Roma-Istanbul Basaksehir 4-0, le pagelle: Dzeko e Zaniolo accendono l’interruttore. Turnover ragionato per Fonseca

Luca Fantoni – La Roma fa il suo esordio in Europa League vincendo per 4-0 contro l’Istanbul Basaksehir. La partita nel primo tempo ha ritmi bassissimi e si sblocca solo grazie ad un autogol di Caiçara che devia in rete un cross di Spinazzola. Nella ripresa il match si vivacizza e Dzeko trova il raddoppio dopo una splendida azione di Zaniolo. A venti minuti dalla fine i ruoli si invertono ed è il bosniaco a servire l’assist al numero 22 che cala il tris con un bel tiro a giro. Nel recupero Kluivert firma il definitivo poker.

ROMA

PAU LOPEZ: 6 Non deve compiere parate, se non per un colpo di testa centrale. Fa venire un brivido ai tifosi della Roma quando si fa scappare la palla dalle mani dopo un campanile alzato da Diawara.

SPINAZZOLA: 6.5 Rispetto a Florenzi ha compiti più offensivi e li svolge discretamente bene. Da una sua percussione sulla fascia nasce l’autogol di Caiçara che sblocca una partita fino a quel momento molto spigolosa.

FAZIO: 6 Conferma il trend positivo delle ultime uscite. Non particolarmente impegnato.

JUAN JESUS: 6.5 Alcune ottime chiusure tra cui quella su Guldbrandsen che era lanciato a rete. Sfrutta bene l’occasione che gli concede Fonseca.

KOLAROV: 6 Oggi deve più difendere che attaccare e lo fa bene, non concedendo situazioni pericolose agli avversari.

CRISTANTE: 6.5 Sempre meglio in fase di interdizione e contro i turchi si fa vedere anche in avanti. Solo una deviazione del portiere Günok non gli permette di trovare la gioia personale.

DIAWARA: 5.5 Per l’ex Napoli c’è sicuramente molto da lavorare. I limiti sono quelli visti in precampionato: impreciso in alcuni appoggi e poco propositivo nel cercare la giocata in verticale. I margini di miglioramento comunque ci sono.

ZANIOLO: 7 Il talento romanista continua come aveva finito la partita contro il Sassuolo, in maniera eccellente. È sua la prima occasione del match nonostante nel primo tempo non brilli particolarmente. Nella ripresa si accende insieme a Dzeko e chiude la pratica.

PASTORE: 6.5 La sua è una partita a diesel. Inizia a rilento ma quando sale il livello del gioco complessivo aumenta anche la sua qualità. Un paio di numeri sui difensori avversari sono da applausi.

KLUIVERT: 7 Non devastante come contro il Sassuolo ma comunque una partita più che sufficiente. Quando accelera è imprendibile per tutti. Nel finale riesce a trovare il meritato gol che fissa il risultato sul definitivo 4-0.

DZEKO: 7 Stesso identico discorso fatto per Zaniolo. Decide di accendersi nella ripresa e in cinque minuti chiude la partita dimostrando la totale superiorità a livello tecnico rispetto agli avversari. Da segnalare anche una bellissima apertura con le spalle alla porta.

PELLEGRINI (Dal 64′): 6 Un paio di tiri, qualche percussione e un bellissimo passaggio per Kalinic.

VERETOUT (Dal 72′): S.V. Prende un giallo, entra a partita praticamente chiusa.

KALINIC (Dal 74′): S.V. Sbaglia una grandissima occasione a tu per tu con Günuk.

All. FONSECA: 7 Con un turnover ragionato, senza rinunciare ai pilastri della squadra, si porta a casa la prima partita di Europa League. Importante anche per il morale non aver preso gol.

Luca Fantoni

Clamoroso: Dzeko rinnova con la Roma! Contratto fino al 2022

(Keivan Karimi) – Incredibile ma vero; dopo tanti rumors di mercato, le infinite chiacchiere sul suo prossimo passaggio all’Inter, Edin Dzeko ha scelto di restare alla Roma.

