Due mesi di cura Ranieri: i primi risultati si vedono

(Jacopo Venturi) – Quasi due mesi e otto partite fa Claudio Ranieri si sedeva sulla panchina della Roma per ritirarla su da una situazione difficile. Ad oggi la squadra allenata dal tecnico testaccino non può definirsi in salute, ma è di sicuro in crescita e ancora in corsa per un posto tra le prime quattro. Il primo mese di Ranieri da tecnico romanista non è stato positivo. Dopo la vittoria all’esordio con l’Empoli, sono arrivate le sconfitte con Spal e Napoli e il pareggio contro la Fiorentina. Ad aprile però la musica è cambiata: dopo il 2-2 contro la Viola, la Roma ha blindato la porta, prendendo gol solo dall’Inter a San Siro, dove ha pareggiato, e vincendo nelle altre tre volte in cui è scesa in campo, contro Sampdoria (0-1), Udinese (1-0) e Cagliari (3-0). Come detto dunque la tendenza è di sicuro in crescita e i meriti del tecnico ci sono: ha “normalizzato” la squadra, bilanciandola, rendendola meno brillante in fase offensiva (solo 11 le reti segnate in 8 uscite) ma anche progressivamente più solida dietro. E in questo modo stanno arrivando punti pesanti, per il presente e per il futuro della Roma, che in queste ultime quattro giornate si gioca molto più di una posizione in classifica.

(Jacopo Venturi)

Roma, ora Conte è davvero vicino

Gianluca Notari – Acquisti, cessioni, politiche di trading, progetto per il nuovo stadio, giocatori, dirigenti: in queste 8 stagioni americane, James Pallotta le ha provate davvero tutte. Ha provato a mantenere la parola data quando si è insediato come presidente, quando promise che avrebbe fatto della Roma “La regina d’Europa” e che avrebbe voluto vincere lo Scudetto “entro i primi cinque anni, come ho fatto ai Boston Celtics“. A quanto pare le cose non sono andate esattamente così: le colpe non sono certo esclusivamente riconducibili unicamente a Pallotta, ma forse c’è qualcosa che il patron non ha mai fatto: puntare su un allenatore top. Ora, però, le cose sembrano cambiate: da diversi giorni, e sempre più insistentemente nelle ultime ore, si parla di Antonio Conte come molto vicino alla panchina della Roma. Addirittura, sarebbero uscite anche le cifre della proposta giallorossa: 9,5 milioni all’anno. Un sacco di soldi, giustificati però dal curriculum del tecnico salentino.

L’ingaggio da parte della Roma di Antonio Conte sarebbe un incentivo incredibile per tutto l’ambiente romanista dopo un’annata deludente sotto tutti i punti di vista. Così, anche chi aveva già le valigie in mano – come ad esempio Dzeko e Manolas – potrebbe decidere di rimanere. Il mister ex Juventus e Chelsea è una garanzia: ovunque è andato ha stupito, conquistando trofei in Italia e in Inghilterra e guidando l’Italia in un Europeo incredibile, abbandonato solamente ai rigori contro la Germania Campione del Mondo. Con lui, la Roma ingaggerebbe anche il suo staff, su tutti Paolo Bertelli, preparatore atletico che già in passato era transitato dalle parti di Trigoria.

Il punto di forza del progetto della Roma, che ovviamente non può contare sui budget a disposizione dei top club europei, è la carta bianca: Conte, se accetterà la proposta dei giallorossi, avrà mano libera su ogni scelta riguardante l’area tecnica e sportiva, condizione che altri club come il Manchester United o il PSG non gli garantirebbero. Inoltre, Conte è voglioso di tornare in Italia e questo sembra essere il momento più opportuno: anche l’Inter e il Milan si sono lanciate sul tecnico pugliese, ma per il momento la Roma sembra conservare un vantaggio su di lui che certamente non vuole sciupare. Se Pallotta vuole davvero fare grande la Roma, questa è la strada giusta.

