Calciomercato invernale, le cifre: Paredes il più costoso, Premier League regina mondiale

Gianluca Notari – Si dice che sia sempre tempo di calciomercato, ma almeno oggi è tempo di fare un bilancio. Si è infatti chiusa ieri la sessione di mercato invernale la quale, come spesso succede, ha regalato poche emozioni. Questo però non significa pochi soldi, anzi: i club di tutto il mondo hanno speso complessivamente più di un miliardo di euro, ma di questi solamente la Premier League ha fatto registrare una spesa di 203 milioni.

Come c’era da aspettarsi, quello inglese è il campionato che ha speso di più, mentre sorprende il secondo posto della Serie A, con 168 milioni di uscite, mentre al gradino più basso del podio si piazza la Chinese Super League dopo aver investito 114,5 milioni. C’è poi il campionato Brasileiro con spese per 80 milioni circa, mentre al quinto posto si posiziona la Ligue 1 (spesi 75,4 milioni). Seguono in questa speciale classifica Bundes e Liga, mentre all’ottavo posto c’è ancora l’Inghilterra con la Championship, seconda divisione d’oltremanica.

Philip Heise, acquistato a gennaio dal Norwich City

Passando invece ai singoli casi, l’acquisto più oneroso è stato quello di Leandro Paredes: il Paris Saint-Germain l’ha prelevato dallo Zenit di San Pietroburgo per 47 milioni di euro, permettendo così ai russi di realizzare una super plusvalenza dopo l’acquisto dell’argentino dalla Roma nell’estate del 2017 per 23 milioni più bonus. Cominciano qui le sorprese: il Milan, nonostante i problemi avuti con la UEFA sulle spese folli ai tempi di Fassone e Mirabelli, fa registrare il secondo ed il terzo acquisto più costoso del mondo, avendo acquistato Paquetà dal Flamengo e Piatek dal Genoa per 35 milioni ciascuno. Spazio poi all’Inghilterra: Newcastle, Bournemouth e Wolverhampton hanno speso 24, 21 e 20,5 milioni di euro per acquistare rispettivamente Almiron dell’Atlanta United, Solanke del Liverpool e Castro dall’Atletico Madrid. C’è poi il Lipsia, che ha scippato ai cugini del Salisburgo il centrocampista Haidara grazie ad un investimento di 19 milioni di euro. Il Real Madrid ha speso poi 17 milioni per la promessa del Manchester City Brahim Diaz, mentre tra gli acquisti più costosi risulta anche quello di Emiliano Sala, compianto attaccante argentino scomparso con il suo aereo nel Canale della Manica proprio quando da Nantes stava raggiungendo la sua nuova squadra, il Cardiff City. Infine, al decimo e undicesimo posto, si trovano rispettivamente Borussia Dortmund e Real Betis: i tedeschi hanno acquistato il giovanissimo difensore Leonardo Balerdi dal Boca Juniors, mentre gli andalusi si assicurano per 14 milioni il nuovo craque messicano, Diego Lainez.

Concludendo la panoramica con l’Italia, si nota che oltre al già citato Milan nessun club si è cimentato in spese folli. Al secondo posto risulta la Fiorentina, che spende 23 milioni, mentre al terzo troviamo il Cagliari, con 15 milioni spesi.

Gianluca Notari

Roma-Milan, guerra per il quarto posto. Di Francesco prepara le sorprese, ma occhio a Piatek

Simone Burioni – La Roma questa mattina si è svegliata con le ossa rotte, tornata dalla gara di Coppa Italia contro la Fiorentina con una sconcertante per 7-1. La nottata per molti dirigenti è stata lunga, come lunghe sono state le riflessioni fatte su temi come allenatore e mercato. Per il momento, Monchi sembra intenzionato a confermare Di Francesco sulla panchina giallorossa, mentre sul fronte mercato – come già dichiarato ieri dopo il match – la Roma non farà nessuna operazione.