Oggi infatti il bosniaco ha firmato il suo nuovo contratto con il club giallorosso, rinnovando fino a giugno 2022. Una sorpresa assoluta in un momento piuttosto folle della sessione estiva, quando tutti pensavano che il suo trasferimento all’Inter fosse cosa praticamente certa. Dzeko si lega alla Roma e raccoglie così l’invito di tutti i tifosi romanisti e di mister Fonseca, che lo ha sempre voluto trattenere.

 

Lille-Roma 2-3, le pagelle. Dzeko in versione assist man. Weah meglio di Kluivert nella sfida tra figli d’arte

Luca Fantoni – Una Roma a due facce. Male nel primo tempo e bene nella ripresa. Efficace in attacco e traballante dietro. Quello contro il Lille è stato un test molto indicativo per Fonseca per capire dove la squadra deve migliorare per cercare di apprendere i suoi dettami tattici il più velocemente possibile. Allo stadio Pierre-Mauroy termina 3-2 per i capitolini con i francesi che sono passati in vantaggio nel primo tempo grazie a Timothy Weah. Nella ripresa prima Zaniolo e Under hanno ribaltato il risultato poi, dopo il gol del pareggio di Luiz Araujo, nei minuti di recupero Cristante ha deciso il match con un bel tiro da fuori.

ROMA

Pau Lopez: 6.5 – Finalmente il portiere spagnolo viene impegnato e lui risponde piuttosto bene. L’ex Betis si fa trovare pronto sulle conclusioni di Remy mentre sui gol può ben poco. Se la cava anche nelle uscite.

Florenzi: 5.5 – Spinge pochissimo per quelli che sono i suoi standard e quando lo fa e arriva al cross è quasi sempre impreciso. In fase difensiva soffre parecchio l’esplosività di Bamba. A metà prima tempo rischia di regalare il raddoppio ai francesi ma l’egoismo di Remy lo grazia.

Fazio: 5 – Nuova stagione ma vecchio Fazio. L’argentino si fa passare il pallone sotto le gambe in occasione del primo gol e va in grossa difficoltà quando Weah lo punta. Posizionato male anche sulla rete di Araujo.

Juan Jesus: 6 – Va meglio del suo compagno di reparto ma non brilla per qualche chiusura particolare.

Kolarov: 6.5 – Nel primo tempo si adatta al ritmo basso dei compagni di squadra ma nella ripresa cresce tantissimo ed è una spina nel fianco per il Lille. Da un suo affondo nasce il gol del raddoppio di Zaniolo.

Diawara: 6 – Il voto è una media tra il 5 del primo tempo quando sbaglia un passaggio sanguinoso che per poco non permette a Ikonè di segnare il 2-0, e il 7 del secondo quando da un suo passaggio in verticale nasce il gol di Under.

Cristante: 6.5 – Quando deve impostare è leggermente impreciso. Accusa la fisicità dei francesi ma nel finale segna il gol che regala la vittoria alla Roma.

Under: 7 – Il turco nel primo tempo è l’unico che prova a saltare l’uomo. Nella ripresa ha il merito di segnare il gol del pareggio. Continua ad essere uno dei migliori in questo precampionato.

Zaniolo: 6.5 – Non entra particolarmente nel vivo del gioco ma sul suo piede capitano tutte le occasioni migliori dei giallorossi. Segna il gol del momentaneo 2-1 facendosi trovare ben appostato in area.

Kluivert: 5.5 – L’olandese prova a creare qualcosa ma si trova molto spesso in una posizione molto arretrata. Davanti è inconcludente, ha una buona occasione ma non la sfrutta cercando il tacco.