Gianluca Notari

SERIE A Roma bella e vincente sul Cagliari: il quarto posto si avvicina (VIDEO)

(Keivan Karimi) – Una Roma così bella, ordinata, concreta e frizzante non la si vedeva da tanto, troppo tempo. L’Olimpico torna ad applaudire la squadra di Claudio Ranieri, che battendo il Cagliari per 3-0 si rilancia in vista della lotta serrata per il quarto posto che significherebbe accesso alla prossima Champions League.

La gara di sabato pomeriggio è un monologo giallorosso: bravo mister Ranieri a rilanciare dal primo minuto il redivivo Javier Pastore e dare fiducia al frizzate Justin Kluivert, entrambi tra i migliori in campo. Non a caso dopo 8′ la Roma è già sul 2-0: prima Fazio in mischia e poi lo stesso Pastore con un destro preciso beffano la difesa sarda che capisce di potersi anche concedere una vacanza romana a salvezza ormai ottenuta.

La Roma gioca bene e sfiora il gol in una marea di occasioni: Pastore coglie la traversa, il pur bravo Cragno salva su uno scatenato El Shaarawy e il solito Dzeko cestina un paio di palle-gol clamorose tra primo e secondo tempo. A chiudere i conti ci pensa Kolarov nel finale con un tap-in vincente che vale il suo ottavo centro stagionale, davvero pazzesco per un difensore. I giallorossi volano al 4° posto momentaneo in classifica e lanciano il guanto di sfida a Milan e Atalanta: l’obiettivo Champions è ancora vivo e possibile.

Roma-Cagliari 3-0: le pagelle. Le motivazioni fanno la differenza. Fazio versione bomber, Pastore mostra la sua classe

Simone Indovino – Un sabato sera all’insegna della tranquillità. La beffa dell’andata è ampiamente rivendicata (ma quanto pesa non avere quei 2 punti), e ilmassimo bottino oggi è certificato anche da una prestazione di altissima qualità. Tre gol fatti, nessuno subito e il quarto posto nuovamente raggiunto in attesa delle dirette avversari. Fazio certifica il suo buon momento, rinasce Pastore con giocate e un gol pregevolissimo. Sarebbe gradito averlo in questo finale di stagione. Kolarov mette le ciliegina sulla torta.

ROMA

Mirante 6 – Spettatore non pagante di una piacevolissima partita dei suoi compagni. Dice la sua, in ogni caso, su un’interessante conclusione di Pavoletti.

Florenzi 7 – Una condizione fisica che è sembra eccellente, che gli consente di fare lo stantuffo sulla corsia di destra e a coprire, allo stesso tempo, in maniera egregia in fase difensiva.

Manolas 6 – Ordinaria amministrazione per il greco, che incappa solo in una spiacevole ammonizione proprio allo scadere di gara dopo essersi perso l’uomo.

Fazio 6.5 – Punisce il Cagliari che è ormai diventate una delle sue vittime predilette. Si conferma in un buon momento, creatosi in concomitanza con l’arrivo di Ranieri. Torna anche al gol, che è utile per bloccare presto una partita che poteva essere insidiosa col passare dei minuti.

Kolarov 6.5 – Non rischia troppo dal suo lato, e per questo motivo le scorribande sulle sinistra sono innumerevoli. Corona il tutto con un gol (col destro), che mette al sicuro il risultato.

Nzonzi 6.5 – Non luccicante ma concreto. La legna davanti la difesa era proprio quello che Ranieri chiedeva in questa partita e con questo tipo di centrocampo. Compito svolto in maniera perfetta e con la giusta aggressività.

Pellegrini 6.5 – La sua vivacità in mezzo al campo fa sempre bene alla fase offensiva della squadra, anche quando è schierato in posizione più arretrata come oggi.