Adesso però bisogna ripartire subito: anche se la Coppa Italia rappresenta un obiettivo andato in fumo, i giallorossi sono ancora impegnati in Champions e in campionato. Fra tre giorni la Roma incontrerà il Milan, diretto avversario nella corsa alla quarta posizione in classifica, valida per un posto nella prossima Champions League. Per l’occasione, mister Di Francesco ritroverà il capitano Daniele De Rossi, complice anche la duplice assenza per squalifica di Bryan Cristante e Steven Nzonzi. Chance in difesa per Davide Santon, con Alessandro Florenzi alto sulla destra. Con lui, a completare il tridente alle spalle dell’unica punta Edin Dzeko, confermati Stephan El Shaarawy e Nicolò Zaniolo, che ritrova la posizione da trequartista. Non sono escluse però possibili sorprese: visto il momento di difficoltà, il tecnico abruzzese potrebbe mischiare le carte, tornando al 4-3-3. In quel caso, Florenzi potrebbe tornare sulla linea di difesa, con Schick inserito nel tridente d’attacco. Saranno invece poche le novità nella formazione di Gattuso, che sembra aver finalmente trovato una quadratura: Musacchio comporrà la coppia di difesa con l’ex Romagnoli, con Calabria e Rodriguez sulle fasce. Centrocampo muscolare con Paquetà, Kessie e Bakayoko, mentre in attacco, ai fianchi di Piatek, ci saranno Suso e Calhanoglu, quest’ultimo in ballottaggio con Borini.

La Roma avrà bisogno di una prestazione maiuscola se vorrà sottomettere il Milan, impresa che al momento non sembra per nulla facile. Inoltre, dal punto di vista cabalistico, le cose non sembrano sorridere a Di Francesco: l’ex Sassuolo ha infatti perso entrambe le sfide in Serie A giocate contro Gattuso. Infine, un focus su colui che al momento ha catalizzato tutte le attenzioni su di sé: Krzysztof Piatek. Il polacco è certamente la rivelazione più grande di questa Serie A, tanto che il Milan ha investito su di lui per rimpiazzare un certo Gonzalo Higuaìn, non un attaccante qualunque. Ma le premesse per l’ex Genoa sono ottimali: a quota 21 reti, è il secondo più giovane giocatore, dopo Mbappé, ad aver raggiunto quota 20 gol considerando tutte le competizioni dei maggiori cinque campionati europei, e non sembra volersi fermare. La Roma è avvisata: la lotta al quarto posto sarà dura più che mai.

Simone Burioni

La Fiorentina dilaga contro la Roma, 7-1 al Franchi

Alice Dionisi –  La Roma viene eliminata dalla Coppa Italia per mano della Fiorentina, che umilia la formazione allenata da Eusebio Di Francesco allo stadio Artemio Franchi. Al termine della partita il tabellone recita 7-1 per i viola, che conquistano la qualificazione per le semifinali, dove incontreranno la vincente tra Atalanta e Juventus. Giallorossi disastrosi, con Edin Dzeko che al 72’ abbandona il campo dopo aver ricevuto il cartellino rosso per proteste verso l’arbitro Manganiello. Neanche mezz’ora di gioco per il bosniaco, che era subentrato a fine primo tempo a Javier Pastore. Chiesa sblocca subito il match, insaccando la rete dell’1-0 dopo appena 7’ di gioco. Risponde Cristante, che trova il palo al 9’ colpendo di testa su calcio d’angolo. Al 18’ una ripartenza in contropiede della Fiorentina permette a Federico Chiesa di replicare e segnare il gol del 2-0. Un primo tempo pieno di emozioni, con Kolarov che regala l’illusione di poter riaprire la partita. Il serbo spiazza il portiere Lafont e sigla il 2-1, ma è Muriel a spegnere le speranze dei giallorossi prima della fine del primo tempo, con la rete del 3-1. Nella ripresa Eusebio Di Francesco fa entrare in campo Edin Dzeko e Lorenzo Pellegrini, al posto rispettivamente di Pastore e Nzonzi, ma neanche i nuovi entrati riescono ad aiutare la Roma a risollevarsi. La Fiorentina va a segno altre 4 volte: Benassi (66’), Chiesa (74’) che firma quindi la tripletta e Simeone (79’, 89’). Difficile per il tecnico Di Francesco commentare la gara a fine partita: “C’è solo da chiedere scusa ai tifosi che sono venuti, faccio fatica a dare spiegazioni. Una gara gestita malissimo sotto tutti i punti di vista, una prestazione vergognosa”. Gongola invece Stefano Pioli:Una serata bellissima, forse la migliore della mia carriera. Sono contento per i ragazzi, perché so quanto lavorano”. Adesso a Trigoria dovranno essere fatte tutte le valutazioni del caso, nonostante Di Francesco in conferenza stampa abbia smentito l’ipotesi dimissioni.

