma di assoluto spicco nel mondo degli affari statunitensi. Figlio del magnate Peter, il giovane Dan è nato in California ma cresciuto in Texas, dove ha iniziato a lavorare nella holding di famiglia, specializzata nel settore automobilistico. Friedkin è il ‘re’ della Toyota nel mercato americano, ma non solo: ha investito nell’alberghiero, costruendo hotel di lusso in tutto lo stato, e anche nelle produzioni cinematografiche. Non a caso ha collaborato al fianco di registi del calibro di Ridley ScottClint Eastwood, rientrando in un giro d’affari ricco e decisamente prestigioso.

I numeri parlano per lui: Friedkin secondo il magazine economico Forbes è il 187° uomo più ricco d’America ed il 504° più ricco al mondo. Il suo patrimonio, in ampia ascesa dopo gli ultimi investimenti, si aggira sui 4,5 miliardi di dollari, quattro volte superiore a quello di Pallotta. Dati che sembrano indicare come Friedkin non possa essere interessato solo ad una quota di minoranza della Roma, ma che dopo attente valutazioni potrebbe tentare la scalata al club, proponendo un nuovo progetto finanziario, strutturale e sportivo.

Emergenza finita? Come cambia la Roma dopo la sosta

(Keivan Karimi) – Sembrano lontani i tempi in cui dalle parti di Trigoria si invocava al malocchio, alla sfortuna, alla malasorte. La Roma finalmente può scacciare l’incubo dell’emergenza totale e tornare ad avere una rosa quasi al completo.

Paulo Fonseca avrà finalmente ampia scelta alla ripresa del campionato, quando con Roma-Brescia riprenderà a disputarsi la Serie A dopo la sosta per le Nazionali numero tre.

Gli unici giallorossi che resteranno ancora ai box sono i lungodegenti Zappacosta, Cristante e Kalinic, tutti probabilmente destinati a rientrare non prima del nuovo anno solare. Ma le buone notizie arrivano principalmente da coloro che sono tornati in gruppo in queste settimane: Pellegrini e Mkhitaryan sono ormai a disposizione, idem per quanto riguarda i vari Spinazzola, Perotti, Diawara e Under, tutti acciaccati nel recente periodo.

Mister Fonseca può varare una Roma completamente diversa da quella d’emergenza vista di recente; innanzitutto Mancini tornerà in difesa, Diawara e Pellegrini ambiscono subito ad un posto da titolare e Under con Mkhitaryan torneranno a pieno ritmo nelle rotazioni offensive. L’unico cruccio resta Edin Dzeko: senza alternative valide, il centravanti bosniaco sembra non potersi permettere alcuna pausa, neanche con la sua Bosnia.

La probabile formazione anti-Brescia:

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pastore (Pellegrini), Kluivert (Mkhitaryan); Dzeko.

Parma-show: una Roma stanca e imballata cade al Tardini

(Keivan Karimi) – Stanchezza e scarsa intensità. La Roma cade in campionato dopo il k.o. di giovedì in Europa League contro il Borussia. Un 2-0 in favore del Parma che non ammette repliche, vista l’ampia differenza di prestanza atletica dei padroni di casa.

Al ‘Tardini’ Paulo Fonseca sceglie di schierare la stessa Roma che ha battuto il Napoli la scorsa settimana, pagando però la fatica di molti suoi elementi. La partenza giallorossa illude, perché il Parma di D’Aversa non rischia quasi mai nel primo tempo e prova a pungere in contropiede.

Neanche l’infortunio dell’ex temuto Gervinho frena la voglia dei ducali, che nella ripresa puntano e trovano la vittoria. Prima però Kolarov e Pastore fanno tremare i padroni di casa: palo del serbo su punizione e miracolo di Sepe sull’argentino. Episodi che scuotono il Parma, che passa grazie al neo entrato Sprocati, lasciato troppo solo dalla difesa romanista.

L’assedio di Dzeko e compagni si ferma sui pugni del portiere Sepe, abile a respingere alcune conclusioni dalla distanza. Zaniolo è impreciso, la difesa sbanda e gli emiliani nel finale chiudono il conto con Cornelius, che buca Pau Lopez in contropiede per il meritato 2-0.

Finisce col fiatone la squadra di Fonseca, che deve benedire la sosta per le Nazionali: avrà così il tempo di rifiatare e recuperare energie, oltre ad alcuni calciatori recentemente infortunati.