Kluivert 6.5 – Quando parte è praticamente imprendibile, ed è lui a servire il pallone che alla fine arriva a Pastore per il gol del raddoppio. Come ormai consueto, potrebbe essere un po’ più lucido in determinate circostanze.

Pastore 7 – La palma del migliore in campo, oggi, va a lui. Criticato quando c’è da criticare, applaudito quando c’è da applaudire come oggi. Delizia tutto il pubblico dell’Olimpico prima con un gol di grande caratura, poi con delle giocate pregevolissime che fanno anche infastidire gli avversari. Vicino alla doppietta: solo la traversa glielo nega.

El Shaarawy 7 – Non fa altro che confermare il suo momento, anche se oggi non appare nel tabellino. Dopo 30 secondi mostra subito che è in palla bevendosi 4 avversari, poi fa il velo preziosissimo per Pastore.

Dzeko 6 – Ha voglia di far nuovamente gol nella sua casa, e ci prova tanto anche se spesso in maniera non troppa convinta. Goffo nell’occasione più ghiotta, ma la sua partita rimane comunque positiva. Prende anche uno sfortunato palo.

Perotti 6 – Fantasista a tutto campo nello scampolo di partita in cui è in campo.

Under s.v. – Una condizione atletica ancora da rivedere.

Coric s.v. – Piacevole rivedere il croato.

Ranieri 7 – Adesso questa squadra ha un’identità. Esprime un buon gioco, è solida in difesa, e sopratutto mostra voglia di vincere come nell’occasione di questo pomeriggio. Adesso tutti sul divano a vedere le dirette concorrenti: c’è decisamente bisogno di uno sgambetto ai loro danni.

Simone Indovino

Roma, nuovo allenatore e mercato in uscita: gli scenari per una stagione senza Champions

Gianluca Notari – Con il match di lunedì tra Napoli e Atalanta – vinto dai bergamaschi per 1-2 – si è concluso il 33° turno di Serie A. Giornata importante specialmente per l’Europa: è andata in scena, infatti, la sfida tra Inter e Roma, terminata 1-1. Le contendenti cercavano punti importanti in ottica Champions League, ma oltre alle reti di El Shaarawy e Perisic si è visto poco altro. Tutto sommato, i nerazzurri posso ritenersi soddisfatti di aver superato indenni una gara che poteva rivelarsi una trappola: la squadra capitolina, in fiducia dopo la cura Ranieri, per larghi tratti della partita è sembrata davvero in grado di agguantare il bottino dei tre punti, salvo poi commettere l’ennesima ingenuità difensiva che ha permesso al croato di segnare la rete del definitivo pareggio. La situazione di classifica parla chiaro: l’Inter, a quota 61 punti, è già con un piede nella prossima Champions, mentre la Roma, ferma a 55, vede allontanarsi il treno del quarto posto, occupato attualmente da Milan e Atalanta, entrambe a 56 punti.

I giallorossi, dopo un’annata funesta che ha visto anche l’allontanamento di Eusebio Di Francesco e Monchi, si prepara per la concreta possibilità di non giocare la prossima Champions. Dopo cinque anni di presenza continua nella competizione – e dopo l’insperata semifinale dello scorsa edizione – il club  di Pallotta si prepara ad un passo indietro che sa di ridimensionamento. Senza quegli introiti gli obiettivi perseguibili sono sostanzialmente due: abbattere il monte ingaggi o realizzare un tot di plusvalenze che permettano di mantenere lo status quo. Come detto, però, al momento i giallorossi hanno un allenatore con le ore contate (è stato chiaro fin da subito che Ranieri avrebbe diretto la squadra solamente fino al termine del campionato) e un ds ad interim, Ricky Massara, che probabilmente comunicherà le proprie dimissioni il giorno dopo di Roma-Parma, ultima partita della stagione.