Alice Dionisi

La sconfitta di Firenze: una fotografia amara di una stagione nata male

(Jacopo Venturi) – L’uscita dalla Coppa Italia è il dato meno doloroso di una serata devastante per la stagione della Roma. La sconfitta per 7-1 sul campo della Fiorentina è la fotografia, nitidissima, di una stagione che fin dall’inizio non è sembrata essere favorevole ai colori giallorossi. Il mercato che ha rivoluzionato la rosa, Di Francesco sempre in bilico, gli infortuni di giocatori chiave: tutti fattori che hanno contribuito a rendere la prima parte dell’annata romanista, in una parola, negativa. La batosta del Franchi ha messo in evidenza tutto ciò, esasperando anche le debolezze di una squadra le cui fragilità (in primis difensive) sono ormai note. Ma se il risultato era imprevedibile, o quantomeno difficilmente pronosticabile, ciò che invece era da considerare prevedibile è l’andamento balbettante della Roma. Le premesse per una stagione incerta c’erano tutte. La domanda fondamentale a questo punto è: e adesso? Difficile pensare che possano avvenire clamorose svolte da qui alla fine, soprattutto con la permanenza in panchina di un allenatore delegittimato dai risultati. Un allenatore che nei modi e nelle idee sembra ben lontano da quello che nemmeno un anno fa portava la Roma a un passo dal tetto d’Europa.

(Jacopo Venturi)

Roma tra paradosso e ridicolo. Monchi: “Mercato chiuso e Di Francesco non si tocca”

(Keivan Karimi) – Non bastasse il 7-1 di Firenze che elimina la Roma dalla Coppa Italia e regala ai tifosi giallorossi l’ennesima figuraccia della stagione, il d.s. Monchi nel post-partita ha dato notizie tutt’altro che positive alla propria gente, soprattutto in chiave mercato.

Queste le sue affermazioni in zona mista: “Oggi ci siamo beccati una lezione nuova. Servono soluzioni nello spogliatoio, soluzioni che non saranno nel mercato perché posso dire che la Roma non farà acquisti. Dobbiamo solo rimanere uniti, portare sostegno alla squadra. Chi soffre di più sono i tifosi, adesso bisogna stare vicino ai calciatori e allo staff, io li difenderò sempre”.

E per Di Francesco, nonostante il deludente 5° posto in classifica e l’uscita clamorosa dalla coppa, non esiste il rischio di esonero: “No, il tecnico non è in discussione. Lo sono io che ho fatto gli acquisti e dato fiducia al mister, ma di cambiare non se ne parla. Le soluzioni sono interne. Non ho sentito Pallotta e non ci sarà ritiro. Mio futuro? Non ci penso, dobbiamo vivere alla giornata, riflettere su quello che è successo”.