Dzeko: 7.5 – Oggi il bosniaco è in versione assist man. Nella prima frazione viene servito poco ma comunque quando ha il pallone tra i piedi riesce a mettere ordine. Nei secondi 45′ mette a referto l’assist per Under, propizia il gol di Zaniolo con il passaggio per la corsa di Kolarov e infine serve l’assist per il 3-2 di Cristante. Dimostra ancora una volta la sua grande professionalità, oltre che il suo talento.

Pellegrini (dal 70′): S.V. Il tempo di qualche bel lancio e di iniziare a riprendere il ritmo partita.

Antonucci (dal 70′): S.V. Si fa notare solo per una palla persa sulla trequarti.

Perotti (dal 70′): S.V. Tocca pochissimi palloni.

Spinazzola (dal 72′): S.V. Nei pochi minuti a disposizione Spinazzola dimostra di poter giocare tranquillamente anche a destra.

Luca Fantoni

Domenica d’addii in casa Roma. Ai saluti De Rossi, Ranieri e non solo

Gianluca Notari – La Roma degli addii è pronta a salutare. Sono diversi i calciatori con in mano le valigie pronte e destinati verso nuovi lidi. A partire da Daniele De Rossi: domenica sarà l’ultima sua apparizione con la maglia della Roma, la numero 616 in una carriera che fin qui ha conosciuto solo i colori giallorossi. L’Olimpico è pronto ad accogliere e salutare il suo capitano e a non fare sconti di contestazione alla società, presa di mira dal giorno dell’annuncio del ritiro del numero 16 a fine stagione.

Sicuro dell’addio è anche Claudio Ranieri. Il mister, arrivato a marzo per tentare di portare la Roma in Champions League non è riuscito in quella che a tutti gli effetti sarebbe stata la tredicesima fatica di Ercole e nelle ultime settimane non ha lesinato dubbi e perplessità dell’immediato futuro dei giallorossi. Potrebbero non far parte della Roma del prossimo anno Edin Dzeko. Tentato dall’Inter, il bosniaco lascerebbe la capitale da settimo miglior marcatore della storia giallorossa e un titolo di capocannoniere nel 2017. 87 reti in 178 partite e l’enorme rammarico di non essere riuscito a sollevare un trofeo in giallorosso.

Stesso rammarico condiviso da Kostas Manolas. Anche il greco viene dato nella lista dei partenti dopo 5 stagioni nella capitale, tante prestazioni da gigante della difesa e una clausola rescissoria che fa gola alle big del calcio europeo. 36 milioni per portarlo via da Trigoria, dove il difensore sembra non respirare più l’aria di casa che percepiva qualche tempo fa.
Dubbi anche su El Shaarawy. Trascinatore della stentata annata romanista, il Faraone non è più sicuro del rinnovo e potrebbe proseguire la sua avventura altrove. Chissà che poi la rivoluzione giallorossa 9.0 non riguardi anche qualche altro elemento della formazione, sacrificato per fare cassa, perché sente il bisogno di cambiare aria alla fine di un ciclo o perché non rientra nei piani del club e del prossimo allenatore.
L’unica certezza è che in un modo o nell’altro la nuova Roma ci sarà. Nessuna paura, anche l’anno prossimo vedremo 11 giocatori in campo.