ALLENATORE – Insomma, una squadra da ricostruire a partire da chi dovrà ricostruire, ovvero allenatore e direttore sportivo. Per il ruolo da ds la scelta sembra ormai orientata sul nome di Petrachi del Torino, mentre per quanto riguarda il tecnico i nomi più in voga sono al momento tre: Conte, Sarri, Gasperini, anche se tutti e tre, per motivi diversi, non sembrano così vicini alla panchina giallorossa. Conte, oltre alla causa ancora in essere contro il Chelsea, si è affermato negli ultimi anni come un top coach di livello mondiale: ovunque sia andato ha vinto e la Roma al momento non sembra avere il giusto appeal per garantire al tecnico salentino un progetto vincente e duraturo. Un’altro scoglio potrebbe essere poi rappresentato dall’ingaggio: l’ex Juventus nell’ultimo anno al Chelsea guadagnava circa 10 milioni di sterline all’anno, somma a cui i dirigenti di Trigoria non possono nemmeno avvicinarsi. Inoltre, il probabile domino delle panchine europee della prossima estate potrebbe presentare scenari più appetibili rispetto a quello di una Roma fuori dalla Champions. Per Sarri il discorso è simile: anche lui, dopo l’esperienza al Napoli e il conseguente approdo al Chelsea, ha assunto una dimensione più grande rispetto a tre anni fa, quando fu molto vicino alla panchina giallorossa. Inoltre, Sarri è al momento in piena corsa sia per rientrare nei primi quattro posti della Premier League che per la vittoria dell’Europa League. Non è affatto scontato che Abramovich e soci decidano di separarsi da Sarri a fine stagione, anche se non è un segreto che l’amore tra il tecnico e l’ambiente Blues non sia mai scoppiato. Infine, rimane il profilo di Gasperini: il suo è certamente un nome più spendibile rispetto ai colleghi sopracitati e l’avventura con la Roma potrebbe rappresentare finalmente quella chance di allenare una grande che l’ex Genoa non ha mai avuto. Il legame con l’Atalanta è però forte, sia in termini affettivi che contrattuali, per questo non sarebbe facile per lui distaccarsi dal club orobico.

CESSIONI – Come detto, tornando al discorso sul bilancio, le strade percorribili dalla Roma sono essenzialmente due, ma portano in ogni caso allo stesso risultato: cessioni. Bisognerà però capire la linea che i giallorossi intendono intraprendere: da una parte c’è l’esigenza di liberarsi da ingaggi pesanti come quelli di Dzeko, Pastore, Nzonzi, Perotti, dall’altra c’è l’opportunità di perseguire la strada delle plusvalenze. In questo caso, il nuovo ds permetterebbe al club di ripartire da alcuni fermi, privandosi però di alcuni talenti che garantirebbero una certa futuribilità al progetto Roma come Zaniolo, Pellegrini e Under. La sensazione è che si cercherà di trovare una via di mezzo tra le due linee, ma è certo che i nuovi addetti ai lavori del club dovranno lavorare tanto per far dimenticare ai tifosi questa brutta stagione.

Gianluca Notari

La Roma che sarà: Petrachi direttore sportivo?

(Jacopo Venturi) – Si fanno sempre più insistenti le voci che vogliono Petrachi direttore sportivo della Roma. La squadra giallorossa ha bisogno di un profondo cambiamento nel settore tecnico e soprattutto ha bisogno che la rosa sia sfoltita e modificata nei prossimi mesi. Perché puntare su Petrachi? I suoi risultati al Torino in questi anni sono stati altalenanti ma nel complesso positivi e ciò che può allettare in particolare la Roma è il modo in cui lo ha fatto: dimostrando di saper scegliere i giocatori, di trovare delle occasioni, di saper muovere il mercato del Torino con colpi low cost in entrata e importanti plusvalenze in uscita. Un direttore sportivo più sulla falsariga di Sabatini che non di Monchi, più istintivo. Considerando i risultati divergenti che hanno avuto i due modelli di lavoro nella Roma, ha senso che a Trigoria si possa fare una scelta in favore del “vecchio” modello. Logico è che Petrachi dovrebbe misurarsi con disponibilità diverse, un ambiente più complicato e ambizioni più importanti e che questo rappresenti un’incognita è evidente. Ma la Roma potrebbe tentare il rischio. Nella speranza anche che con Petrachi possa arrivare un allenatore suo compaesano.