Atalanta-Roma 3-3, un tempo ciascuno. I nerazzurri rimontano tre gol

Alice Dionisi – La Roma affronta l’Atalanta allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia per la seconda partita del girone di ritorno di Serie A. I giallorossi arrivano da tre vittorie consecutive in campionato contro Sassuolo, Parma e Torino; l’Atalanta aspetta la sua vittima preferita: 125 i gol segnati dai nerazzurri in 113 sfide disputate contro la Roma. 3-3 il risultato finale, come nel match d’andata, con il club capitolino che si fa rimontare il 3-0 iniziale. Edin Dzeko sblocca subito il risultato al terzo minuto di gioco grazie all’assist di Nicolò Zaniolo, beffando Berisha che non può fare nulla per salvare il risultato: è 0-1, ma l’Atalanta cerca subito di recuperare e si rende pericolosa con Ilicic e Zapata. Manolas e Karsdorp si fanno trovare pronti e salvano il risultato. Mezz’ora dopo la prima rete, al 33’ Dzeko raddoppia per la Roma. Il bosniaco raccoglie il lancio in profondità di Nzonzi e insacca alle spalle di Berisha. Al 40’ i giallorossi ripartono in contropiede e Stephan El Shaarawy sfrutta il cross dell’assist-man Zaniolo per segnare il gol dello 0-3. Il primo campanello dall’allarme per gli uomini di Eusebio Di Francesco però arriva allo scadere del primo tempo, con Castagne che supera Olsen e accorcia le distanze, portando il risultato sull’1-3 ad un minuto dall’intervallo. Nella ripresa Toloi di testa sul primo palo trova subito la rete del 2-3 (59’). Contatto tra Kolarov e Ilicic in area e con l’ausilio del VAR l’arbitro Manganiello assegna il rigore all’Atalanta, dopo aver inizialmente ammonito il calciatore nerazzurro per simulazione. Zapata sbaglia dal dischetto al 70’, ma l’illusione di poter portare a casa i tre punti dura poco per i giallorossi, perché appena un minuto dopo il penalty sbagliato, è proprio Zapata a siglare la rete del pareggio dei padroni di casa, rimontando la partita. Di Francesco fa entrare Fazio e schiera la difesa a tre per salvare il risultato, ma la Roma paga il calo fisico nel secondo tempo. Situazione analoga al girone di andata, dove i giallorossi erano riusciti a recuperare il 3-1 dell’Atalanta. Dzeko non ci sta: “Sbagliano un rigore, sei sul 3-2, puoi vincere la partita e prendi gol: è inspiegabile, non so che dire. Noi non abbiamo giocato nel secondo tempo, non abbiamo fatto 2-3 passaggi di fila e così non si può giocare”.

Alice Dionisi

Atalanta-Roma 3-3: le pagelle. Una squadra da psicanalisi, altra rimonta subita. Nzonzi e Cristante out col Milan, Dzeko fa sorridere

Simone Indovino – Il quesito, sempre più attuale, è: ma questa squadra cambierà mai? Nel 2006 fu il Palermo al Barbera, nel 2011 il Genoa a Marassi, a fine 2018 il Cagliari con due uomini in meno. Tutte occasioni (giusto per citarne alcune) in cui la Roma si è fatta rimontare, come nella partita di oggi, quando era in vantaggio di due o più gol. Oggi la squadra di Di Francesco ha la grande abilità di sprecare un vantaggio di ben 3 reti, dopo un primo tempo giocato secondo manuale, grazie ai gol di Dzeko (2) ed El Shaarawy. La rete subita a fine prima frazione fa presagire il peggio, e in appena 20 minuti l’Atalanta pareggia, permettendosi il lusso di sbagliare anche un calcio di rigore in precedenza. Siccome i guai non vengono mai da soli, Nzonzi e Cristante, diffidati, sono stati ammoniti e salteranno il Milan.

ROMA

Olsen 5 – Diciamo pure che non è nel suo miglior periodo da quando si trova nella Capitale, poiché anche oggi è impreciso in diverse circostanze, specialmente nel primo e nel terzo gol subito.