Gianluca Notari

Roma, uno 0-0 di rimorsi e speranza tra Europa League e Champions

Simone Burioni – La Roma non va oltre lo 0-0 in casa del Sassuolo. Gli uomini di Ranieri hanno perso una ghiotta occasione per rosicchiare qualche punto su Atalanta e Inter che hanno rispettivamente pareggiato e perso con Juventus (1-1) e Napoli (nerazzurri sconfitti 4-1). Il Milan invece ha battuto il Frosinone 2-0 allungando a +2 sui giallorossi. Unica nota positiva per i capitolini è la matematica qualificazione all’Europa League, perlomeno ai preliminari. Clamorosa, ma ancora possibile, sarebbe invece l’approdo in Champions League che non si può escludere ancora del tutto. La Roma infatti può qualificarsi alla massima competizione europea in due casi: il primo vede i giallorossi vincenti col Parma con ben cinque reti di scarto ed entrambe le milanesi sconfitte. Nella seconda situazione, da capire se più o meno complicata, né l’Atalanta né le due milanesi dovrebbero guadagnare punti e la Roma, ovviamente, dovrebbe battere il Parma. Difficile quindi, ma non impossibile, e Ranieri – nonostante l’ambiente “sconquassato” per la vicenda De Rossi – ci proverà fino alla fine caricando la squadra a dovere sia per cercare di riuscire in un autentico miracolo sportivo sia per salutare nel modo migliore un’altra bandiera romanista che dirà addio. Di imprese Claudio Ranieri se ne intende, basta far correre la mente a pochi anni fa quando con il Leicester si laureò campione d’Inghilterra in una delle stagioni più gloriose che la storia del calcio abbia mai conosciuto. Intanto però le voci di mercato vedono allontanarsi Dzeko, Kolarov e Manolas da Trigoria, con un occhio di riguardo anche a Zaniolo che è nel mirino di Juventus e Tottenham. Il centravanti sembra essere l’obiettivo numero uno dell’Inter, che proverà a portare a Milano il bosniaco a prescindere dall’ingresso in Champions. Kolarov invece, nonostante abbia ancora un anno di contratto, pare voglia cambiare aria e una sua partenza sembra essere cosa quasi certa. Inoltre la Roma si libererebbe dei 6 milioni di ingaggio lordi percepiti dal serbo. Discorso differente per Manolas, il suo futuro dipende dal mercato e la Roma non è padrona del destino del greco su cui c’è una clausola da 36 milioni di euro. Chi la Roma non vuole cedere è Nicolò Zaniolo: il centrocampista fa gola a molti top club europei, ma l’idea della dirigenza è quella di poter trattenere il giovane talento almeno per un altro anno considerata l’età e il margine di miglioramento con un anno di esperienza in Serie A. Rimane invece il rebus allenatore, con Gasperini in pole per la panchina giallorossa. Il tecnico dell’Atalanta dovrebbe facilmente trovare un accordo con il presidente Percassi per essere liberato a fine stagione e raggiungere Roma in quella che si preannuncia essere un’estate davvero complicata tra polemiche e ringiovanimento della rosa.

Simone Burioni

2015, Roma-Juventus 2-1. Cronaca di una storia d’amore, è arrivato Edin Dzeko

Luca Fantoni – In tutte le storie d’amore la fase iniziale è la più bella. O meglio, in quasi tutte. Quella tra Edin Dzeko e i tifosi della Roma è iniziata quel 6 agosto di tre anni fa, all’aeroporto di Fiumicino, dove centinaia di supporters giallorossi aspettavano l’arrivo di quel centravanti che tanto gentile e tanto onesto pare, ma che diventa un leone quando si mette gli scarpini e scende sul rettangolo verde dell’Olimpico. Ed è proprio lì, nel suo stadio, che il gigante bosniaco ha dato il primo bacio alla lupa, davanti al nemico di sempre. Quella Juventus che molte volte ha esultato sotto al settore ospiti ma che, da quando è atterrato quell’aereo da Manchester, si scioglie come neve sotto al sole di Roma. Era un tardo pomeriggio di fine estate, sulla panchina dei capitolini sedeva ancora Rudi Garcia, De Rossi era adattato nel ruolo di difensore centrale, Szczesny e Pjanic erano ancora dalla parte giusta del guado e davanti, ad accompagnare Edin, c’era Momo Salah, ancora all’inizio del suo periodo d’oro.