(Jacopo Venturi)

GP Serie A, cinque giri al traguardo Champions League. Tanti scontri diretti tra le pretendenti, insidie Genoa e Juve per la Roma

Simone Indovino – Immaginatela così: una griglia di partenza nel più classico stile automobilistico o motociclistico. Cinque giri da disputare, cinque pretendenti principali. Milan, Roma, Atalanta, Torino e Lazio. Cinque squadre, un’unica corsa, un unico obiettivo comune. Il quarto posto, che vuol dire Champions League. Pronosticare, a oggi, chi sia la favorita per conseguire il piazzamento è praticamente impossibile, poiché questo campionato ha riservato tante sorprese sin dal suo inizio. Importante in quest’ottica potrebbe essere, tuttavia, il calendario delle pretendenti. Sfideincroci, che si riveleranno decisivi a fine maggio.

Si parte stasera, con un aperitivo d’altissimo gusto. Napoli e Atalanta si affronteranno per completare la giornata pasquale della Serie A. Già da questo match si potranno trarre delle indicazioni interessanti sugli orobici. Il prossimo turno, invece, regala scontri interessantissimi. La Roma dovrà ovviamente cercare di far bottino pieno in casa col Cagliari (vendicare con autorità la beffa subita in Sardegna a dicembre sarebbe cosa piuttosto gradita), in modo da guardare da spettatrice interessata il delicato scontro tra Torino e Milan e quello tra Sampdoria e Lazio. Anche per l’Atalanta non si prospetta una gara semplice: l’attende l’Udinese desideroso di ottenere punti decisivi per la salvezza.

Nel turno dopo la squadra di Ranieri se la vedrà col Genoa in quella che forse è la gara più insidiosa delle cinque rimanenti per i giallorossi. I risultati altalenanti del Grifone l’hanno messo in serissima difficoltà, e l’ombra della B è forte. Facile quindi ipotizzare una grinta non indifferente da parte dei ragazzi di Prandelli. Gara sulla carta agevole per il Milan, che se la vedrà col Bologna a San Siro. Di contro, il Torino sarà impegnato sul campo della Juve per il derby e Lazio e Atalanta si scontreranno all’Olimpico.

Al terzultimo turno, quando sarà ormai il 12 maggio, ecco che la Juventus campione d’Italia farà visita nella Capitale. Chiaramente i bianconeri arrivano senza obiettivi né pretese, ma è altrettanto logico pensare che la partita rimanga comunque complicatissima. Un eventuale risultato positivo potrebbe forse dare quello slancio definitivo ai capitolini, che scenderanno in campo già a conoscenza del risultato del Milan nell’ostico campo di Firenze. Scontri casalinghi più agili, in questo caso, perAtalanta e Torino, che se la vedranno rispettivamente con Genoa e Sassuolo. La Laziodisputerà il suo match in trasferta a Cagliari.

Meno due giri dal termine: Sassuolo-Roma, Milan-Frosinone, Lazio-Bologna. Facile pronosticare un successo di tutte e tre le compagini, che farebbe rimanere tutto invariato. Più insidioso il match per il Torino in casa dell’Empoli, che certamente dovrà ottenere punti salvezza fino all’ultima giornata. L’Atalanta, invece, giocherà in casa della Juventus.