Karsdorp 5.5 – Ha ormai in sé un ottimo passo sulla corsia, ma la fase difensiva lascia ancora fin troppo a desiderare. Determinate coperture non sono proprio adeguate, come quella in occasione del primo gol subito che riapre tutto.

Manolas 5.5 – Partita molto lunatica del greco. Con Zapata lotta con forza, velocità e intelligenza. Poi si perde Toloi che riesce a segnare di testa in maniera piuttosto indisturbata, e da quel momento è come se perdesse di convinzione.

Marcano 5.5 – Partita simile a quello del compagno di squadra, in cui il suo demerito è quello di non riuscire mai a garantire la sicurezza necessaria.

Kolarov 5 – Nel primo tempo non è altro che un uomo in più nei tanti contropiedi messi in atto dalla Roma, la sua ripresa è di bassa qualità. In maniera fin troppo ingenua commette fallo da rigore su Ilicic (squadra poi graziata), e un minuto dopo liscia clamorosamente il pallone dando il via allo sviluppo dell’azione del pari definitivo.

Nzonzi 6 – In questo nevoso pomeriggio bergamasco la sua fisicità in mezzo al campo è a dir poco fondamentale. Contrasta con i muscoli le avanzate avversarie finché può. Una note di merito per l’assist regalato a Dzeko nel primo tempo, che il bosniaco sfrutta a pieno.

Cristante 6 – Non è certamente una partita facile per l’ex di turno, su cui piombano addosso in tutte le occasioni gli avversari. Rimane tuttavia molto bravo a gestire determinati possessi con calma e tranquillità. Ammonito, sarà costretto a saltare il Milan.

Zaniolo 6 – Non ha ovviamente il fisico e il passo per fare il velocista alla Under, ma nell’inedita posizione di esterno alto regala in ogni caso due assist al bacio per i compagni, che abili realizzano. Poi è sovrastato, come del resto dei giocatori, dalla forza fisica degli avversari.

Pellegrini 6 – Appare un po’ scarico rispetto al solito, e la sua non lucidità è tradotta in diversi palloni persi. Mette tuttavia tanta corsa al servizio della squadra, prima di essere richiamato in panchina per evitare un’ulteriore squalifica.

El Shaarawy 6.5 – Si salva dalla debacle generale della ripresa perché lascia il campo con la Roma ancora in vantaggio. Conferma il suo feeling con il gol, mantenendosi in testa alla classifica marcatori giallorossa.

Dzeko 6.5 – Se c’è una nota positiva della giornata di oggi, è il primo tempo dell’attaccante. Non segnava in campionato da ottobre e oggi realizza con precisione la doppietta personale da vero bomber. Nella ripresa poi non tocca praticamente mai il pallone, poiché i compagni sono tutti schiacciati a difendere e lui può fare ben poco.

Kluivert 4.5 – Ingresso in campo a dir poco da brividi, utile soltanto a scatenare le furie di Di Francesco.

Florenzi 5 – Ci si attendeva sicuramente un apporto diverso nello scampolo di gara da lui giocato. Invece, nonostante sia fresco, si fa sempre sopraffare dagli avversari.

Fazio s.v. – Regala un po’ di sicurezza alla difesa nelle battute finali.

Di Francesco 5.5 – I motivi di questi black out improvvisi non si capiranno davvero mai, sopratutto perché non è il primo allenatore (e non sarà l’ultimo) a viverli sulla panchina romanista. Ingenuo da parte della sua squadra prendere gol a pochi istanti dallo scadere del primo tempo; se col Torino si era dimostrata una buona forza mentale, le convinzioni maturate in settimana sono immediatamente soverchiate.