BOSNIA SHOW – Alla fine la Juve vinse il campionato, ma quell’inizio di stagione fu probabilmente il peggiore da sette anni a questa parte. Si rende subito pericoloso Iago Falque con un tiro da fuori che finisce alto. Al 24’ inizia il Bosnia show. Pjanic ci prova con una conclusione a giro ma il suo destro si spegne sul palo. Subito dopo Dzekoimpegna Buffon in una parata bassa. Al 61’, il centrocampista che un anno più tardi passerà proprio ai bianconeri, ha un’occasione su punizione, dalla sua mattonella. Se si deve scegliere una delle tante qualità calcistiche che aveva Pjanic, la balistica da fermo è sicuramente quella più bella e quella più letale. Pallone che supera la barriera e Buffon che rimane fermo, è 1-0. Ma è 18 minuti dopo che si suggella l’amore. Iago Falque crossa in mezzo con una traiettoria alta, sulla quale Dzeko si avventa, sovrastando Chiellini come se il difensore fosse un giovane alle prime armi, e di testa da uno schiaffo alla palla che finisce in rete. Qui l’inizio di tutto, quel bellissimo tutto che neanche la sofferenza nel finale, con il gol di Dybala, riuscì a interrompere.

TRE ANNI – Dalla Juve alla Juve. Dalla seconda di campionato, alla penultima. Quante emozioni sono arrivate in queste tre anni. C’è stato il periodo in cui Dzeko e la Roma hanno dovuto capire se effettivamente erano fatti l’uno per l’altra. Dopo un momento di crisi l’hanno capito, e Edin ha cominciato a stupire. I tre gol al Villareal, le 29 reti in campionato, il sinistro al volo contro il Chelsea, la rimonta contro il Barcellona. Le aspettative dei tifosi sono state ripagate. A tre anni di distanza la Roma fa affidamento ancora sul suo numero nove, come ha fatto per tre stagioni e come farà fino a quando Edin non deciderà di andare altrove, o di chiudere la carriera. Serviranno anche e sopratutto le sue qualità nel match di domenica, fondamentale per agguantare la matematica qualificazione in Champions e per continuare a non far esultare la Juventus allo Stadio Olimpico. Avranno tempo per farlo, settimana prossima, in casa loro e non nella tana dei lupi.

Luca Fantoni

2017, Crotone-Roma 0-2. Nainggolan segna da capitano e Dzeko fa 25 in stagione

Luca Fantoni – Tre partite e tre vittorie. Sono solo questi i precedenti tra Roma e Crotone e l’unico allo Scida è quello vinto dai giallorossi per 2-0 nella stagione scorsa. Se nella partita d’andata di quel campionato i capitolini dilagarono facendo affidamento sulla loro bandiera, Francesco Totti, in quella di ritorno a trascinare la squadra furono altri due giocatori cardine, Dzeko e Nainggolan. Il Ninja, capitano per l’occasione, riuscì a raggiungere quota 9 gol stagionali, dimostrando ulteriormente quanto il gioco di Spalletti riuscisse a esaltare in maniera incredibile le sue doti offensive. Alisson ancora non era titolare e in porta giocava Szczesny. La difesa a 3 era formata da Manolas, Rudiger e Fazio. A centrocampo i due esterni erano Bruno Peres ed Emerson Palmieri con Paredes e Strootman al centro. Davanti Salah e Nainggolansostenevano Dzeko. Il Crotone di Nicola, che sembrava in una situazione di classifica disperata, rispondeva con Cordaz, tra i pali, Ceccherini, Dussenne, Ferrari e Rossi in difesa. Sulla linea mediana agivano Capezzi e Crisetig con Tonev e Mesbah sulle fasce. Davanti spazio a Falcinelli e Acosty.