Ultima giornatala Roma concluderà la sua corsa in casa col Parma. Sarebbe fin troppo bello ritrovarsi già qualificati alla prossima Champions League, ma ammesso che ancora l’obiettivo non sia stato conseguito, i 3 punti sono a dir poco obbligatori, senza fare troppi calcoli sugli altri, almeno in quest’ultima partita. Anche perché, eccezion fatta per lo scontro diretto tra Torino e Lazio, le dirette avversarie hanno partite piuttosto agevoli. Poco importa a quel punto, perché l’obiettivo principale deve essere quello di vincere tutte e 5 le partite rimaste. La Roma di Ranieri può farlo e deve farlo, sarebbe il risultato minimo in una stagione decisamente al di sotto delle aspettative iniziali. Perché alla fine della corsa, dopo tutto, sarebbe meraviglioso vedere quel veicolo giallorosso fiammante tagliare il traguardo.

Simone Indovino

Una certezza per il futuro: Nicolò Zaniolo. Il rinnovo per metterlo al centro del progetto

(Jacopo Venturi) – Nicolò Zaniolo piace a tanti. Ma più di tutti piace alla Roma, che se lo vuole tenere stretto. A Trigoria l’intenzione è molto chiara: resistere agli assalti delle big d’Europa per il talento ex Inter, rinnovargli il contratto e metterlo al centro del progetto. Il piano giallorosso trova legittimità in una necessità emersa durante la stagione in corso, ovvero quella di ricostruire. Per farlo però è necessario che ci siano dei punti fermi e uno dei pochi che ha dimostrato di poterlo essere in futuro è sicuramente Zaniolo. Quest’anno ha sorpreso tutti. Dal prossimo anno non sarà più la possibile rivelazione, ma un perno degli schemi del prossimo allenatore romanista, a prescindere che sia Ranieri (improbabile) o qualcun altro. Ecco allora che prima di pensare a ogni discorso di campo la Roma dovrà avere la forza economica e strategica di trattenere il giocatore, illustrandogli un progetto che lo faccia sentire quello che potrà diventare, ovvero il riferimento della Roma dei prossimi anni.

(Jacopo Venturi)

Calciomercato, inizia l’estate dei colpi milionari

Gianluca Notari – La stagione sta per finire e l’estate comincia timidamente ad affacciarsi nelle case di tutti i tifosi. Senza Mondiali o Europei, quella che ci apprestiamo a vivere sarà un’estate molto lunga, probabilmente all’insegna dei grandi colpi di calciomercato. Tanti i club reduci da annate rivedibili: le due di Manchester hanno fallito i propri obiettivi, così come il Bayern Monaco e il Real Madrid, entrambe fuori prematuramente dalla Champions League così come l’Atletico. Spostandoci in Italia, chi metterà pesantemente mano al portafogli sarà la Juventus, ancora scottata dall’eliminazione in Champions contro l’Ajax: gli olandesi hanno dimostrato ancora una volta che il potere economico non significa vittoria e che Cristiano Ronaldo non è sinonimo di trofei.

Ma oltre a CR7, autore in ogni caso dell’ennesima stagione da urlo, i bianconeri hanno probabilmente sbagliato qualcosa in fase di costruzione della rosa: il ritorno di Bonucci non ha garantito quella sicurezza difensiva di cui si aveva memoria, mentre il centrocampo si è dimostrato spesso in difficoltà. Per questo, l’obiettivo è Paul Pogba: il suo ritorno a Torino potrebbe aggiustare le cose nella mediana di Allegri, ma il suo nome è da tempo sul taccuino di Zinedine Zidane. Il Real dovrà affrontare in estate una piccola rivoluzione, visto che il primo anno post-Ronaldo non è andato come sperato. Oltre al colpo Hazard, sempre più vicino ai Galacticos e con il Chelsea che si è già assicurato l’arrivo di Pulisic, a Madrid i tifosi si preparano per i fuochi d’artifico: poche settimane fa Florentino Perez aveva ammesso l’interesse sia per Mbappé che per Neymar, facendo capire le intenzioni dei Blancos per il prossimo mercato.