Simone Indovino

Primavera, Sassuolo-Roma 0-3: una doppietta di D’Orazio e un gol di Celar regalano i tre punti a De Rossi

Luca Fantoni – La Roma Primavera si porta sul 3-0 e stavolta non si fa rimontare. Vendicata la clamorosa sconfitta dell’andata quando il Sassuolo ribaltò la partita e vinsero per 5-3. Nel primo tempo è D’Orazio, entrato al posto di Chierico, a spaccare la partita con una doppietta. Nella ripresa poi Celar ha chiuso i conti con il suo 19esimo gol in campionato. Doppia espulsione per gli emiliani: rosso per Ferraresi e Giani.

TABELLINO

U.S. SASSUOLO CALCIO (4-3-3): Campani; Mastrippolito, Pilati, Perazzolo, Merli (Dal 46′ Ferraresi); Ahmetaj (Dal 46′ Giani), Ghion (Dal 81′ Artioli), Viero; Aurelio, Raspadori  (Dal 77′ Pellegrini), Manzari (Dal 69′ Romeo).
A disposizione: Montanari, Turati, Agnelli, Bellucci, Giordano, Bartoli, Mattioli.
Allenatore: Stefano Morrone.

A.S. ROMA (4-3-3): Greco; Santese (Dal 72′ Trasciani), Bianda, Cargnelutti, Greco (Dal 37′ Semeraro); Darboe (Dal 72′ Sdaigui), Pezzella, Chierico (dal 26′ D’Orazio); Riccardi, Celar, Cangiano (Dal 72′ Besuijen).
A disposizione: Zamarion, Coccia, Nigro, Simonetti, Bucri, Buso.
Allenatore: Alberto De Rossi.

Arbitro: Cristian Cudini.
Assistenti: Giuseppe Trischitta e Milos Tomasello Andulajevic.

Marcatori: 30′ e 34′ D’Orazio, 52′ Celar.
Ammoniti: 39′ Pezzella (ROMA), 56′ Ferraresi (SASSUOLO).
Espulsi: 59′ Giani (SASSUOLO), 74′ Ferraresi (SASSUOLO).

LIVE 

SECONDO TEMPO

93′ – Dopo 3 minuti di recupero finisce la partita. ROMA BATTE SASSUOLO 3-0.

88′ – Besuijen se ne va sulla fascia e serve Celar in posizione arretrata. Il tiro d’esterno dell’attaccante finisce fuori di poco.

81′ – Ultima sostituzione per il Sassuolo. Esce Ghion ed entra Artioli.

77′D’Orazio cerca la conclusione al volo di esterno ma la palla finisce sull’esterno della rete. Cambio per il Sassuolo: entra Pellegrini ed esce Raspadori.

74′ – Espulso anche Ferraresi per doppia ammonizione. Il Sassuolo chiude in 9.

70′ – Crampi per Darboe. Buona la prova del giovane giallorosso che viene sostituito da Sdaigui. Escono anche Santese e Cangiano ed entrano Trasciani e Besuijen.

69′ – Cambio per il Sassuolo. Entra Romeo ed esce Manzari.

62′ – Aurelio prova la percussione in area e il tiro ma la sua conclusione viene deviata in angolo da Greco.

59′Espulso Giani del Sassuolo dopo che da terra aveva provato a dare un calcio a Bianda che gli aveva rubato il pallone.

56′ – Bruttissimo intervento di Ferraresi su D’Orazio. Il terzino viene solamente ammonito.

52′ – LA ROMA CALA IL TRIS! Cross preciso dalla destra di D’Orazio e Celar deve solo appoggiare la palla in rete per la sua 19esima rete in campionato.

48′ – Giani di testa sfiora subito il gol che avrebbe accorciato le distanze.

46′Inizia la ripresa. Per il Sassuolo entrano Giani e Ferraresi ed escono Merli e Ahmetaj.

PRIMO TEMPO

47′ – Al secondo minuto di recupero Darboe va vicino al tris ma il portiere avversario devia in angolo che non c’è tempo di battere perché l’arbitro fischia la fine della prima frazione.