SBAGLIARE E RIMEDIARE – Dopo quattro giorni la Roma avrebbe giocato con il Villarreal in Europa League e, almeno nei primi minuti, la testa è proiettata verso l’impegno europeo. A provarci subito infatti è Tonev ma Szczesny blocca. Al 17° Salah viene leggermente trattenuto in area da Ferrari e l’arbitro Russo concede un generoso rigore. Dzeko, per fugare ogni dubbio, lo calcia fuori dimostrando ancora una volta che i tiri dagli undici metri non sono proprio la sua specialità. I giallorossi iniziano a spingere e trovano il vantaggio nel finale del primo tempo con Nainggolan che controlla un pallone in area e trova la girata vincente. La ripresa si apre con una festa del palo tra Dzeko e Fazio. Il bosniaco prende una traversa con un tiro di sinistro mentre il colpo di testa del difensore si infrange sul montante. Dopo un tiro di Acosty ben disinnescato da Szczesny, Dzeko riesce a rifarsi degli errori commessi, depositando in rete un passaggio di Salah, firmando il definitivo 2-0.

ROSSOBLU – Saranno tre settimane in rossoblù per la Roma. Prima il Crotone, poi il Bologna per concludere con il Barcellona. Tre sfide tanto diverse per la difficoltà ma neanche troppo per l’importanza. Vincere le due partite di campionato comporterebbe la possibilità di guadagnare qualche punto in ottica terzo posto e porterebbe i giallorossi ad affrontare i blaugrana con un pizzico di serenità mentale in più. Il confronto con la squadra di Valverde sarà un’impresa titanica. I capitoli hanno forse il 5, massimo il 10% di possibilità di qualificarsi ma se si vuole cominciare a costruire una mentalità europea si deve partire da match come questi. Scendere in campo e giocarsela, perché le partite iniziano tutte da 0-0. Questo deve essere il mantra!

Luca Fantoni

Dzeko-Emerson al Chelsea, affare in chiusura per oltre 50 milioni: da limare la distanza di 5 milioni sui bonus

Gianluca Notari – Che vendere fosse necessario era cosa nota, magari non ci si aspettava che le cessioni fossero due. Ma tant’è: il trasferimento di Emerson Palmieri ed Edin Dzeko al Chelsea è in fase di chiusura. I due club hanno trovato l’accordo per entrambi i giocatori sulla base di 50 milioni di euro: a questo punto c’è solamente da limare la distanza di 5 milioni tra domanda e offerta riferita ai bonus, con i giallorossi che vorrebbero circa 60 milioni in totale.

Ma con due pedine in uscita, la Roma dovrà pensare anche agli acquisti: per la fascia sinistra le ipotesi più accreditate portano il nome di Barreca del Torino, Horn del Colonia e Darmian del Manchester United. Tre profili diversi tra loro, ma ugualmente in grado di fare rifiatare Kolarov, onnipresente nel’undici giallorosso.
Per quanto riguarda il ruolo di attaccante centrale, invece, si parla del possibile prestito di Michy Batshuayi: la punta belga, oltre ai giallorossi, è stata offerta a diversi club europei, su tutti Borussia Dortmund e Siviglia. Un altro nome accostato alla Roma per sostituire Dzeko è quello di Olivier Giroud, che in uno strano incrocio di mercato libererebbe il posto al Chelsea per il bosniaco per poi prenderne quello a Roma.

Squadra e dirigenti sono ora concentrati sulla partita contro l’Inter, ma gli agenti sono a lavoro per chiudere l’affare. Da tutte le parti coinvolte filtra comunque un diffuso ottimismo: c’è ancora distanza, ma la volontà è quella di voler chiudere l’affare. L’accelerata finale ci sarà probabilmente all’inizio della prossima settimana, dopo la gara di San Siro.

Gianluca Notari

Chelsea pigliatutto. Dopo il sondaggio per Emerson, i blues puntano anche Dzeko

Simone Burioni – Doppie sirene inglesi. “Chelsea su Emerson”, “Il Chelsea punta Dzeko”. Sono le due frasi che hanno fatto preoccupare i tifosi della Roma negli ultimi giorni. Il brasiliano era accostato alla Juventus, che già nella scorsa primavera si era avvicinata molto al terzino sinistro, ma improvvisamente è spuntato il Chelsea di Conte a fare la voce grossa. Senza perder tempo i blues si sono affacciati anche sulla possibile trattativa Dzeko.