In Inghilterra, invece, si guarda alle difese: City e United sarebbero entrambe interessate a Koulibaly, valutato però da De Laurentiis non men di 100 milioni. Per i Red Devils una soluzione low cost potrebbe essere Manolas della Roma, il quale si potrebbe liberare facilmente grazie alla clausola rescissoria da 36 milioni di euro. Restando in Serie A, continua a tenere banco la situazione di Mauro Icardi: l’argentino è tornato in squadra dopo il periodo passato in quarantena, ma nonostante le rassicurazioni della moglie-agente Wanda Nara – “Mauro rimarrà all’Inter” ha detto la show girl in settimana – si intensificano le voci su un possibile scambio con Dybala, ridimensionato in bianconero con l’arrivo di CR7 e autore di una stagione da dimenticare: appena 5 reti in campionato, certamente un bottino non indimenticabile. L’Inter dal canto suo si assicurerebbe un campione che potrebbe comporre un tridente niente male insieme a Lautaro e Dzeko, visto come prima alternativa per il post-Icardi.

Gianluca Notari

Roma Femminile, sconfitta con la Fiorentina nell’ultima stagionale. Appuntamento al prossimo anno

Simone Burioni Si conclude la prima stagione ufficiale della Roma Femminile: una realtà partita in sordina, ma che con il tempo è riuscita ad attirare gran parte dei tifosi capitolini, i quali durante la stagione hanno dimostrato sempre più il loro sostegno alla formazione giallorossa.
Il loro campionato si è purtroppo concluso con una sconfitta sul campo della Fiorentina, seconda in classifica e qualificatasi alla fase preliminare della prossima Champions League. A decidere la partita il gol di Vignali, arrivato nei minuti di recupero della gara dopo le reti, entrambe su calcio di rigore, di Mauro per le toscane e di Pugnali per le ospiti.

Così Betty Bavagnoli, allenatrice delle giallorosse, ai microfoni di Roma Tv a fine gara:
Sono molto orgogliosa della squadra. Le mie ragazze hanno dimostrato quello che possono dare e soprattutto hanno ascoltato le nostre indicazioni dopo la sconfitta di mercoledì. Meritano il progetto della Roma. Nonostante tutto siamo entrate in campo un po’ contratte per l’emozione, ricordiamo però che l’avversario era di grandissimo livello. Piano piano abbiamo dimostrato una capacità di reazione che non è mai mancata durante tutta la stagione; abbiamo presentato un spettacolo bello e divertente. La Fiorentina non avrebbe avuto bisogno del rigore per vincere, questo ha lasciato un po’ di amarezza generale. Con la mentalità della società e gli investimenti che si potranno fare in futuro potremo toglierci grandi soddisfazioni. Dovremo avere l’accortezza di continuare a costruire come abbiamo fatto in questa stagione”.

Più caustica invece Federica Di Criscio, difensore della formazione capitolina:
La Fiorentina non avrebbe avuto bisogno di alcun tipo di regalo e invece la partita è stata decisa da episodi. Usciamo comunque a testa alta, abbiamo dimostrato che anche una squadra giovane può fare strada in questo campionato perché abbiamo dimostrato il nostro valore durante tutta la stagione. Pensando alla partita di mercoledì e a quello che invece siamo riuscite a fare oggi possiamo dire che l’errore è stato nostro nell’atteggiamento, nell’approccio alla partita troppo reverenziale. Ma tutto questo ci farà crescere. Per molte di noi era la prima semifinale mentre per loro è un’abitudine giocare a questi livelli. Credo che con la determinazione messa oggi e con l’impegno dimostrato durante l’anno possiamo toglierci soddisfazioni anche nel prossimo anno“.

Appuntamento al prossimo anno dunque, quando per la Roma sarà più difficile interpretare il ruolo dell’outsider, dovendo mantenere le premesse di questa stagione.

Simone Burioni