39′ – Ammonito Pezzella per un fallo a centrocampo.

37′ – Altro problema fisico per la Roma. Infortunio al ginocchio per Freddi Greco che viene sostituito da Semeraro.

34′ – 2-0 DELLA ROMA! D’Orazio è straripante. Il neo entrato se ne va in contropiede e serve Cangiano sulla fascia. La palla gli ritorna in mezzo all’area e di piatto batte Campani.

30′ – ROMA IN VANTAGGIO. Appena entrato in campo Ludovico D’Orazio segna l’1-0 sfruttando un fortunato rimpallo su Cangiano

26′Chierico è costretto ad uscire per un problema al ginocchio. Al suo posto entra D’Orazio che giocherà nel tridente con Riccardi che scala a centrocampo.

21′ – Cross di Aurelio dalla sinistra ma la girata di Raspadori viene bloccata dalla difesa. Ritmi bassi in campo.

9′ – Roma pericolosa ma in difficoltà quando deve costruire dal basso.

5′ – Sul seguente angolo la palla arriva a Pezzella che tira centralmente permettendo a Campani di bloccare.

4′Celar si rende subito pericoloso ma il suo tiro ravvicinato è deviato in angolo da un difensore.

1′ – Al via la sfida tra Sassuolo e Roma, si parte!

Luca Fantoni

Di Francesco: “Roma, tante insidie a Bergamo. De Rossi è a disposizione”

(K.Karimi) – Alla vigilia di Atalanta-Roma, il tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco ha incontrato i giornalisti nella consueta conferenza stampa pre-match. Queste le sue parole:

De Rossi è tornato in gruppo, come ha reagito? È a disposizione?

“Sono molto contento di come ha reagito, a differenza di Roma-Genoa, quando l’ho convocato per sostegno morale, in questo momento è a disposizione. Non ha i minuti nelle gambe, ma il ginocchio ha reagito abbastanza bene. Siamo soddisfatti”.

Quali sono le insidie di questa partita?

“Ho molta stima di Gasperini e della squadra che ha costruito, fisica, che sa quello che vuole, che si allena in un determinato modo. Le insidie sono tantissime, la bravura nostra deve essere avere la stessa fisicità e aggressività. Contro le grandi l’Atalanta ha sempre fatto bene, dobbiamo imporre il nostro gioco”.

Zaniolo a destra si potrà rivedere dall’inizio?

“Abbiamo avuto qualche problemino fisico con Florenzi e Pellegrini, la formazione è in bilico. Sono tutte opzioni valide, ma devo valutare. Anche Florenzi e Kluivert possono fare quel ruolo, Schick ha dimostrato di poter coesistere con Dzeko”.

A che punto è Dzeko?

“Questa settimana si è allenato veramente bene, sapendo che gli mancano un po’ di minuti. Penso che l’aspetto psicologico sia molto importante, un attaccante deve fare gol, ma lui è stato entusiasta e disponibile verso i compagni. Lui sa mandare i compagni in porta, è normale che debba far gol, sono convinto che lo farà presto”.

La Roma ha quattro diffidati, di cui tre a centrocampo: influirà sulle sue scelte?

“Cerco di non pensarci, mandando in campo la squadra più opportuna. Poi valuteremo”.

Karsdorp è pronto per fare tre partite di fila?

“Secondo me sì, anche perché c’è stata una settimana differente. Ha riposato un po’ di più visti i carichi. È in ballottaggio con Santon”.

L’Atalanta è un avversario per il quarto posto? L’Inter può essere risucchiata nel gruppo?

“Ovvio che dobbiamo cercare di arrivare quarti, per restare in Champions League. L’Inter ha un buon vantaggio, ma le gare vanno giocate. L’Atalanta è molto temibile, non ha le coppe, ha solo la Coppa Italia, lavorando costantemente fa paura. Ha tutte le carte in regola per poter ambire al quarto posto. È un ambiente particolare che ti permette di lavorare in un certo modo”.