MONCHI FA MURO – Riguardo al bosniaco, il ds giallorosso Monchi non vuole privare Di Francesco di uno dei suoi trascinatori e sembra non voler intavolare per nessun motivo una trattativa con il club inglese. Possibile pressing forsennato da parte dei blues nelle ultime ore del mercato invernale, ma per portare a Londra il numero 9 della Roma, che lo scorso anno ha chiuso la stagione da capocannoniere con 29 gol, servirà un’offerta irrinunciabile considerando anche che una vera alternativa a Dzeko nella rosa di Difra non esiste, se non Schick. Il ceco però deve ancora sbocciare e al momento non assicura una certezza per il tecnico giallorosso.

TENTAZION-E-MERSON – Altro discorso è quello legato al terzino classe ’94 che potrebbe essere sacrificato. Sulla stessa fascia l’imponente Kolarov ha oscurato il ritorno del brasiliano, infortunatosi nella partita d’addio di Francesco Totti il 28 maggio scorso, e la società di Trigoria potrebbe essere invogliata a lasciarlo partire se il Chelsea metterà sul piatto un’offerta ragionevole, che però non è ancora arrivata. Intanto Monchi sta pensando a dei possibili sostituti come lo svincolato Siqueira, ex Atletico Madrid. Particolare attenzione alle ultime ore del mercato di gennaio, che potrebbero essere infuocate. Il countdown sta per iniziare.

Simone Burioni

Roma, “Ricominciamo!”. Adesso c’è l’Inter… con uno Dzeko in più

Simone Burioni – “Ancora non siamo da scudetto”. Queste le parole di Eusebio Di Francesco rilasciate a Firenze durante l’evento “Ferrante-Pitti Uomo”. Verità o strategia? Il conto alla rovescia per la sfida di Milano contro l’Inter, in programma per domenica 21 gennaio, è iniziato. Serve una reazione. Tra tante difficoltà qualche guizzo da cui ripartire…

EDIN SBLOCCATO – La sconfitta con l’Atalanta, per quanto dolorosa, non è stata totalmente grigia. Qualche aspetto positivo è comunque riuscito ad emergere. Su tutti il ritorno al gol di Edin Dzeko che si è sbloccato dopo un digiuno che durava dal 1 dicembre (match contro la SPAL). Per trovare un’altra rete del bosniaco bisogna scorrere il calendario fino al 1 ottobre. L’avversario era il Milan e il numero 9 giallorosso riuscì a caricarsi la squadra sulle spalle portandola alla vittoria. San Siro potrebbe essere il posto giusto da cui far ripartire la striscia positiva di gol iniziata nella prima parte di stagione.

MODULO CONFERMATO – Schick fa il Defrel, ma il ceco pecca di lucidità negli ultimi metri se costretto a ripiegare costantemente sulla linea di centrocampo. Inoltre non è la posizione che predilige anche se al suo arrivo dichiarò: “Posso giocare ovunque in attacco”. Il mister è chiaro, il collettivo conta più dell’individuo: “Avanti con il 4-3-3”.

DIFRA VS SPALLETTI – All’andata, con un pizzico di fortuna e con un VAR acerbo, l’Inter dell’ex Spalletti era riuscita a spuntarla su una Roma ancora in rodaggio e che non aveva convinto pienamente nel pre-stagione. A quella sconfitta sono seguite le 5 vittorie consecutive in campionato, arrestate solo all’ottava giornata dal Napoli. Le statistiche più recenti pendono dalla parte di Di Francesco: i giallorossi nelle ultime 5 partite a San Siro in Serie A contro i nerazzurri sono riusciti ad ottenere tre vittorie. Roma, ascolta la Sud: “Ricominciamo!”.

Simone Burioni