 

Maledizione Borussia: la Roma perde al 94′ in Germania

(Keivan Karimi) – Dopo una settimana magica, per risultati eccellenti e prestazioni dominanti, la Roma di Paulo Fonseca ritrova l’amaro sapore della sconfitta. Il match di Europa League contro il Borussia Möchengladbach finisce 2-1 per i tedeschi padroni di casa, dopo una battaglia equilibrata ma sfortunata per i giallorossi.

Fonseca insiste sullo schieramento che tanto bene ha fatto nelle ultime settimane, abolendo il turnover nonostante la stanchezza accumulata. La Roma parte senza accelerare, un po’ in balia dell’aggressività del Borussia; la gara non è fortunata, visto che al primo vero affondo i tedeschi passano: azione prepotente di Thuram che mette in mezzo un pallone potenzialmente innocuo, ma Fazio devia in maniera delirante verso la propria porta beffando Pau Lopez.

L’autorete scuote però la Roma, che nella ripresa trova linfa e generosità: Pastore e Veretout dominano in mezzo, ma a trovare il pari è lo stesso Federico Fazio, che stavolta infila la porta giusta su cross di Kolarov. I giallorossi danno l’idea di poterla vincere, un successo che darebbe praticamente la qualificazione ai sedicesimi di coppa. Invece i cambi (entrano Perotti e Under) non danno gli effetti sperati e nel finale il Borussia trova il gol-beffa: al 94′ Thuram si fionda su una sponda di Plea e mette il pallone all’angolino.

Già all’andata un rigore (inventato) nel recupero aveva fatto piangere la Roma, che esce dal Borussia Park con zero punti e con una qualificazione per il momento sfumata e resa molto più complessa.

 

Che Roma! Battuto anche il Napoli, i giallorossi ‘vedono’ la Champions

(Keivan Karimi) – L’emergenza ormai è diventata forza. La conferma arriva oggi dall’Olimpico: la Roma di Paulo Fonseca gioca a memoria, fa impazzire i suoi tifosi e batte anche squadre tendenzialmente più forti e complete.

Il 2-1 odierno sul Napoli chiude una settimana pazzesca per i giallorossi: dopo i successi su Milan e Udinese arriva la terza vittoria consecutiva contro gli uomini di Carlo Ancelotti, ormai in crisi conclamata e già nervosi per gli errori arbitrali del match contro l’Atalanta.

La Roma, nell’anticipo dell’11.a giornata, è sempre prova di calciatori fondamentali (Pellegrini, Cristante e Fazio su tutti) ma gioca una gara da grandissima squadra. Domina per mezz’ora il Napoli nel primo tempo, va in vantaggio con il solito gol di Nicolò Zaniolo e sfiora il raddoppio in più occasioni. Kolarov si permette il lusso di fallire il rigore del 2-0, con grande parata di Meret.

Il Napoli nella seconda fase della prima frazione si rianima: colpisce due legni con Milik e Zielinski e spaventa la Roma con incursioni pericolose dalle parti di Pau Lopez. I giallorossi tengono il vantaggio e nella ripresa tornano in campo con ancora più convinzione. Un secondo penalty concesso dal sig. Rocchi vede stavolta Jordan Veretout sul pallone che fa secco Meret: raddoppio romanista che sembra il preludio ad un successo tranquillo.

Ma la gara è lunga, con Kluivert che sfiora il terzo gol e poco dopo Arek Milik si sveglia dal torpore e accorcia le distanze su assist di Lozano. Finale concitato, ma la Roma con esperienza e maturità resiste, nonostante l’espulsione all’ultimo minuto di Cetin. 2-1 il risultato, con i giallorossi che tornano a vedere la zona Champions League e si portano a +4 da un Napoli deludente e sotto tono.

Le pagelle di Roma-Napoli 2-1:

Roma: Pau Lopez 7; Spinazzola 7, Cetin 6, Smalling 7, Kolarov 6.5; Mancini 7.5, Veretout 8; Zaniolo 7.5 (Under sv), Pastore 7.5 (Santon sv), Kluivert 6.5 (Perotti 6.5); Dzeko 7. All: Fonseca 8.

Napoli: Meret 8; Di Lorenzo 5.5, Manolas 5, Koulibaly 5.5, Mario Rui 5; Callejon 4.5 (Lozano 7), Fabian Ruiz 6, Zielinski 5.5, Insigne 5 (Younes sv); Milik 6.5, Mertens 5 (Llorente 6). All: Ancelotti 5.