Gasperini ha parlato dell’interesse per Mancini: che idea ha del calciatore?

“Puoi fare un’altra domanda. Non parlo di giocatori che non sono della Roma, specie in sede di mercato non è corretto, creerebbe situazioni non simpatiche. Sono molto corretto”.

Nzonzi è pronto per rientrare?
“Al di là del pressing, perché pressiamo anche noi, l’Atalanta è una squadra fisica e lui è un giocatore fisico. Si è allenato tutta la settimana, ha superato tutti i problemi”.

Ci saranno uscite sul mercato?

“Stiamo facendo valutazioni, è normale che tutte le parti debbano essere concordi. Faremo valutazioni in base alle esigenze dei calciatori, ma sono giocatori della Roma, con grande qualità, anche se hanno poco spazio, ce li teniamo stretti. Io mi devo preoccupare del campo, abbiamo tre partite molto importanti”.

Bisogna accettare il duello fisico o provare a spingere sulla qualità?

“Se guardiamo gli elementi che ha davanti, l’Atalanta ha qualità. È una delle squadre che effettua più dribbling, ha giocate importanti. È normale che dobbiamo mettere in campo la qualità, ma anche il fisico, bisogna sfruttare la bravura dei nostri ad andare in profondità. Anche loro faranno la stessa cosa, sarà una partita aperta in un terreno non facile”.

Calciomercato, vicino il ritorno di Caceres alla Juventus. Prenderà il posto di Benatia

Gianluca Notari – “Certi amore non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” cantava Venditti. E lo cantava pure Galliani, quando nel 2013 riuscì a riacquistare Kaka dopo i quattro anni passati a Madrid tra le fila dei Galacticos. Le storie dei “coming back” sono tante nel mondo del calcio: un’altra è certamente quella che riguarda Leonardo Bonucci, tornato alla Juventus dopo la stagione al Milan. Proprio alla Juventus, potrebbe presto tornare un altro difensore, fedelissimo di Conte ma che, con l’avvento di Allegri, aveva via via perso posizioni nelle gerarchie difensive. Si tratta di Martin Caceres, passato alla Lazio solamente un anno fa. L’urugaiano, ex Siviglia e Barcellona, quest’anno non ha certo lasciato il segno: soltanto 8 presenze tra Serie A ed Europa League, per un totale di 651 minuti.

Caceres, dopo le parentesi 2009-2010 e 2012-2016, aveva lasciato la Juventus da svincolato. Nel febbraio del 2017 si era poi trasferito in Inghilterra, con la maglia del Southampton, dove però collezionò appena una presenza. Poi l’Hellas Verona nella stagione 2017-2018, ed infine la Lazio, nel gennaio del 2018. Ma dopo appena un anno, il classe ’87 sembra pronto a fare le valigie e ritornare per la terza volta a Vinovo. A fargli posto sarà Mehdi Benatia, in uscita dal club bianconero e propenso ad accettare un’offerta monstre dal Qatar.

Sebbene Caceres sia in vantaggio rispetto agli altri, il suo non è l’unico nome su cui Paratici ed il suo staff stanno facendo le dovute valutazioni. Il profilo cercato dalla Juve, in ogni caso, è quello di un difensore esperto e navigato, subito pronto per il ruolo di quarto centrale da affiancare ai tre italiani Chiellini, Bonucci e Rugani. Oltre all’uruguaiano, si sono fatti i nomi di Garay, Ivanovic, Cahill, Skrtel e Bruno Alves, quest’ultimo spinto in particolar modo da Cristiano Ronaldo, suo amico e compagno nel Portogallo Campione d’Europa nel 2016. Ma ormai le cose sembrano quasi fatte, e Caceres si appresta a diventare un nuovo giocatore della Juventus.

Gianluca Notari